Assocasa: il ruolo chiave dell’igiene

Oggi, 7 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, A.I.S.E., Associazione Internazionale dei Saponi, Detergenti e Prodotti di Manutenzione, e l’International Scientific Forum on Home Hygiene (IFH) hanno presentato il Report congiunto industria/università che sottolinea il ruolo fondamentale dell’igiene nella prevenzione della diffusione di malattie infettive

Il report promuove il concetto di igiene mirata, l’uso adeguato di prodotti di pulizia e dei disinfettanti. Il report offre anche un’interessante panoramica sull’idea che i consumatori europei hanno del concetto di igiene, sulla base di dati paneuropei raccolti su circa 4.500 consumatori a febbraio e a giugno 2020.

L’87% dei consumatori europei crede che la pulizia e l’igiene nella loro casa siano importanti perché aiutano loro o le persone con cui vivono a non ammalarsi o a contrarre una malattia infettiva. Nel report emerge però che, sebbene le azioni dei consumatori siano in qualche misura guidate dalla loro percezione del rischio, è ancora bassa la comprensione di quando (e dove) l’igiene sia necessaria.

Corrette abitudini, non ci siamo ancora

Il 78% dei consumatori ha dichiarato di far uso di disinfettanti già prima della pandemia da COVID-19; tale dato ha raggiunto l’82% a giugno 2020. Nel report si evidenzia come spesso i disinfettanti siano stati utilizzati in situazioni normalmente considerate a “basso rischio”.

Al di là del dichiarato, nonostante la pandemia da COVID-19 abbia fornito un’opportunità senza precedenti per la promozione dell’igiene, si hanno poche evidenze che questo abbia modificato la percezione del rischio e i comportamenti igienici dei consumatori europei. A giugno 2020, solo il 44% dei cittadini dell’UE riteneva che non lavarsi le mani con il sapone dopo averci starnutito potesse costituire un rischio elevato di infezione.

Scopo di questo approfondito studio congiunto è proprio la promozione di una corretta igiene, cioè le pratiche attraverso le quali le persone mantengono o promuovono la salute e aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive. In particolare, promuove i principi di Igiene Mirata (clicca qui), un approccio che sostiene che, per essere efficaci, le pratiche igieniche devono essere focalizzate in quei momenti e luoghi dove è necessario interrompere la catena dell’infezione e ridurre il rischio di esposizione a microbi nocivi. 

Spiega anche le due principali procedure igieniche che possono essere utilizzate, cioè l’uso di prodotti di pulizia a base di detergenti e in alcuni casi, quando necessario, l’uso di un disinfettante per mani o superfici.

La professoressa Sally Bloomfield, Chair dell’IFH, ha detto: “Questi risultati sono un importante contributo a una maggiore comprensione delle percezioni e dei comportamenti dei consumatori in Europa. Confermano anche che, per avere successo, le attività volte a educare e informare i consumatori devono basarsi sul concetto di igiene mirata“.

In conclusione, il rapporto indica una serie di azioni che devono essere intraprese per massimizzare l’efficacia dell’igiene e allo stesso tempo affrontare le questioni di sostenibilità.

Per leggere e scaricare il report Developing household hygiene to meet 21stcentury needs – A collaborative industry/academia report on cleaning and disinfection in homes & Analysis of European consumers’ hygiene beliefs and behaviour in 2020” visita www.aise.eu/targetedhygiene

Per vedere il video sull’igiene mirata clicca qui

Perseverance sul suolo di Marte

Perseverance, il rover della NASA, dopo sette mesi e oltre 470 milioni di chilometri di viaggio, ha toccato il suolo di Marte, il 18 febbraio 2021.

Un’emozione a distanza, trattenuta, che non pensavo potesse coinvolgere così.

A differenza dell’allunaggio del 1969 – clima di totale attesa e partecipazione collettiva – qui sembrava in sordina, con i tanti problemi di questo pianeta, Marte è lontano. Però l’emozione c’è stata, nella diretta video dalla NASA che ha fatto vedere tutti a distanza, rigorosamente, con le mascherine, l’ansia celata e poi la soddisfazione – contenuta – perché se mancano i sorrisi è difficile comunicarla a tutti…

Perseverance…

Finalmente arrivata!

And good luck!

CM

C’è una scuola grande come il mondo…

C’è una scuola grande come il mondo.

Ci insegnano maestri e professori,

avvocati, muratori,

televisori, giornali,

cartelli stradali,

il sole, i temporali, le stelle.

Ci sono lezioni facili

e lezioni difficili,

brutte, belle e così così…

Si impara a parlare, a giocare,

a dormire, a svegliarsi,

a voler bene e perfino

ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,

ma non ci sono ripetenti:

nessuno puo’ fermarsi a dieci anni,

a quindici, a venti,

e riposare un pochino.

Di imparare non si finisce mai,

e quel che non si sa

è sempre più importante

di quel che si sa già.

Questa scuola è il mondo intero

quanto è grosso:

apri gli occhi e anche tu sarai promosso!

Gianni Rodari

BUON VIAGGIO IN QUESTO 2021!

da tutto lo staff di Cleaning Community

Green e digitale, driver per il lavoro

1,6 milioni gli esperti in ambiente ricercati entro il 2024, digital skill indispensabili per 1,5 milioni di lavoratori.

Green e digitale trainano la domanda di lavoro. Nei prossimi cinque anni il mercato del lavoro richiederà 1,6 milioni di lavoratori che possano sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili e 1,5 milioni di lavoratori in grado di sapersi destreggiare con Internet in maniera più o meno professionale.

Come mostrano le previsioni a medio termine (2020-2024) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, presentate a Job&Orienta, ecosostenibilità e digitalizzazione sono tra i principali fattori di cambiamento che stanno trasformando il mercato del lavoro.

E nei prossimi anni un ulteriore impulso in questa direzione potrebbe venire dagli investimenti europei legati alla Next Generation Eu.

Saranno infatti circa 2,7 milioni le persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro nei prossimi 5 anni e il 62% dovrà essere in possesso di competenze green.

Per quasi un milione di questi profili (circa il 38%), inoltre, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale sarà addirittura un fattore dirimente ai fini dell’assunzione.

Green, green, green

La domanda di competenze green riguarderà in maniera trasversale tutte le professioni, concentrandosi in particolare sui profili ad elevata specializzazione e tecnici: il 46% dei lavoratori con competenze “verdi” saranno infatti profili altamente qualificati (744mila professionisti). Per 452mila di questi la green skill è considerata addirittura determinante.

Maggiori competenze green saranno richieste a figure professionali già esistenti: ingegneri civili, ingegneri energetici e meccanici, ma anche i tecnici nella gestione dei cantieri edili e i tecnici della sicurezza sul lavoro.

Il settore delle costruzioni potrà dare forte slancio alla domanda di occupati per le esigenze di riqualificazione del patrimonio immobiliare e per una progettazione più attenta alla sostenibilità degli edifici, alla limitazione di consumi energetici e delle emissioni dannose.

Inoltre, la domanda di competenze green farà emergere nuove figure professionali (green jobs): giurista ambientale, energy manager, specialista in contabilità verde, l’informatico ambientale, il promotore di nuovi materiali sostenibili.

Altrettanto richieste saranno le competenze digitali, diventate ancora più strategiche alla luce dei recenti avvenimenti.

Digitale, digitale, digitale

La pandemia da Covid 19 ha determinato una fortissima accelerazione del processo di digitalizzazione che era già in atto in molte attività produttive (smart working, e commerce, digitalizzazione delle procedure…).

