Kärcher WR 20 E WR 50

Contro le infestanti, Kärcher presenta un sistema in grado di eliminarle, nel rispetto dell’ambiente.

Le infestanti sono piccole piante non desiderate che crescono rapidamente e senza controllo in spazi con poca acqua o luce, ad esempio campi agricoli, giardini, prati e parchi. Il controllo delle infestanti è il processo che permette di eliminarle. L’obiettivo è fermare la competizione tra le erbacce e le piante domestiche o per il bestiame ma anche mantenere pulite e ordinate le aree grandi pubbliche, senza inquinare ed evitare il danneggiamento delle infrastrutture.”

Con questo scopo Kärcher ha ideato un sistema completo, composto da macchina e accessori, utilizzabile in modo efficiente, economico ed ecologico sia per il controllo delle infestanti che per la tradizionale pulizia con acqua calda. WR 20 e WR 50 sono due accessori che si raccordano facilmente alla lancia delle idropulitrici Kärcher HDS 1000, HDS 13/20 e HDS 17/20 con lo scopo di ottimizzare il flusso d’acqua, mantenendola a temperatura costante e consentendo un’efficace eliminazione delle erbacce, fino negli angoli più irraggiungibili.

L’acqua calda, permette infatti un ampio controllo delle infestanti perché indebolisce tutte le parti della pianta in modo definitivo, sin dalle radici. La conducibilità termica, 20 volte superiore rispetto al vapore o all’aria calda è inoltre un metodo efficace e compatibile con l’ambiente, perché sostituisce l’uso di prodotti chimici. Sul versante delle idropulitrici utilizzabili con WR 20 e WR 50, HDS 1000 è una macchina flessibile in grado di operare senza corrente elettrica ed installabile su un camion o un carrello.”

HDS Trailer è invece perfetta soluzione per il controllo delle infestanti e la pulizia ad alta pressione nel settore pubblico: può essere infatti trasportata ovunque e lavorare in modo indipendente per oltre un’ora. Utilizzate in abbinamento con WR 20 e WR 50, costituiscono due soluzioni estremamente efficaci ed ecologiche contro le piante infestanti, in aree come campi sportivi, parcheggi, isole pedonali, marciapiedi, stazioni ferroviarie ecc. Un equipaggiamento utilissimo per aziende municipalizzate, aziende agricole o imprese di pulizia.

Cosa possiamo imparare da Masterchef?

Visibilità è la parola chiave, ma sono importanti anche il dialogo e la determinazione. Un paio di anni fa siamo” stati in provincia di Padova, dove ha sede una nota industria che produce detergenti e cere protettive per ogni tipologia di pavimenti e rivestimenti. L’occasione della visita era un corso di formazione tecnico/commerciale, che l’azienda propone gratuitamente (offrendo anche il pranzo in un’ottima trattoria della zona) a chiunque decida di investire un giorno del suo tempo nella formazione per sé o per i suoi collaboratori.

Curiosi di conoscere tutti i segreti dei loro prodotti, ci siamo ritrovati assieme a una decina di persone provenienti da diverse parti d’Italia. Non solo chi di mestiere pulisce, ma anche chi fa posa, vendita e persino un architetto. Un’occasione come ce ne sono capitate poche, per confrontarsi sul problema comune: la soddisfazione del cliente finale. Un confronto tra professionisti che normalmente lavorano a compartimenti stagni, e dove non ci risulta vi siano tentativi di dialogo continuativo. Un vero peccato, ma anche una grande opportunità per il settore delle pulizie professionali, che da anni chiede dignità e riconoscimento, ma che al contempo sembra non fare abbastanza. Un’occasione per iniziare a fare qualcosa potrebbe davvero essere quella di avviare un dialogo e un confronto. Ma per dare dignità, riconoscimento e valore a tutto il settore dobbiamo pensare in grande, e i casi a cui ispirarsi non mancano.

Guardiamo la TV…

‘Masterchef’ – il programma televisivo – in pochi anni è passato da talent show a fenomeno di costume. Ha letteralmente trasformato l’immagine del cuoco. È boom di iscrizioni all’alberghiero (prima scelta dopo i licei) e anche i corsi di cucina per adulti vanno forte. Tutti sognano di diventare Chef. E chi cucina non resta disoccupato e guadagna pure bene.

Il nostro settore ha urgente bisogno di aprirsi verso l’esterno, perché ‘fuori’ l’immagine che hanno di chi pulisce è quella di una condanna, non di un lavoro! C’è bisogno di narrazione e di proporre il modello a cui ispirarsi. Per elevare l’immagine del nostro lavoro, restituendogli valore, e – non secondario – attrarre i più giovani, e di conseguenza fare presa sulle loro aspirazioni e progetti. E così a vincere è tutto il settore, non solo chi pulisce, ma anche il produttore e il distributore, chiamati a guidare questo nuovo corso.

Si chiama strategia WIN-WIN, se vinci tu vinco anch’io. Nuove e inesplorate opportunità per avvicinarsi a un pubblico più grande e sensibilizzarlo alle tematiche che ci stanno a cuore, semplicemente ignorate anche dal consumatore più attento, fonte di guadagno per le nostre aziende o, come sempre più spesso accade, anche di sopravvivenza.

Purtroppo le voci che abbiamo potuto raccogliere a Pulire, la fiera che si è svolta a Verona lo scorso Maggio, non ci fanno ben sperare. Tanti, troppi ancora pensano che la responsabilità dei problemi del nostro settore non li riguardi in prima persona e, se non bastasse, non siamo neppure rappresentati! Dobbiamo prenderne atto, è un passaggio necessario per poi guardare oltre per avviare il nuovo corso che tutti stiamo attendendo.

Ora però è tempo di agire, perché di occasioni ne abbiamo perse troppe, e perché non è detto che ce ne saranno altre. Per questo tutti dobbiamo sentirci responsabili, smettendo di piangerci addosso, dobbiamo chiamare tutti a raccolta, passare parola, capire chi ha a cuore il futuro del nostro settore, quali proposte ci sono per cambiare l’immagine che fuori hanno del nostro lavoro: per questo abbiamo bisogno di voi, delle vostre idee, scriveteci e fateci sapere cosa ne pensate.

Alessandro e Marco Florio

Alessandro e Marco Florio, fratelli e imprenditori del pulito, hanno creato iDROwash impresa di servizi e tecnologia innovativa. Si definiscono “Artigiani digitali del pulito”: scommettono su innovazione, sostenibilità e digitale per il settore del cleaning.

Sono stati premiati in EXPO Milano dal Governo Italiano, e inseriti tra le 150 storie di eccellenza Italiana raccontate nel libro “Sei Un Genio!” di Giampaolo Colletti di “Eroi del Pulito” www.iDROwash. it/eroi-del-pulito, esperienze di vita degli operatori del pulito

PROFIX 4 C, conforme all’HACCP

Industrie Celtex presenta i panni Profix 4 C, che garantiscono una pulizia professionale conforme al programma Codice Colore, parte integrante del sistema HACCP, riducendo al minimo il rischio di contaminazione incrociata ed assicurando massima igiene e sicurezza nei vari reparti di lavorazione.”

