La robotica e l’intelligenza artificiale stanno entrando anche nel settore del cleaning professionale, con sistemi capaci di muoversi autonomamente, riconoscere gli ostacoli e pianificare i percorsi di lavoro. Un’evoluzione che, secondo Bruno Ferrarese, contitolare di Idrobase Group, è già particolarmente visibile sul mercato cinese e potrebbe modificare nel prossimo futuro anche la filiera europea

La robotica applicata alla pulizia professionale
Il tema viene osservato da Idrobase Group anche attraverso la propria presenza produttiva in Cina, dove l’azienda opera da oltre vent’anni con una struttura a Ningbo. Nel frattempo, nella sede di Borgoricco, in provincia di Padova, l’impresa sta lavorando sull’organizzazione della propria produzione attraverso l’applicazione della metodologia Lean e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella gestione dei prodotti.
Secondo Ferrarese, però, il cambiamento più significativo in corso nel cleaning non riguarda necessariamente la componente meccanica dei macchinari. A fare la differenza sarebbe soprattutto la piattaforma software che permette di gestire il movimento autonomo del robot.
Uno stesso sistema, infatti, può essere utilizzato su macchine destinate ad applicazioni differenti, modificando principalmente l’attrezzatura installata sul telaio. In questo scenario, elementi come navigazione, riconoscimento degli ostacoli, pianificazione dei percorsi e raccolta dei dati assumono un ruolo centrale.
Software e dati diventano parte della filiera
L’introduzione di macchine autonome potrebbe quindi ampliare la tradizionale filiera del cleaning, coinvolgendo competenze che arrivano dal mondo della robotica, del software e dell’analisi dei dati.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la necessità di mappare gli ambienti nei quali i robot devono operare. Per consentire a una macchina di muoversi autonomamente all’interno di un edificio, infatti, è necessario disporre di una rappresentazione digitale degli spazi sufficientemente dettagliata.
Questo potrebbe favorire la crescita di nuove figure e aziende specializzate nella digitalizzazione e nella mappatura degli ambienti, oltre che nello sviluppo e nella gestione delle piattaforme software.
Per Ferrarese, si tratta di un passaggio destinato a incidere anche sui rapporti tra produttori, distributori e clienti. Il modello tradizionale, basato sulla vendita di specifiche macchine per altrettanto specifiche applicazioni, potrebbe progressivamente affiancarsi a un’offerta più orientata alla robotica e alle piattaforme tecnologiche.
Il mercato cinese come osservatorio sull’evoluzione
È soprattutto osservando il mercato cinese che Idrobase Group individua i segnali di questa trasformazione. Secondo Ferrarese, in Cina la diffusione della robotica nel cleaning sta contribuendo a modificare la composizione della filiera, con un ruolo crescente per le aziende tecnologiche che sviluppano software e sistemi per la gestione autonoma delle macchine.
La prospettiva delineata dall’imprenditore è quella di un mercato nel quale un distributore potrebbe proporre non più soltanto singole macchine per specifiche attività di pulizia, ma una gamma di robot destinati a differenti applicazioni.
Si tratta, tuttavia, di uno scenario prospettico. Le modalità e i tempi con cui un’evoluzione di questo tipo potrebbe affermarsi in Europa dipenderanno da diversi fattori, tra cui lo sviluppo



