Nanomateriali e nanotecnologie contro Covid-19

È da circa vent’anni che al di fuori degli ambiti scientifici e strettamente specialistici sentiamo parlare di nanomateriali e nanotecnologie e, in tempi più recenti, del loro impiego. Attualmente si parla delle loro applicazioni per rallentare la pandemia di Covid-19.

di Furio Bernardini

I nanomateriali sono particelle talmente piccole che possiamo vederle solo usando un microscopio e sono dappertutto. Si trovano anche in natura, facilmente trasportate dal vento (per esempio nel caso del polline e della sabbia), ma sono sempre più presenti anche nella nostra vita quotidiana per via dei prodotti di consumo.

Essendo piccoli, ne consegue che a volte si comportano diversamente rispetto alla stessa sostanza allo stato macroforma il che può influire sui rischi potenziali. Sono fino a 10.000 volte inferiori al diametro di un capello umano e questa caratteristica li rende molto preziosi per tutti i tipi di applicazioni pratiche.

In un contesto giuridico, la Commissione Europea ha formulato una raccomandazione secondo cui la definizione del termine “nanomateriale” deve basarsi esclusivamente sulla dimensione delle particelle che costituiscono il materiale, indipendentemente dalla pericolosità o dal rischio.

Tale definizione comprende i materiali naturali, derivati o fabbricati ed è alla base dell’attuazione di disposizioni normative per questo gruppo di materiali. Nondimeno, in alcuni settori legislativi, gli obblighi giuridici relativi ai nanomateriali derivano dalla possibilità di avere proprietà diverse rispetto a particelle più grandi (Commissione Europea, 18 ottobre 2011, Sulla definizione di nanomateriale; pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 20/10/2011 https://eur-lex.europa.eu/eli/reco/2011/696/oj).

I nanomateriali sono anche presenti in natura, per esempio nelle polveri o nella cenere vulcanica; possono anche essere una conseguenza accidentale di attività umane (per esempio sono contenuti nei gas di scarico delle automobili o in quelli emessi da candele accese). Da diversi anni alcuni nanomateriali vengono prodotti dall’industria; con l’aiuto della scienza siamo ora in grado di creare artificialmente tali particelle o materiali.

Continua a leggere l’articolo: Nanomateriali e nanotecnologie per contrastare Covid-19 (da Cleaning Magazine n.40)

Legambiente: le spiagge sono invase da rifiuti

Sono preoccupanti i dati dell’indagine Beach litter di Legambiente: una media di 783 rifiuti ogni centro metri lineari di spiaggia. L’84% è di plastica. Trovati anche guanti usa e getta, mascherine e altri oggetti sanitari.

Nelle 47 spiagge monitorate dalle volontarie e dai volontari di Legambiente in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) sono stati censiti 36.821 rifiuti in un’area totale di 176.100 mq. 

Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia:  a livello europeo una spiaggia si considera in buono stato ambientale se ha meno di 20 rifiuti ogni 100 metri di costa.

I tipi di rifiuti

Sono per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine. E la plastica resta al primo posto.

Infatti, su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19 (le mascherine sul 68% delle spiagge, i guanti usa e getta sul 26%). Anche quest’anno, in 5 spiagge di Campania, Lazio e Sicilia, sono stati trovati i dischetti utilizzati come biofilm carrier nei depuratori.

Emergenze ambientali

L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge, insieme al tema del clima, è un problema mondiale che va affrontato a livello globale. E la plastica monouso è al centro dell’attenzione della Direttiva europea. DAtà la gravità del probema, Legambiente chiede che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il Decreto legislativo di recepimento della direttiva europea, che si focalizza nel bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso (SUP,Single Use Plastics) u tutto il territorio nazionale.

La Direttiva Europea  

La DIRETTIVA (UE) 2019/904 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 giugno 2019 mette fine ai prodotti in plastica monouso a partire dal 2021.

Il 42,3% del totale dei rifiuti monitorati da Legambiente è costituito dai prodotti usa e getta al centro della Direttiva europea, che prevede a riguardo misure specifiche:

  • mozziconi di sigaretta: obblighi per i produttori, che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica e i costi delle misure di sensibilizzazione.
  • bottiglie e i contenitori di plastica (inclusi tappi e anelli):  l’obiettivo di raccolta è del 90% al 2025 e si dovrà riciclare almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029, con un target intermedio del 77% al 2025. Dal 2024 l’obbligo di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitarne la facile dispersione. Entro il 2025 dovranno avere un contenuto minimo di materiale riciclato (almeno il 25%, e il 30% al 2030) nella produzione
  • reti e gli attrezzi da pesca e acquacoltura in plastica: la Commissione propone per i primi di introdurre regimi di responsabilità del produttore che dovrà coprire i costi della raccolta, di trasporto e trattamento.
  • cottonfioc: divieto di commercializzazione (in Italia quelli di plastica sono stati messi al bando a partire dal 2019)
  • buste di plastica: presenti in Italia ( bandite dal 2013 in Italia, ma ancora presenti, anche se l’uso dei sacchetti si è ridotto del 65%). nel nostro Paese che ha comunque permesso una riduzione nell’uso di sacchetti del 65%. Un bando, sottolinea
  • assorbenti igienici e palloncini di gomma oggetti per cui è stata proposta un’etichettatura chiara, che indichi il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica

Le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti, sono molto importanti. E Legambiente lo sta facendo da anni con Spiagge e Fondali Puliti.

Beach Litter 

L’indagine Beach Litter è una delle più grandi esperienze di citizen science a livello internazionale, grazie all’impegno dei volontari e delle volontarie di Legambiente. Il protocollo utilizzato è sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, cui diverse associazioni comunicano i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più ampi database sui rifiuti spiaggiati costruiti dai volontari a livello europeo.

Giornata mondiale per l’igiene delle mani 2021

Il 5 Maggio è la Giornata mondiale dedicata all’importanza dell’igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni

Per l’edizione 2021, Organizzazione Mondiale della Sanità WHO si rivolge agli operatori sanitari e alle strutture in cui lavorano affinché possano praticare un’igiene delle mani efficace al letto del paziente o dove vengono erogate le cure.

In particolare, l’igiene delle mani dovrebbe essere effettuata al momento giusto (prima del contatto con il paziente, prima di eseguire una manovra asettica, dopo l’esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con gli oggetti o l’ambiente che sta attorno al paziente), nel modo più efficace, e al letto del paziente o laddove viene erogata la cura.

Le infografiche sono state realizzate dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata 2020:

L’invito ad agire è indirizzato a:

  • operatori sanitari: Ora più che mai – igienizza le mani al letto del paziente o dove vengono erogate le cure! (Now more than ever – clean your hands at the point of care!)
  • operatori sanitari coinvolti nella prevenzione e controllo delle infezioni: Sii un campione e un mentore per l’igiene delle mani al letto del paziente o dove vengono erogate le cure (Be a champion and mentor for clean hands at the point of care)
  • responsabili delle strutture: Assicura la presenza degli erogatori per l’igiene delle mani al letto del paziente e dove vengono erogate le cure (Ensure hand hygiene supplies are available at every point of care)
  • policy-makers: Investi adesso per assicurare l’igiene delle mani per tutti (Invest now to ensure hand hygiene for all)
  • pazienti e familiari: Aiutaci ad aiutarti: per piacere lava le tue mani (Help us to help you: please clean your hands)
  • vaccinatori: Igienizza le mani a ogni vaccinazione (Clean your hands with every vaccine)
  • popolazione generale: Fai della pulizia delle mani una tua abitudine – protegge tutti! (Make clean hands your habit – it protects us all!)