Con struttura a rete in fibre di viscosa, idonei al contatto con gli alimenti secondo la certificazione ISEGA, i panni Profix 4 C sono morbidi, strizzabili e resistenti a strappi e sfilacciamenti per tutta la durata del turno dell’operatore.

ANIP a Bruxelles, apprezzamento dalla commissione EFCI – FENI

Prosegue l’attività di ANIP-Confindustria nel segno di una sempre maggiore presenza anche in ambito europeo. Una delegazione guidata dal presidente Lorenzo Mattioli insieme a Salvatore Navarravicepresidente di EFCI-FENI, ha partecipato lo scorso 13 novembre alla riunione della commissione ‘dialogo sociale’ riunita a Bruxelles presso la sede della Federazione europea che raccoglie le imprese del cleaning.

La commissione istituita presso la EFCI-FENI, ha visto partecipare la delegazione di ANIP con un proprio contributo, rivolto a riportare gli spunti e i documenti raccolti durante la presentazione Italiana della Best Value Guide, la guida – scaturita dal lavoro di questa commissione FENI sotto l’alto patronato della Commissione Europea – presentata all’interno del ANIP Road Show che si é svolto lo scorso mese a Ragusa.

Un contributo estremamente apprezzato che ha evidenziato, con le parole della stessa Presidente della commissione, l’estrema importanza dall’attività associativa nel rappresentare il Facility management in Italia, contribuendo a rafforzarne l’immagine,  come testimonia anche il premio ricevuto da ANIP nel contest europeo recentemente celebrato a Roma, promosso dall’European Cleaning and Hygiene Awards.

Nuovo portale di Confindustria dedicato all’INDUSTRIA 4.0

Per chi vuole puntare sull’innovazione, è on line il nuovo portale di Confindustria Industry 4.0 #preparatialfuturo dedicato all’Industria 4.0.

Un’opportunità che il comparto del Facility Management deve saper cogliere perché è proprio da qui che passa la rivoluzione dell’economia del nostro Paese. Potranno esserne attori protagonisti anche quei settori che – vissuti in un’ottica più moderna – saranno in grado di incrementare valore ed efficienza senza che venga meno l’apporto umano, imprescindibile in qualsiasi ambito della vita sociale e lavorativa. ”

L’innovazione non deve suscitare timore, ma è necessario una formazione e acquisire competenze nuove.   Per questo Confindustria crede nel principio tradotto nell’hashtag #preparatialfuturo. Per la prima volta gli obiettivi di Imprese e Governo viaggiano di pari passo e Confindustria si dimostra ancora una volta attenta alla condivisione e alla formazione.

Il comparto del Facility Management ha bisogno di rinnovarsi, e dal portale si potranno prendere molti elementi utili. Sezioni specifiche sono presenti sui DIH (digital innovation hub): strutture che  hanno il compito di stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo e sono la “porta di accesso” delle imprese verso il mondo di Industria 4.0. Punto di forza del DIH è quella di poter offrire un livello qualificato di servizi avvalendosi di un network di attori dell’innovazione nazionali ed europei. Inoltre attraverso formazione 4.0 è possibile accedere a diverse aree (aula, webinair, e-learning, i 10 concetti chiave, quiz industria 4.0, le parole di 4.0) con una particolare attenzione al settore agevolazione, al fine di scoprire quali siano gli strumenti per sostenere le imprese. Ecco allora Iper e Super Ammortamento; Credito all’innovazione; Fondo di Garanzia; Credito d’imposta R&S; Startup e PMI innovative e Patent box per dare valore ai beni immateriali.

PRODOTTI
Stoviglie pulite e brillanti

Bio Piatti – presentato da UNIRA  è un detergente ecologico per il lavaggio di piatti a mano, biodegradabile in tutte le sue componenti minimo al 98% in 24 ore. ”

Di facile risciacquo e rapida asciugatura, lascia le stoviglie perfettamente asciutte e brillanti e permette di ottenere buoni risultati in tempi brevi.

Il prodotto è stato dermatologicamente testato, per cui è particolarmente apprezzato dalle persone sensibili al contatto con i generici prodotti per il lavaggio di piatti.

Nice, per superfici dure

Il settore Ho.Re.Ca. si compone di una molteplicità di ambienti, dei quali è importante prendersi cura in ogni minimo dettaglio. A tale scopo, Ècosì prevede metodologie differenziate per camere e bagni, aree ristorative, hall e salotti attraverso l’utilizzo di prodotti gradevoli, efficaci e di facile utilizzo. ”Per le zone comuni degli alberghi si deterge il pavimento trattato mediante una procedura non schiumogena non dannosa per la macchina lavasciuga, con il nuovo speciale detergente NICE.

Si tratta di un detergente multiuso profumato ideale per la pulizia di tutti i tipi di pavimenti. Il suo straordinario potere bagnante facilita l’utilizzo di vari tipi di mop, prevenendo la presenza di striature, residui o aloni e non necessita di risciacquo.

Su pavimenti lucidi, come il piastrellato o superfici incerate, ha effetto brillantante.

Soluzioni smart per l’Ho.Re.Ca.

MagicArt è la linea di carrelli ”realizzata da TTS per soddisfare al meglio le esigenze del settore alberghiero. Rappresenta la vera evoluzione del carrello di servizio perché permette di personalizzare non solo i componenti, grazie alla progettazione modulare, ma anche l’aspetto estetico della postazione di lavoro. Con MagicArt è infatti possibile decorare interamente porte e pareti con qualsiasi scritta, grafica, fotografia o logo, rendendo il carrello parte integrante dell’ambiente che lo circonda.

È una linea che coniuga perfettamente immagine e funzionalità: il design accurato accompagna con eleganza i diversi stili dei singoli hotel, senza rinunciare alle caratteristiche di un carrello solido, efficiente e versatile, con una grande attenzione alla cura dei dettagli.

Inoltre, per trasportare in ergonomia generi alimentari, piatti e vassoi TTS propone la linea di carrelli SHELF, ideale per ristoranti, fast-food e mense. Realizzato in plastica e alluminio, Shelf è leggero, resistente (fino a 50 kg di carico per ripiano) e igienico perché facile da pulire; inoltre garantisce un passaggio silenzioso e discreto rispetto ai tradizionali carrelli in metallo.

La progettazione modulare consente di aggiungere ripiani in altezza, mentre il design elegante e le varianti colore lo rendono adatto a diversi ambienti, quali hotel e comunità. Da oggi Shelf è anche disponibile completo di tre pareti laterali di chiusura: la versione semichiusa permette un trasporto più veloce e sicuro, rinforzando la solidità della struttura e consentendo un carico maggiore.

Menzione speciale a Ecomondo per Dulevo International

Lancio di successo a Ecomondo 2017 per D.zero2, la  prima spazzatrice stradale 100% elettrica di Dulevo International, che ha ricevuto una menzione speciale per il contenuto innovativo del brevetto nell’ambito dell’iniziativa EcoOInnovazioni. Una grande soddisfazione per l’azienda emiliana, che nei 40 anni di attività ha ideato soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità dell’ambiente, raggiungendo l’obiettivo dell’abbattimento assoluto delle polveri sottili in ambito cittadino e industriale.

