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	<title>AREE TEMATICHE Archivi - Cleaning Community</title>
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	<description>Cleaning Community è il portale dedicato al mondo del cleaning professonale</description>
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	<title>AREE TEMATICHE Archivi - Cleaning Community</title>
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		<title>Plastica nascosta in lattine e cartoni: quali rischi e quali alternative?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[FoodNavigator]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Lattine, cartoni per bevande e altri imballaggi alimentari possono contenere sottili strati di materiali plastici che non sono immediatamente visibili al consumatore. Questi rivestimenti svolgono funzioni tecniche importanti, come proteggere il contenuto, impedire il contatto diretto con il metallo o rendere impermeabili i contenitori. Allo stesso tempo, la loro presenza pone questioni sul riciclo ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Lattine, cartoni per bevande e altri imballaggi alimentari possono contenere sottili strati di materiali plastici che non sono immediatamente visibili al consumatore. Questi rivestimenti svolgono funzioni tecniche importanti, come proteggere il contenuto, impedire il contatto diretto con il metallo o rendere impermeabili i contenitori. Allo stesso tempo, la loro presenza pone questioni sul riciclo e ha contribuito ad alimentare l&#8217;attenzione verso le sostanze chimiche utilizzate nei materiali a contatto con gli alimenti</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-scaled.jpg" class="light"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-1024x768.jpg" alt="Plastica nascosta in lattine e cartoni" class="wp-image-27281" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-1024x768.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-300x225.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-768x576.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-1536x1152.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-2048x1536.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-800x600.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-sonny-13250954-1280x960.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La plastica che non si vede negli imballaggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si pensa alla plastica utilizzata per gli alimenti e le bevande, <strong>l&#8217;attenzione si concentra generalmente su bottiglie, vaschette e confezioni</strong> realizzate con materiali polimerici. Esistono però anche imballaggi che a prima vista sembrano esserne privi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il caso, ad esempio, di alcune <strong>lattine, confezioni in cartone per bevande e pouch</strong>, nei quali sottili strati polimerici possono essere utilizzati come barriera interna. Il loro scopo è proteggere il prodotto e il materiale dell&#8217;imballaggio, contribuendo alla conservazione e alla resistenza del contenitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno è stato recentemente analizzato da <em><a href="https://www.foodnavigator.com/Article/2026/06/11/hidden-plastics-can-be-found-in-cans-and-cartons/?utm_source=chatgpt.com">FoodNavigator</a></em>,<strong> che ha definito queste componenti “hidden plastics”</strong>, cioè plastiche nascoste. Secondo l&#8217;articolo, nei cartoni per bevande refrigerati o a lunga conservazione la componente in polietilene può arrivare, in media, al <strong>20-22% del peso dell&#8217;imballaggio</strong>, sulla base dei dati citati dal Carton Council of Canada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato va tuttavia interpretato nel contesto specifico dei materiali compositi: <strong>non significa che ogni confezione in cartone contenga la stessa quantità di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/la-plastica-amore-e-dolore/">plastica</a></strong> né che la componente polimerica sia necessariamente destinata a entrare in contatto con il prodotto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché vengono utilizzati gli strati polimerici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilizzo di questi materiali risponde soprattutto a <strong>esigenze funzionali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle confezioni in cartone destinate alle bevande, per esempio, <strong>le barriere interne contribuiscono a impedire il passaggio dei liquidi e a proteggere il contenuto.</strong> Nelle lattine, invece, il rivestimento interno separa il prodotto dal metallo e contribuisce a prevenire fenomeni di corrosione e alterazioni del contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostituzione di questi strati non è quindi un&#8217;operazione semplice. Un materiale alternativo deve garantire contemporaneamente <strong>sicurezza per il contatto alimentare, resistenza al prodotto contenuto, stabilità durante i trattamenti industriali, impermeabilità, adesione al supporto e assenza di alterazioni di gusto o odore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>FoodNavigator</em> evidenzia proprio questa complessità, riportando le valutazioni degli operatori del settore secondo cui lo sviluppo e la validazione di nuove barriere possono richiedere diversi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">BPA e materiali a contatto con gli alimenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle questioni più rilevanti riguarda<strong> le sostanze utilizzate in alcuni rivestimenti </strong>e, in particolare, il <strong>bisfenolo A (BPA)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2023 l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una nuova valutazione del rischio relativo all&#8217;esposizione alimentare al BPA. L&#8217;Autorità ha fissato una nuova dose giornaliera tollerabile (DGT) di <strong>0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno</strong>, circa 20.000 volte inferiore rispetto al precedente valore temporaneo di 4 microgrammi per chilogrammo. <strong>Secondo EFSA</strong>, le stime di esposizione utilizzate nella valutazione indicavano <strong>livelli superiori alla nuova soglia e un possibile motivo di preoccupazione per la salute</strong> in tutte le fasce d&#8217;età.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, nel dicembre 2024, la Commissione europea ha adottato il <strong>divieto del BPA nei materiali destinati al contatto con gli alimenti</strong>. La misura riguarda, tra gli altri prodotti, anche i rivestimenti utilizzati all&#8217;interno delle lattine metalliche. La normativa prevede periodi transitori per consentire al settore di adeguarsi e contempla alcune eccezioni limitate nei casi in cui non siano ancora disponibili alternative adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi importante distinguere tra due questioni: la presenza di polimeri negli imballaggi e la sicurezza delle singole sostanze impiegate nella loro produzione. <strong>La presenza di uno strato plastico non significa automaticamente che l&#8217;imballaggio sia pericoloso per la salute</strong>. La sicurezza dei materiali a contatto con gli alimenti viene valutata sulla base delle sostanze e delle condizioni d&#8217;uso previste dalla normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;esposizione al BPA nella popolazione europea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema dell&#8217;esposizione al BPA è stato esaminato anche attraverso studi di biomonitoraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Agenzia europea dell&#8217;ambiente (EEA) ha analizzato i dati raccolti nell&#8217;ambito del progetto HBM4EU, che ha misurato la presenza di BPA nelle urine di <strong>2.756 adulti provenienti da 11 Paesi europei</strong>. L&#8217;EEA ha rilevato che la percentuale di partecipanti con valori superiori al valore guida di biomonitoraggio variava dal 71% al 100% nei diversi Paesi considerati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato non permette, però, di attribuire l&#8217;esposizione esclusivamente agli imballaggi alimentari. <strong>Il biomonitoraggio misura infatti l&#8217;esposizione complessiva alla sostanza proveniente da diverse fonti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;EEA sottolinea comunque che l&#8217;esposizione della popolazione europea al BPA resta un tema di potenziale preoccupazione sanitaria, mentre l&#8217;EFSA ha utilizzato le proprie valutazioni scientifiche come base per le successive decisioni regolatorie dell&#8217;Unione europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema delle alternative ai bisfenoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il superamento del BPA non risolve automaticamente il problema della sostituzione dei materiali utilizzati negli imballaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo sono stati utilizzati anche altri bisfenoli, tra cui <strong>BPS e BPF</strong>. L&#8217;EEA segnala che alcune di queste sostanze presentano caratteristiche che hanno sollevato analoghe preoccupazioni e parla, in questo contesto, del rischio di “sostituzioni problematiche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca si sta quindi spostando anche verso materiali differenti dai tradizionali rivestimenti polimerici. L&#8217;obiettivo è trovare barriere che possano garantire le stesse prestazioni tecniche riducendo, dove possibile, l&#8217;impiego di polimeri di origine fossile o di sostanze oggetto di particolare attenzione normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tetra Pak e le barriere a base di carta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli sviluppi più recenti c&#8217;è quello annunciato da <strong>Tetra Pak</strong> per il packaging dei succhi di frutta realizzato insieme a García Carrión.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione utilizza una barriera a base di carta associata a polimeri di origine vegetale. Secondo i dati forniti dall&#8217;azienda, il materiale raggiunge il <strong>92% di contenuto rinnovabile</strong> e consente una riduzione del 43% dell&#8217;impronta di carbonio rispetto a una confezione asettica con strato di alluminio e polimeri di origine fossile. I valori sono stati verificati dal Carbon Trust.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, però, di un approccio che <strong>non elimina completamente la componente plastica</strong>. Il caso mostra piuttosto come la ricerca stia puntando a ridurre il ricorso a materiali fossili e a modificare la struttura degli imballaggi mantenendone le caratteristiche necessarie per la conservazione degli alimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le soluzioni a base di alghe</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra strada è quella dei <strong>biomateriali ottenuti da fonti naturali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società britannica <strong>Notpla</strong> ha sviluppato, per esempio, <em>Ooho</em>, una membrana realizzata a base di alghe destinata a contenere liquidi e altri prodotti in piccole quantità. Secondo l&#8217;azienda, il materiale è biodegradabile ed edibile e viene utilizzato per applicazioni come bevande, salse e gel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una tecnologia con caratteristiche molto diverse rispetto agli imballaggi tradizionali e, proprio per questo, <strong>non rappresenta necessariamente una sostituzione diretta di lattine o cartoni per bevande</strong>. Il suo interesse risiede soprattutto nella possibilità di utilizzare materiali naturali in specifiche applicazioni monouso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bottiglie in fibra e cellulosa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore filone di ricerca riguarda le <strong>bottiglie a base di fibre e cellulosa</strong>. In questo ambito sono state sviluppate soluzioni che puntano a sostituire progressivamente le bottiglie convenzionali in plastica con contenitori a prevalenza fibrosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, tuttavia, il passaggio verso un packaging completamente privo di polimeri rimane complesso. Per ottenere contenitori impermeabili e compatibili con prodotti differenti è infatti necessario risolvere il problema della barriera, che costituisce uno degli ostacoli principali allo sviluppo di imballaggi interamente a base di fibre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore sta quindi procedendo attraverso soluzioni differenti: dalla riduzione della quantità di plastica all&#8217;utilizzo di polimeri di origine biologica, fino alla ricerca di materiali completamente diversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un packaging senza plastica?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di plastiche poco visibili negli imballaggi alimentari evidenzia una delle difficoltà della transizione verso sistemi di confezionamento più sostenibili: <strong>non basta sostituire un materiale con un altro</strong>, perché il packaging deve continuare a garantire sicurezza alimentare, conservazione, resistenza e compatibilità con i processi industriali e di riciclo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa europea sul BPA rappresenta un esempio di come le valutazioni scientifiche possano tradursi in nuove restrizioni per i materiali a contatto con gli alimenti. Parallelamente, aziende e centri di ricerca stanno sperimentando barriere a base di carta, fibre, materiali vegetali e biomateriali derivati dalle alghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosiddetta “plastica nascosta” negli imballaggi alimentari è un fenomeno meno evidente rispetto a quello delle bottiglie o delle confezioni interamente in plastica, ma tecnicamente rilevante. Lattine, cartoni e altri contenitori compositi possono infatti utilizzare sottili strati polimerici con funzioni di barriera e protezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano sanitario, il caso del BPA dimostra invece la necessità di distinguere tra <strong>materiale utilizzato nell&#8217;imballaggio e sostanza specifica a cui può essere associato un rischio</strong>. Le valutazioni dell&#8217;EFSA e le successive decisioni della Commissione europea hanno portato a un progressivo rafforzamento delle restrizioni sul BPA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le alternative sono in fase di sviluppo, ma il passaggio a un packaging completamente plastic-free non è ancora generalizzato. Le soluzioni oggi disponibili mostrano soprattutto una direzione di ricerca: ridurre l&#8217;impiego di polimeri di origine fossile e sviluppare materiali capaci di svolgere le stesse funzioni con un diverso profilo ambientale e, nel rispetto delle norme, di sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fonti principali</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.efsa.europa.eu/it/plain-language-summary/re-evaluation-risks-public-health-related-presence-bisphenol-bpa-foodstuffs?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EFSA – Valutazione del rischio del bisfenolo A</a></li>