22 aprile: Giornata Mondiale della Terra

L’Earth day è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, il giorno – un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera – in cui tutti i cittadini del mondo celebrano la Terra e promuoverne la salvaguardia.

L’idea di creare una ‘Giornata per la Terra’ è stata discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, e il senatore Nelson organizzò un ‘teach-in‘ sulle questioni ambientali.

Nelson riuscì a coinvolgere anche esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.

L’Earth Day si è strutturato nel 1969, dopo il disastro ambientale dovuto alla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California.

Nelson allora ha deciso di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico: “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Cos’è la Giornata della Terra

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità di salvaguardare le risorse naturali della Terra da movimento universitario, nel tempo, è divenuta un avvenimento educativo e informativo.

È quindi l’occasione per riflettere su tutti gli aspetti deiproblemi del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all’Earth Day ha superato il miliardo di persone: è l’affermazione della ‘Green Generation‘, che vuole un futuro libero dall’energia da combustibili fossili, a favore delle fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

Quest’anno circa un miliardo di persone, in 192 nazioni, parteciperà alle iniziative dell’Earth Day.
L’Earth Day 2021 è dedicato al tema della perdita della diversità biologica e dell’estinzione delle specie

Gli obiettivi dell’iniziativa sono:

  • informare e sensibilizzare i cittadini sull’accelerazione del tasso di estinzione di milioni di specie e sulle cause e le conseguenze di questo fenomeno;
  • raggiungere importanti risultati politici in termini di protezione di ampi gruppi di specie, nonché di singole specie e dei loro habitat;
  • costruire e attivare un movimento globale che abbracci la tutela della natura e dei suoi valori;
  • incoraggiare azioni individuali, come l’adozione di una dieta sostenibile, basata su alimenti ottenuti senza l’uso di antiparassitari, insetticidi ed erbicidi.

ISPRA fa il punto dello stato dell’arte in Italia e nel mondo sulla perdita di integrità biologica e come affrontarla: clicca Giornata della Terra.

Assocasa: il ruolo chiave dell’igiene

Il 7 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, A.I.S.E., Associazione Internazionale dei Saponi, Detergenti e Prodotti di Manutenzione, e l’International Scientific Forum on Home Hygiene (IFH) hanno presentato il Report congiunto industria/università che sottolinea il ruolo fondamentale dell’igiene nella prevenzione della diffusione di malattie infettive

Il report promuove il concetto di igiene mirata, l’uso adeguato di prodotti di pulizia e dei disinfettanti. Il report offre anche un’interessante panoramica sull’idea che i consumatori europei hanno del concetto di igiene, sulla base di dati paneuropei raccolti su circa 4.500 consumatori a febbraio e a giugno 2020.

L’87% dei consumatori europei crede che la pulizia e l’igiene nella loro casa siano importanti perché aiutano loro o le persone con cui vivono a non ammalarsi o a contrarre una malattia infettiva. Nel report emerge però che, sebbene le azioni dei consumatori siano in qualche misura guidate dalla loro percezione del rischio, è ancora bassa la comprensione di quando (e dove) l’igiene sia necessaria.

Corrette abitudini, non ci siamo ancora

Il 78% dei consumatori ha dichiarato di far uso di disinfettanti già prima della pandemia da COVID-19; tale dato ha raggiunto l’82% a giugno 2020. Nel report si evidenzia come spesso i disinfettanti siano stati utilizzati in situazioni normalmente considerate a “basso rischio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Al di là del dichiarato, nonostante la pandemia da COVID-19 abbia fornito un’opportunità senza precedenti per la promozione dell’igiene, si hanno poche evidenze che questo abbia modificato la percezione del rischio e i comportamenti igienici dei consumatori europei. A giugno 2020, solo il 44% dei cittadini dell’UE riteneva che non lavarsi le mani con il sapone dopo averci starnutito potesse costituire un rischio elevato di infezione.

Scopo di questo approfondito studio congiunto è proprio la promozione di una corretta igiene, cioè le pratiche attraverso le quali le persone mantengono o promuovono la salute e aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive. In particolare, promuove i principi di Igiene Mirata (clicca qui), un approccio che sostiene che, per essere efficaci, le pratiche igieniche devono essere focalizzate in quei momenti e luoghi dove è necessario interrompere la catena dell’infezione e ridurre il rischio di esposizione a microbi nocivi. 

Spiega anche le due principali procedure igieniche che possono essere utilizzate, cioè l’uso di prodotti di pulizia a base di detergenti e in alcuni casi, quando necessario, l’uso di un disinfettante per mani o superfici.

 

La professoressa Sally Bloomfield, Chair dell’IFH, ha detto: “Questi risultati sono un importante contributo a una maggiore comprensione delle percezioni e dei comportamenti dei consumatori in Europa. Confermano anche che, per avere successo, le attività volte a educare e informare i consumatori devono basarsi sul concetto di igiene mirata“.

In conclusione, il rapporto indica una serie di azioni che devono essere intraprese per massimizzare l’efficacia dell’igiene e allo stesso tempo affrontare le questioni di sostenibilità.

Per leggere e scaricare il report Developing household hygiene to meet 21stcentury needs – A collaborative industry/academia report on cleaning and disinfection in homes & Analysis of European consumers’ hygiene beliefs and behaviour in 2020” visita www.aise.eu/targetedhygiene

Per vedere il video sull’igiene mirata clicca qui

Perseverance sul suolo di Marte

Perseverance, il rover della NASA, dopo sette mesi e oltre 470 milioni di chilometri di viaggio, ha toccato il suolo di Marte, il 18 febbraio 2021.

Un’emozione a distanza, trattenuta, che non pensavo potesse coinvolgere così.

A differenza dell’allunaggio del 1969 – clima di totale attesa e partecipazione collettiva – qui sembrava in sordina, con i tanti problemi di questo pianeta, Marte è lontano. Però l’emozione c’è stata, nella diretta video dalla NASA che ha fatto vedere tutti a distanza, rigorosamente, con le mascherine, l’ansia celata e poi la soddisfazione – contenuta – perché se mancano i sorrisi è difficile comunicarla a tutti…

Perseverance…

Finalmente arrivata!

And good luck!

CM

PRODOTTI
C75: la lavasciuga più compatta della gamma

C75 è la più compatta tra le lavasciuga pavimenti industriali uomo a bordo della gamma C di Comac. Caratterizzata dal design robusto e dall’anima intelligente, C75 è una lavasciuga dotata della tecnologia più innovativa che permette all’operatore di interagire con la macchina per sfruttare al massimo le sue funzioni in un’ottica di ottimizzazione dei tempi di intervento e riduzione dei costi.

Questo è possibile anche grazie al sistema di gestione delle flotte CFC – Comac Fleet Care – di cui può essere dotata per controllare a distanza lo stato di salute di C75.

Tecnologia innovativa vuol dire anche ottime prestazioni, grande potenza e massima sicurezza senza rinunciare alla semplicità di utilizzo, per rendere C75 una lavasciuga estremamente versatile. Inoltre, è una dotata di tecnologie che aiutano a risparmiare le risorse: le operazioni svolte in modalità ECO Mode riducono l’erogazione dell’acqua, del detergente e della pressione. Questo permette non solo di ridurre gli sprechi ma anche diminuire la rumorosità mentre si risparmia energia e si aumenta l’autonomia.

C75 offre anche grande comfort per l’operatore, che grazie alla posizione di guida di ispirazione automobilistica può lavorare in una posizione comoda e confortevole avendo una completa visibilità.

