Sostenibilità e cleaning professionale

Maria Chiara Luosi

Nel cleaning professionale la nuova frontiera dell’innovazione passa da chimica, dati e trasparenza

Per anni la sostenibilità nel cleaning professionale è stata percepita come un valore aggiunto, un elemento distintivo da raccontare nelle brochure commerciali o da esibire nei cataloghi di prodotto. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato. La sostenibilità è diventata una variabile progettuale che attraversa l’intera filiera del pulito professionale, dalla ricerca formulativa alla logistica, dai capitolati tecnici alla gestione digitale dei servizi. Non si tratta più di una scelta opzionale, ma di un requisito che influenza le decisioni industriali, orienta gli investimenti e ridefinisce il concetto stesso di prestazione.

Un quadro normativo che accelera il cambiamento

A imprimere una forte accelerazione al settore è soprattutto l’evoluzione della normativa europea e nazionale. Il nuovo Regolamento (UE) 2026/405 sui detergenti e sui tensioattivi introduce una visione più ampia e moderna della detergenza, ridefinendo il concetto di “detergente” e includendo non solo le miscele tradizionali, ma anche polimeri, microrganismi e nuove categorie di ingredienti sino ad oggi rimaste ai margini della regolamentazione.

La novità più significativa è lo spostamento dell’attenzione dalla sola biodegradabilità dei tensioattivi alla valutazione ambientale dell’intera formulazione. Entrano così nel perimetro dell’analisi elementi fino a poco tempo fa considerati secondari, come i polimeri utilizzati nelle capsule, le pellicole idrosolubili, gli additivi e le sostanze organiche presenti ad alte concentrazioni.

Parallelamente, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) applicati agli appalti pubblici italiani stanno rendendo obbligatori requisiti ambientali misurabili e verificabili. Dall’impiego di detergenti certificati Ecolabel UE o equivalenti all’utilizzo di materiali di consumo provenienti da filiere sostenibili, fino alla riduzione delle emissioni di composti organici volatili e all’incremento del contenuto di materiale riciclato, la sostenibilità esce dalla sfera delle dichiarazioni di principio per diventare un parametro tecnico concreto.

Un settore solido che guarda all’innovazione

Questa trasformazione interessa una filiera che in Italia rappresenta un comparto economico di primaria importanza. Tra produzione, distribuzione, macchine, attrezzature e materiali di consumo, il mercato della pulizia professionale vale circa 7 miliardi di euro. Un sistema industriale maturo che continua a distinguersi sui mercati internazionali grazie a un forte orientamento all’export e alla capacità di coniugare qualità produttiva, competenza tecnica e innovazione.

Le analisi di settore evidenziano come le imprese italiane abbiano reagito alla crescente competizione globale non attraverso la leva del prezzo, ma investendo in ricerca, consulenza specializzata e servizi ad alto valore aggiunto. In questo contesto, la sostenibilità non viene più percepita come un costo o un vincolo imposto dalla normativa, ma come un autentico fattore competitivo capace di generare nuove opportunità di mercato.

La nuova chimica del pulito professionale

La rivoluzione più profonda si sta consumando all’interno dei laboratori di ricerca. La detergenza professionale sta progressivamente abbandonando l’approccio basato su formulazioni aggressive ad alto impatto ambientale per orientarsi verso sistemi più avanzati e selettivi.

L’innovazione passa attraverso tensioattivi di nuova generazione, enzimi progettati per agire su tipologie specifiche di sporco, biosurfattanti ottenuti da fonti rinnovabili e, sempre più frequentemente, microrganismi selezionati per degradare residui organici in modo controllato e sicuro.

Non è un caso che il regolamento europeo riconosca esplicitamente il ruolo dei detergenti contenenti microrganismi, introducendo criteri armonizzati per la valutazione della loro sicurezza. Sopravvivenza, moltiplicazione, metaboliti prodotti e possibili impatti ambientali diventano aspetti centrali dei dossier tecnici, spingendo i produttori verso livelli sempre più elevati di controllo microbiologico e tossicologico.

Concentrazione, controllo e circolarità

Se si osserva il mercato dal punto di vista dell’utilizzatore professionale, la sostenibilità si traduce principalmente in tre grandi direttrici: concentrazione delle formulazioni, controllo dei consumi e circolarità dei materiali.

La crescente diffusione di prodotti superconcentrati, sistemi bag-in-box e capsule idrosolubili consente di ridurre significativamente il volume di merce trasportata, gli imballaggi utilizzati e la frequenza degli approvvigionamenti. Dietro questa apparente semplicità si nasconde però una sfida tecnica importante: garantire stabilità formulativa, sicurezza e compatibilità con sistemi automatici di dosaggio sempre più sofisticati.