Al suo debutto D.zero2,  ha riscontrato grande interesse da parte di visitatori provenienti da tutto il mondo, in particolare negli operatori del settore delle pubbliche amministrazioni, sempre più attenti alle tematiche ambientali e a limitare l’impatto delle attività sul territorio e sulle persone.

D.zero2, per le sue caratteristiche di eco-sostenibilità (zero emissioni CO2 e ridotte emissioni sonore), dimensioni contenute e massima manovrabilità, è la macchina ideale per la pulizia dei centri storici delle città.

Siamo molto orgogliosi della menzione all’innovazione del brevetto che è stata attribuita a D.zero2 nel corso della manifestazione Ecomondo” – commenta Tighe Noonan, Presidente e CEO di Dulevo International“un riconoscimento importante per un’azienda che da sempre investe in ricerca e sviluppo, impegnandosi a coniugare l’eccellenza tecnologica delle macchine al valore della sostenibilità ambientale.”

Conclude Noonan: “D.zero2 per le caratteristiche di ecologia, tecnologia avanzata, sicurezza per l’operatore e praticità di utilizzo definisce il nuovo standard di riferimento per il settore.”

Caratteristiche tecniche 

Zero Emissioni: La propulsione elettrica garantisce una emissione di CO2 pari a zero e nessuna produzione di gas nocivi (tipicamente emessi dai motori tradizionali). Pari a zero sono anche le emissioni di polveri durante la fase di raccolta, grazie al sistema utilizzato da Dulevo International sulle sue macchine aspiranti e conforme agli standard europei. Le funzioni di lavoro, essendo elettriche, riducono notevolmente anche le emissioni sonore.

Manovrabilità: D.zero2, grazie alle sue dimensioni e alla sua manovrabilità, riesce a lavorare perfettamente nei centri storici delle città e in luoghi con spazi ridotti, come le piste ciclabili e le aree pedonali.

Limiti: la nuova spazzatrice elettrica garantisce un turno completo di lavoro, senza dover ricaricare il veicolo, assicurando prestazioni elevate a livello di potenza e capacità di spazzamento.

Rischi: la scelta di una tecnologia a bassa tensione consente di ridurre a zero i rischi che una attrezzatura elettrica può generare.

 

A proposito di Dulevo International

Presente in più di 80 paesi nel mondo, Dulevo International è il maggiore produttore italiano nel campo della pulizia industriale e urbana e si posiziona fra le società più importanti del settore. Attualmente assicura una produzione annua di circa 2.000 macchine, tra spazzatrici ad uso stradale e prodotti floor care destinati all’uso privato esterno e interno.

La qualità è il valore fondamentale che orienta tutta la politica dell’azienda.

Nel 1999 Dulevo International ha ottenuto la certificazione ISO 9001 e nel 2013 ottiene anche la certificazione ISO 14001, relativa al sistema di gestione ambientale.

Impegno per l’ambiente

Dulevo International ha messo a punto un sistema meccanico-aspirante-filtrante, noto per la filtrazione di polveri sottili e ultrasottili, che grazie all’applicazione dei filtri GORE è l’unico in grado di garantire l’abbattimento assoluto delle polveri PM10 in ambito cittadino e in ambito industriale.

L’applicazione di questo innovativo tipo di filtro, disponibile su tutti i modelli industriali e stradali, garantisce, oltre alla filtrazione totale delle polveri sottili PM 10, una manutenzione ridotta al minimo, una qualità del lavoro duratura nel tempo, una migliore qualità di pulizia e una totale resistenza agli agenti esterni.

Inoltre, nell’ambito dello spazzamento stradale, Dulevo International è l’unica azienda ad aver messo a punto una spazzatrice meccanico-aspirante alimentata a gas metano.

 

 

L’innovazione Allegrini a portata di mano

Dall’analisi delle esigenze dei suoi clienti, ALLEGRINI realizza il nuovo Sistema Lavanderia Concentrati, una soluzione efficace e funzionale studiata per ottimizzare gli spazi nel locale lavanderia e agevolare le pratiche di gestione dei flaconi.

Spesso, i contenitori dei prodotti per la detergenza in questo settore sono, infatti, ingombranti e soprattutto pesanti da trasportare e spostare. Allegrini ha quindi pensato di realizzare formulazioni altamente concentrate, tanto da essere contenute in taniche da 5-6 kg, sostituendo quelle standard da 20-25 kg.

Il risultato ha portato all’ideazione di un sistema ecosostenibile: leggerezza e praticità dei prodotti, nessun ingombro in magazzino e riduzione dei rifiuti in plastica (oltre che risparmio in termini di trasporto), continuando a garantire l’efficacia che caratterizza tutti i prodotti Allegrini.

In particolare, a comporre il nuovo Sistema Lavanderia Concentrati sono i prodotti dalla formulazione super-concentrata, perfezionati dai laboratori Allegrini:

1 LAV CONCENTRATO

– 2 LAV CONCENTRATO

– 3 LAV CONCENTRATO

– 3 LAV OXI CONCENTRATO

4 LAV CONCENTRATO

Rispetto al metodo tradizionale, qualsiasi attività che utilizzi questo innovativo metodo ha un risparmio effettivo di oltre il 33%.

 

Il telaio magnetico

Essecinque è un’azienda giovane e flessibile, che nasce nel 2005 grazie a un’idea semplice dei fondatori: trasferire al settore delle attrezzature per la Pulizia professionale l’esperienza maturata in quarant’anni di attività nel settore del Tessile e dell’Abbigliamento. Essecinque offre tutti gli articoli per la pulizia in cotone e nelle altre fibre tessili e un catalogo costantemente aggiornato, grazie a important”i rapporti di partnership con i produttori delle attrezzature correlate del settore.

Un esempio? Il Telaio magnetico in plastica cm 40. Si tratta di un telaio adatto all’utilizzo con mop con tasche ad alette. Il telaio è adatto per mop con tasche e alette. Il sistema pieghevole con magnete assicura un rapido e facile blocco/sblocco dell’attrezzo senza dover fare alcuna pressione.

 

 

 

 

 

Aladin, il distributore geniale

Arco Chimica, tra le diverse novità presentate a Pulire 2017, ha segnalato Aladin Pack, distributore automatico di detergente concentrato in capsule monodose, in cui l’erogazione avviene attraverso un badge RFID in dotazione all’operatore, e Aladin GT5, distributore automatico di detergente concentrato in tanica.” Entrambe  le  macchine consentono il calcolo preventivo del consumo dei detergenti per singolo operatore, erogando il prezioso prodotto concentrato in forma controllata (monodose o dosaggio impostato), controllandone il consumo tramite l’ausilio di una piattaforma web o di un cellulare via sms. Aladin Pack e Aladin GT5 riducono notevolmente l’impatto ambientale, calcolando l’effettivo beneficio ecologico attraverso uno specifico software.

Trai tanti plus del sistema Aladin: il controllo preventivo dei consumi, la corretta programmazione degli acquisti in base agli stessi, la diminuzione dei quantitativi di detergenti consegnati in cantiere, la riduzione e il controllo del rischio sismico, l’effettiva riduzione dei contenitori da smaltire.