Le configurazioni Essential o Bright, gli optional e gli accessori disponibili, offrono la straordinaria opportunità di poter configurare C75 con la massima flessibilità rendendola in grado di lavorare in qualsiasi ambiente e in qualsiasi condizione di sporco come nei reparti di produzione, magazzini, centri commerciali, supermercati e centri logistici.

Grazie alla perfetta combinazione tra produttività, prestazioni e affidabilità C75 è adatta alla pulizia di manutenzione e di fondo anche di sporchi molto pesanti su medi e ampi spazi fino a 8000 m2.

TTS: gli alleati contro la contaminazione crociata

TTS System presenta Dosely, la stazione di impregnazione.

La contaminazione crociata è un nodo cruciale in tutti i contesti sanitari, dagli ospedali agli studi specialistici: in questi particolari ambienti è essenziale adottare procedure efficaci e utilizzare attrezzatura adeguata per ridurre il rischio, assicurando il massimo in termini di igiene.

Una corretta gestione dei ricambi è la base per minimizzare la proliferazione dei germi, così come la contaminazione crociata: ecco perché, in particolare in ambito ospedaliero, è indispensabile utilizzare un panno pulito per ogni singola area. Inoltre, è preferibile utilizzare esclusivamente panni asciutti impregnati poco prima dell’effettivo impiego in quanto il trasporto e lo stoccaggio di panni umidi creano un ambiente favorevole alla proliferazione di germi.

Dosely rende semplici e immediate queste buone prassi: la stazione d’impregnazione di TTS permette di preparare i panni al momento e direttamente sul carrello, consentendo di elevare facilmente gli standard d’igiene. La soluzione detergente è contenuta in una tanica ermetica che preserva i principi attivi e può essere regolata da 50 a 350 ml, garantendo la saturazione ottimale per ogni tipo di panno e ogni ampiezza della superficie da pulire.

È consigliabile abbinare Dosely ai panni usa e getta in microfibra di TTS per assicurare la massima efficacia della pulizia: l’azione meccanica che caratterizza le sottilissime fibre permette di rimuovere lo sporco e fino al 95% di batteri presenti sulla superficie, riducendo la quantità e l’aggressività del chimico necessari a garantire l’igienizzazione e minimizzando di conseguenza il rischio di creazione di batteri resistenti ai disinfettanti. Inoltre, i panni usa e getta TTS offrono la massima flessibilità in quanto possono essere combinati con qualsiasi principio attivo le direzioni sanitarie dovessero ritenere più adatto.

Le Salviette Disinfettanti

Le Wet Wipes per Superfici e Pavimenti di EUDOREX trattate con soluzioni virucide (didecil-dimetilammonio cloruro DDX / perossido di idrogeno PER OXI / alcool ALX) e conformi ai requisiti EN 14476 rappresentano una soluzione estremamente pratica e sicura per la sanificazione.

Il sistema non richiede acqua né lavanderia e non produce acque nere. Economicamente sostenibile in quanto riduce del 50% il costo della pulizia legato al minor tempo necessario per la preparazione e ricondizionamento dei panni.

Stessa cosa per le Mani(primo vettore dei patogeni); anche qui le salviette, in questo caso trattate con soluzione alcolica dermatologicamente testata e conforme agli standard 14476 e 1276.

Le salviette igienizzanti monouso per mani e superfici sono particolarmente efficaci ed utili per il contenimento delle infezioni in Sanità e nelle Scuole. E rappresentano un dispositivo di protezione dai contagi che non richiede formazione o accorgimenti particolari.

Aziende farmaceutiche, trasporti, enti pubblici e scuole già usano i nostri prodotti, per il contenimento del contagio.

Ansell: DPI per gli operatori sanitari

Ansell, azienda leader nelle soluzioni di protezione, ha siglato un contratto nell’ambito dell’Accordo quadro dell’Unione europea (UE), per contribuire alle continue necessità di DPI contro la pandemia.

L’accordo garantisce la capacità di Ansell di fornire fino a tre milioni di camici monouso AlphaTec® 2000 nei prossimi 12 mesi, per proteggere gli operatori sanitari impegnati a somministrare i vaccini anti COVID-19.

La Commissione europea ha lodato Ansell per la partecipazione alla gara d’appalto dell’Accordo quadro UE, elaborata per acquistare dispositivi di protezione individuale gestiti dalla Commissione europea. Questo è il coronamento dell’impegno di Ansell in un processo iniziato nel gennaio 2020: Ansell ha potenziato le sue capacità produttive e di distribuzione, aumentando la produzione in Europa, Sri Lanka e Cina dei suoi camici monouso AlphaTec® 2000. Inoltre, ha attuato piani d’emergenza per garantire la solidità delle catene di fornitura, a prescindere da potenziali sconvolgimenti.

Eesperienza, capacità globali e impegno

La pandemia trasforma di continuo le esigenze dei lavoratori, e Ansell ha dovuto imparare a reagire con la massima tempestività. Unendo competenze consolidate a capacità globali, il team APS Lithuania di Ansell, specializzato nello sviluppo e nella produzione di tute riutilizzabili a tenuta di gas e liquidi, si è adoperato per superare i limiti della gamma di prodotti AlphaTec®. Così, in meno di sei mesi, Ansell è riuscita a commercializzare la produzione dei camici monouso – Made in Europe – AlphaTec® 2000 , grazie a una programmazione rigorosa e al lavoro estenuante di un team dotato di competenze e di qualità che lo distinguono nel settore.

Un dovere e un privilegio

Paul Bryce, Vice President & General Manager di Ansell Chemical Solutions SBU, dichiara: “Per noi è sia un dovere che un privilegio, in qualità di azienda leader riconosciuta a livello globale, impegnarci a rendere disponibile questo DPI. Gli operatori sanitari in prima linea possono essere sicuri: se necessario, il dispositivo di protezione per svolgere i loro compiti essenziali nella lotta contro il Covid-19 sarà disponibile”.

Paul Bryce

E continua: “Il virus cambia il modo di lavorare delle persone; e noi cerchiamo sempre di proteggere meglio i lavoratori e di reagire tempestivamente alla domanda in continua evoluzione di protezioni multirischio, sviluppando ed espandendo ulteriormente la disponibilità della nostra attuale gamma AlphaTec®.

Il nostro portafoglio AlphaTec® 2000 è pienamente conforme alle norme EN di protezione contro i virus ed è ottimizzato per favorire comfort, efficienza e protezione.

Bryce conferma che Ansell continuerà a investire nelle tecnologie di punta per onorare gli impegni con la Commissione europea. Impegnandosi per proteggere gli operatori sanitari in prima linea che somministrano i vaccini in tutta Europa “proteggeremo non solo loro ma, alla fine, tutti noi“.

TORK: due nuovi saponi per le mani

Per soddisfare le esigenze del mercato, Tork ha lanciato 2 nuovi saponi, dermatologicamente testati e certificati con l’Ecolabel UE.

Gli ingredienti sono scelti con cura per proteggere la pelle e soddisfare le diverse richieste dei clienti. Entrambi sono disponibili in confezioni da 1 litro, sigillate e dotate di pompa monouso, forniscono un lavaggio igienico delle mani e aiutano a ridurre il rischio di contaminazione incrociata. Le confezioni collassano man mano che il contenuto viene utilizzato, contribuendo a ridurre il volume dei rifiuti del 70%.

Sono adatti per una serie di dispenser Tork per la cura della pelle (sistema S4), tutti con un design collaudato e facile da usare, sono disponibili con sensori per l’erogazione senza contatto.