<li><a href="https://food.ec.europa.eu/food-safety-news/commission-adopts-ban-bisphenol-food-contact-materials-2024-12-19_en?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione europea – Divieto del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti</a></li>



<li><a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/human-exposure-to-bisphenol-a?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia europea dell&#8217;ambiente – Esposizione al BPA in Europa</a></li>



<li><a href="https://www.foodnavigator.com/Article/2026/06/11/hidden-plastics-can-be-found-in-cans-and-cartons/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FoodNavigator – Hidden plastics: tackling the drinks packaging problem</a></li>



<li><a href="https://www.unep.org/news-and-stories/press-release/report-consumers-and-business-concerned-about-plastic-waste-expect?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNEP – Survey on plastic waste</a></li>



<li><a href="https://www.tetrapak.com/en-us/about-tetra-pak/news-and-events/newsarchive/tetra-pak-launches-paper-based-barrier-for-juice-packaging?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tetra Pak – Paper-based barrier for juice packaging</a></li>



<li><a href="https://www.notpla.com/ooho?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Notpla – Ooho</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate 2026, zanzare e vacanze: come proteggersi dalle punture durante i viaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pest Control]]></category>
		<category><![CDATA[Estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Con l&#8217;arrivo delle vacanze estive milioni di italiani si preparano a partire, ma insieme ai bagagli cresce anche l&#8217;attenzione verso un ospite poco gradito: le zanzare. Le temperature elevate e le condizioni climatiche favorevoli stanno infatti contribuendo alla loro diffusione, mentre aumenta la preoccupazione per i rischi sanitari legati agli insetti vettori</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;ultimo ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Con l&#8217;arrivo delle vacanze estive milioni di italiani si preparano a partire, ma insieme ai bagagli cresce anche l&#8217;attenzione verso un ospite poco gradito: le zanzare. Le temperature elevate e le condizioni climatiche favorevoli stanno infatti contribuendo alla loro diffusione, mentre aumenta la preoccupazione per i rischi sanitari legati agli insetti vettori</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-1024x683.jpg" alt="Zanzare e vacanze Estate 2026" class="wp-image-27272" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-2048x1366.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/08/pexels-anuj-2604191-4189472-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;ultimo aggiornamento dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pubblicato il 24 luglio, <strong>l&#8217;Italia è il Paese europeo in cui il virus West Nile presenta la distribuzione geografica più ampia</strong>. Al 15 luglio risultavano confermati 21 casi distribuiti in 17 diverse aree territoriali del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli italiani percepiscono un rischio sanitario in crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una ricerca realizzata da </strong><a href="https://www.cleaningcommunity.net/rentokil-100-anni-di-una-storia-di-ricerca-innovazione-e-qualita/">Rentokil</a> in collaborazione <strong>con mUp Research evidenzia una crescente consapevolezza del fenomeno. </strong>Quasi sei italiani su dieci ritengono infatti che il rischio sanitario legato agli insetti vettori sia aumentato negli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le cause individuate dagli intervistati spicca il <strong>cambiamento climatico</strong>, indicato dall&#8217;89,6% del campione come principale fattore che favorisce la diffusione delle zanzare. Seguono la crescente mobilità internazionale (41,5%), considerata un elemento che può agevolare l&#8217;introduzione e la diffusione di specie invasive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si proteggono gli italiani dalle zanzare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine mostra che <strong>la maggior parte delle persone continua a privilegiare strumenti di protezione individuale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le soluzioni più diffuse sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>zanzariere (64,3%);</li>



<li>repellenti per la persona (59,6%).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di strumenti utili per limitare le punture, mentre <strong>rimane contenuto il ricorso a servizi professionali di prevenzione e controllo delle infestazioni</strong>, scelti dal 2,9% degli intervistati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i giovani adulti emerge tuttavia una maggiore propensione verso un approccio preventivo. Nella fascia d&#8217;età compresa tra i 25 e i 34 anni, infatti, il ricorso a servizi specializzati sale al 7,2%, segnalando una crescente attenzione alla gestione del problema nel lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vademecum per limitare il rischio di punture in vacanza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In vista delle partenze estive, <strong>Rentokil ha diffuso alcune indicazioni pratiche per ridurre l&#8217;esposizione alle zanzare durante i viaggi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>informarsi prima della partenza sulla presenza di specie particolarmente diffuse nella destinazione scelta;</li>



<li>utilizzare un repellente adeguato, seguendo sempre le istruzioni riportate sull&#8217;etichetta;</li>



<li>indossare, soprattutto nelle ore dell&#8217;alba e del tramonto, abiti chiari che coprano braccia e gambe;</li>



<li>verificare la presenza di zanzariere nelle strutture ricettive oppure utilizzare dispositivi di protezione quando necessario;</li>



<li>evitare, se possibile, la presenza di ristagni d&#8217;acqua nelle vicinanze dell&#8217;alloggio, ambiente favorevole alla proliferazione delle zanzare;</li>