A proposito di Aladin, le osservazioni di Luca Cocconi: “Questo sistema abbraccia il mondo del superconcentrato, che ha bisogno di essere misurato, controllato e usato in modo adeguato. Aladin però va oltre,  perché rappresenta,  per la prima volta nel settore, uno strumento di controllo e gestione all’interno del cantiere. ”Infatti, oltre alla diluizione del prodotto detergente, è in grado di registrare l’ingresso e l’uscita del dipendente, gestire le schede tecniche e quelle della sicurezza e  coordinare i piani di lavoro, mettendo in condizione l’impresa di controllare  24 ore su 24 l’esecuzione del lavoro. Aladin, per ARCO, rappresenta la chiusura di un cerchio iniziato sette anni fa, il punto d’arrivo di un lavoro portato avanti arricchendolo – giorno dopo giorno – di esperienza e  innovazione”.

Da Reflexx i guanti testati

 Non solo l’esposizione continua delle mani all’acqua, ma soprattutto il contatto prolungato con composti chimici più o meno aggressivi possono mettere in difficoltà la nostra pelle.

Reflexx, all’avanguardia nell’attività di ricerca e sviluppo per fornire al mercato guanti, monouso e riutilizzabili, che proteggano davvero la pelle degli utilizzatori, ha recentemente testato, a norma EN374-3, presso laboratori accreditati CE, alcuni dei propri guanti più utilizzati dalle Imprese di Servizi ponendoli a contatto con 3 gruppi di elementi chimici tra i più diffusi nei detergenti di alta qualità per pulizia professionale. Obiettivo dei test la valutazione della resistenza dei guanti alla permeazione di diversi elementi chimici.”

 

I Composti chimici testati 

  • Solventi presenti nei prodotti sgrassanti, lavavetri, per spolvero e pavimenti
  • Acidi presenti nei prodotti disincrostanti per rimuovere la parte inorganica, calcare su tutti
  • Alcali presenti nei prodotti lavastoviglie e negli sgrassanti, per rimuovere la parte organica, grassi molli e carbonizzati
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Salute in città: le 15 mosse di Urban Health Rome Declaration

Il 13 dicembre a Roma, all’apertura dei lavori della Conferenza Internazionale “Health in The Cities”, ultima tappa della presidenza italiana del G7, per il settore Salute, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, e il Presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI), Antonio Decaro, hanno sottoscritto il manifesto “Urban Health Rome Declaration” che definisce le quindici azioni per migliorare la salute nelle città attraverso un approccio multisettoriale di politiche di promozione della salute nell’ambito del contesto urbano.

Il Ministro Lorenzin ha spiegato che: “Dobbiamo comprendere tutti che è necessaria una grande svolta. I cambiamenti climatici provocati dall’azione dell’uomo non sono un’invenzione, ma una realtà che incide sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Ormai ambiente e salute sono la stessa cosa”.

L’Urban Health Rome Declaration è il protocollo che definisce gli aspetti strategici di azione per migliorare la salute nelle città. Questo avviene attraverso un approccio di tipo olistico, per quanto riguarda la persona, e di tipo multisettoriale, per quanto attiene alle politiche di promozione della salute nell’ambito del contesto urbano.

Per il benessere della società, uno degli elementi fondamentali è senza dubbio il concetto di salute, sotto tutti i punti di vista: da quello psicologico alle condizioni naturali-ambientali; dalla sopravvivenza fisica alle condizioni economiche, sociali e culturali.

La salute deve essere considerata come un investimento e non solo come un costo. È per questo che l’Urban Health Rome Declaration considera la salute come un bene comune, da perseguire sia da parte dei cittadini, sia dei sindaci e degli amministratori locali, che devono proporsi come garanti di una sanità equa.

L’Urban Health Rome Declaration ha l’obiettivo di dare a ogni cittadino il diritto ad una vita sana, promuovendo la necessità di agire sui fattori ambientali e climatici per ridurre i rischi legati allo sviluppo di malattie correlate all’inquinamento atmosferico e ambientale.

Il protocollo, in linea con le raccomandazioni dell’OMS, stima 15 punti fondamentali da seguire:

1. Riconosce a ogni cittadino il diritto a una vita sana e integrata nel proprio contesto urbano e la salute dei cittadini come fulcro di tutte le politiche urbane.

2. Evidenzia che le amministrazioni devono impegnarsi nella promozione della salute dei cittadini, studiando e monitorando i determinanti della salute specifici del proprio contesto urbano, facendo leva sui punti di forza delle città e riducendo drasticamente i rischi per la salute.

3. Invita le Istituzioni sanitarie e i Sindaci ad assicurare un alto livello di alfabetizzazione (Health Literacy) e di accessibilità all’informazione sanitaria per tutti i cittadini, aumentando il grado di autoconsapevolezza.

4. Rileva la necessità di inserire l’educazione sanitaria in tutti i programmi scolastici, con particolare riferimento ai rischi per la salute nel contesto urbano.

5. Incoraggia ad attuare strategie per assicurare la promozione di stili di vita sani nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle grandi comunità e nelle famiglie.

6. Propone l’attuazione di politiche d’incentivazione rivolte alle imprese socialmente responsabili che investano in sicurezza e prevenzione e che promuovano la salute negli ambienti di lavoro.

7. Esorta a promuovere una cultura alimentare appropriata, attraverso programmi dietetici mirati, prevenendo l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2.

8. Incoraggia la creazione di iniziative locali per promuovere l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie croniche, trasmissibili e non trasmissibili.

9. Richiama l’attenzione sulla necessità di ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani e l’invecchiamento attivo.

10. Accoglie con estremo favore e incoraggia la condivisione di buone pratiche a livello locale, come la creazione di percorsi ciclo-pedonali per attività di running e walking, e l’utilizzazione degli spazi verdi pubblici attrezzati come “palestre a cielo aperto”.

11. Sollecita le amministrazioni locali a sviluppare politiche locali di trasporto urbano orientate alla sostenibilità ambientale e alla creazione di una vita salutare.

12. Sottolinea l’urgenza di agire direttamente sui fattori ambientali e climatici per ridurre i rischi legati allo sviluppo di malattie correlate all’inquinamento atmosferico e ambientale.

13. Ribadisce l’esigenza di considerare la salute delle fasce più deboli e a rischio, quale priorità per l’inclusione sociale nel contesto urbano.

14. Auspica una forte alleanza tra Comuni, Università, Aziende sanitarie, Centri di ricerca, industria e professionisti per studiare e monitorare a livello urbano i determinanti della salute dei cittadini.

15. Suggerisce la creazione della figura dell’Health City Manager, in grado di guidare il processo di miglioramento della salute in ambito urbano, in sinergia con le amministrazioni locali e sanitarie.

Electric cars charging at the charger station in front of the solar panels and wind turbines. City building skyline in the blue background. Eco green city theme.
La Green Economy in Italia

Nel corso degli Stati Generali della Green Economy, che si sono svolti durante Ecomondo, la manifestazione dedicata alla Green e Circular economy che si è tenuta a Rimini ai primi di novembre, è stato fatto anche il punto della situazione relativamente ai temi strategici dell’economia verde nel nostro paese. Eccone un breve riassunto.

Green Economy

L’economia verde  o economia ecologica, è un modello di sviluppo economico che prende in considerazione anche l’impatto ambientale. La green economy considera l’ambiente come investimento: non intende solo rendere le produzioni ecocompatibili ma anche produrre business.