Tork Clarity Hand Washing Foam Soap aiuta a promuovere un ambiente di lavoro sano e igienico: il 99% degli ingredienti è di origine naturale ed è progettato pensando alla sostenibilità. 7 ingredienti su 9 sono di origine vegetale, la formula è facilmente biodegradabile ed è quindi una scelta rispettosa dell’ambiente. Assicura un impatto inferiore sulla vita acquatica poiché gli ingredienti non hanno indicazioni di pericolo ambientale, ma a parità di dose l’efficienza rimane la stessa. La schiuma è facile da risciacquare grazie agli ingredienti utilizzati e assicura un consumo di acqua inferiore del 35%9 durante il lavaggio delle mani.

Tork Odor-Control Hand Washing Liquid Soap aiuta a prevenire il trasferimento di residui di cibo e a rimuovere gli odori persistenti come pesce e aglio. È delicato per le mani e progettato per un uso frequente, senza causare danni alla pelle o irritazioni.

www.tork.it
Nuove scope elettriche Polti
POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G

Le nuove scope elettriche POLTI FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS e POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G senza filo e senza sacco, sono leggere e maneggevoli. E con il parking verticale si ripongono in ogni angolo.

Scopa elettrica con filo? Superata. Con le nuove POLTI FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS e POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G si può pulire casa senza l’odioso cavo della corrente tra i piedi e senza doverle poggiare a terra quando ci si ferma, perché stanno in piedi da sole.

E che autonomia, fino a 40 minuti alla velocità base prima di dover essere ricaricate.

Un prodotto 2 in 1, che al bisogno si trasforma anche in aspirapolvere portatile.

Non solo pavimenti, dunque, ma anche piccole superfici: basta staccare il tubo e corredarle con gli accessori in dotazione per arrivare ovunque e su ogni materiale, tessuti compresi.

FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS

Entrambe sono potenti: il sistema di aspirazione ciclonico non lascia scampo nemmeno allo sporco più tenace. Una volta usate, poi, si “parcheggiano” facilmente: rimanendo in posizione verticale basterà un angolo della casa per riporle senza stress.

Zero sacchi e con il pratico secchio raccogli polvere removibile, si svuotano direttamente nel cestino, evitando ingombranti e costosi sacchetti.

Anche il rullo della spazzola è estraibile per favorirne la pulizia. E niente mal di schiena: il loro peso piuma, poco più di 2 chili, rende ogni sessione di pulizia un gioco da ragazzi.

COMBY 3000, il nuovo look

Dimensioni contenute ma performance elevate per la macchina di STI, ecco i punti forti della nuova versione.

Grazie al suo vapore a 160°C, può eliminare in pochi secondi il 99% di batteri e con il potente motore di aspirazione riesce ad asciugare perfettamente qualsiasi superficie.

Ha un corpo compatto in acciaio inossidabile e una potente caldaia a 6 bar.

È possibile affrontare qualsiasi tipo di pulizia dal momento che Comby 3000 ha una caldaia a ricarica automatica. Inoltre la funzione detergente si rivela una preziosa alleata in caso di sporco particolarmente complicato.

IPC: le innovative Hygiene Stations

Il know-how di IPC nei sistemi no-touch, come ad esempio i mop e i contenitori per i rifiuti, è stato oggi esteso ai nuovi e funzionali Distributori di Prodotti Chimici, inseriti in un programma di Stazioni Igieniche sicure e facili da usare.

La colonna di erogazione VULCANO, adatta ad ogni tipo di applicazione, è caratterizzata da una base che da sola ha un peso del 70% di quello dell’intera struttura, rendendola stabile e sicura.

Vulcano

Realizzata in acciaio completamente trattato con vernice epossidica, è dotata di salva goccia, dispenser Levita, touchless o manuale, di un vassoio per contenere strumenti ed accessori e di un contenitore per lo smaltimento dei rifiuti.

La struttura LIPARI, essenziale nel suo design, è facile da assemblare, da pulire e da spostare.

Lipari

La stazione d’igiene PIANOSA, realizzata in polipropilene, è robusta e stabile, specificatamente progettata per essere installata su pareti o veicoli commerciali allo scopo di garantire la sicurezza dell’operatore durante la movimentazione di merci o alimenti.

Pianosa


SOSTENIBILITÀ
Per un ambiente privo di sostanze tossiche

Una nuova visione a lungo termine per la politica dell’UE in materia di sostanze chimiche. Lo scorso 15 marzo il Consiglio Europeo ha approvato delle conclusioni sulla strategia dell’UE in materia di sostanze chimiche sostenibili.

a cura di Furio Bernardini

Il Consiglio ha approvato una nuova strategia a proposito di sostanze chimiche che definisce una visione a lungo termine per la politica dell’Unione Europea in materia. La strategia mira a realizzare un ambiente privo di sostanze tossiche con un più elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, rafforzando nel contempo la competitività dell’industria chimica dell’UE.

Nelle conclusioni il Consiglio chiede alla Commissione di attuare le azioni indicate nella strategia, incluse le modifiche mirate per razionalizzare la legislazione in materia di sostanze chimiche, sostituendo e riducendo al minimo le sostanze che destano preoccupazione ed eliminando gradualmente quelle più nocive impiegate per usi non essenziali alla società.

La strategia mira specificatamente a vietare le sostanze chimiche più nocive nei prodotti di consumo come cosmetici, giocattoli, detergenti, articoli di puericultura, mobili, tessili o materiali che entrano in contatto con gli alimenti, a meno che non siano ritenute essenziali per la salute, la sicurezza o il funzionamento della società, o se non siano disponibili alternative.

Il Consiglio sottolinea inoltre l’importanza di limitare l’esposizione a interferenti endocrini (pericolosi per il sistema ormonale) e di ridurre gli effetti nocivi delle miscele chimiche. In questo modo si punta a eliminare gradualmente le sostanze chimiche pericolose che interessano i gruppi vulnerabili, ma, in generale, tutte le sostanze chimiche dovrebbero essere utilizzate nel modo più sostenibile e sicuro.

Continua a leggere l’articolo: Per un ambiente privo di sostanze tossiche (da Cleaning Magazine n.40)

Francia: l’indice di riparabilità

Dal 1° Gennaio 2021 in Francia è obbligatorio che alcune categorie di prodotti (5 categorie di elettrodomestici ed elettronica) riportino l’indice di riparabilità.

In Francia, solo il 40% dei dispositivi elettrici ed elettronici guasti è riparato. In un’ottica di economia circolare, il governo, con la legge n. 2020-105 del 10 febbraio 2020 art. 16, ha imposto per alcune categorie di prodotti la visualizzazione obbligatoria di un indice di riparabilità.

Anche a casa nostra, di fatto, l’attitudine a riparare piuttosto che sostituire è stata largamente diffusa. Ora è il momento – per quello che si può – di invertire la rotta e, nell’ottica dell’economia circolare, per una reale riduzione degli sprechi, adottare realmente la strategia delle 5 R che nel 1997 erano del Decreto Ronchi (D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22): Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero (aggiungerei una R, che in fondo le riunisce tutte: Responsabilità).

La Francia

Dal 1° gennaio di quest’anno è obbligatorio pubblicare su alcuni prodotti l’indice di riparabilità, un punteggio su scala 10 che informa i consumatori sulla loro possibilità di riparazione.

Inizialmente riguarda le categorie: lavavetri, smartphone, laptop, televisori e tosaerba elettrici.

È uno strumento nella lotta all’obsolescenza – pianificata o meno – per evitare la rottamazione prematura dei prodotti e per preservare le risorse naturali necessarie alla loro produzione.

Entro il 2024, la legge anti-spreco per un’economia circolare prevede che questo indice diventi un indice di sostenibilità, in particolare aggiungendo nuovi criteri come la robustezza o l’affidabilità dei prodotti.