<li>adottare particolari precauzioni per bambini, anziani e persone più vulnerabili.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della prevenzione nelle strutture turistiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <a href="https://www.cleaningcommunity.net/giornata-mondiale-della-zanzara-aumento-dei-virus-trasmessi-e-falsi-miti-smentiti-da-rentokil/">Fabio Landi</a>, Quality Specialist Pest Management Expert di Rentokil Initial Italia, durante il periodo estivo anche campeggi, villaggi turistici, hotel e altre <strong>strutture ricettive possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione</strong> delle infestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Landi sottolinea che un approccio integrato alla gestione delle zanzare, basato sul monitoraggio, sulla valutazione del rischio e su interventi mirati, può contribuire a contenere la proliferazione degli insetti e a mantenere elevati gli standard igienico-sanitari nelle aree dedicate all&#8217;ospitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento della presenza delle zanzare e l&#8217;attenzione verso malattie come il virus West Nile rendono la prevenzione un tema sempre più rilevante durante la stagione estiva. Informarsi prima della partenza, adottare semplici misure di protezione personale e limitare le condizioni favorevoli alla proliferazione degli insetti rappresentano comportamenti utili per ridurre il rischio di punture e affrontare le vacanze con maggiore tranquillità, sia per i viaggiatori sia per le strutture ricettive chiamate a gestire questi aspetti.</p>
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		<title>Polti, il primo Bilancio di Sostenibilità: innovazione, responsabilità e benessere al centro della strategia aziendale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 22:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato di sostenibilità Polti]]></category>
		<category><![CDATA[Framncesca Polti]]></category>
		<category><![CDATA[Polti Bilancio di sostenibilità]]></category>
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<p><strong>Tra i risultati più significativi del 2025</strong>, il rafforzamento dell’impegno ambientale grazie agli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica dei propri siti produttivi e a incrementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili: <strong>il 42% del fabbisogno energetico aziendale </strong>è oggi coperto dagli impianti fotovoltaici installati presso gli stabilimenti,<strong> il 45% della flotta aziendale </strong>è costituita da auto elettriche o full hybrid, mentre<strong> il tasso di occupazione femminile raggiunge il 65% del totale di </strong><strong>145 collaboratori</strong>, a testimonianza di un ambiente di lavoro inclusivo e bilanciato. Infine<strong> oltre 127 tonnellate di rifiuti </strong>sono gestite per promuovere il recupero dei materiali garantendo la piena conformità agli obblighi regolatori e la trasparenza nella gestione dei flussi di rifiuti.</p>
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<p>“<em>La pubblicazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità è un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza. Significa dare forma e misura a un percorso che appartiene da sempre all’identità di Polti e al suo modo di fare impresa, condividendo con trasparenza i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e gli ambiti in cui possiamo continuare a migliorare, con l’obiettivo di rendere la crescita sempre più sinonimo di benessere e valore condiviso</em>”, commenta <strong>Francesca Polti, </strong>Presidente e Amministratrice Delegata di Polti.</p>
<p>Polti è una realtà internazionale che progetta e produce piccoli elettrodomestici mantenendo il proprio quartier generale a Bulgarograsso in provincia di Como. <strong>In oltre 50 anni di attività</strong> l’azienda ha sviluppato un patrimonio di innovazione riconosciuto a livello mondiale, con oltre duecento posizioni di proprietà industriale e una costante attività di ricerca finalizzata a coniugare efficacia, sicurezza e rispetto per l’ambiente. Una tendenza all’innovazione che mantiene un tratto distintivo: la capacità di evolvere mantenendo saldo il legame con la propria origine.</p>
<p>Il <strong>modello di business</strong> di Polti è orientato alla <strong>creazione di valore nel lungo periodo</strong>, con particolare attenzione all’impatto delle proprie attività sull’ambiente, sul territorio e sulle persone. In questo contesto, la tecnologia del vapore, da sempre al centro dell’offerta aziendale, rappresenta un elemento distintivo dell’identità del Gruppo: una soluzione naturale che consente di svolgere le attività domestiche, come la cura della casa e dei tessuti, eliminando l’utilizzo dei detergenti chimici. Una visione che riflette un approccio alla sostenibilità radicato nella storia dell’azienda e oggi pienamente in linea con le crescenti esigenze di responsabilità ambientale e di consumo consapevole.</p>
<p>“C<em>rediamo che nessuna impresa possa affrontare da sola le sfide che abbiamo davanti perché la sostenibilità richiede visione, ma soprattutto la capacità di fare sistema: collaborazione tra aziende, istituzioni, filiere, territori, clienti e fornitori. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori possiamo generare un cambiamento che non sia episodico, ma autentico e duraturo. In linea con le scelte di questi anni, il nostro Bilancio è un ulteriore passo verso una rendicontazione sempre più trasparente e rigorosa.  La crescita di un’azienda si misura anche dalla capacità di guardare con onestà il proprio operato, riconoscendo i propri passi avanti, assumendosi l’impegno di quelli successivi</em>” dichiara Francesca Polti.</p>
<p>Per integrare sempre più la sostenibilità nel proprio modello di governance, Polti ha istituito un<strong> Comitato di Sostenibilità incaricato di presidiare le principali tematiche ESG</strong>, monitorare l’evoluzione normativa, individuare le priorità strategiche e promuovere il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. Contestualmente questa visione strategica ha prodotto anche un Piano di Sostenibilità che traduce gli obiettivi in azioni concrete, integrando progressivamente i criteri ambientali, sociali e di governance all’interno della pianificazione aziendale e dei processi decisionali.</p>
<h4><strong>Ambientale e sociale: efficienza energetica,  riduzione delle emissioni, economia circolare, ottimizzazione nell&#8217;utilizzo delle risorse e nella valorizzazione del capitale umano</strong></h4>
<p>Nel corso dell’esercizio 2025 la produzione energetica da fonte fotovoltaica ha coperto il 42% del fabbisogno elettrico complessivo e Polti ha avviato un percorso strutturato e sistematico per la misurazione e la rendicontazione delle emissioni a gas a effetto serra, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza delle performance ambientali. Nel rispetto dei principi dell’economia circolare, i prodotti Polti sono progettati privilegiando l’impiego di materiali ad elevata riciclabilità e, per quanto riguarda i rifiuti, Polti ha gestito 127,69 tonnellate con una quota residuale (0,09%) di rifiuti pericolosi.</p>
<p>Parallelamente, sul piano sociale, l’azienda investe nella valorizzazione del capitale umano, ponendo al centro il benessere delle persone, la sicurezza sul lavoro, la crescita professionale e la qualità delle relazioni interne, anche attraverso l’introduzione di modalità di lavoro agile che favoriscano autonomia e responsabilizzazione. Nel 2025 Polti conta <strong>145 collaboratori</strong>, tutti assunti con contratto a tempo indeterminato, a conferma di una politica aziendale orientata alla stabilità occupazionale e alla valorizzazione delle competenze. L’attenzione all’inclusione si riflette nella composizione della popolazione aziendale, costituita per il <strong>65%</strong> da donne e per l’<strong>8,3%</strong> da persone  provenienti da  Paesi esteri.</p>
<p>L’impegno verso il benessere delle proprie persone si traduce inoltre in iniziative concrete dedicate alla <strong>tutela della salute</strong> e alla promozione di stili di vita sani. In quest’ottica, Polti aderisce al programma WHP – Workplace Health Promotion-, promuovendo iniziative dedicate a corretti stili alimentari, prevenzione delle dipendenze e promozione di uno stile di vita attivo. Questo impegno è stato riconosciuto dalla <a href="https://www.promozionesalute.regione.lombardia.it/wps/portal/site/promozione-salute/dettaglioredazionale/setting/luoghi-di-lavoro/programma-whp-lombardia">Rete WHP Lombardia</a>, che ha conferito all’azienda il riconoscimento “<strong>Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute</strong>”.</p>
<h4><strong>Un ruolo centrale continua ad essere svolto dal rapporto con la comunità e il territorio</strong></h4>
<p>Polti conferma la volontà di generare valore condiviso attraverso collaborazioni con le istituzioni e il mondo accademico con le associazioni di categoria per attività di aggiornamento nel settore degli elettrodomestici e per contribuire allo sviluppo normativo e tecnico.  L’impegno sul territorio si traduce in <em>iniziative avviate con istituti di istruzione superiore e università</em> per avviare <em>Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)</em> e tirocini curriculari ed extracurriculari, che favoriscano il dialogo tra formazione e impresa e sostengano lo sviluppo delle competenze. Oltre a questo, Polti sostiene <em>iniziative sociali, umanitarie e sportive</em> coerenti con i propri valori aziendali. La sostenibilità viene così interpretata come un concetto che supera i confini dell’impresa per tradursi in un contributo concreto allo sviluppo di un benessere diffuso a beneficio della comunità in cui l&#8217;azienda opera.</p>
<p>Il primo Bilancio di Sostenibilità di Polti racconta un percorso che integra attenzione alle persone, tutela ambientale e sviluppo del territorio. Un impegno che trova espressione anche nella capacità di distribuire il 92,8% del valore generato ai propri stakeholder (fornitori, dipendenti, sistema finanziario, pubblica amministrazione e comunità) confermando la volontà di Polti di creare una crescita sostenibile e condivisa.</p>
<p><em>Scarica il Bilancio di Sostenibilità 2025</em>: <a href="http://www.polti.it/sostenibilita">www.polti.it/sostenibilita</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dai gusci di gambero all&#8217;idrogeno: la ricerca che punta a trasformare i rifiuti organici in risorse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti organici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado di convertire scarti come i gusci di gambero in idrogeno, proteine destinate all&#8217;acquacoltura e carbonato di calcio</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg" alt="A Singapore di cerca di trasformare i gusci di gambero in idrogeno" class="wp-image-27159" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-2048x1365.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, ancora nella fase di laboratorio, punta a sfruttare materiali che normalmente finirebbero in discarica, riducendo al tempo stesso le emissioni associate al loro smaltimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il processo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il procedimento sviluppato dal team guidato dall&#8217;ingegnere elettrochimico <strong>Li Hong si articola in diverse fasi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>primo passaggio consiste nella frantumazione dei gusci di gambero</strong> fino a ottenere una pasta. Da questa miscela viene separato il carbonato di calcio, un composto utilizzato in numerosi settori, dall&#8217;edilizia fino ai prodotti farmaceutici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La parte restante</strong>, costituita principalmente da acidi organici e ammoniaca, <strong>viene inviata in un elettrolizzatore alimentato da energia solare.</strong> A differenza dell&#8217;elettrolisi tradizionale dell&#8217;acqua, questo sistema utilizza la biomassa come materiale di partenza, riducendo il fabbisogno energetico e limitando la produzione di ossigeno, uno degli elementi che rende più complessi gli impianti convenzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno prodotto viene raccolto durante questa fase, mentre i residui organici vengono successivamente trattati in un bioreattore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla biomassa anche proteine per l&#8217;acquacoltura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima fase del processo sfrutta <strong>batteri fototropici che fermentano la biomassa residua trasformandola in una proteina</strong> ad alto contenuto nutritivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i ricercatori, <strong>questo materiale potrebbe essere impiegato come ingrediente per l&#8217;alimentazione dei pesci e dei crostacei </strong>allevati. In questo modo si contribuisce a ridurre la dipendenza dalle farine ottenute dalla pesca di specie selvatiche, una pratica considerata una delle criticità dell&#8217;acquacoltura moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio consentirebbe quindi di valorizzare integralmente gli scarti, trasformandoli sia in energia sia in nuovi prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;obiettivo: un&#8217;idrogeno a emissioni di carbonio negative</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda <strong>il bilancio delle emissioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli autori, evitando che i rifiuti organici si decompongano in <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">discarica</a> e recuperando contemporaneamente materiali utili, il processo potrebbe arrivare a generare un bilancio complessivo di <strong>emissioni negative di carbonio</strong>, ovvero rimuovere più anidride carbonica di quanta ne venga emessa durante l&#8217;intero ciclo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta tuttavia di una valutazione riferita al sistema sperimentale sviluppato in laboratorio, che dovrà essere verificata su scala industriale attraverso analisi indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;idrogeno nella transizione energetica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi gran parte dell&#8217;idrogeno utilizzato dall&#8217;industria viene prodotto attraverso il reforming del <strong>gas naturale</strong>, processo che dà origine al cosiddetto &#8220;idrogeno grigio&#8221;, caratterizzato da elevate emissioni di CO₂.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni sta invece aumentando l&#8217;interesse verso <strong>l'&#8221;idrogeno verde&#8221;</strong>, ottenuto mediante elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno viene impiegato principalmente nella produzione di fertilizzanti e prodotti chimici, ma viene considerato anche<strong> una possibile soluzione per decarbonizzare comparti difficili </strong>da elettrificare, come il trasporto marittimo, l&#8217;aviazione e alcuni processi industriali ad alta intensità energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risultati promettenti, ma ancora da migliorare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel laboratorio della NTU il sistema è in grado di produrre circa <strong>14 litri di idrogeno all&#8217;ora</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stessi ricercatori riconoscono però che <strong>il rendimento è ancora inferiore rispetto alle attuali tecnologie commerciali dedicate </strong>all&#8217;idrogeno verde. Secondo gli esperti coinvolti nello studio, aumentare l&#8217;efficienza e ridurre i costi sarà fondamentale per rendere il processo competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;energia elettrica rappresenta infatti la principale voce di costo prevista per un eventuale impianto pilota capace di trattare circa 200 tonnellate di gusci di gambero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tecnologia applicabile anche ad altri rifiuti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi di maggiore interesse è la versatilità del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il team di ricerca, <strong>la tecnologia non è limitata agli scarti della lavorazione dei crostacei</strong> ma potrebbe essere adattata a numerosi altri materiali organici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>residui agricoli;</li>