Le competenze digitali di base come l’uso di tecnologie internet e di strumenti di comunicazione visiva e multimediale, saranno richiesta a circa 1,5milioni dei lavoratori previsti in ingresso nei prossimi 5 anni, pari al 56% delle opportunità di lavoro che si creeranno.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

Ecomondo e Key Energy: il Green on line

Dal 13 al 15 Novembre il mondo del Green si ritrova sulla piattaforma digitale. Il recente DPCM vieta le fiere in presenza. IEG rimodula i due eventi interamente sulla piattaforma digitale e prolunga a due settimane l’appuntamento: nasce la digital double green week.

L’ultimo DPCM ha sospeso i convegni, i congressi e le fiere di qualunque genere. IEG – Italian Exhibition Group si è così trovata obbligata, suo malgrado e per evidenti cause di forza maggiore, a rimodulare prontamente Ecomondo e Key Energy – previsti dal 3 al 6 novembre prossimi alla presenza di 650 aziende – riprogettandoli nel più grande appuntamento digitale per il mondo green, esteso a due settimane, dal 3 al 15 novembre 2020, per una digital double green week.

I due saloni di Italian Exhibition Group dedicati, il primo, all’economia circolare, e tecnologie green e, il secondo, alle energie rinnovabili ed efficienza energetica si trasferiranno totalmente sulla piattaforma digitale già predisposta e tempestivamente riarticolata, coinvolgendo on line l’intera community di riferimento e alimentando il networking tra tutte le filiere presenti con una vetrina prestigiosa di contenuti e innovazioni sui siti ecomondo.it e keyenergy.it.

Coinvolti on line anche i media: sono 140 i giornalisti che a ieri si erano accreditati per partecipare alle due fiere, dei quali 35 dall’estero.

La piattaforma di IEG, tra le più performanti del mercato, garantirà lo svolgimento di una fiera digitale nella sua totalità e comprenderà i profili aziendali completi degli espositori con i loro prodotti, servizi e innovazioni, tutti i convegni, workshop ed eventi già fissati in calendario (che potranno essere seguiti non solo in diretta streaming, ma anche nei giorni a seguire), oltre ad assicurare gli incontri e gli appuntamenti tra espositori e buyer nazionali e internazionali.

Forum PULIRE, Focus sul ruolo della donna nel lavoro

Sarà l’argomento della mattinata inaugurale del Forum PULIRE dedicato ai servizi integrati, in programma il prossimo 13 ottobre.

Ne discuteranno Jenean Merkel Perelstein, antropologa e business strategist, Giulio Sapelli, economista, storico e accademico, Luca Barbareschi, attore, regista e produttore, Lucia Aleotti, consigliere di A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite Srl, Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.

Il ruolo della donna nel mondo del lavoro è sempre più centrale. Lo è ancor di più nel settore dei servizi, in cui le donne rappresentano il 70% della forza lavoro. Se si considera che questo settore rappresenta, a sua volta, il 70% del PIL nazionale, si può intuire quale sia l’importanza del lavoro femminile nel nostro paese.

Per questo motivo la prima giornata della quinta edizione del Forum PULIRE, l’evento internazionale dedicato all’igiene, alla pulizia e al mondo dei servizi integrati, che per la prima volta si svolgerà in versione multimediale, in programma il 13, 14, 20 e 21 ottobre, sarà dedicata alle donne.

Ne parleranno personaggi di primo piano di diversi settori, a partire da Jenean Merkel Perelstein, antropologa e business strategist, che illustrerà il processo evolutivo e sociale della donna sul piano antropologico. A seguire, interverrà Giulio Sapelli, economista, storico e accademico, che con una relazione trasversale che mette insieme storia, filosofia e sociologia racconterà la storia del lavoro femminile in Italia dal dopoguerra ad oggi.

Toccherà poi all’attore, regista e produttore Luca Barbareschi intraprendere una narrazione affettuosa sulla centralità del ruolo della donna, un vero colloquio privato dal messaggio positivo e rincuorante. Invitate anche l’imprenditrice Lucia Aleotti, membro del consiglio di amministrazione di A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite Srl, ed Elly Schlein, già europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. A loro è stato chiesto di portare l’esperienza diretta di una donna a capo di una delle maggiori imprese del nostro paese e di raccontare l’esperienza di una giovane donna che partecipa al mondo della politica in un momento storico come quello attuale, ricco di opportunità ma anche di incertezze.

Infine, proprio sul tema delle Donne gli organizzatori hanno stretto una collaborazione con l’installazione itinerante di public art Will you still love me tomorrow? (www.iamyou.it) realizzata dall’artista Bios Vincent (www.biosvincent.it), composta da mille cuori modellati con il cemento grezzo e dedicata all’universo femminile, esplorato nella sua individualità e nel suo ruolo sociale e collettivo. I cuori sono trapassati da parte a parte da una freccia, su ognuna delle quali è riportato un diverso messaggio che esprime le esperienze, le speranze, le volontà di donne che hanno aderito all’iniziativa.

Forum PULIRE è un format multidisciplinare e interattivo, unico in Italia, organizzato da ISSA PULIRE NETWORK (www.issapulirenetwork.com), la più grande piattaforma internazionale nell’ambito del cleaning e del facility management. Claim che accompagna il progetto sin dalla nascita: “Pulizia come Valore Assoluto”.

L’esperienza drammatica della pandemia causata dal Covid-19 ha fatto emergere chiaramente il valore e l’attualità della pulizia. Riconoscere l’importanza di settori strategici e vitali come il cleaning e i servizi integrati è oggi più che mai necessario.

Gli altri temi al centro del dibattito di Forum PULIRE – Digital Event 2020 saranno Accoglienza e Appartenenza, Felicità, Strategie Distributive e nuovi modelli di Leadership, Progettare per il Pulito nei luoghi dell’accoglienza: ospedali, ristoranti, alberghi, scuole, ambiti nei quali negli ultimi mesi la pulizia ha rappresentato il presidio più efficace al contenimento del contagio.

Tra gli altri relatori pronti a calcare il palco virtuale della manifestazione, il conduttore Gerry Scotti, Massimo Giubilesi, esperto in sicurezza alimentare, il poeta Franco Arminio, Dirk Beveridge, business consultant e fondatore di Unleash, il musicista e Dj britannico Nick the Nightfly, Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista e molti altri. Invitati anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri e Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. A coordinare le giornate d’intervento, Andrea Pancani, vicedirettore di TG La7.

PRODOTTI
Nuove scope elettriche Polti
POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G

Le nuove scope elettriche POLTI FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS e POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G senza filo e senza sacco, sono leggere e maneggevoli. E con il parking verticale si ripongono in ogni angolo.

Scopa elettrica con filo? Superata. Con le nuove POLTI FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS e POLTI FORZASPIRA SLIM SR90G si può pulire casa senza l’odioso cavo della corrente tra i piedi e senza doverle poggiare a terra quando ci si ferma, perché stanno in piedi da sole.

E che autonomia, fino a 40 minuti alla velocità base prima di dover essere ricaricate.

Un prodotto 2 in 1, che al bisogno si trasforma anche in aspirapolvere portatile.

Non solo pavimenti, dunque, ma anche piccole superfici: basta staccare il tubo e corredarle con gli accessori in dotazione per arrivare ovunque e su ogni materiale, tessuti compresi.

FORZASPIRA SLIM SR90B PLUS

Entrambe sono potenti: il sistema di aspirazione ciclonico non lascia scampo nemmeno allo sporco più tenace. Una volta usate, poi, si “parcheggiano” facilmente: rimanendo in posizione verticale basterà un angolo della casa per riporle senza stress.