Il metodo di calcolo dell’indice

Il calcolo dell’indice di riparabilità per ogni modello di prodotto si basa su cinque criteri.

Documentazione: punteggio determinato dall’impegno del produttore a rendere disponibili gratuitamente i documenti tecnici, in numero di anni, a riparatori e consumatori.

Smontaggio e accesso, attrezzi, fissaggi: punteggio determinato dalla facilità di smontaggio del prodotto, dal tipo di attrezzi richiesti e dalle caratteristiche degli elementi di fissaggio.

Disponibilità dei pezzi di ricambio: punteggio determinato dall’impegno del produttore per il periodo di disponibilità dei pezzi di ricambio e il momento della loro consegna.

Prezzo ricambi: punteggio determinato dal rapporto tra il prezzo di vendita dei ricambi e il prezzo del prodotto.

Specifico: punteggio determinato da sottocriteri specifici per la categoria di prodotto interessata.

L’indice di riparabilità risulta dal calcolo di tali punteggi per criterio, ridotto a un punteggio su 10.

Per supportare al meglio l’introduzione dell’indice di riparabilità, il Ministero della Transizione Ecologica fornisce ai professionisti e al pubblico i documenti necessari per il suo calcolo e la sua visualizzazione.

CM

Gestione rifiuti: il Rapporto di ISPRA

ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha diffuso il Rapporto Rifiuti Urbani 2020.

Un quadro di informazioni e analisi sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import e export, a livello nazionale, regionale e provinciale.

I rifiuti urbani: la produzione

I rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2019 sono circa 30 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto al 2018 dello 0,3% (-80 mila tonnellate). Incremento solo nel Nord Italia, con quasi 14,4 milioni di tonnellate di rifiuti, dello 0,5% rispetto al 2018, mentre è in calo al Centro (-0,2%) con circa 6,6 milioni di tonnellate evidenzia e al Sud (-1,5%) con 9,1 milioni di tonnellate.

Ogni cittadino italiano, in un anno, ha prodotto circa 500 chilogrammi di rifiuti. La regione che ha la produzione pro capite più elevata si conferma in Emilia Romagna, con 663 chilogrammi per abitante per anno. Aumenta la raccolta differenziata specialmente al Sud: tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si rileva a Cagliari con il 71,4%.

Rispetto al 2018, c’è stato un disallineamento tra l’andamento della produzione dei rifiuti e quello degli indicatori socio-economici (PIL e spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti). Nel 2019, infatti, il prodotto interno lordo e la spesa delle famiglie fanno registrare un incremento pari, rispettivamente, allo 0,3% e allo 0,6%, mentre la produzione dei rifiuti mostra un lieve calo (-0,3%).

Raccolta differenziata

Aumenta ancora la raccolta differenziata nel 2019: +3,1 punti rispetto al 2018, raggiungendo il 61,3% della produzione nazionale; dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata. La raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate.

A livello regionale, per la prima volta il Sud supera il 50% di raccolta differenziata e nel 2019 sono 8 le Regioni che superano l’obiettivo del 65% (fissato nel 2012 dalla normativa): Veneto, Sardegna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia e Umbria.

Oltre il 60% sono la Valle d’Aosta, il Piemonte, l’Abruzzo, la Toscana e inferiore al 50% la Basilicata e la Calabria. La Sicilia aumenta di 9 punti (dal 29,5 al 38,5) ma rimane al disotto del 40%.

La provincia di Treviso ha i livelli più elevati di raccolta differenziata (87,7%), la città metropolitana più virtuosa è Cagliari con il 71,4%, Roma raggiunge il 51,2% e la peggiore è Palermo (29%), anche se nell’ultimo anno ha avuto un incremento di 9,1 punti.

L’organico si conferma la frazione più raccolta in Italia: rappresenta il 39,5% del totale; Carta e cartone sono il 19,1%, il vetro 12,3% e la plastica che rappresenta l’8,3% registra una crescita del 12,2% (pari a oltre 1,5 milioni di tonnellate. Il 94% di quest’ultimo tipo di rifiuti è rappresentato dagli imballaggi.

Gestione

Il 50% dei rifiuti differenziati viene inviato a impianti di recupero: il riciclaggio totale si attesta al 53,3% e riguarda l’organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.

Gli impianti

Nel 2019 sono operativi 658 impianti di gestione dei rifiuti urbani: 355 al Nord, 121 al Centro e 182 al Sud. 345 sono dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata, 130 sono impianti per il trattamento meccanico o meccanico biologico dei rifiuti, 131 sono impianti di discarica a cui si aggiungono 37 impianti di incenerimento e 15 impianti industriali che effettuano il coincenerimento dei rifiuti urbani.

In discarica

Il 21% dei rifiuti urbani è smaltito in discarica, pari a quasi 6,3 milioni di tonnellate, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2018. Nell’ultimo decennio il ricorso alla discarica si è ridotto del 58,2%, passando da 15 milioni di tonnellate a circa 6,3.

Incenerimento

Il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito (oltre 5,5 milioni di tonnellate); il dato è in aumento dell’1,4% rispetto al 2018. Su 37 impianti operativi, il 70,3% si trova al Nord, in particolare in Lombardia e in Emilia Romagna.

Imballaggi e rifiuti di imballaggio

I rifiuti di imballaggio rappresentano uno dei principali flussi monitorati dall’Unione Europea, per i quali il ‘pacchetto economia circolare‘ ha definito obiettivi di riciclaggio più ambiziosi al 2025 e al 2030, rispetto a quelli di oggi.

Aumenta del 3,1% rispetto al 2018 il recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio che rappresenta l’80,8% dell’immesso al consumo: il vetro mostra l’aumento più elevato, seguito da plastica, acciaio e legno.

Tutte le frazioni di imballaggi hanno già raggiunto gli obiettivi di riciclaggio previsti per il 2025 ad eccezione della plastica. Per il riciclaggio di questa frazione, costituita da diverse tipologie di polimeri, sarebbe necessaria l’implementazione di nuove tecnologie di trattamento tra cui anche il riciclo chimico.

Import – Export dei rifiuti

Il 2% dei RU a livello nazionale viene esportato, un aumento del 10,8%, mentre calano dell’1% le importazioni.

Sono inviati fuori dai confini nazionali, soprattutto Austria e Spagna, il combustibile solido secondario (30,2%) e i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (34,0%). Le due regioni che maggiormente esportano sono la Campania e la Lombardia.

Gli impianti localizzati sul territorio nazionale importano plastica (26,7%), vetro (25,2%) e abbigliamento (19,6%). Il vetro arriva soprattutto dalla Svizzera ed è destinato a impianti di recupero e lavorazione situati per lo più in Lombardia. L’abbigliamento, invece, è importato in massima parte dalla Campania, presso aziende che ne effettuano il recupero.

Costi di gestione

Nel 2019, il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 175,79 euro/abitante (nel 2018 era 174,48).
Al Centro i costi più elevati (208,71 euro/abitante), segue il Sud con 188,53 euro/abitante. Al Nord il costo è pari a 155,83 euro/ab*anno.

Tra le città che presentano il maggior costo si segnala Venezia con un costo pari a 366,11 euro ad abitante, Cagliari con 314,98 euro ad abitante e Genova con 266,58 euro ad abitante. I costi minori si rilevano a Udine 119 euro ad abitante, Campobasso 161,17 euro ad abitante e Bolzano 168,30 euro ad abitante.