<li>cartone;</li>



<li><a href="https://www.cleaningcommunity.net/raccolta-del-verde-lesempio-di-net/">erba</a>;</li>



<li>ortaggi;</li>



<li>sottoprodotti dell&#8217;industria dello zucchero;</li>



<li>biomasse provenienti dalla silvicoltura;</li>



<li>residui dell&#8217;industria della birra e dell&#8217;olio di palma.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa flessibilità potrebbe ampliare le possibilità di impiego del processo in contesti produttivi differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prime applicazioni industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia ha già suscitato interesse nel settore privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle aziende che ne ha ottenuto la licenza è <strong>Ki Hydrogen</strong>, società con sede a Londra che utilizza biomasse provenienti da agricoltura, silvicoltura e birrifici per produrre idrogeno e anidride carbonica destinata alla realizzazione di combustibili sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra impresa sta invece valutando l&#8217;impiego del processo per <strong>il recupero del carbonio contenuto nei fanghi di depurazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti, il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale rappresenterà la fase più complessa: oltre a garantire la disponibilità continua di biomassa, sarà necessario dimostrare la sostenibilità economica dell&#8217;intero ciclo e verificarne le prestazioni ambientali su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della Nanyang Technological University propone un approccio innovativo alla valorizzazione dei rifiuti organici, combinando la produzione di idrogeno con il recupero di materiali e nutrienti. Sebbene i risultati ottenuti in laboratorio siano incoraggianti, la tecnologia dovrà superare le sfide legate alla scalabilità, ai costi e alla verifica delle prestazioni ambientali prima di poter trovare un&#8217;applicazione diffusa. Se queste criticità verranno affrontate con successo, processi di questo tipo potrebbero contribuire a una gestione più efficiente delle biomasse di scarto e allo sviluppo di modelli produttivi più circolari.</p>
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		<title>Intelligenza Circolare 2026: a Roma torna l&#8217;evento dedicato a ecodesign, economia circolare e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 04:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Circolare 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi della transizione ecologica e digitale</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="427" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png" alt="Intelligenza circolare 2026" class="wp-image-27151" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-300x125.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-768x320.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1536x640.png 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-800x333.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1280x533.png 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un confronto sulle nuove normative europee</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento, organizzato da <strong>EconomiaCircolare.com</strong> e <strong>ISIA Roma Design</strong>, si svolgerà presso <strong>Villa Altieri</strong>. L&#8217;obiettivo è di approfondire gli effetti delle principali iniziative legislative europee che stanno interessando il settore della <a href="https://www.cleaningcommunity.net/italchimica-leader-della-sostenibilita/">sostenibilità</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi al centro del dibattito figurano il <strong>Regolamento Ecodesign per i prodotti sostenibili (<a href="https://www.cleaningcommunity.net/afidamp-webinar-tendenze-e-normative-esg/">ESPR</a>)</strong>, il <strong>Digital Product Passport</strong>, il futuro <strong>Circular Economy Act</strong>, l&#8217;evoluzione della responsabilità estesa del produttore nel settore tessile (EPR), la bioeconomia e il ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nei modelli di business circolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, università, centri di ricerca e aziende per discutere delle ricadute operative di queste trasformazioni normative e tecnologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un programma dedicato alle sfide della circolarità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La giornata si aprirà alle ore 9</strong> con la registrazione dei partecipanti, il welcome coffee e l&#8217;inaugurazione della mostra dedicata a progetti e servizi orientati all&#8217;ecoinnovazione, curata da ISIA Roma Design.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-27154" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali previsti dalle 10, il programma entrerà nel vivo con una <strong>keynote lecture</strong> del designer industriale <strong>Ross Lovegrove</strong>, seguita da una serie di tavole rotonde e interventi tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori saranno articolati attorno ad alcuni dei principali temi che caratterizzano l&#8217;evoluzione dell&#8217;economia circolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il nuovo quadro normativo europeo delineato dal Circular Economy Act;</li>