Sull’argomento energia e clima, si è notato che le emissioni di gas serra nel 2016 sono calate, anche se il 2017 non confermerà un trend favorevole, soprattutto per quanto riguarda il settore legato all’elettricità. Questo 2017, infatti, si è caratterizzato come il secondo anno più caldo dal 1880 e – dati Istat – negli ultimi 40 anni i ghiacciai alpini si sono quasi dimezzati, quanto a volume.”

Il Piano nazionale per l’efficienza energetica del 2014 segnalava 15,5 Mtep (il tep è la di petrolio, un’unità di misura dell’energia) come obiettivo di riduzione dei consumi energetici, tra il 2011 e il 2020: ma al 2015 il risparmio è stato di 6 Mtep, quindi circa il 40% del target in 5 anni e tutto fa presumere che non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo fissato.

Nel 2015 però l’Italia ha superato l’obiettivo di quota di rinnovabili (sul consumo interno lordo) con il 17,5% (la media europea è del 16,7%). Attenzione al settore elettrico, però, che rappresenta il 40% di tutte le energie rinnovabili e che quest’anno segna il primo calo, causato dalla diminuzione della produzione idroelettrica e dell’eolico. Sono diminuiti anche gli investimenti nelle rinnovabili, dai 3,6 miliardi di euro nel 2013 all’1,7 dello scorso anno.

Comportamenti virtuosi e no

Sul fronte dell’economia circolare (con questo termine si intende un sistema economico in grado di rigenerarsi da solo) per quanto riguarda i rifiuti ci sono stati profondi cambiamenti negli ultimi 20 anni; risale a questo arco di tempo la messa in atto del D.Lgs. 22/97. In partenza l’80% dei rifiuti finiva in discarica, mentre oggi questa quota è rappresentata dal 25%; la raccolta differenziata nel 2016 è stata del 52,5% e il riciclo del 47,7%.”

Sono 5.000 le imprese – con 120.000 occupati e fatturato di diverse decine di miliardi di euro – che si occupano di rifiuti; c’è da segnalare però che in questo caso le differenze tra le diverse regioni sono tante: per considerare solo i due estremi, il Trentino Alto Adige è arrivato al 65% mentre la Sicilia è ferma al 12,8%.

Poca sensibilità, invece, dell’Italia – a confronto con i paesi dell’Unione Europea – nella spesa pubblica per quanto riguarda gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sui temi dell’ambiente: nel 2015 sono diminuiti del 5,8% rispetto all’anno precedente (nella UE sono cresciuti dell’8,7%). Considerando la spesa pro capite per l’ambiente, il nostro paese si colloca al decimo posto in Europa, anche se però presta grande attenzione all’Ecolabel: infatti, può vantare 351 licenze Ecolabel, e davanti ha solo la Germania.

Agricoltura, natura e territorio

L’Italia è un paese legato all’agricoltura e in questo settore i dati sono positivi: Expo 2015 è stata riconosciuta un buon fattore di traino a questo proposito. Appunto i dati di quell’anno segnalano che il 12% della superficie dedicata all’agricoltura è coltivata con sistemi biologici e nel 2016 è cresciuta del 20,3% a confronto con il precedente (dopo gli Usa, il nostro paese è quello che esporta maggiormente il biologico).

Anche per le certificazioni dei prodotti agroalimentari siamo in testa, con il 27,5% del totale europeo. Il nostro capitale naturale può essere stimato in termini monetari: i servizi forniti dagli ecosistemi “valgono” 338 miliardi di euro, circa il 23% del Pil, mentre la spesa per la protezione della natura e del paesaggio milioni (0,03% del Pil).

Se pensiamo alla ricchezza della biodiversità dell’Italia, con 6.700 specie di flora e 58.000 di fauna, e con foreste che rappresentano il 37% del territorio, ci rendiamo conto dell’importanza della tutela di questo patrimonio. Nota dolente però è il consumo del suolo: nei sette mesi fra novembre 2015 e maggio 2016 sono stati coperti artificialmente 50 chilometri quadrati di territorio, molto al di sopra della media europea. Sicilia, Campania e Lazio sono le regioni meno virtuose.

Acqua, sorgente di vita e… grande componente del nostro capitale naturale. Tuttavia, la differenza tra l’acqua immessa nella rete idrica e quella erogata nei soli comuni capoluogo di provincia è stata più di un miliardo di metri cubi! Le perdite idriche nelle città in media sono il 38%, con valori molto diversi: Macerata è la più efficiente, con il 9% e Frosinone la meno, con una dispersione che arriva al 75,4%. Purtroppo i dati non sono confortanti: negli anni le perdite nelle città sono addirittura aumentate: dal 35,6% del 2012 si è arrivati al 38,3% del 2015. In 16 anni sono stati investiti nella gestione del patrimonio idrico 24 miliardi di euro, ma la situazione non è certo migliorata.

Scarso appeal per la Mobilità sostenibile

L’auto è un bene che piace agli italiani: infatti, siamo il paese europeo con il tasso più alto di motorizzazione privata, con 600 auto a benzina e diesel ogni 1000 abitanti. ”L’auto elettrica non ha ancora trovato un mercato molto ricettivo, a confronto con gli altri paesi europei: in Norvegia il 29% delle auto immatricolate in un anno sono elettriche, da noi lo 0,2%. Costante però la crescita delle auto ibride: nel 2016 sono il 2,1% del totale delle immatricolazioni (+0,4% a confronto con il 2015. E l’Italia è il maggior paese europeo per le auto alimentate a gas (80.000 vetture).

 

Chiara Merlini

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Nasce ‘Legacoop Produzione e Servizi’

Con un’Assemblea costitutiva che si è tenuta il 30 novembre  a Roma, Legacoop Servizi e Ancpl hanno dato vita a una nuova realtà associativa, con 2.800 cooperative di lavoro che danno lavoro a 203mila persone fatturando quasi 18 miliardi di euro.”

I delegati di Legacoop Servizi e Ancpl (Associazione Nazionale delle Cooperative di Produzione e Lavoro) hanno dato vita alla nuova “Associazione Nazionale Cooperative di Produzione, Lavoro e Servizi”, approvando il progetto di fusione ed eleggendo i vertici della nuova realtà.

È stato eletto presidente Carlo Zini  già presidente di Ancpl – insieme ai due vice presidenti Angelo Migliarini, già vice presidente di Legacoop Servizi e presidente dell’Area Lavoro Legacoop Toscana, in funzione di Vicario e Paolo Mongardi, presidente della cooperativa SACMI.

Definite anche la nuova presidenza e la nuova direzione: Fabrizio Bolzoni, presidente di Legacoop Servizi, sarà proposto alla nuova direzione nella funzione di Direttore della nuova associazione.

“Insieme per costruire lavoro” è il claim scelto per l’Assemblea costitutiva: il lavoro come mission ed elemento di continuità tra i differenti settori che caratterizzano le realtà cooperative, unite oggi in un’unica Associazione.

La nuova realtà associativa, diffusa sull’intero territorio nazionale, è infatti espressione di migliaia di grandi e piccole imprese attive nei settori delle costruzioni, della logistica e trasporti, dell’industria, delle pulizie e dei servizi integrati, del facility management e dell’ecologia, della vigilanza, dei Beni culturali, della ristorazione, dell’ingegneria e progettazione, del consulting e delle ICT.”