Per scaricare il Rapporto completo: www.isprambiente.gov.it

Per i dati relativi alla produzione, raccolta differenziata e costi dei servizi di gestione per singolo comune: www.catasto-rifiuti.isprambiente.it

Sostenibilità spaziale: il satellite in legno

Sumitomo Forestry – parte di Sumitomo Group – e l’Università di Kyoto vogliono realizzare entro il 2023 i primi satelliti al mondo realizzati in legno.

La partnership inizierà a sperimentare diversi tipi di legno in ambienti estremi sulla Terra, altamente resistenti ai cambiamenti di temperatura e alla luce solare, verrà poi sviluppato il modello ingegneristico e quindi il modello in volo.

Spazzatura spaziale

I satelliti artificiali sono sempre più utilizzati per le comunicazioni, la navigazione, le previsioni meteo, la televisione: secondo il World Economic Forum (WEF) i satelliti in orbita sono quasi 6.000 e circa il 60% non sono più attivi, costituendo così la ‘spazzatura spaziale’.

Euroconsult, società di ricerca, stima che in questo decennio saranno lanciati 990 satelliti (questo vorrebbe dire che ci potrebbero essere 15.000 satelliti nello spazio entro il 2028). E si continua: Elon Musk con SpaceX ha già lanciato più di 900 satelliti Starlink e il suo programma non si ferma qui.

Il problema rappresentato dalla spazzatura spaziale è serio: la velocità a cui viaggia è di quasi 36.000 km all’ora) e quindi in caso di collisione è in grado di provocare danni gravi a tutto ciò che colpisce.

Takao Doki, professore all’Università di Kyoto e astronauta, ha segnalato la preoccupazione perché tutti i satelliti in rientro nell’atmosfera bruciano e creano minuscole particelle di ossido di alluminio (Al2O3 ossido ceramico di alliuminio), che rimangono nell’atmosfera per molti anni, e alla fine influenzeranno l’ambiente.

Il satellite di legno potrebbe bruciare senza rilasciare sostanze dannose nell’atmosfera (e si eviterebbe anche il pericolo della caduta sulla Terra dei detriti dei satelliti che si usano ora).

Fonte: BBC

TTS vince il Premio ECOLABEL UE 2020

L’ISPRA, il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit hanno conferito a TTS Cleaning il Premio Ecolabel UE 2020 per la miglior campagna pubblicitaria e di marketing relativa ai prodotti che hanno ottenuto il marchio d’eccellenza ambientale dell’Unione Europea.

Nell’ottica di informare e sensibilizzare i consumatori, TTS Cleaning ha realizzato una campagna dedicata al prestigioso marchio e alla speciale gamma di ricambi e mop certificati per divulgare in modo semplice, rapido ed efficace le garanzie offerte dalla certificazione Ecolabel UE.

L’obiettivo dell’azienda è favorire un consumo consapevole, responsabilizzando l’intera collettività nei confronti di una scelta eco-sostenibile e lungimirante per la salute.

In un prodotto Ecolabel UE è infatti certificata l’assenza o la presenza entro limiti molto stringenti di innumerevoli sostanze nocive per le persone e l’ambiente e il ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.

Lo slogan Think Green choose Ecolabel che accompagna la campagna di TTS Cleaning vuole essere un monito a fare una scelta responsabile: il consumatore è chiamato in prima persona a promuovere concretamente lo sviluppo sostenibile scegliendo prodotti certificati Ecolabel UE, garanzia di salvaguardia ambientale e tutela della salute.

TTS Cleaning non si ferma ma rinnova giorno dopo giorno il suo impegno nei confronti della sostenibilità: presto ci saranno interessanti novità sulla gamma certificata Ecolabel UE.

Green e digitale, driver per il lavoro

1,6 milioni gli esperti in ambiente ricercati entro il 2024, digital skill indispensabili per 1,5 milioni di lavoratori.

Green e digitale trainano la domanda di lavoro. Nei prossimi cinque anni il mercato del lavoro richiederà 1,6 milioni di lavoratori che possano sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili e 1,5 milioni di lavoratori in grado di sapersi destreggiare con Internet in maniera più o meno professionale.

Come mostrano le previsioni a medio termine (2020-2024) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, presentate a Job&Orienta, ecosostenibilità e digitalizzazione sono tra i principali fattori di cambiamento che stanno trasformando il mercato del lavoro.

E nei prossimi anni un ulteriore impulso in questa direzione potrebbe venire dagli investimenti europei legati alla Next Generation Eu.

Saranno infatti circa 2,7 milioni le persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro nei prossimi 5 anni e il 62% dovrà essere in possesso di competenze green.

Per quasi un milione di questi profili (circa il 38%), inoltre, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale sarà addirittura un fattore dirimente ai fini dell’assunzione.

Green, green, green

La domanda di competenze green riguarderà in maniera trasversale tutte le professioni, concentrandosi in particolare sui profili ad elevata specializzazione e tecnici: il 46% dei lavoratori con competenze “verdi” saranno infatti profili altamente qualificati (744mila professionisti). Per 452mila di questi la green skill è considerata addirittura determinante.

Maggiori competenze green saranno richieste a figure professionali già esistenti: ingegneri civili, ingegneri energetici e meccanici, ma anche i tecnici nella gestione dei cantieri edili e i tecnici della sicurezza sul lavoro.

Il settore delle costruzioni potrà dare forte slancio alla domanda di occupati per le esigenze di riqualificazione del patrimonio immobiliare e per una progettazione più attenta alla sostenibilità degli edifici, alla limitazione di consumi energetici e delle emissioni dannose.

Inoltre, la domanda di competenze green farà emergere nuove figure professionali (green jobs): giurista ambientale, energy manager, specialista in contabilità verde, l’informatico ambientale, il promotore di nuovi materiali sostenibili.

Altrettanto richieste saranno le competenze digitali, diventate ancora più strategiche alla luce dei recenti avvenimenti.

Digitale, digitale, digitale

La pandemia da Covid 19 ha determinato una fortissima accelerazione del processo di digitalizzazione che era già in atto in molte attività produttive (smart working, e commerce, digitalizzazione delle procedure…).

Le competenze digitali di base come l’uso di tecnologie internet e di strumenti di comunicazione visiva e multimediale, saranno richiesta a circa 1,5milioni dei lavoratori previsti in ingresso nei prossimi 5 anni, pari al 56% delle opportunità di lavoro che si creeranno.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

ATTUALITÀ
6 giugno: Giornata Mondiale della Disinfestazione

Il 6 giugno è la Giornata mondiale della Sensibilizzazione alla Disinfestazione (World Pest Day).

Sostenuta dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e organizzata da CEPACPCAFAOPMANPMA Talking Pest Management, dal 2017 ha lo scopo di sensibilizzare tutti su come e imprese di disinfestazione offrono protezione ai loro alimenti, alle loro abitazioni, alle loro famiglie, all’ambiente dove vivono e alle loro attività, prevenendo rischi per la salute pubblica.

Henry Mott, presidente di CEPA, su Talking Pest Management, sottolinea come i parassiti ci circondino ancora più da vicino dopo i lockdown dovuti a Covid-19 e come in questa Giornata mondiale il settore del Pest Management in tutto il mondo celebra una giornata di protezione della salute umana in tutti i settori e le aree. E le associazioni mondiali di disinfestazione ringraziano ogni singola persona del settore per i loro sforzi.

Guardando al futuro, il settore accelera gradualmente verso soluzioni più digitali e sostenibili e un uso più responsabile di tutti i prodotti, secondo i principi IPM, Integrated Pest Management.