<li>l&#8217;implementazione del Regolamento Ecodesign;</li>



<li>il settore tessile tra progettazione, tracciabilità e responsabilità estesa del produttore;</li>



<li>il Digital Product Passport;</li>



<li>l&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale ai modelli di business circolari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle sessioni plenarie sono previsti numerosi <strong>Circular Speech</strong>, brevi interventi dedicati ad approfondimenti tecnici, casi di studio e progetti di ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I relatori attesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede la partecipazione di esponenti delle istituzioni europee, della ricerca e del mondo industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli speaker annunciati figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pierfrancesco Maran</strong>, presidente della Commissione ENVI del Parlamento europeo;</li>



<li><strong>Francesca Mariotti</strong>, presidente di ENEA;</li>



<li><strong>Antonio Delre</strong>, Project Officer del Joint Research Centre (JRC);</li>



<li><strong>Stefano Soro</strong>, responsabile dell&#8217;unità Green and Circular Economy della Commissione europea;</li>



<li><strong>Laura D&#8217;Aprile</strong>, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica;</li>



<li><strong>Agnieszka Sznyk</strong>, copresidente di ECESP e presidente del Consiglio di amministrazione di Innowo;</li>



<li><strong>Eline Boon</strong>, EU Policy Lead della Ellen MacArthur Foundation.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma comprende inoltre<strong> interventi di rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, del Joint Research Centre, di università italiane e internazionali, centri di ricerca e realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni per la sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla normativa alle applicazioni concrete</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti centrali dell&#8217;iniziativa sarà il confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sulle modalità con cui le nuove disposizioni europee potranno incidere sulla progettazione dei prodotti, sulla gestione delle filiere e sulla raccolta dei dati lungo il ciclo di vita dei beni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà dedicata al <strong>Digital Product Passport</strong>, considerato uno degli strumenti destinati a supportare la tracciabilità dei prodotti e la disponibilità di informazioni relative a materiali, riparabilità, riciclabilità e impatto ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della giornata saranno inoltre presentati esempi di servizi e progetti orientati all&#8217;ecoinnovazione già sviluppati in diversi contesti territoriali e produttivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Networking e mostra sull&#8217;ecoinnovazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai momenti di confronto istituzionale e tecnico, il programma prevede un <strong>networking lunch</strong> accompagnato da performance artistiche curate dal <strong>GreenLoop Festival</strong>, pensato come occasione di incontro tra professionisti, ricercatori e operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la giornata sarà inoltre visitabile la mostra organizzata da ISIA Roma Design, dedicata a progetti e servizi che applicano principi di ecodesign ed economia circolare nelle filiere produttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda edizione di <strong>Intelligenza Circolare</strong> si propone come un&#8217;occasione di confronto sui cambiamenti che stanno interessando il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità. Attraverso tavole rotonde, interventi tecnici e momenti di networking, l&#8217;evento metterà a confronto istituzioni, mondo della ricerca e imprese sui temi dell&#8217;ecodesign, della digitalizzazione e dell&#8217;economia circolare, con l&#8217;obiettivo di approfondire le implicazioni pratiche delle nuove politiche europee per i diversi settori produttivi.</p>
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		<title>Weekend del Mare 2026: oltre 3 tonnellate di rifiuti raccolti nelle spiagge venete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 03:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente - Igiene Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[SENZA CATEGORIA]]></category>
		<category><![CDATA[Plastic Free Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Weekend del mare 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>La raccolta dei rifiuti lungo le spiagge rappresenta un intervento concreto per la tutela dell&#8217;ambiente, ma può diventare anche un&#8217;importante occasione di raccolta dati scientifici. È questo l&#8217;obiettivo del Weekend del Mare 2026, iniziativa promossa da Plastic Free Onlus che, oltre alle attività di pulizia del litorale veneto, ha previsto un monitoraggio del cosiddetto ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La raccolta dei rifiuti lungo le spiagge rappresenta un intervento concreto per la tutela dell&#8217;ambiente, ma può diventare anche un&#8217;importante occasione di raccolta dati scientifici. È questo l&#8217;obiettivo del Weekend del Mare 2026, iniziativa promossa da Plastic Free Onlus che, oltre alle attività di pulizia del litorale veneto, ha previsto un monitoraggio del cosiddetto marine litter realizzato secondo i protocolli europei con il supporto di ISPRA</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50.jpeg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-1024x768.jpeg" alt="Raccolta rifiuti di Plasti Free Onlus per la Weekend del Mare 2026" class="wp-image-27143" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-1024x768.jpeg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-300x225.jpeg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-768x576.jpeg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-800x600.jpeg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50-1280x960.jpeg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.05.50.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa, svoltasi il 2 e 3 maggio, ha coinvolto volontari in nove località della costa veneta, consentendo di rimuovere oltre tre tonnellate di rifiuti e di raccogliere informazioni utili sulla tipologia dei materiali che raggiungono più frequentemente le spiagge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 3 tonnellate di rifiuti raccolte lungo la costa veneta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività si sono svolte nelle località di <strong>Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Chioggia, Venezia Lido, Jesolo, Caorle, Eraclea e Bibione</strong>, coprendo un&#8217;ampia porzione del litorale compresa tra il Delta del Po e l&#8217;alto Adriatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla raccolta dei rifiuti,<strong> una parte dei volontari ha partecipato a un&#8217;attività di</strong> <strong>citizen science</strong>, effettuando il censimento dei materiali presenti su tratti standardizzati di spiaggia secondo il protocollo previsto dalla <strong>Marine Strategy Framework Directive</strong>, la direttiva europea dedicata alla tutela dell&#8217;ambiente marino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Paolo Monesi</strong>, responsabile del progetto Weekend del Mare 2026 per <a href="https://www.cleaningcommunity.net/plastic-free-onlus-premia-le-aziende-virtuose/">Plastic Free Onlus</a>, ha spiegato che l&#8217;iniziativa ha permesso non solo di rimuovere una notevole quantità di rifiuti, ma anche di realizzare un censimento dettagliato dei materiali presenti lungo le spiagge attraverso un&#8217;attività di scienza partecipata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il monitoraggio scientifico realizzato insieme a ISPRA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il censimento<strong> ogni rifiuto è stato classificato utilizzando specifiche schede tecniche </strong>che comprendono oltre 180 categorie di materiali individuate dalla Strategia Marina Europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati raccolti sono stati successivamente verificati da <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">ISPRA</a> e saranno trasmessi all&#8217;Agenzia Europea dell&#8217;Ambiente nell&#8217;ambito del progetto <strong>Marine Litter Watch</strong>, contribuendo ad ampliare le informazioni disponibili sul fenomeno dei rifiuti marini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo<strong> Tomaso Fortibuoni</strong>, ricercatore di ISPRA, <strong>il lavoro svolto dai volontari non si è limitato alla pulizia delle spiagge</strong>, ma ha prodotto <strong>un monitoraggio basato su un protocollo scientifico condiviso a livello europeo</strong>. Le informazioni raccolte saranno utilizzate per supportare future politiche e iniziative rivolte alla riduzione dei rifiuti, in particolare della plastica dispersa nell&#8217;ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rifiuti più frequenti trovati sulle spiagge</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi dei dati ha evidenziato <strong>una serie di materiali particolarmente diffusi</strong> lungo il litorale veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra quelli rilevati con maggiore frequenza figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>frammenti di plastica e polistirolo;</li>



<li>mozziconi di sigaretta;</li>



<li>bastoncini cotonati risalenti ai decenni precedenti al divieto di produzione in plastica;</li>