Zero sacchi e con il pratico secchio raccogli polvere removibile, si svuotano direttamente nel cestino, evitando ingombranti e costosi sacchetti.

Anche il rullo della spazzola è estraibile per favorirne la pulizia. E niente mal di schiena: il loro peso piuma, poco più di 2 chili, rende ogni sessione di pulizia un gioco da ragazzi.

COMBY 3000, il nuovo look

Dimensioni contenute ma performance elevate per la macchina di STI, ecco i punti forti della nuova versione.

Grazie al suo vapore a 160°C, può eliminare in pochi secondi il 99% di batteri e con il potente motore di aspirazione riesce ad asciugare perfettamente qualsiasi superficie.

Ha un corpo compatto in acciaio inossidabile e una potente caldaia a 6 bar.

È possibile affrontare qualsiasi tipo di pulizia dal momento che Comby 3000 ha una caldaia a ricarica automatica. Inoltre la funzione detergente si rivela una preziosa alleata in caso di sporco particolarmente complicato.

IPC: le innovative Hygiene Stations

Il know-how di IPC nei sistemi no-touch, come ad esempio i mop e i contenitori per i rifiuti, è stato oggi esteso ai nuovi e funzionali Distributori di Prodotti Chimici, inseriti in un programma di Stazioni Igieniche sicure e facili da usare.

La colonna di erogazione VULCANO, adatta ad ogni tipo di applicazione, è caratterizzata da una base che da sola ha un peso del 70% di quello dell’intera struttura, rendendola stabile e sicura.

Vulcano

Realizzata in acciaio completamente trattato con vernice epossidica, è dotata di salva goccia, dispenser Levita, touchless o manuale, di un vassoio per contenere strumenti ed accessori e di un contenitore per lo smaltimento dei rifiuti.

La struttura LIPARI, essenziale nel suo design, è facile da assemblare, da pulire e da spostare.

Lipari

La stazione d’igiene PIANOSA, realizzata in polipropilene, è robusta e stabile, specificatamente progettata per essere installata su pareti o veicoli commerciali allo scopo di garantire la sicurezza dell’operatore durante la movimentazione di merci o alimenti.

Pianosa


Tork: per l’igiene delle mani

Progettato per integrarsi perfettamente in ogni flusso di lavoro, il dispenser a estrazione centrale singola Tork® Reflex™ è la soluzione ideale per l’asciugatura delle mani e delle superfici in contesti professionali.

Se l’erogazione singola consente di toccare solo la carta che si usa, il beccuccio rotante permette di accedere alla carta da ogni angolazione.

Questo resistente e igienico sistema di facile utilizzo riduce i consumi di carta fino al 37% rispetto ai tradizionali sistemi a estrazione centrale Tork®.

TTS: per una sanificazione semplice ed efficace

Il Panno Manuale usa e getta in rotolo di TTS rende la sanificazione delle superfici semplice e immediata, garantendo l’efficacia dell’igienizzazione e il massimo controllo della contaminazione crociata.

La caratteristica trama forata assicura ottimi risultati nella raccolta dello sporco mentre la composizione in TNT si distingue per l’elevata capacità di assorbenza e il rilascio omogeneo della soluzione detergente.

Il rotolo da 90 strappi può essere utilizzato secco o impregnato con soluzione detergente o disinfettante nel pratico secchio da 4 litri con coperchio: l’apposita finestrella richiudibile facilita l’estrazione dei singoli strappi mentre la chiusura ermetica del coperchio preserva i principi attivi.

HYGI GEL, gel igienizzante

HYGI GEL è un gel lavamani di ARCO CHIMICA, a base di alcol 65-75%, che consente di lavare le mani senza la necessità di risciacquarle. È facile e veloce da applicare e agisce in pochi secondi.

È pratico in ogni situazione in cui si desidera igienizzare e lavare le mani quando non si dispone di acqua e sapone.

Nell’ottica di rispondere ai requisiti dettati dalle normative vigenti in termini di prevenzione da Covid-19, l’Azienda comunica che il prodotto ha ottenuto le certificazioni:

  • UNI EN 1040
  • UNI EN 13727
  • UNI EN 13624
  • UNI EN 1275
  • UNI EN 1499
  • UNI EN 1500
  • UNI EN 1650
  • UNI EN 1276

HYGI GEL è disponibile in più formati:

  • bustina monouso da 1 ml – 100 ml – 500 ml – 1000 ml e
  • tanica da 5 kg. Per informazioni: info@arcochimica.it
Comac CED: una sola lavasciuga per 3 funzioni

La sanificazione non è più considerata un’attività straordinaria ma è diventata parte dei normali processi impattando sui relativi costi e tempi. Per questo Comac ha sviluppato la tecnologia CED – Comac Electrostatic Disinfector – che permette alle lavasciuga pavimenti uomo a bordo della sua gamma di lavare, asciugare e contemporaneamente nebulizzare una soluzione sanificante.

Grazie a CED, durante le normali attività di pulizia dei pavimenti, la lavasciuga può anche nebulizzare una soluzione igienizzante su pavimenti, superfici verticali e aree difficili da raggiungere.

Inoltre, le turbine superiori del kit CED sfruttano la tecnologia elettrostatica che consente di distribuire la soluzione igienizzante e rivestire la superficie in modo ancora più efficace.

CED permette quindi di meccanizzare le operazioni di sanificazione, che possono essere svolte in modo professionale riducendo notevolmente i costi associati a questa attività, diventata parte integrante dei normali protocolli di igiene.

Un altro vantaggio di questa tecnologia è la possibilità di tracciare gli interventi di sanificazione tramite il sistema di gestione CFC – Comac Fleet Care. Le lavasciuga pavimenti dotate sia di CED che di CFC permettono di documentare non solo le attività di pulizia ma anche gli interventi di sanificazione, rendendoli così dimostrabili qualora fosse necessario.

Il kit CED è quindi la soluzione ideale per sanificare in modo veloce ed efficace le superfici verticali e orizzontali di ambienti come linee produttive, supermercati, centri commerciali, ospedali, strutture logistiche, stazioni, porti ed aeroporti.

La tecnologia CED è attualmente disponibile sui modelli con operatore a bordo Innova Comfort, C75, C85, C100 e C130.

www.comac.it

Aluminium frame with lock system and microfiber/cotton flat mop

The aluminium lightness, the hook and loop fastening system, the practical frame lock system, the microfiber for safe cleaning: all in one product! By ESSECINQUE.

The aluminium frame for hook and loop fastening system mops is an extraordinary cleaning product.

The practical lock system allows to use the frame reaching and cleaning any difficult area.

Thanks to an easy movement the central block is released and moves to the side.

The frame suits the microfiber and cotton Microfast flat mop, the hook and loop fastening system mop of Essecinque: microfiber removes dirt and cotton keeps the wet mop for a long time, ensuring to clean many more meters of surface.

SOSTENIBILITÀ
Francia: l’indice di riparabilità

Dal 1° Gennaio 2021 in Francia è obbligatorio che alcune categorie di prodotti (5 categorie di elettrodomestici ed elettronica) riportino l’indice di riparabilità.

In Francia, solo il 40% dei dispositivi elettrici ed elettronici guasti è riparato. In un’ottica di economia circolare, il governo, con la legge n. 2020-105 del 10 febbraio 2020 art. 16, ha imposto per alcune categorie di prodotti la visualizzazione obbligatoria di un indice di riparabilità.