La nuova Associazione intende dare maggiore forza alla scelta sostenuta dalle cooperative di produzione-lavoro e servizi di valorizzare il lavoro dei soci, per questo sono nate, guai se perdessero la loro mission – ha dichiarato il neoeletto presidente Zini – Il lavoro cooperativo è un lavoro onesto, rispettoso delle leggi, dei contratti e soprattutto rivolto alla valorizzazione delle persone, dei soci lavoratori.

La partecipazione dei lavoratori all’attività della cooperativa, la crescita professionale, la giusta remunerazione del lavoro apportato, la salvaguardia della salute e la prevenzione sono valori fondanti la cooperazione di lavoro.

Noi riteniamo che in qualsiasi fase dello sviluppo dell’impresa, in particolare cooperativa, al centro di tutto deve sempre restare la persona. Questa scelta di fondo costituisce una differenza positiva della cooperativa di lavoro. Differenza che noi vogliamo salvaguardare e che rende la cooperazione di lavoro un esempio di democrazia economica che ha caratterizzato l’esperienza mutualistica secolare del nostro Paese.””

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARLO ZINI

Modenese e ingegnere civile specializzato nel ramo trasporti, Carlo Zini da oltre vent’anni è presidente di C.M.B. società cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, fra le prime dieci imprese di costruzioni generali in Italia. Forte della sua solida esperienza nel mondo cooperativo, dal novembre 2008, ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Associazione Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro (ANCPL) trovandosi a fronteggiare alcuni degli anni più caldi della crisi economica. Il 23 novembre 2016 è stato eletto presidente della nuova Area Lavoro Legacoop, che riuniva Legacoop Servizi e ANCPL prima della costituzione dell’Associazione Nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uff. Stampa Legacoop Produzione e Servizi

Simona Cicconi

s.cicconi@legacoopservizi.coop

339-8989280

 

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Sicurezza alimentare: attenzione ai norovirus

Sono in aumento i casi di gastroenterite virale dovuti a questi agenti patogeni. Per gli hotel e i ristoranti è fondamentale conoscere il rischio e prevenire le infezioni.

”I norovirus sono tornati sulle pagine della cronaca durante i Campionati del mondo di atletica leggera che si sono svolti a Londra nell’agosto di quest’anno, quando molti atleti sono stati colpiti da un’epidemia di gastroenterite.

Il Public Health England, l’Agenzia di Sanità Pubblica del Regno Unito, aveva ufficialmente confermato che la causa era attribuibile al norovirus, un virus altamente infettivo, causa di gastroenterite acuta. Il norovirus era già famoso come il ‘virus delle navi da crociera’: dai primi di gennaio ai primi di luglio del 2006 su 13 diverse navi da crociera che navigavano in acque europee si erano verificati 43 casi di gastroenterite.

Tra passeggeri ed equipaggio i casi di gastroenterite erano stati 1.500 ma non era stata trovata una causa comune, ma durante queste epidemie sono state identificate anche due nuove varianti di norovirus. Sulla base degli anni precedenti, esperti dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), il Centro Europeo di Prevenzione e Controllo delle malattie, ha ritenuto che questi nuovi ceppi avevano coinciso con l’aumento di focolai nei paesi europei.

Carta d’identità dei norovirus

I norovirus sono stati scoperti e isolati nel 1972, e fanno parte della famiglia dei Caliciviridae. Sono chiamati anche ‘virus di Norwalk’, dalla città dell’Ohio dove nel 1968 vi fu un’epidemia di gastroenterite. In quali ambienti si manifesta? Il contagio è più facile là dove le persone vivono in comunità e in ambienti confinati: dalle navi passeggeri (appunto ‘virus da navi di crociera’), agli alberghi, ospedali, case di riposo, scuole…

Il periodo di incubazione è di 12 – 48 ore e la durata dell’infezione è da 12 a 60 ore. I sintomi sono nausea, vomito (soprattutto nei bambini), diarrea, crampi addominali. In genere non ha conseguenze serie, la guarigione avviene per la maggior parte in 1-2 giorni. Precauzione importante è combattere la disidratazione provocata da vomito e diarrea e che, soprattutto nel caso di anziani e bambini costituisce motivo di rischio: è quindi è consigliata l’assunzione di molti liquidi.

Il virus si trasmette da persona a persona, per via orofecale o via aerosol oppure tramite acqua o cibo infetti, e anche per contatto con superfici contaminate. Quello che è risultato chiaro è che per la maggior parte dei casi la trasmissione è avvenuta per contaminazione dei cibi da parte di chi si occupa della preparazione di cibi, di un produttore o di un distributore subito prima del consumo: le epidemie sono spesso associate al consumo di insalate, cibi freddi, sandwich, prodotti di panetteria. ”Il cibo potrebbe anche essere contaminato alla fonte, da acque infette, per esempio nel caso di frutti di mare, di verdure fresche o di frutti di bosco; inoltre, in molti casi, la contaminazione è stata attribuita alle cisterne di raccolta dell’acqua oppure a piscine e fontane.

Tenaci e resistenti

Non esistono a oggi vaccini per i norovirus e neppure esistono trattamenti specifici. E, per di più, il fatto di avere contratto l’infezione non dà luogo a un’immunità duratura: lo statunitense CDC, Centers Diseases Control and Prevention, afferma che l’immunità dura solo alcuni mesi, e quindi lo stesso individuo può essere soggetto a più infezioni nel corso della vita. Non bastasse questo, si aggiunge anche la loro forte resistenza: sopravvivono a temperature superiori i 60° C e anche in presenza di cloro, che viene usato per disinfettare le acque potabili. In più, rimangono nelle feci delle persone infette per minimo 72 ore dopo la guarigione. E sono anche molto attivi: sono sufficienti 10 particelle virali a originare un’infezione. Inoltre, sono molto persistenti nell’ambiente – anche due settimane dopo l’infezione iniziale – fatto che facilita la loro diffusione. Un quadro, dunque, che mostra come la lotta ai norovirus sia tutt’altro che facile.”

Quali armi di difesa?

Se sono noti i problemi che il norovirus può causare alle singole persone, ragionando in termini aziendali relativamente agli ambienti in cui si può manifestare, è facilmente prevedibile il danno – economico e di immagine – che può arrecare a un hotel o a un ristorante, per esempio. E allora cosa si può fare? Per contrastare il norovirus c’è una sola forma di controllo efficace: la prevenzione. Che significa attuare attente misure igieniche nel manipolare e distribuire i cibi e le bevande. Date le caratteristiche di resistenza e persistenza di questo virus, l’igiene a tutto campo – a partire dall’igiene personale degli addetti alla manipolazione e distribuzione dei cibi – è di assoluto rigore.

Le norme e i consigli non sono diversi da quelli che si danno per evitare qualsiasi tossinfezione alimentare: lavarsi molto bene le mani prima di toccare i cibi; lavare e disinfettare materiali e superfici che possono essere stati a contatto con una persona infettata. Per chi lavora a contatto con gli alimenti, le misure precauzionali devono essere severe: non lavorare e non stare a contatto con il cibo se si è indisposti (soprattutto in caso di gastroenterite) e fino a tre giorni dopo la guarigione; utilizzare solo alimenti di provenienza certificata (soprattutto in caso di alimenti che non vengono cotti o cotti poco, come verdure e frutti di mare); eliminare gli alimenti che potrebbero essere stati contaminati da un operatore infetto o da altre fonti di norovirus; tenere separati chi porta pannolini e pannoloni (asili e case di riposo… ) dalle aree dove viene preparato e distribuito il cibo.”