<li>reti impiegate nell&#8217;allevamento dei mitili;</li>



<li>tappi e anelli di plastica provenienti da bottiglie e contenitori.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza predominante di frammenti di plastica e polistirolo rappresenta uno degli elementi più significativi del monitoraggio. Si tratta infatti di materiali ormai frammentati che possono contribuire alla formazione di microplastiche, risultando difficili da ricondurre agli oggetti originari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i mozziconi di sigaretta continuano a essere tra i rifiuti più comuni, soprattutto nelle aree balneari a maggiore affluenza turistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tappi, anelli e reti: i materiali che destano maggiore attenzione</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.13.12-1-1.jpeg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="773" height="965" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.13.12-1-1.jpeg" alt="Ritrovamento Cotton fioc da Plastic Free Onlus" class="wp-image-27146" style="width:303px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.13.12-1-1.jpeg 773w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.13.12-1-1-240x300.jpeg 240w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.13.12-1-1-768x959.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi censiti emergono anche <strong>tappi e anelli in plastica</strong>. Il numero di tappi rinvenuti risulta <strong>superiore a quello delle bottiglie</strong>, un dato che richiama l&#8217;attenzione sulle misure introdotte negli ultimi anni per mantenere il tappo solidale al contenitore e limitarne la dispersione nell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli anelli in plastica, invece, possono rappresentare<strong> un rischio per la fauna marina</strong>, poiché possono essere ingeriti oppure causare l&#8217;intrappolamento degli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio ha inoltre evidenziato <strong>la presenza diffusa delle reti utilizzate per l&#8217;allevamento dei mitili</strong>, trasportate dalle correnti anche in aree lontane dagli impianti di acquacoltura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Residui dell&#8217;attività venatoria e dischetti provenienti dai depuratori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai materiali più comuni, il censimento ha individuato anche rifiuti presenti in quantità significative solo in alcune aree.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi figurano <strong>cartucce e componenti riconducibili all&#8217;attività venatoria</strong>, in particolare le <strong>borre</strong>, elementi espulsi durante lo sparo che risultano difficili da recuperare una volta dispersi nell&#8217;ambiente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32.jpeg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-576x1024.jpeg" alt="Plastica ritrovata durante il Weekend del Mare 206" class="wp-image-27147" style="aspect-ratio:0.5627454328154345;width:245px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-576x1024.jpeg 576w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-169x300.jpeg 169w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-768x1365.jpeg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-864x1536.jpeg 864w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32-800x1422.jpeg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-09-at-17.06.32.jpeg 1148w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore approfondimento riguarda i dischetti in plastica utilizzati in alcuni impianti di depurazione delle acque reflue. Il loro ritrovamento soprattutto nelle spiagge di Isola Verde e Rosolina suggerisce l&#8217;opportunità di approfondire le verifiche sulle modalità operative degli impianti presenti nelle aree vicine al fiume Adige, da cui questi supporti potrebbero raggiungere il mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati contribuiranno al monitoraggio europeo del marine litter</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Weekend del Mare 2026 è stato realizzato da Plastic Free Onlus</strong> con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio della Regione Veneto, della Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto e dei Comuni coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati raccolti durante il monitoraggio entreranno a far parte del quadro informativo europeo sui rifiuti marini attraverso il programma <strong>Marine Litter Watch</strong>. Le informazioni ottenute potranno supportare attività di ricerca, programmi di sensibilizzazione e future azioni di prevenzione finalizzate a ridurre la dispersione dei rifiuti lungo le coste del Veneto.</p>
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		<item>
		<title>Sofidel e WWF Italia rinnovano la partnership triennale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sofidel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli stakeholder</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="669" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg" alt="Sofidel e WWF rinnovano la partnership" class="wp-image-27116" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-300x196.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-768x502.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1536x1003.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-2048x1337.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-800x522.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1280x836.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una collaborazione avviata nel 2008 e rinnovata fino al 2028</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo rappresenta il proseguimento di una collaborazione iniziata diciotto anni fa, quando <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-leader-mondiale-per-limpegno-sul-clima/">Sofidel</a> aderì al programma internazionale <strong>WWF Climate Savers</strong>, diventando la prima azienda manifatturiera italiana e la prima del settore tissue a livello mondiale a partecipare all&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo arriva in un anno simbolico per entrambe le organizzazioni, che celebrano <strong>il <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-un-francobollo-del-mimit-celebra-i-60-anni-del-gruppo-cartario/">sessantesimo anniversario</a> dalla propria fondazione</strong>. Secondo quanto comunicato dalle parti, la collaborazione continuerà a basarsi su un confronto costante tra azienda e organizzazione ambientalista, con l&#8217;obiettivo di supportare lo sviluppo delle strategie di sostenibilità del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello di collaborazione viene definito come una forma di dialogo continuativo, nel quale WWF Italia mette a disposizione competenze tecniche e consulenza per accompagnare Sofidel nelle proprie scelte in ambito ambientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre aree di intervento del nuovo accordo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano di lavoro previsto per il <strong>triennio 2026-2028</strong> si sviluppa lungo tre direttrici principali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Transizione climatica ed energetica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima area riguarda<strong> il clima e l&#8217;energia</strong>. La collaborazione sarà orientata a sostenere il percorso di riduzione delle emissioni e il mantenimento degli impegni assunti da Sofidel nell&#8217;ambito della <strong>Science Based Targets initiative (SBTi)</strong>, iniziativa internazionale che promuove obiettivi climatici coerenti con le evidenze scientifiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Approvvigionamento forestale responsabile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda linea di lavoro interessa la filiera delle materie prime di origine forestale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività previste comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aggiornamento dei criteri di approvvigionamento responsabile;</li>



<li>monitoraggio delle forniture;</li>



<li>analisi annuale della provenienza della materia prima;</li>



<li>verifica della tracciabilità lungo la catena del valore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda,<strong> questa collaborazione si estende sia all&#8217;Europa sia agli Stati Uniti </strong>grazie al supporto di WWF International.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sofidel evidenzia inoltre di utilizzare cellulosa proveniente da fonti certificate <strong>FSC®</strong> e <strong>PEFC</strong> per il 100% dei propri approvvigionamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sensibilizzazione e cultura della sostenibilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La terza area riguarda le attività di<strong> informazione e formazione</strong> rivolte agli stakeholder dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">WWF Italia collaborerà alla realizzazione di iniziative dedicate all&#8217;educazione ambientale e alla diffusione di buone pratiche lungo la catena del valore, mettendo a disposizione la propria esperienza sui temi della sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni delle organizzazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministratore delegato di Sofidel, <strong>Luigi Lazzareschi</strong>, ha sottolineato che <strong>la collaborazione con WWF ha contribuito</strong> negli anni allo sviluppo delle politiche aziendali in<strong> materia di energia, approvvigionamento responsabile e monitoraggio dei risultati</strong>, evidenziando come il rinnovo rappresenti un&#8217;opportunità per proseguire il percorso intrapreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la direttrice generale di WWF Italia, <strong>Alessandra Prampolini</strong>, ha evidenziato il valore della collaborazione, affermando che il confronto sviluppato negli ultimi diciotto anni ha favorito il consolidamento delle strategie aziendali sui temi ambientali e che il nuovo accordo punta a proseguire questo lavoro di fronte alle sfide legate al cambiamento climatico e alla tutela della natura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riconoscimenti ESG citati dall&#8217;azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato Sofidel richiama anche alcuni risultati ottenuti nelle principali valutazioni ESG internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2025 l&#8217;azienda riferisce di aver ricevuto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rating <strong>A-</strong> da <strong>CDP</strong> nelle categorie <em>Climate Change</em> e <em>Forests</em>, con il punteggio <strong>A</strong> per la gestione del legno (<em>Timber</em>) e per il coinvolgimento della catena di fornitura nelle iniziative sul clima;</li>