Anche a casa nostra, di fatto, l’attitudine a riparare piuttosto che sostituire è stata largamente diffusa. Ora è il momento – per quello che si può – di invertire la rotta e, nell’ottica dell’economia circolare, per una reale riduzione degli sprechi, adottare realmente la strategia delle 5 R che nel 1997 erano del Decreto Ronchi (D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22): Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero (aggiungerei una R, che in fondo le riunisce tutte: Responsabilità).

La Francia

Dal 1° gennaio di quest’anno è obbligatorio pubblicare su alcuni prodotti l’indice di riparabilità, un punteggio su scala 10 che informa i consumatori sulla loro possibilità di riparazione.

Inizialmente riguarda le categorie: lavavetri, smartphone, laptop, televisori e tosaerba elettrici.

È uno strumento nella lotta all’obsolescenza – pianificata o meno – per evitare la rottamazione prematura dei prodotti e per preservare le risorse naturali necessarie alla loro produzione.

Entro il 2024, la legge anti-spreco per un’economia circolare prevede che questo indice diventi un indice di sostenibilità, in particolare aggiungendo nuovi criteri come la robustezza o l’affidabilità dei prodotti.

Il metodo di calcolo dell’indice

Il calcolo dell’indice di riparabilità per ogni modello di prodotto si basa su cinque criteri.

Documentazione: punteggio determinato dall’impegno del produttore a rendere disponibili gratuitamente i documenti tecnici, in numero di anni, a riparatori e consumatori.

Smontaggio e accesso, attrezzi, fissaggi: punteggio determinato dalla facilità di smontaggio del prodotto, dal tipo di attrezzi richiesti e dalle caratteristiche degli elementi di fissaggio.

Disponibilità dei pezzi di ricambio: punteggio determinato dall’impegno del produttore per il periodo di disponibilità dei pezzi di ricambio e il momento della loro consegna.

Prezzo ricambi: punteggio determinato dal rapporto tra il prezzo di vendita dei ricambi e il prezzo del prodotto.

Specifico: punteggio determinato da sottocriteri specifici per la categoria di prodotto interessata.

L’indice di riparabilità risulta dal calcolo di tali punteggi per criterio, ridotto a un punteggio su 10.

Per supportare al meglio l’introduzione dell’indice di riparabilità, il Ministero della Transizione Ecologica fornisce ai professionisti e al pubblico i documenti necessari per il suo calcolo e la sua visualizzazione.

CM

Gestione rifiuti: il Rapporto di ISPRA

ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha diffuso il Rapporto Rifiuti Urbani 2020.

Un quadro di informazioni e analisi sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import e export, a livello nazionale, regionale e provinciale.

I rifiuti urbani: la produzione

I rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2019 sono circa 30 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto al 2018 dello 0,3% (-80 mila tonnellate). Incremento solo nel Nord Italia, con quasi 14,4 milioni di tonnellate di rifiuti, dello 0,5% rispetto al 2018, mentre è in calo al Centro (-0,2%) con circa 6,6 milioni di tonnellate evidenzia e al Sud (-1,5%) con 9,1 milioni di tonnellate.

Ogni cittadino italiano, in un anno, ha prodotto circa 500 chilogrammi di rifiuti. La regione che ha la produzione pro capite più elevata si conferma in Emilia Romagna, con 663 chilogrammi per abitante per anno. Aumenta la raccolta differenziata specialmente al Sud: tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si rileva a Cagliari con il 71,4%.

Rispetto al 2018, c’è stato un disallineamento tra l’andamento della produzione dei rifiuti e quello degli indicatori socio-economici (PIL e spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti). Nel 2019, infatti, il prodotto interno lordo e la spesa delle famiglie fanno registrare un incremento pari, rispettivamente, allo 0,3% e allo 0,6%, mentre la produzione dei rifiuti mostra un lieve calo (-0,3%).

Raccolta differenziata

Aumenta ancora la raccolta differenziata nel 2019: +3,1 punti rispetto al 2018, raggiungendo il 61,3% della produzione nazionale; dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata. La raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate.

A livello regionale, per la prima volta il Sud supera il 50% di raccolta differenziata e nel 2019 sono 8 le Regioni che superano l’obiettivo del 65% (fissato nel 2012 dalla normativa): Veneto, Sardegna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia e Umbria.

Oltre il 60% sono la Valle d’Aosta, il Piemonte, l’Abruzzo, la Toscana e inferiore al 50% la Basilicata e la Calabria. La Sicilia aumenta di 9 punti (dal 29,5 al 38,5) ma rimane al disotto del 40%.

La provincia di Treviso ha i livelli più elevati di raccolta differenziata (87,7%), la città metropolitana più virtuosa è Cagliari con il 71,4%, Roma raggiunge il 51,2% e la peggiore è Palermo (29%), anche se nell’ultimo anno ha avuto un incremento di 9,1 punti.

L’organico si conferma la frazione più raccolta in Italia: rappresenta il 39,5% del totale; Carta e cartone sono il 19,1%, il vetro 12,3% e la plastica che rappresenta l’8,3% registra una crescita del 12,2% (pari a oltre 1,5 milioni di tonnellate. Il 94% di quest’ultimo tipo di rifiuti è rappresentato dagli imballaggi.

Gestione

Il 50% dei rifiuti differenziati viene inviato a impianti di recupero: il riciclaggio totale si attesta al 53,3% e riguarda l’organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.

Gli impianti

Nel 2019 sono operativi 658 impianti di gestione dei rifiuti urbani: 355 al Nord, 121 al Centro e 182 al Sud. 345 sono dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata, 130 sono impianti per il trattamento meccanico o meccanico biologico dei rifiuti, 131 sono impianti di discarica a cui si aggiungono 37 impianti di incenerimento e 15 impianti industriali che effettuano il coincenerimento dei rifiuti urbani.

In discarica

Il 21% dei rifiuti urbani è smaltito in discarica, pari a quasi 6,3 milioni di tonnellate, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2018. Nell’ultimo decennio il ricorso alla discarica si è ridotto del 58,2%, passando da 15 milioni di tonnellate a circa 6,3.

Incenerimento

Il 18% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito (oltre 5,5 milioni di tonnellate); il dato è in aumento dell’1,4% rispetto al 2018. Su 37 impianti operativi, il 70,3% si trova al Nord, in particolare in Lombardia e in Emilia Romagna.

Imballaggi e rifiuti di imballaggio

I rifiuti di imballaggio rappresentano uno dei principali flussi monitorati dall’Unione Europea, per i quali il ‘pacchetto economia circolare‘ ha definito obiettivi di riciclaggio più ambiziosi al 2025 e al 2030, rispetto a quelli di oggi.

Aumenta del 3,1% rispetto al 2018 il recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio che rappresenta l’80,8% dell’immesso al consumo: il vetro mostra l’aumento più elevato, seguito da plastica, acciaio e legno.

Tutte le frazioni di imballaggi hanno già raggiunto gli obiettivi di riciclaggio previsti per il 2025 ad eccezione della plastica. Per il riciclaggio di questa frazione, costituita da diverse tipologie di polimeri, sarebbe necessaria l’implementazione di nuove tecnologie di trattamento tra cui anche il riciclo chimico.

Import – Export dei rifiuti

Il 2% dei RU a livello nazionale viene esportato, un aumento del 10,8%, mentre calano dell’1% le importazioni.

Sono inviati fuori dai confini nazionali, soprattutto Austria e Spagna, il combustibile solido secondario (30,2%) e i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (34,0%). Le due regioni che maggiormente esportano sono la Campania e la Lombardia.