Norovirus, un allarme annunciato

Per l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le gastroenteriti rappresentano un’emergenza sanitaria e che i dati confermino la significatività delle infezioni da norovirus è evidente da tempo: a livello globale, si stima che il norovirus sia la causa più comune di gastroenterite acuta. I dati dei CDC, Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie, segnalano che il norovirus è la causa di 685 milioni di casi di gastroenterite ogni anno, e 200 milioni di questi casi riguardano i bambini di età inferiore ai 5 anni. Questo porta a circa 50.000 decessi di bambini ogni anno, e quasi tutti si verificano nei paesi in via di sviluppo. Ma il norovirus è un problema sia dei Paesi a basso sia di quelli ad alto reddito.

Quanto costa

Ogni anno il norovirus ‘costa’ circa 60 miliardi di dollari. Questi costi sono dovuti principalmente ai costi sanitari (denaro speso per trattare le complicazioni del norovirus) e alla perdita della produttività (persone che non sono in grado di lavorare perché sono malate). Le infezioni e focolai di norovirus sono di solito più comuni nei mesi più freddi, invernali (“winter vomiting bug”), perché circa la metà di tutti i casi si verificano da dicembre a febbraio nei paesi sopra l’equatore e da giugno ad agosto in paesi al di sotto, ma negli ultimi tempi questa stagionalità non è così netta. Nuovi ceppi di norovirus emergono ogni due o quattro anni e spesso, ma non sempre, questi nuovi ceppi portano a un aumento delle epidemie in tutto il mondo.

Norovirus in viaggio…

Anche nell’Europa occidentale i norovirus sono considerati i più importanti agenti che causano gastroenteriti non batteriche e a questo proposito è nato un Network europeo di ricerca sulle tossinfezioni di origine virale. Eurosurveillance è una rivista scientifica europea dedicata all›epidemiologia, alla sorveglianza, alla prevenzione e al controllo delle malattie trasmissibili, con particolare attenzione a temi di rilevanza per l’Europa. ”Uno studio presentato appunto su Eurosurveillance ha preso in esame l’andamento del norovirus nel corso del 2006 in 13 Paesi europei (i dati vanno però presi in considerazione anche alla luce delle diverse metodologie utilizzate per la raccolta, il campionamento e il controllo della popolazione): Germania, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Inghilterra e Galles, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Slovenia. Solo in Francia e Spagna non è stato registrato un aumento della diffusione del virus, che invece è stato particolarmente sensibile in tutti gli altri Paesi considerati. I risultati indicano che oltre l’85% delle epidemie a causa virale sono dovute a questo tipo di virus.

Variano secondo i Paesi i luoghi dove si è manifestata l’infezione: in Inghilterra e Galles, Spagna e Paesi Bassi la maggior parte dei casi sono stati registrati in ospedali e residenze per anziani (rispettivamente 78%, 64% e 66%). In Danimarca, invece, il 76% delle epidemie (13 su 17 registrate), si sono verificate in negozi e spacci di alimentari (però qui la sorveglianza è data dall’ispettorato della sicurezza alimentare che raccoglie dati sui casi trasmessi dal cibo e non dalle persone).

In Slovenia, la maggior parte delle epidemie (71%) avviene nei centri di cura diurni, mentre in Francia nelle case private (78%). In Gran Bretagna dal 1992 i dati sono raccolti dalla Health protection agency, secondo cui il norovirus è responsabile di più di 1.800 casi all’anno. In più del 70% dei casi le epidemie si sono verificate in centri di assistenza sanitaria, con l’86% di casi dovuti a trasmissione diretta da persona a persona e il 4% a cibo contaminato. Il Public Health England il dicembre scorso ha segnalato un incremento del 9% nei casi durante l’inverno a confronto con i dati dell’anno precedente (2.435 casi di malattia, il 12% in più dello stesso periodo negli ultimi 5 anni).

In Italia

Solo di recente l’attenzione si è focalizzata sul norovirus per cui le sicurezza alimentare che raccoglie dati sui casi trasmessi dal cibo e non dalle persone). In Slovenia, la maggior parte delle epidemie (71%) avviene nei centri di cura diurni, mentre in Francia nelle case private (78%). In Gran Bretagna dal 1992 i dati sono raccolti dalla Health protection agency, secondo cui il ricerche sono ancora piuttosto scarse. Uno studio pubblicato su Eurosurveillance rileva come per un’epidemia nella provincia di Taranto nel 2006 la causa pare sia da attribuirsi all’acqua contaminata: fra maggio e settembre sono stati registrati 2.860 casi. Un altro studio descrive un’epidemia in un villaggio turistico nel golfo di Taranto, nel luglio 2000: in due settimane sono rimaste coinvolte più di 340 persone.

Chiara Merlini

 

Fonti: ECDC, European Centre for Disease Prevention and Control; CDC, Centers for Disease Control and Prevention; Eurosurveillance; ISS, Istituto Superiore di Sanità; Epicentro; Public Health England; Health Protection Agency

 

 

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Outsourcing, strumento strategico per l’azienda

L’esternalizzazione è un passaggio obbligato nell’economia di oggi. Da tempo l’outsourcing si è affermato come scelta strategica: per le aziende concentrarsi su ciò che rappresenta il proprio core business e affidare a strutture specializzate tutto ciò che ne rimane al di fuori pare la via obbligata per sopravvivere oggi sul mercato delle imprese. ”

Tra i primi servizi a essere esternalizzati sono stati il pay roll (le buste paga) e la formazione, ma poco alla volta il raggio d’azione si è ampliato e ha preso fortemente piede anche nel settore del cleaning professionale, soprattutto per la pulizia di quelle aree in cui è richiesta maggiore professionalità e qualificazione (come nelle strutture ricettive e in ambito ospedaliero).

L’outsourcing ha incontrato i favori delle aziende perché è stato soprattutto individuato come un modo per ridurre i costi fissi portandoli a costi variabili, tuttavia questa rimane una concezione riduttiva, perché la scelta apre prospettive più ampie: l’obiettivo dell’outsourcing è fare sì che l’azienda, liberata da impegni marginali (anche se importanti) possa concentrarsi per migliorare le sue performance e avere una gestione totale più efficace ed efficiente.

Tuttavia, perché questo sistema di gestione funzioni al meglio è necessario rispettare due condizioni: una oggettiva, che impone che sul mercato vi siano imprese specializzate e qualificate professionalmente, e una soggettiva, rappresentata dal fatto che le risorse umane abbiano una reazione positiva, e non di chiusura, a un cambio di ruoli. Spesso, infatti, persiste la paura di una propria ‘diminuzione’, di perdita di autorità sul luogo di lavoro, con la delega ad altri di compiti fino allora svolti.