<li>la <strong>Medaglia Platinum</strong> di <strong>EcoVadis</strong>, riconoscimento che, secondo quanto riportato dall&#8217;azienda, colloca Sofidel tra l&#8217;1% delle imprese con le migliori valutazioni a livello globale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo dell&#8217;accordo tra Sofidel e WWF Italia conferma la prosecuzione di una collaborazione avviata nel 2008 e orientata a sviluppare iniziative nei settori della transizione climatica, della gestione responsabile delle filiere forestali e della sensibilizzazione sui temi ambientali. Il nuovo programma triennale definirà le attività comuni fino al 2028, proseguendo un percorso che le due organizzazioni intendono portare avanti attraverso il confronto tecnico e il monitoraggio degli obiettivi dichiarati.</p>
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		<title>Alena Technologies: sanificazione a infrarossi sostenibile per hotel e strutture ricettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 02:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ho.re.ca.]]></category>
		<category><![CDATA[Alena Technologies]]></category>
		<category><![CDATA[Sanificazione a infrarossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Nel settore dell&#8217;ospitalità, la qualità degli ambienti rappresenta uno degli aspetti più importanti per garantire il comfort degli ospiti e preservare il valore delle strutture. Oltre alla pulizia ordinaria, hotel, agriturismi, relais e dimore storiche devono affrontare problematiche legate alla presenza di acari, muffe, infestanti e, nel caso degli elementi in legno, di insetti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Nel settore dell&#8217;ospitalità, la qualità degli ambienti rappresenta uno degli aspetti più importanti per garantire il comfort degli ospiti e preservare il valore delle strutture. Oltre alla pulizia ordinaria, hotel, agriturismi, relais e dimore storiche devono affrontare problematiche legate alla presenza di acari, muffe, infestanti e, nel caso degli elementi in legno, di insetti xilofagi come i tarli</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-1024x1024.png" alt="Camera a infrarossi di Alena Technologies" class="wp-image-27081" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-1024x1024.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-300x300.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-150x150.png 150w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-768x768.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-800x800.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-440x440.png 440w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-600x600.png 600w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel-100x100.png 100w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/camera-infrarossi-alena-in-stanza-di-hotel.png 1254w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto si inseriscono <strong>le soluzioni sviluppate da Alena Technologies</strong>, azienda italiana specializzata in sistemi per la disinfestazione e la sanificazione che impiegano la <strong>tecnologia a infrarossi a onda lunga</strong>. L&#8217;obiettivo è offrire trattamenti basati sull&#8217;impiego del calore controllato, senza ricorrere a prodotti chimici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tecnologia basata sul calore controllato</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La soluzione</strong> proposta da Alena Technologies utilizza<strong> raggi infrarossi a onda lunga per generare calore in modo controllato.</strong> Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda, questa tecnologia è stata <strong>inizialmente sviluppata </strong>per la <strong>disinfestazione del legno </strong>e la protezione di manufatti delicati, ambiti nei quali è importante intervenire limitando il rischio di danneggiamento dei materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo, il sistema è stato esteso anche ad altri contesti applicativi, tra cui il <strong>trattamento di superfici tessili e imbottite</strong>, come materassi, cuscini, divani e tende, elementi che possono favorire la presenza di acari, muffe e altri organismi indesiderati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio si basa <strong>esclusivamente sull&#8217;impiego del calore</strong>, senza utilizzare <a href="https://www.cleaningcommunity.net/da-mapa-professionnel-un-guanto-contro-il-rischio-chimico/">sostanze chimiche</a> durante il trattamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le esigenze delle strutture ricettive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le strutture alberghiere devono gestire problematiche differenti a seconda della tipologia degli ambienti e degli arredi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali criticità rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la presenza di acari e muffe nei tessuti e nelle imbottiture;</li>



<li>la necessità di mantenere elevati standard igienici nelle camere;</li>



<li>la protezione di mobili, travi, parquet e arredi in legno dagli insetti xilofagi;</li>