Gli impianti localizzati sul territorio nazionale importano plastica (26,7%), vetro (25,2%) e abbigliamento (19,6%). Il vetro arriva soprattutto dalla Svizzera ed è destinato a impianti di recupero e lavorazione situati per lo più in Lombardia. L’abbigliamento, invece, è importato in massima parte dalla Campania, presso aziende che ne effettuano il recupero.

Costi di gestione

Nel 2019, il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 175,79 euro/abitante (nel 2018 era 174,48).
Al Centro i costi più elevati (208,71 euro/abitante), segue il Sud con 188,53 euro/abitante. Al Nord il costo è pari a 155,83 euro/ab*anno.

Tra le città che presentano il maggior costo si segnala Venezia con un costo pari a 366,11 euro ad abitante, Cagliari con 314,98 euro ad abitante e Genova con 266,58 euro ad abitante. I costi minori si rilevano a Udine 119 euro ad abitante, Campobasso 161,17 euro ad abitante e Bolzano 168,30 euro ad abitante.

Per scaricare il Rapporto completo: www.isprambiente.gov.it

Per i dati relativi alla produzione, raccolta differenziata e costi dei servizi di gestione per singolo comune: www.catasto-rifiuti.isprambiente.it

Sostenibilità spaziale: il satellite in legno

Sumitomo Forestry – parte di Sumitomo Group – e l’Università di Kyoto vogliono realizzare entro il 2023 i primi satelliti al mondo realizzati in legno.

La partnership inizierà a sperimentare diversi tipi di legno in ambienti estremi sulla Terra, altamente resistenti ai cambiamenti di temperatura e alla luce solare, verrà poi sviluppato il modello ingegneristico e quindi il modello in volo.

Spazzatura spaziale

I satelliti artificiali sono sempre più utilizzati per le comunicazioni, la navigazione, le previsioni meteo, la televisione: secondo il World Economic Forum (WEF) i satelliti in orbita sono quasi 6.000 e circa il 60% non sono più attivi, costituendo così la ‘spazzatura spaziale’.

Euroconsult, società di ricerca, stima che in questo decennio saranno lanciati 990 satelliti (questo vorrebbe dire che ci potrebbero essere 15.000 satelliti nello spazio entro il 2028). E si continua: Elon Musk con SpaceX ha già lanciato più di 900 satelliti Starlink e il suo programma non si ferma qui.

Il problema rappresentato dalla spazzatura spaziale è serio: la velocità a cui viaggia è di quasi 36.000 km all’ora) e quindi in caso di collisione è in grado di provocare danni gravi a tutto ciò che colpisce.

Takao Doki, professore all’Università di Kyoto e astronauta, ha segnalato la preoccupazione perché tutti i satelliti in rientro nell’atmosfera bruciano e creano minuscole particelle di ossido di alluminio (Al2O3 ossido ceramico di alliuminio), che rimangono nell’atmosfera per molti anni, e alla fine influenzeranno l’ambiente.

Il satellite di legno potrebbe bruciare senza rilasciare sostanze dannose nell’atmosfera (e si eviterebbe anche il pericolo della caduta sulla Terra dei detriti dei satelliti che si usano ora).

Fonte: BBC

TTS vince il Premio ECOLABEL UE 2020

L’ISPRA, il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit hanno conferito a TTS Cleaning il Premio Ecolabel UE 2020 per la miglior campagna pubblicitaria e di marketing relativa ai prodotti che hanno ottenuto il marchio d’eccellenza ambientale dell’Unione Europea.

Nell’ottica di informare e sensibilizzare i consumatori, TTS Cleaning ha realizzato una campagna dedicata al prestigioso marchio e alla speciale gamma di ricambi e mop certificati per divulgare in modo semplice, rapido ed efficace le garanzie offerte dalla certificazione Ecolabel UE.

L’obiettivo dell’azienda è favorire un consumo consapevole, responsabilizzando l’intera collettività nei confronti di una scelta eco-sostenibile e lungimirante per la salute.

In un prodotto Ecolabel UE è infatti certificata l’assenza o la presenza entro limiti molto stringenti di innumerevoli sostanze nocive per le persone e l’ambiente e il ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.

Lo slogan Think Green choose Ecolabel che accompagna la campagna di TTS Cleaning vuole essere un monito a fare una scelta responsabile: il consumatore è chiamato in prima persona a promuovere concretamente lo sviluppo sostenibile scegliendo prodotti certificati Ecolabel UE, garanzia di salvaguardia ambientale e tutela della salute.

TTS Cleaning non si ferma ma rinnova giorno dopo giorno il suo impegno nei confronti della sostenibilità: presto ci saranno interessanti novità sulla gamma certificata Ecolabel UE.

Green e digitale, driver per il lavoro

1,6 milioni gli esperti in ambiente ricercati entro il 2024, digital skill indispensabili per 1,5 milioni di lavoratori.

Green e digitale trainano la domanda di lavoro. Nei prossimi cinque anni il mercato del lavoro richiederà 1,6 milioni di lavoratori che possano sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili e 1,5 milioni di lavoratori in grado di sapersi destreggiare con Internet in maniera più o meno professionale.

Come mostrano le previsioni a medio termine (2020-2024) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, presentate a Job&Orienta, ecosostenibilità e digitalizzazione sono tra i principali fattori di cambiamento che stanno trasformando il mercato del lavoro.

E nei prossimi anni un ulteriore impulso in questa direzione potrebbe venire dagli investimenti europei legati alla Next Generation Eu.

Saranno infatti circa 2,7 milioni le persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro nei prossimi 5 anni e il 62% dovrà essere in possesso di competenze green.

Per quasi un milione di questi profili (circa il 38%), inoltre, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale sarà addirittura un fattore dirimente ai fini dell’assunzione.

Green, green, green

La domanda di competenze green riguarderà in maniera trasversale tutte le professioni, concentrandosi in particolare sui profili ad elevata specializzazione e tecnici: il 46% dei lavoratori con competenze “verdi” saranno infatti profili altamente qualificati (744mila professionisti). Per 452mila di questi la green skill è considerata addirittura determinante.

Maggiori competenze green saranno richieste a figure professionali già esistenti: ingegneri civili, ingegneri energetici e meccanici, ma anche i tecnici nella gestione dei cantieri edili e i tecnici della sicurezza sul lavoro.

Il settore delle costruzioni potrà dare forte slancio alla domanda di occupati per le esigenze di riqualificazione del patrimonio immobiliare e per una progettazione più attenta alla sostenibilità degli edifici, alla limitazione di consumi energetici e delle emissioni dannose.

Inoltre, la domanda di competenze green farà emergere nuove figure professionali (green jobs): giurista ambientale, energy manager, specialista in contabilità verde, l’informatico ambientale, il promotore di nuovi materiali sostenibili.

Altrettanto richieste saranno le competenze digitali, diventate ancora più strategiche alla luce dei recenti avvenimenti.

Digitale, digitale, digitale

La pandemia da Covid 19 ha determinato una fortissima accelerazione del processo di digitalizzazione che era già in atto in molte attività produttive (smart working, e commerce, digitalizzazione delle procedure…).

Le competenze digitali di base come l’uso di tecnologie internet e di strumenti di comunicazione visiva e multimediale, saranno richiesta a circa 1,5milioni dei lavoratori previsti in ingresso nei prossimi 5 anni, pari al 56% delle opportunità di lavoro che si creeranno.