Nanomateriali e nanotecnologie contro Covid-19

È da circa vent’anni che al di fuori degli ambiti scientifici e strettamente specialistici sentiamo parlare di nanomateriali e nanotecnologie e, in tempi più recenti, del loro impiego. Attualmente si parla delle loro applicazioni per rallentare la pandemia di Covid-19.

di Furio Bernardini

I nanomateriali sono particelle talmente piccole che possiamo vederle solo usando un microscopio e sono dappertutto. Si trovano anche in natura, facilmente trasportate dal vento (per esempio nel caso del polline e della sabbia), ma sono sempre più presenti anche nella nostra vita quotidiana per via dei prodotti di consumo.

Essendo piccoli, ne consegue che a volte si comportano diversamente rispetto alla stessa sostanza allo stato macroforma il che può influire sui rischi potenziali. Sono fino a 10.000 volte inferiori al diametro di un capello umano e questa caratteristica li rende molto preziosi per tutti i tipi di applicazioni pratiche.

In un contesto giuridico, la Commissione Europea ha formulato una raccomandazione secondo cui la definizione del termine “nanomateriale” deve basarsi esclusivamente sulla dimensione delle particelle che costituiscono il materiale, indipendentemente dalla pericolosità o dal rischio.

Tale definizione comprende i materiali naturali, derivati o fabbricati ed è alla base dell’attuazione di disposizioni normative per questo gruppo di materiali. Nondimeno, in alcuni settori legislativi, gli obblighi giuridici relativi ai nanomateriali derivano dalla possibilità di avere proprietà diverse rispetto a particelle più grandi (Commissione Europea, 18 ottobre 2011, Sulla definizione di nanomateriale; pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 20/10/2011 https://eur-lex.europa.eu/eli/reco/2011/696/oj).

I nanomateriali sono anche presenti in natura, per esempio nelle polveri o nella cenere vulcanica; possono anche essere una conseguenza accidentale di attività umane (per esempio sono contenuti nei gas di scarico delle automobili o in quelli emessi da candele accese). Da diversi anni alcuni nanomateriali vengono prodotti dall’industria; con l’aiuto della scienza siamo ora in grado di creare artificialmente tali particelle o materiali.

Continua a leggere l’articolo: Nanomateriali e nanotecnologie per contrastare Covid-19 (da Cleaning Magazine n.40)

I nuovi CAM per i servizi di pulizia

I nuovi Criteri Ambientali Minimi per ambienti civili e in ambito sanitario puntano sulla sostenibilità.

di Vittoria Orsenigo

Sono molte le novità per il settore dei servizi di pulizia con l’introduzione del Decreto del Ministero dell’Ambiente sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (pubblicati in GU il 19 febbraio e quindi in vigore dopo 120 giorni).

Dal 19 giugno 2021, infatti, sono abrogati i CAM sui servizi di pulizie (DM 24 maggio 2012) e i CAM relativi alla sanificazione per strutture sanitarie (DM 18 ottobre 2016) ed entra in vigore il DM 29 gennaio 2021, che introduce molte novità nel settore degli appalti pubblici per i servizi di pulizia e sanificazione. Questo nuovo documento ha lo scopo di contenere gli impatti ambientali connessi alle attività dei servizi di pulizia.

In questi nuovi CAM, infatti, viene dato valore alla sostenibilità, con una grande attenzione alla tutela dell’ambiente, attenzione che entra nel merito non solo del servizio di pulizia, ma anche di ciò che viene utilizzato nello svolgerlo, quindi riguarda anche le macchine, le attrezzature, i prodotti chimici e la carta.

L’approccio dei CAM

Come si legge nella parte iniziale del Decreto – la prima azione consiste nella riduzione delle sostanze pericolose e l’obbligo di acquisto e di uso dei prodotti detergenti che hanno le formulazioni migliori sotto il profilo ambientale e della tutela della salute. Inoltre, sempre in quest’ottica, devono essere utilizzati panni in microfibra, e sistemi di dosaggio e di diluzione corretti, per razionalizzare il consumo di prodotti detergenti e disinfettanti. Inoltre, per valorizzare il ciclo dei rifiuti e ridurre l’uso delle risorse, oltre alla microfibra e al divieto di usare prodotti monouso e prodotti non riparabili, i CAM consentono la possibilità di usare detergenti concentrati, con riduzione del volume degli imballaggi.

I carrelli per le pulizie manuali devono avere secchi e vassoi di plastica riciclata e nei nuovi CAM vengono incoraggiano la diffusione di detergenti con imballaggi primari riciclati e le macchine realizzate con componenti di plastica riciclata. Per ridurre ulteriormente l’impronta di carbonio del servizio, i CAM valorizzano le pulizie manuali – nei cantieri dove questa risulta appropriata, e specifiche funzionalità che rendono più efficienti le macchine e impongono l’acquisto e di prodotti in carta tessuto costituti da fibre riciclate e/o provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile, fabbricate in impianti con le migliori tecnologie disponibili in relazione ai consumi energetici ad alle emissioni di inquinanti.

Continua a leggere l’articolo: I nuovi CAM per i servizi di pulizia (da Cleaning Magazine n.40)

Legambiente: le spiagge sono invase da rifiuti

Sono preoccupanti i dati dell’indagine Beach litter di Legambiente: una media di 783 rifiuti ogni centro metri lineari di spiaggia. L’84% è di plastica. Trovati anche guanti usa e getta, mascherine e altri oggetti sanitari.

Nelle 47 spiagge monitorate dalle volontarie e dai volontari di Legambiente in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) sono stati censiti 36.821 rifiuti in un’area totale di 176.100 mq. 

Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia:  a livello europeo una spiaggia si considera in buono stato ambientale se ha meno di 20 rifiuti ogni 100 metri di costa.

I tipi di rifiuti

Sono per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine. E la plastica resta al primo posto.

Infatti, su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19 (le mascherine sul 68% delle spiagge, i guanti usa e getta sul 26%). Anche quest’anno, in 5 spiagge di Campania, Lazio e Sicilia, sono stati trovati i dischetti utilizzati come biofilm carrier nei depuratori.

Emergenze ambientali

L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge, insieme al tema del clima, è un problema mondiale che va affrontato a livello globale. E la plastica monouso è al centro dell’attenzione della Direttiva europea. DAtà la gravità del probema, Legambiente chiede che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il Decreto legislativo di recepimento della direttiva europea, che si focalizza nel bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso (SUP,Single Use Plastics) u tutto il territorio nazionale.

La Direttiva Europea  

La DIRETTIVA (UE) 2019/904 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 giugno 2019 mette fine ai prodotti in plastica monouso a partire dal 2021.

Il 42,3% del totale dei rifiuti monitorati da Legambiente è costituito dai prodotti usa e getta al centro della Direttiva europea, che prevede a riguardo misure specifiche:

  • mozziconi di sigaretta: obblighi per i produttori, che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica e i costi delle misure di sensibilizzazione.
  • bottiglie e i contenitori di plastica (inclusi tappi e anelli):  l’obiettivo di raccolta è del 90% al 2025 e si dovrà riciclare almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029, con un target intermedio del 77% al 2025. Dal 2024 l’obbligo di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitarne la facile dispersione. Entro il 2025 dovranno avere un contenuto minimo di materiale riciclato (almeno il 25%, e il 30% al 2030) nella produzione
  • reti e gli attrezzi da pesca e acquacoltura in plastica: la Commissione propone per i primi di introdurre regimi di responsabilità del produttore che dovrà coprire i costi della raccolta, di trasporto e trattamento.
  • cottonfioc: divieto di commercializzazione (in Italia quelli di plastica sono stati messi al bando a partire dal 2019)
  • buste di plastica: presenti in Italia ( bandite dal 2013 in Italia, ma ancora presenti, anche se l’uso dei sacchetti si è ridotto del 65%). nel nostro Paese che ha comunque permesso una riduzione nell’uso di sacchetti del 65%. Un bando, sottolinea
  • assorbenti igienici e palloncini di gomma oggetti per cui è stata proposta un’etichettatura chiara, che indichi il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica

Le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti, sono molto importanti. E Legambiente lo sta facendo da anni con Spiagge e Fondali Puliti.