<li>la prevenzione della diffusione delle cimici dei letti, fenomeno che negli ultimi anni ha attirato crescente attenzione anche nel settore turistico.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli edifici storici o le strutture che ospitano arredi di pregio, diventa inoltre importante adottare sistemi compatibili con materiali delicati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove soluzioni dedicate al settore hospitality</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita-768x1024.png" alt="Strumenti di Alena Technologies" class="wp-image-27082" style="aspect-ratio:0.7500071109594106;width:417px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita-768x1024.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita-225x300.png 225w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita-800x1067.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Alena-Technologies-Tecnologia-precisione-affidabilita.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Partendo dall&#8217;esperienza acquisita nel settore professionale, <strong>Alena Technologies riferisce di essere al lavoro su nuove soluzioni</strong> specifiche per il comparto <strong>dell&#8217;ospitalità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste figura<strong> una coperta a infrarossi</strong> <strong>progettata per il trattamento di materassi </strong>e altre superfici tessili. L&#8217;obiettivo è consentire interventi localizzati mediante l&#8217;utilizzo della tecnologia a infrarossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda sta inoltre sviluppando sistemi compatti destinati alla <strong>prevenzione delle infestazioni da cimici dei letti</strong>. Secondo quanto dichiarato, questi dispositivi permetterebbero il trattamento rapido di bagagli e oggetti personali degli ospiti attraverso il calore generato dalla tecnologia a infrarossi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disinfestazione del legno e tutela degli arredi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli ambiti di applicazione della tecnologia riguarda la <strong>protezione del patrimonio ligneo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tarli e altri insetti xilofagi possono compromettere nel tempo mobili, travature, pavimenti in legno e altri elementi strutturali. Questo rappresenta un tema particolarmente rilevante per dimore storiche, hotel di pregio e strutture ricettive che conservano arredi originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;impiego del calore controllato</strong> costituisce una delle tecniche utilizzate per contrastare questi infestanti <strong>senza ricorrere a trattamenti chimici</strong>, un aspetto che può risultare<strong> utile in contesti dove è richiesta particolare attenzione </strong>alla conservazione dei materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescente attenzione verso la qualità degli ambienti e la gestione delle infestazioni sta portando il settore alberghiero a valutare anche tecnologie alternative ai trattamenti tradizionali. A questa necessità rispondono le soluzioni a infrarossi sviluppate da Alena Technologies, che impiegano il calore controllato per applicazioni che spaziano dalla disinfestazione del legno al trattamento di tessuti e superfici.</p>
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		<title>Advion Gel ottengono la certificazione HACCP International</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 02:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pest Control]]></category>
		<category><![CDATA[Advion® Gel Formiche]]></category>
		<category><![CDATA[Advion® Gel Scarafaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione HACCP International]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Presente a livello globale nel settore delle soluzioni per l&#8217;agricoltura, Syngenta opera anche nel mercato del pest management professionale attraverso la divisione Professional Solutions, dedicata allo sviluppo di prodotti per il controllo degli infestanti in ambito professionale. Tra le soluzioni proposte figura la linea Advion®, destinata alla gestione di insetti striscianti in diversi contesti ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Presente a livello globale nel settore delle soluzioni per l&#8217;agricoltura, Syngenta opera anche nel mercato del pest management professionale attraverso la divisione Professional Solutions, dedicata allo sviluppo di prodotti per il controllo degli infestanti in ambito professionale. Tra le soluzioni proposte figura la linea Advion®, destinata alla gestione di insetti striscianti in diversi contesti applicativi, tra cui il comparto Ho.Re.Ca. In questo scenario si inserisce il recente ottenimento della certificazione HACCP International per Advion® Gel Scarafaggi e Advion® Gel Formiche, che ne certifica l&#8217;idoneità all&#8217;utilizzo nelle aree di preparazione e lavorazione degli alimenti</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/rev_Syngenta-foto.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="596" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/rev_Syngenta-foto.png" alt="Stefano Cerchiai – Professional Solution Business Manager, Syngenta Italia" class="wp-image-27121" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/rev_Syngenta-foto.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/rev_Syngenta-foto-300x224.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/rev_Syngenta-foto-768x572.png 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Certificazione HACCP International per Advion® Gel Scarafaggi e Advion® Gel Formiche</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="987" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-987x1024.jpg" alt="ADVION formiche " class="wp-image-27098" style="aspect-ratio:0.9638836087147243;width:214px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-987x1024.jpg 987w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-289x300.jpg 289w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-768x797.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-1481x1536.jpg 1481w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-800x830.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA-1280x1328.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-formiche-ITA.jpg 1685w" sizes="auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La certificazione <strong>rilasciata da HACCP International riguarda entrambe le esche insetticide</strong> professionali della linea Advion®, destinate al controllo di insetti striscianti come scarafaggi e formiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda, il riconoscimento certifica l&#8217;idoneità dei prodotti all&#8217;utilizzo nelle aree in cui si manipolano alimenti, un aspetto particolarmente rilevante per attività come ristoranti, hotel, bar, mense e altri esercizi del settore <a href="https://www.cleaningcommunity.net/igiene-e-pulizia-in-horeca-1/">Ho.Re.Ca.</a>, <strong>dove il controllo degli infestanti deve essere compatibile con gli standard di sicurezza alimentare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il commento del Responsabile di Prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>La certificazione HACCP International ottenuta da Advion® Gel Scarafaggi e Advion® Gel Formiche rappresenta per noi un traguardo importante e la conferma del valore di una tecnologia che da anni accompagna i professionisti della disinfestazione. Negli ambienti Ho.Re.Ca. la sfida è duplice: garantire un controllo rapido e completo delle infestazioni di scarafaggi e formiche e, al tempo stesso, tutelare la sicurezza alimentare in spazi dove non sono ammessi compromessi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I gel Advion rispondono a questa esigenza grazie a una formulazione innovativa, frutto della ricerca Syngenta, che garantisce un profilo ambientale ed eco-tossicologico particolarmente favorevole, oggi riconosciuto formalmente dall&#8217;idoneità all&#8217;uso nelle Splash or Spill Zone, ovvero cucine, aree di produzione e di lavorazione degli alimenti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per i disinfestatori questo significa poter intervenire in ristoranti, hotel, bar e mense con la sicurezza di utilizzare una soluzione validata da un ente terzo indipendente, supportata dal know-how Syngenta e da un&#8217;assistenza tecnica continuativa. La formulazione palatabile, l&#8217;effetto cascata sulla colonia e la versatilità d&#8217;impiego, in interni ed esterni, completano un&#8217;offerta che semplifica il lavoro quotidiano e rafforza il rapporto di fiducia con il cliente finale. Continueremo a investire in innovazione e nel brand Advion perché crediamo che efficacia e sostenibilità siano due requisiti inseparabili del pest management moderno.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Stefano Cerchiai – Professional Solution Business Manager, Syngenta Italia</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche della formulazione</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="932" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-932x1024.jpg" alt="ADVION scarafaggi" class="wp-image-27099" style="aspect-ratio:0.9101672390880379;width:223px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-932x1024.jpg 932w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-273x300.jpg 273w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-768x843.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-1399x1536.jpg 1399w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-800x879.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA-1280x1406.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/ADVION-scarafaggi-ITA.jpg 1691w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I due gel condividono una formulazione sviluppata da</strong> <strong>Syngenta</strong>, basata su una matrice esca progettata per risultare attrattiva anche nei confronti di colonie che mostrano una ridotta propensione ad alimentarsi con le esche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda evidenzia inoltre che<strong> la viscosità del prodotto consente applicazioni mirate sia in ambienti interni sia esterni</strong>, limitando il rischio di macchie sulle superfici trattate. La formulazione mantiene stabilità, attrattività ed efficacia per almeno <strong>tre mesi dall&#8217;applicazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le caratteristiche segnalate figura anche<strong> il cosiddetto &#8220;effetto cascata&#8221;</strong>, un meccanismo di diffusione dell&#8217;esca all&#8217;interno della colonia attraverso trofallassi e trasferimento orizzontale, che <strong>permette al principio attivo di raggiungere anche regina e larve</strong>. Secondo Syngenta, i primi effetti del trattamento risultano visibili dopo pochi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ottenimento della certificazione HACCP International per Advion® Gel Scarafaggi e Advion® Gel Formiche amplia le possibilità di impiego delle due esche professionali negli ambienti in cui la sicurezza alimentare rappresenta un requisito fondamentale. Per le aziende del settore Ho.Re.Ca. e per i professionisti della disinfestazione, il riconoscimento costituisce un&#8217;ulteriore attestazione dell&#8217;idoneità dei prodotti all&#8217;utilizzo nelle aree di preparazione e lavorazione degli alimenti, nel rispetto dei protocolli di igiene e sicurezza previsti.</p>
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		<title>Insetti invasivi e agricoltura: i costi economici restano un&#8217;incognita globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pest Control]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti invasivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli insetti invasivi rappresentano una delle principali minacce per l&#8217;agricoltura moderna, ma quantificare con precisione il loro impatto economico continua a essere una sfida. Sebbene sia noto che questi organismi causino danni significativi alle colture, alle produzioni alimentari e all&#8217;economia agricola, le informazioni disponibili risultano spesso frammentarie e incomplete.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">A evidenziare questa criticità è ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Gli insetti invasivi rappresentano una delle principali minacce per l&#8217;agricoltura moderna, ma quantificare con precisione il loro impatto economico continua a essere una sfida. Sebbene sia noto che questi organismi causino danni significativi alle colture, alle produzioni alimentari e all&#8217;economia agricola, le informazioni disponibili risultano spesso frammentarie e incomplete.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1024x768.jpg" alt="Cocciniglia per quanto riguarda gli Insetti invasivi e agricoltura" class="wp-image-26969" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1024x768.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-300x225.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-768x576.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1536x1152.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-2048x1536.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-800x600.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1280x960.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A evidenziare questa criticità è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>Biological Invasions</em>, che ha analizzato il caso delle cocciniglie invasive negli Stati Uniti. La ricerca stima perdite economiche comprese tra 4 e 8 miliardi di dollari all&#8217;anno, ma sottolinea come il dato possa rappresentare soltanto una parte del costo reale sostenuto dal settore agricolo e dalla società.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso degli insetti invasivi sulle produzioni agricole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di specie invasive può compromettere la produttività agricola in diversi modi. <strong>Alcuni insetti causano danni diretti alle colture nutrendosi delle piante</strong>, mentre <strong>altri agiscono come vettori </strong>di malattie che riducono la qualità e la quantità dei raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli esempi più citati riguarda <strong>il settore agrumicolo della Florida</strong>. Negli ultimi anni <strong>la produzione è diminuita di circa il 79%</strong> rispetto ai livelli registrati nei primi anni Duemila, soprattutto a causa dell&#8217;huanglongbing, noto anche come &#8220;greening degli agrumi&#8221;. La malattia è trasmessa da una specie invasiva di psilla, <em>Diaphorina citri</em>, insediatasi nello Stato a metà degli anni 2000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze economiche si sono tradotte in perdite per miliardi di dollari e nella riduzione dei posti di lavoro legati alla filiera agrumicola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costano davvero i parassiti invasivi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l&#8217;importanza del fenomeno,<strong> non esiste ancora una stima condivisa e precisa del costo annuale</strong> provocato dagli insetti invasivi all&#8217;agricoltura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche disponibili indicano che i danni economici<strong> si misurano nell&#8217;ordine di molti miliardi di dollari ogni anno</strong> e potrebbero raggiungere cifre molto più elevate. Tuttavia, gli studiosi evidenziano la difficoltà di reperire dati dettagliati e uniformi che consentano di attribuire le perdite economiche alle singole specie <a href="https://www.cleaningcommunity.net/igiene-degli-alimenti-lotta-agli-infestanti/">infestanti</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli autori dello studio, uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla <strong>mancanza di sistemi strutturati per raccogliere, monitorare e rendicontare </strong>gli impatti economici causati dai parassiti invasivi. Questo limite rende più complessa sia la definizione delle strategie di contrasto sia la valutazione dell&#8217;efficacia degli investimenti in ricerca e biosicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso delle cocciniglie invasive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>cocciniglie costituiscono un gruppo relativamente piccolo</strong> nel vasto panorama degli insetti conosciuti. Le specie descritte sono circa 8.600, meno dell&#8217;1% di tutti gli insetti classificati a livello mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante ciò, il loro peso nel commercio internazionale e nei controlli fitosanitari appare rilevante. Negli ultimi anni, secondo i dati del Dipartimento dell&#8217;Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), circa il 12% degli insetti intercettati nei punti di ingresso del Paese appartiene proprio a questo gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente preoccupante è il fatto che<strong> oltre la metà delle specie invasive di cocciniglie sia polifaga</strong>, cioè capace di nutrirsi di numerose specie vegetali differenti. Questa caratteristica aumenta il rischio per colture agricole molto diverse tra loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove introduzioni continuano nonostante i controlli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio evidenzia come <strong>le misure di biosicurezza </strong>adottate negli Stati Uniti <strong>hanno contribuito a contenere l&#8217;aumento delle introduzioni accidentali di specie invasive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1967 e il 2024 il volume delle importazioni orticole nel Paese è cresciuto di oltre dieci volte, ma il tasso di introduzione di nuove specie di cocciniglie è rimasto sostanzialmente stabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò <strong>non significa però che il problema è stato risolto</strong>. Secondo i ricercatori, negli ultimi vent&#8217;anni si è comunque registrato l&#8217;insediamento di circa una nuova specie invasiva ogni anno, una tendenza che risulterebbe costante già dagli anni Trenta del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i casi più recenti è segnalata <em>Heliococcus summervillei</em>, <strong>una cocciniglia individuata negli Stati Uniti nel 2025</strong> e associata al deperimento di pascoli e coltivazioni di canna da zucchero in alcune aree del Texas e della Louisiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché servono dati più accurati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La disponibilità di informazioni affidabili sugli effetti economici dei parassiti invasivi non rappresenta soltanto una questione scientifica. I<strong> dati sono infatti fondamentali per orientare le politiche agricole</strong>, pianificare gli investimenti in ricerca e definire misure di prevenzione efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori dello studio sottolineano come <strong>la carenza di stime precise renda difficile valutare il rapporto tra i costi</strong> sostenuti per la prevenzione e <strong>i benefici</strong> economici derivanti dalla riduzione delle infestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la limitata disponibilità di dati economici potrebbe nascondere impatti ancora più ampi, non solo sulle produzioni agricole ma anche sugli ecosistemi e sulla biodiversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le specie invasive continuano a rappresentare una minaccia concreta per l&#8217;agricoltura e per la sicurezza alimentare. Il caso delle cocciniglie negli Stati Uniti dimostra come anche gruppi di insetti relativamente poco conosciuti generino perdite economiche rilevanti e compromettere interi comparti produttivi.</p>
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