Fonte: Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

Assegnati i Premi “PIMBY Green 2020”

I premi Please In My Back Yard sono stati assegnati ad amministrazioni e imprese che hanno dimostrato di avere visione strategica e non ideologica e capacità di innovazione:

Chicco Testa premia Giorgio Gori

Il Comune di Bergamo, nella persona del Sindaco Giorgio Gori, per il progetto “Una nuova mobilità per Bergamo Alta – Centro Storico: il parcheggio della Fara”. L’iniziativa, superando la possibile conflittualità tra residenti ed operatori economici, consentirà, anche grazie a un parcheggio interrato, di liberare dalle auto alcune piazza storiche e ridurre il traffico veicolare in accesso;

Il Comune di Vado Ligure, nella persona del Sindaco Monica Giuliano, per il “Progetto di riconversione, riorganizzazione e sviluppo industriale” e per aver saputo conservare la vocazione industriale del territorio, individuando una strada efficace per far crescere in modo congiunto l’economia delle imprese e il benessere della collettività;

TAP – Trans Adriatic Pipeline per “Il progetto di realizzazione di un gasdotto che trasporterà gas naturale dalla regione del Mar Caspio in Europa”. I lavori di costruzione del gasdotto, iniziati nel 2016, sono nella loro fase conclusiva, l’entrata in esercizio è prevista entro la fine del 2020. Giunge quindi al suo completamento una catena del valore del gas lunga 4.000 chilometri che porterà una nuova fonte di energia in Italia e in Europa;

L’azienda SEAP D.A. SRL per “La realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti liquidi, finalizzato al recupero delle acque per uso industriale”. La piattaforma polifunzionale di trattamento liquidi, situata nel comune di Aragona (AG), è in grado di trattare fino a 550 ton/giorno, per un totale di 167.500 ton/anno di rifiuti liquidi.

Il Premio “Informazione e Cultura” è andato alla testata Ricicla TV per la costante e puntuale attività di informazione sul settore della raccolta, riciclo, recupero energetico e smaltimento dei rifiuti nel nostro Paese, sempre attenta alla voce delle imprese, scevra da posizione ideologiche e basata su dati scientifici.

Una Menzione speciale è andata alle 13 aziende che, pur in un difficile periodo, hanno partecipato all’edizione 2020 di “Impianti Aperti”, l’iniziativa promossa da FISE Assoambiente per aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei meccanismi e del funzionamento della gestione dei rifiuti e superare pregiudizi e stereotipi che spesso impattano negativamente sulle attività del settore: Acea AmbienteRendina AmbienteGEA srlAsja Ambiente ItaliaEcologica NaviglioORIMLa FilippaCSAiHERAmbienteC.I.S.A. SpAAppia Energy SrlESOEcologia Viterbo Srl.

I Premi assegnati – ha commentato il Presidente FISE Assoambiente Chicco Testa al termine della cerimonia di consegna – riconoscono meriti ad amministratori locali e imprese che, attraverso un atteggiamento costruttivo nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del confronto partecipativo, hanno deciso di realizzare un’opera strategica per la propria comunità o per l’intera nazione, evidenziando una visione strategica del bene comune.

Un Premio contro la sindrome NIMBY che oggi anima sempre più di frequente comitati locali e mondo politico-istituzionale pronti a dire NO a prescindere a qualsiasi opera, anche se necessaria, e che rischia di frenare anche il futuro rilancio del nostro Paese”.

L’iniziativa è stato realizzata grazie al sostegno di: ANIA, A2A Ambiente, DUSTY, GRUPPO GESENU, OMNISYST, SYSTEMA AMBIENTE e UNISALUTE.

ATTUALITÀ
Assocasa: il ruolo chiave dell’igiene

Oggi, 7 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, A.I.S.E., Associazione Internazionale dei Saponi, Detergenti e Prodotti di Manutenzione, e l’International Scientific Forum on Home Hygiene (IFH) hanno presentato il Report congiunto industria/università che sottolinea il ruolo fondamentale dell’igiene nella prevenzione della diffusione di malattie infettive

Il report promuove il concetto di igiene mirata, l’uso adeguato di prodotti di pulizia e dei disinfettanti. Il report offre anche un’interessante panoramica sull’idea che i consumatori europei hanno del concetto di igiene, sulla base di dati paneuropei raccolti su circa 4.500 consumatori a febbraio e a giugno 2020.

L’87% dei consumatori europei crede che la pulizia e l’igiene nella loro casa siano importanti perché aiutano loro o le persone con cui vivono a non ammalarsi o a contrarre una malattia infettiva. Nel report emerge però che, sebbene le azioni dei consumatori siano in qualche misura guidate dalla loro percezione del rischio, è ancora bassa la comprensione di quando (e dove) l’igiene sia necessaria.

Corrette abitudini, non ci siamo ancora

Il 78% dei consumatori ha dichiarato di far uso di disinfettanti già prima della pandemia da COVID-19; tale dato ha raggiunto l’82% a giugno 2020. Nel report si evidenzia come spesso i disinfettanti siano stati utilizzati in situazioni normalmente considerate a “basso rischio”.

Al di là del dichiarato, nonostante la pandemia da COVID-19 abbia fornito un’opportunità senza precedenti per la promozione dell’igiene, si hanno poche evidenze che questo abbia modificato la percezione del rischio e i comportamenti igienici dei consumatori europei. A giugno 2020, solo il 44% dei cittadini dell’UE riteneva che non lavarsi le mani con il sapone dopo averci starnutito potesse costituire un rischio elevato di infezione.

Scopo di questo approfondito studio congiunto è proprio la promozione di una corretta igiene, cioè le pratiche attraverso le quali le persone mantengono o promuovono la salute e aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive. In particolare, promuove i principi di Igiene Mirata (clicca qui), un approccio che sostiene che, per essere efficaci, le pratiche igieniche devono essere focalizzate in quei momenti e luoghi dove è necessario interrompere la catena dell’infezione e ridurre il rischio di esposizione a microbi nocivi. 

Spiega anche le due principali procedure igieniche che possono essere utilizzate, cioè l’uso di prodotti di pulizia a base di detergenti e in alcuni casi, quando necessario, l’uso di un disinfettante per mani o superfici.

La professoressa Sally Bloomfield, Chair dell’IFH, ha detto: “Questi risultati sono un importante contributo a una maggiore comprensione delle percezioni e dei comportamenti dei consumatori in Europa. Confermano anche che, per avere successo, le attività volte a educare e informare i consumatori devono basarsi sul concetto di igiene mirata“.

In conclusione, il rapporto indica una serie di azioni che devono essere intraprese per massimizzare l’efficacia dell’igiene e allo stesso tempo affrontare le questioni di sostenibilità.

Per leggere e scaricare il report Developing household hygiene to meet 21stcentury needs – A collaborative industry/academia report on cleaning and disinfection in homes & Analysis of European consumers’ hygiene beliefs and behaviour in 2020” visita www.aise.eu/targetedhygiene

Per vedere il video sull’igiene mirata clicca qui

Essity: una ricerca sull’igiene nelle scuole italiane

La scuola è luogo fondamentale di formazione, dove i ragazzi iniziano l’impegnativo percorso verso l’età adulta. L’educazione, anche dal punto di vista delle buone pratiche, è più che mai importante nell’attuale di pandemia causa Covid-19, in cui l’attenzione alla pulizia e all’igiene risulta fondamentale.

La ricerca ‘L’igiene nelle scuole italiane – Nuove esigenze e aspettative nello scenario Covid-19′, commissionata da Essity e condotta dall’Istituto di Ricerca Sociale e di Marketing AstraRicerche (effettuata ad agosto 2020), che ha coinvolto 817 residenti in Italia, genitori di studenti tra i 6 e i 14 anni, ha messo in luce particolari aspetti su ciò che ci si aspetta a proposito di igiene e sicurezza.