Beach Litter 

L’indagine Beach Litter è una delle più grandi esperienze di citizen science a livello internazionale, grazie all’impegno dei volontari e delle volontarie di Legambiente. Il protocollo utilizzato è sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, cui diverse associazioni comunicano i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più ampi database sui rifiuti spiaggiati costruiti dai volontari a livello europeo.

Assocasa: l’Osservatorio sulla detergenza

Assocasa – Federchimica in collaborazione con NielsenIQ, presenta il market monitor della detergenza. L’Osservatorio si basa sui consumi effettuati in un anno, da fabbraio 20 a febbraio 2021,

A un anno dal lockdown il settore della detergenza si conferma alleato prezioso delle famiglie italiane per assicurare pulizia e igiene delle nostre case.

Lo studio ha evidenziato come il trend del cura casa abbia raggiunto il +7% a valore. Un trend così positivo è in buona parte legato al maggior tempo che le persone hanno trascorso in casa, trasferendo nella propria abitazione abitudini e svaghi che prima del Covid erano prevalentemente fuori casa. 

A livello di store format, guidano la crescita supermercati (+8,2%) e drugstore (+11,5%), generando complessivamente quasi il 60% delle vendite del cura casa, mentre soffrono gli ipermercati (-2,2%). 

L’intero anno si è mosso nel segno della pandemia: tutti i principali comparti del cura casa sono in crescita. Guidano l’importante aumento delle vendite i coadiuvanti lavaggio (+8,2%) seguiti dai detergenti (+5,0%), 

Quest’anno così particolare ha portato a crescere a doppia cifra anche mercati maturi come il comparto stoviglie (+13,6%), pari a 61 milioni di euro, e le candeggine (+16.8%), pari a 32 milioni di euro, sostenuti probabilmente dalla maggior permanenza in casa dei consumatori e da una maggior attenzione alla pulizia. Da segnalare il grande contributo al comparto stoviglie dato dai detergenti lavastoviglie (+20,8%). Tra il 2019 e il 2020, infatti, il numero di possessori di lavastoviglie è aumentato del 2,7%, giungendo così a 16,7 milioni di italiani. 

Non tutti i segmenti del mondo detergenti hanno, però, registrato una crescita nell’ultimo anno: la detergenza bucato mostra un arretramento delle vendite del 4,3%, pari a 41 milioni di euro. Frenano la caduta di questo segmento le liquid caps (+0,9%).

Anche gli altri comparti del cura casa evidenziano trend interessanti: il comparto manutenzionecresce del 3,0%, pari a 13 milioni di euro, rallentati solo dal cura auto (-20.8%); i preparati disinfestanti crescono del +2,4% ed infine gli “altri” prodotti del cura casa crescono del 61.8% guidati principalmente dai preparati disinfettanti che incrementano le proprie vendite di circa 45 milioni di euro.

Giorgio Dal Prato, Presidente di Assocasa, ha detto: “Le persone nel 2020 hanno acquistato di più online, utilizzato di più internet come mezzo di svago e comunicazione, hanno cucinato di più e hanno pulito di più la casa. Non solo l’hanno pulita di più, ma in molti casi lo hanno fatto in maniera diversa da prima, in particolare utilizzando maggiormente prodotti disinfettanti”.

Benessere e sostenibilità restano due importanti elementi di traino di questa crescita. In questo contesto l’industria della detergenza ha guardato, con molta più attenzione, non soltanto alla soddisfazione dei bisogni delle famiglie in termini di igiene e pulizia della casa, ma anche alla sostenibilità per combattere sprechi e promuovere la convenienza, la praticità d’uso e il benessere in generale. L’attenzione è rivolta al singolo consumatore, affinché sia ben informato e consapevole nell’utilizzo dei prodotti della detergenza, dato il suo ruolo fondamentale attraverso il giusto dosaggio e le corrette abitudini d’uso durante le operazioni di pulizia e manutenzione della casa.

Dal Prato ha anche aggiunto: “In questo particolare momento, che noi tutti stiamo vivendo come persone e come produttori, è emersa con evidenza la funzione sociale dei prodotti di detergenza e manutenzione della casa. 

L’igiene gioca un ruolo fondamentale nella vita quotidiana e il periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo ne mette in luce l’importanza. Per tale motivo, siamo chiamati a comprendere a fondo quale sia l’evoluzione dei bisogni dei consumatori ed essere in grado di trasformarci, per rispondere a richieste nuove e immediate; un esempio è la crescita dell’online. È importante che si curi la flessibilità del servizio e il presidio della prossimità. Oltre alla sostenibilità, l’igiene, la salute e il benessere di tutti sono da sempre la nostra priorità”.

Afidamp: ricordo di Dario Salerno

Afidamp ricorda la figura di Dario Salerno:

“Qualche giorno fa ci ha lasciati Dario Salerno, amministratore delegato di Nasta & C. Spa, azienda associata storica di Afidamp, con sede a Palermo e grande punto di riferimento nella fornitura di materiale per la pulizia professionale per tutto il sud Italia.

Appassionato del proprio lavoro, sempre partecipe e competente, figura di riferimento per il gruppo We Italia, Dario ha sempre dimostrato di credere nel valore del gruppo. Lascia dunque un grande vuoto nel mondo del cleaning che sentirà la mancanza dei suoi importanti contributi professionali e del suo entusiasmo nel portare avanti nuovi progetti. Esprimiamo le condoglianze di Afidamp a tutta la sua famiglia e ai collaboratori e affidiamo il suo ricordo alla parole del nostro socio Francesco suo sincero amico e collega”.

Caro Dario

Ti voglio fare un saluto particolare, anche credo, a nome di tutti coloro che Ti hanno conosciuto da vicino. Sei stato un collega ed un amico eccellente con cui mi potevo confrontare su tutto. Nel lavoro, con la Tua competenza e il Tuo carisma, ci hai sempre supportato su qualsiasi argomento.

Non lasciavi mai niente al caso e con estrema imparzialità e sincerità davi sempre le risposte più opportune. Ci siamo anche arrabbiati delle volte ma era sempre un confronto positivo.

Ricordo ancora la prima volta che Ti ho conosciuto, ad una Fiera Pulire, in cui non parlasti molto ma Ti facesti capire con tutta la Tua Sicilianità. Fra me e me dissi, ma burbero questo Dario, ma Ti dovevo ancora conoscere al meglio.Nei momenti di svago eri un compagno di vita che tutti avrebbero voluto avere, con uno sguardo ed anche con i tuoi silenzi mi facevi capire tutto ed ancora di più.

Posso dire che hai portato avanti la Tua Azienda Nasta in modo eccellente ed assieme sei stato il punto di riferimento di Masterteam e di We Italia che Ti hanno visto entrambe fin dalla nascita, nel Consiglio di Amministrazione. Non avrei aver voluto di meglio, come collega, in questo cammino delle volte anche molto difficoltoso. Non mi permetto proprio di fare riferimenti alla Tua vita personale che tutti sanno quanto valeva.

Un saluto caro e sincero a Sabrina, Riccardo, Lorenzo e Giuseppe

Sarai sempre nei ns. cuori, un abbraccio e Grazie Dario

Francesco 

PULIZIA PROFESSIONALE