Come cambia un rapporto

Nella logica generale di mercato, nel rapporto cliente-fornitore è il cliente che ha una posizione dominante. Ma in un rapporto di esternalizzazione questo approccio mostra i suoi limiti e non porta all’efficienza ed efficacia desiderata: perché il rapporto funzioni è necessario un cambiamento di mentalità, cliente e fornitore hanno interessi comuni e il loro rapporto deve evolvere verso una reale partnership. Che significa anche – oltre a un lavoro impeccabile – condividere le informazioni, comunicare in tempo reale, lasciandosi dietro atteggiamenti preconcetti di critica e scetticismo. ”La via della comunicazione è obbligata: il referente dell’outsourcer si deve confrontare con la figura relativa della struttura, sia per velocizzare l’informazione, sia per evitare incomprensioni e disagi che si traducono poi in un peggioramento dell’efficienza del servizio.

Il rapporto cliente – fornitore deve quindi fondarsi su un equilibrio tra due parti – chi delega la gestione (dal personale umano alle attrezzature) e chi fornisce una prestazione professionale – che perseguono lo stesso risultato e la base di tutto ciò è stabilire fin dall’inizio un corretto rapporto.

Per un servizio qualificato – e quindi ottenere il risultato atteso – è necessario che siano però messe in campo anche adeguate risorse economiche: la flessibilità che viene chiesta all’outsourcer, nell’adeguarsi a necessità che possono modificarsi in corso d’opera, non può essere messa in pratica in caso di contratti tirati all’osso, in cui realisticamente non è possibile raggiungere la qualità attesa.

Outsourcing e strutture alberghiere

La pulizia, per chi si occupa di hospitality, è un punto fortemente strategico, perché qualifica e classifica la stessa struttura. Negli hotel di grandi dimensioni, nelle catene alberghiere come nelle strutture ricettive più piccole, il tema dell’igiene è strettamente correlato alla fidelizzazione del cliente, alla risposta alle sue esigenze primarie, perché comfort e pulizia vanno di pari passo e non può esistere il primo se non vi è la seconda.

La professionalità dell’azienda a cui viene affidato un servizio così sensibile deve essere di alto livello, ”ma spesso tutto ciò che sulla carta è chiaro e semplice nella sua traduzione pratica non lo è affatto: stabilire un equilibrato il rapporto di outsourcing non è così facile o automatico e per questo è importante stabilire nella fase iniziale le modalità organizzative e operative. Si deve mettere in conto – da parte dell’azienda – che il fornitore alla fine non porti la qualità attesa e da parte dell’outsourcer possano esserci difficoltà di relazione con le figure interne all’hotel o richieste di cambiamenti che creino difficoltà.

Un motivo in più perché l’outosurcer debba garantire una qualificazione professionale adeguata è data dal fatto che è sempre più diffuso, da parte delle strutture alberghiere, inserire il servizio di pulizia in un contratto più ampio, di Global Service: vengono esternalizzate insieme attività come la lavanderia, la pulizia ai piani, la ristorazione fino ai servizi commerciali e alle vendite. Ne deriva che il rapporto cliente – fornitore diventa ancora più completo e complesso.

I rapporti interpersonali

Parlando della gestione della pulizia professionale in un hotel la figura di riferimento è l’Housekeeper. Nel caso del servizio in outsourcing, per contratto, è previsto che i rapporti avvengano tra i referenti delle rispettive parti e la Governante non può intervenire direttamente sull’operato del personale addetto: è quindi pensabile che si possano verificare situazioni complesse e non di rado conflittuali.

Da parte sua l’outsourcer deve predisporre personale qualificato e coerente nell’espletamento dei lavori con gli standard richiesti e determinati; d’altro canto l’Housekeeper non deve temere il ridimensionamento del suo ruolo, che rimane vitale e centrale per il buon funzionamento di tutto il Reparto Piani. A monte rimane sempre il fatto che siano state allocate risorse economiche adeguate, siano stati previsti tempi sufficienti per lo svolgimento corretto del lavoro e vi sia una gestione ben organizzata del personale.

La Governante – che rimane dipendente dell’albergo – quando è in essere un contratto di outsourcing dovrebbe considerare anche i vantaggi che per lei ne derivano: la possibilità di non doversi più preoccupare della parte burocratica relativa alla rilevazione delle presenze, né fare i conti con assenze o malattie del personale, né pensare alla compilazione dei turni di lavoro e agli approvvigionamenti delle attrezzature e dei prodotti necessari per la pulizia e la manutenzione.

Può quindi dedicarsi completamente all’obiettivo primario, che è – come per tutto l’ambiente albergo – raggiungere la qualità attesa: l’impegno, l’autorevolezza e l’esperienza della governante sono preziose anche nel gestire indirettamente tutto il reparto. La definizione chiara dei ruoli e delle competenze, la chiarezza nei tempi e nei modi di attuare il lavoro, la completezza delle voci nel contratto sono la migliore garanzia perché il lavoro proceda in modo scorrevole, per un risultato ottimale in termini di efficacia ed efficienza. Risultato che è fondamentale per la fidelizzazione del cliente, obiettivo primario di un hotel.

Vittoria Orsenigo

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Glifosato: dalla UE arrivato l’ok per altri 5 anni

La Commissione Europea aveva proposto un rinnovo per cinque anni per l’utilizzo del glifosato, il controverso erbicida (i permessi di utilizzo e commercio scadono il 15 dicembre), e la votazione – del 27 novembre – degli Stati membri della UE ha deciso di confermare la proposta.

Per il via libera era necessario avere il 55% degli Stati membri (16 su 28) che rappresentano  almeno il 65% della popolazione comunitaria. Mentre Italia e Francia hanno dato voti contrari (come Austria, Belgio, Cipro, Francia, Grecia, Lussemburgo, Malta e Ungheria), ”Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito e Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia hanno votato sì (insieme rappresentano il 65,7% della popolazione totale dell’Ue). E pare che il voto decisivo sia stato quello tedesco.

Una storia controversa

Una lunga storia, quella del glifosato, a partire dal marzo 2015 quando lo IARC (International Agency for Research on Cancer) aveva classificato il glifosato e i fitofarmaci che lo contengono come “probabile cancerogena per l’uomo”,  inserendola nella categoria 2A (in questa categoria sono comprese le sostanze con cancerogenicità limitata per l’uomo, ma sufficiente nei test clinici su animali). Nel novembre dello stesso anno EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha stabilito che “è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo“.”

A maggio del 2016, una riunione di esperti dell’OMS, l’OrganizzazioneMondiale della Sanità, e della FAO sui residui di pesticidi (JMPR) è giunta alla conclusione che “è improbabile che il glifosato comporti un rischio cancerogeno per gli uomini come conseguenza dell’esposizione attraverso la dieta“. Alla fine di giugno dello scorso anno la Commissione Europea ha deciso di prorogare di altri 18 mesi l’autorizzazione all’uso del glifosato, anche se nello stesso tempo ha chiesto agli stati membri di limitarne l’uso nei luoghi pubblici.

In Italia il 7 ottobre 2016 è entrato in vigore il Decreto del Ministero della salute del 6 settembre, che revoca l’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti fitosanitari che contengono glifosato con il coformulante Ammina di sego (n. CAS 61791- 26-2) dal 22 novembre 2016 e del loro impiego a partire dal 22 febbraio 2017.

Chiara Merlini

 

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