Infatti, l’indagine dimostra come il tema della pulizia e dell’igiene negli ambienti scolastici sia diventato essenziale per i genitori italiani, addirittura più dell’impegno contro il bullismo e la discriminazione.

I problemi della scuola: le difficoltà rilevanti

Al primo posto si trovano quelli relativi alle strutture, ma è coinvolgono anche in misura significativa gli aspetti igienici (la scarsa igiene/pulizia e la mancanza di materiali per l’igiene: sono molto importanti/gravi per il 60%, molto o abbastanza importanti/gravi almeno per l’80%).

Gli aspetti igienici sono segnalati più dalle donne, residenti nel Sud, genitori di bambini sotto ai 10 anni: il 62% ritiene molto importanti le difficoltà determinate da scarsa igiene e pulizia, e anche (per il 61%) l’inadeguatezza di materiali per l’igiene.

Cosa pensano i genitori della scuola

I sentimenti sono contrastanti: Il 39,9% prova vicinanza e simpatiaIl 38,0% prova gratitudineIl 38,8% esprime preoccupazione e ansia (con ben il 15,6% che li prova intensamente) e il 38,8% è insoddisfatto. Proprio sulla base dei sentimenti espressi nei confronti della scuola italiana è stata definita una tipologia che vede prevalere (anche se di poco) i negativi (leggermente più donne – 39% – residenti nel Nord-Ovest – 39% – e nel Triveneto – 38%).

La scelta della scuola e il ruolo dell’igiene

Nella scelta della scuola i genitori si affidano in primo luogo alla reputazione della scuola stessa, ma valutano anche la qualità delle aule, dei laboratori e dei materiali utilizzati nonché il livello di igiene e pulizia, che contano più dell’impegno contro bullismo e discriminazione e della presenza di approcci speciali alla didattica.

Più di due terzi del campione considera la scuola un luogo in cui si impara l’importanza della pulizia e dell’igiene: e questo deve avvenire con la spiegazione degli effetti negativi della mancanza di pulizia (decisamente la prima scelta: 67,3%).

Momenti e luoghi fondamentali per l’igiene

Ci sono dei momenti in cui l’igiene delle mani è imprescindibile:

  • Dopo essere andati in bagno: 94,9%
  • Prima di andare in mensa: 92,4%
  • Dopo la lezione di educazione fisica: 91,3

Ancora più importante è la pulizia degli ambienti: 95,3%. In particolare, dei bagni (51,1% al primo posto e 90,3% tra i primi tre) e delle aule (32,9% al primo posto e 86,8% tra i primi tre). La palestra è superata persino dall’aula magna.

E sono molti gli elementi che si vorrebbero trovare nelle scuole per garantire una maggiore igiene. Tra questi si segnala la richiesta della ‘presenza di dispenser di igienizzante’ (91,1% di cui il 64,3 molto) e un numero più elevato di personale addetto alle pulizie (90,2% di cui 62,3% molto). Tutti elementi che si devono mantenere anche dopo il ‘ritorno alla normalità’.

Tra le figure preposte al controllo di igiene e pulizia, secondo i genitori intervistati, c’è il personale scolastico: il preside (54,9%), poi i ‘bidelli’ (43,0%) e un po’ meno i docenti (33,3%). Secondo il 51,9% dovrebbe essere la ASL ad occuparsi di tali controlli e il 45,9% pensa ad una commissione composta da personale scolastico e genitori.

www.tork.it

Leggi anche:

Igiene nelle scuole: un progetto TORK

EFCI: Lorenzo Mattioli presidente

Lorenzo Mattioli, attuale presidente di ANIP Confindustria e di Confindustria Servizi HCFS, è designato come prossimo  presidente della EFCIEuropean Cleaning and Facility Services Industry  – il soggetto che riunisce le associazioni europee di imprese appartenenti dal comparto dei servizi integrati rappresentando oltre 4 milioni di addetti in Europa e un fatturato che, solo per l’Italia, è triplicato negli ultimi anni.

Lorenzo Mattioli

È un onore – dichiara Mattioli – rappresentare in Europa le istanze di un settore importantissimo, ancor più oggi con l’emergenza Covid a testimoniarne l’insostituibilità, la resilienza, il coraggio.

È un riconoscimento per l’Italia e le imprese del comparto che rappresentano una eccellenza riconosciuta, arrivato in una giornata particolare come la festa dell’unità italiana, e perciò ancor più ricco di significato”.

Attualmente in carica è lo spagnolo Juan Díez de los Ríos, cui succederà Mattioli nel 2022 sino al 2025

INPS: agevolazioni contributive

L’INPS, con la Circolare n. 33 del 22 febbraio 2021, dà indicazioni ai datori di lavoro in ‘aree svantaggiate’ per usufruire delle agevolazioni.

A causa del perdurare degli effetti del Covid-19 sull’occupazione in zone con gravi disagi socio-economici, l’art. 1 della legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021), prevede che l’esonero contributivo si applichi fino al 31 dicembre 2029.

L’INPS con la Circolare n. 33 del 22 febbraio 2021 ha fornito indicazioni per usufruire delle agevolazioni contributive da parte dei datori di lavoro in aree ‘svantaggiate’: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Sardegna.

La cosiddetta Decontribuzione Sud riguarda i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, i rapporti di lavoro dipendente (escluso il settore agricolo, i domestico e tutti i datori di lavoro pubblici) e spetta se la sede di lavoro è in una di queste regioni. Per sede di lavoro si intende l’unità operativa presso cui sono denunciati in Uniemens i lavoratori.

Prevista quindi anche per chi ha la sede legale in altri territori: è necessario presentare un’istanza alla sede territoriale dell’INPS che dopo i controlli autorizza l’agevolazione dando il codice OL (che, dal 1° gennaio 2018, ha il significato di “Datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operative nei territori del Mezzogiorno”) valido fino al 31 dicembre 2021.

Essendo incentivi che si riferiscono solo a datori di lavoro in una parte del Paese, è necessario avere l’autorizzazione della Commissione europea.

Attualmente è arrivata per tutto il 2021.

Le agevolazioni

  • al 30% fino al 31 dicembre 2025;
  • al 20% per gli anni 2026 e 2027;
  • al 10% per gli anni 2028 e 2029.

Somministrazione di lavoro

Se il rapporto di lavoro è instaurato con un’Agenzia di somministrazione:

  • gli obblighi gravano sull’Agenzia che effettua l’assunzione (che ha il ruolo formale di datore di lavoro).
  • l’utilizzatore viene coinvolto come responsabile in solido, salvo il diritto di rivalsa ai sensi dell’articolo 35, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

L’articolo 33, comma 2, del D.lgs n. 81/2015 stabilisce che: “Con il contratto di somministrazione di lavoro l’utilizzatore assume l’obbligo […] di rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e previdenziali da questo effettivamente sostenuti in favore dei lavoratori”.

Su questa base, le agevolazioni non sono possibili quando il lavoratore in somministrazione – anche lavorando nelle aree svantaggiate – è formalmente incardinato presso un’Agenzia situata in una Regione diversa da quelle citate. Questo perché per il riconoscimento della decontribuzione è considerata la sede di lavoro del datore di lavoro e non dell’utilizzatore.

Invece, se l’Agenzia ha sede legale od operativa in una delle Regioni svantaggiate, può usufruire dell’agevolazione, a prescindere dal luogo dove effettivamente il lavoratore svolga la sua attività.

Anche per l’Agenzia di somministrazione vale il rispetto di tutti i presupposti che la legittimano, compreso il rispetto del massimale di 1.800.000 euro di aiuti concedibili previsto dal Temporary Framework.

Il calcolo della decontribuzione

Come detto in precedenza, l’esonero è pari:

– al 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro sino al 31 dicembre 2025;

– al 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per gli anni 2026 e 2027;

– al 10% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per gli anni 2028 e 2029.

L’esonero non prevede un limite individuale di importo.

Queste contribuzioni non sonno oggetto di sgravio:

– i premi e i contributi dovuti all’INAIL

  • il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”
  • Il contributo, ove dovuto, ai fondi bilaterali, al FIS ed ai Fondi delle Province Autonome di Trento e Bolzano, previsti dal D.L.vo n. 148/2015
  • il contributo, ove dovuto, al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua.

Il diritto all’agevolazione è subordinato a:

  • regolarità contributiva
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Compatibilità con la normativa UE sugli Aiuti di Stato

Il beneficio previsto dalla legge di bilancio 2021 ha bisogno dell’autorizzazione della Commissione europea.

L’articolo 1 (comma 164 della legge di bilancio 2021) specifica che la misura è concessa dalla Commissione europea dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 202.

Sono aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra le altre, le condizioni:

  • importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere), o non superiore a 270.000 euro (per impresa nel settore della pesca e dell’acquacoltura);
  • siano concessi a imprese non in difficoltà al 31 dicembre 2019; – in deroga al punto precedente, concessi a microimprese (numero di dipendenti inferiori a 10, fatturato o bilancio annuo uguale o inferiore a 2 milioni di €) o piccole imprese (meno di 50 occupati e un fatturato o bilancio annuo non superiore ai 10 milioni di euro) che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non soggette a procedure per insolvenza e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione;
  • – siano concessi entro il 31 dicembre 2021.

Cumuli con le altre agevolazioni

L’agevolazione è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento, sempre nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta, e se non vi è un espresso divieto di cumulo.

Qualche esempio:

  • incentivo all’assunzione di over 50 disoccupati da almeno 12 mesi (commi da 8 a 11, della legge 92/2012)
  • incentivo all’assunzione di disabili (disciplinato dall’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68)
  • incentivo all’assunzione di beneficiari di NASPI, disciplinato dall’articolo 2, comma 10-bis, della legge n. 92/2012).

Un esempio di cumulo:

Nel  caso di aziende con meno di 20 dipendenti, per l’assunzione in sostituzione di lavoratrici o lavoratori in congedo (art. 4, comma 3, del D. Lgs. n. 151/ 2001) con l’agevolazione dell’abbattimento del 50% dei contributi dovuti, la Decontribuzione Sud si applica a seguito dell’abbattimento della contribuzione.

Lo stesso per l’assunzione di uomini over 50 disoccupati da almeno 12 mesi.

Francia: l’indice di riparabilità

Dal 1° Gennaio 2021 in Francia è obbligatorio che alcune categorie di prodotti (5 categorie di elettrodomestici ed elettronica) riportino l’indice di riparabilità.

In Francia, solo il 40% dei dispositivi elettrici ed elettronici guasti è riparato. In un’ottica di economia circolare, il governo, con la legge n. 2020-105 del 10 febbraio 2020 art. 16, ha imposto per alcune categorie di prodotti la visualizzazione obbligatoria di un indice di riparabilità.

Anche a casa nostra, di fatto, l’attitudine a riparare piuttosto che sostituire è stata largamente diffusa. Ora è il momento – per quello che si può – di invertire la rotta e, nell’ottica dell’economia circolare, per una reale riduzione degli sprechi, adottare realmente la strategia delle 5 R che nel 1997 erano del Decreto Ronchi (D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22): Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero (aggiungerei una R, che in fondo le riunisce tutte: Responsabilità).

La Francia

Dal 1° gennaio di quest’anno è obbligatorio pubblicare su alcuni prodotti l’indice di riparabilità, un punteggio su scala 10 che informa i consumatori sulla loro possibilità di riparazione.

Inizialmente riguarda le categorie: lavavetri, smartphone, laptop, televisori e tosaerba elettrici.

È uno strumento nella lotta all’obsolescenza – pianificata o meno – per evitare la rottamazione prematura dei prodotti e per preservare le risorse naturali necessarie alla loro produzione.

Entro il 2024, la legge anti-spreco per un’economia circolare prevede che questo indice diventi un indice di sostenibilità, in particolare aggiungendo nuovi criteri come la robustezza o l’affidabilità dei prodotti.

Il metodo di calcolo dell’indice

Il calcolo dell’indice di riparabilità per ogni modello di prodotto si basa su cinque criteri.

Documentazione: punteggio determinato dall’impegno del produttore a rendere disponibili gratuitamente i documenti tecnici, in numero di anni, a riparatori e consumatori.

Smontaggio e accesso, attrezzi, fissaggi: punteggio determinato dalla facilità di smontaggio del prodotto, dal tipo di attrezzi richiesti e dalle caratteristiche degli elementi di fissaggio.

Disponibilità dei pezzi di ricambio: punteggio determinato dall’impegno del produttore per il periodo di disponibilità dei pezzi di ricambio e il momento della loro consegna.

Prezzo ricambi: punteggio determinato dal rapporto tra il prezzo di vendita dei ricambi e il prezzo del prodotto.

Specifico: punteggio determinato da sottocriteri specifici per la categoria di prodotto interessata.

L’indice di riparabilità risulta dal calcolo di tali punteggi per criterio, ridotto a un punteggio su 10.

Per supportare al meglio l’introduzione dell’indice di riparabilità, il Ministero della Transizione Ecologica fornisce ai professionisti e al pubblico i documenti necessari per il suo calcolo e la sua visualizzazione.

CM

Svizzera: voto su Pesticidi, Covid-19 e CO2

Nella seduta del 3 febbraio 2021 il Consiglio federale svizzero ha deciso di sottoporre alla votazione popolare del 13 giugno 2021 temi diversi e di stretta attualità.

L’iniziativa “Acqua potabile pulita e cibo sano – No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici” chiede che i pagamenti diretti siano erogati soltanto alle aziende agricole che non impiegano pesticidi, non fanno un uso profilattico di antibiotici nella detenzione di animali e possono nutrire le loro bestie con il foraggio prodotto nell’azienda.

Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” chiede di vietare l’uso di queste sostanze nella produzione agricola, nella cura del suolo e del paesaggio. Inoltre, propone di proibire l’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.

Un altro tema sottoposto a votazione è la Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale per far fronte alla pandemia di Covid-19 (Legge Covid-19). Contro questa legge l’associazione “Amici della Costituzione” ha lanciato un referendum per impedire che i poteri straordinari ottenuti dal Governo durante la pandemia vengano legittimati in maniera retroattiva e prolungati fino al termine di quest’anno.

I promotori ritengono che non sia necessaria e sostengono che la maggior parte del testo si concentri su prestazioni finanziarie che l’Esecutivo potrebbe disciplinare con decreti federali.

Per quanto riguarda la Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge su CO2), sono stati fatti due referendum, che hanno ragioni diverse. Un comitato economico apartitico ritiene che in questo modo ci sarà solo più burocrazia, tasse e divieti, mentre un comitato, costituito da ambientalisti, la ritiene invece troppo moderata per lottare efficacemente contro il riscaldamento climatico.

L’ultimo argomento di votazione sarà la Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT).

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