Il secondo pilastro è rappresentato dal controllo. La digitalizzazione sta infatti rivoluzionando la gestione del cleaning professionale attraverso sistemi di dosaggio intelligenti e dispositivi IoT capaci di monitorare in tempo reale consumi, diluizioni, temperature operative e tempi di contatto. Le informazioni raccolte vengono integrate nelle piattaforme di facility management, generando dati utili per ottimizzare i processi e ridurre gli sprechi.

Nasce così il modello del data-driven cleaning, nel quale algoritmi e sistemi di analisi correlano flussi di persone, tipologie di sporco e standard igienici richiesti, suggerendo prodotto, concentrazione e modalità applicativa più adatte per ogni situazione operativa.

Economia circolare: il packaging diventa protagonista

Il concetto di sostenibilità nel cleaning professionale non riguarda più soltanto la formulazione chimica. Una crescente attenzione è rivolta anche al ciclo di vita degli imballaggi.

Le aziende stanno investendo in packaging monomateriale facilmente riciclabile, nell’utilizzo di plastica riciclata certificata e nello sviluppo di sistemi di refill che consentono di ridurre drasticamente il ricorso agli imballaggi monouso. Parallelamente si moltiplicano le sperimentazioni su bioplastiche, materiali compostabili e modelli di logistica inversa che prevedono il recupero e il riutilizzo dei contenitori.

Le esperienze già diffuse in diversi Paesi europei, in particolare nell’area tedesca, mostrano come il concetto di “Mehrweg”, ovvero di riutilizzo sistematico, possa essere applicato anche al settore della detergenza professionale, estendendo la logica circolare non solo alle attrezzature ma anche ai contenitori dei prodotti chimici.

La sostenibilità misurata attraverso il ciclo di vita

Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’evoluzione del concetto stesso di formulazione sostenibile. Oggi non basta più esibire un marchio ambientale o utilizzare ingredienti di origine vegetale. La vera sfida consiste nel massimizzare le prestazioni minimizzando gli impatti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

La ricerca lavora sulla riduzione delle sostanze persistenti e bioaccumulabili, sulla diminuzione della tossicità acquatica, sulla limitazione della salinità residua nei reflui e sull’ottimizzazione del rapporto tra efficacia detergente, sicurezza per l’operatore e impatto ambientale.

In questo contesto la metodologia Life Cycle Assessment (LCA) assume un ruolo strategico. Attraverso l’analisi dell’intero ciclo di vita è possibile misurare impronta carbonica, consumo idrico e impatti ambientali associati a ogni fase, dalla produzione delle materie prime fino alla gestione del fine vita degli imballaggi. L’obiettivo non è individuare il prodotto “più verde” in assoluto, ma la soluzione che offre il miglior equilibrio tra efficacia operativa e sostenibilità ambientale.

Il passaporto digitale apre la stagione della trasparenza

Un altro elemento destinato a cambiare profondamente il mercato è l’introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) e dei sistemi di etichettatura digitale previsti dalle nuove normative europee.

Schede tecniche, dati ambientali, informazioni di sicurezza, certificazioni e dettagli sulla tracciabilità potranno essere consultati e aggiornati in tempo reale, aumentando la trasparenza lungo l’intera catena del valore. Per produttori, distributori, imprese di servizi e clienti finali ciò significa disporre di strumenti più efficaci per verificare le caratteristiche dei prodotti e distinguere le innovazioni reali da semplici operazioni di marketing.

Il futuro: chimica intelligente e servizi connessi

Le traiettorie evolutive del settore indicano una crescente integrazione tra chimica, tecnologia e servizi. Le formulazioni del futuro saranno sempre più specializzate e progettate per interagire con specifiche superfici, materiali innovativi e differenti condizioni operative.

Parallelamente, biosurfattanti ed enzimi sviluppati attraverso biotecnologie avanzate promettono elevata efficacia anche a basse concentrazioni, riducendo la dipendenza dalle materie prime fossili e migliorando il profilo ambientale complessivo dei prodotti.

Sul fronte digitale, sistemi di dosaggio automatico, robot per la pulizia, piattaforme di facility management e strumenti di rendicontazione ESG tenderanno a convergere in ecosistemi integrati. Il consumo di detergenti sarà monitorato come un vero indicatore di performance ambientale, al pari dei consumi energetici o delle emissioni di carbonio.

Oltre il greenwashing, verso una sostenibilità verificabile

L’evoluzione normativa europea e l’applicazione sempre più rigorosa dei CAM stanno riducendo gli spazi per una comunicazione ambientale superficiale. Claim come “ecologico”, “sostenibile” o “realizzato con plastica riciclata” dovranno essere supportati da dati verificabili, certificazioni e criteri oggettivi.

Per il cleaning professionale si apre dunque una nuova fase, nella quale la competitività non dipenderà più dalla capacità di raccontare la sostenibilità, ma dalla possibilità di dimostrarla con evidenze misurabili.

La vera innovazione non sarà il verde stampato sull’etichetta, ma la capacità di integrare chimica avanzata, tecnologie digitali, prestazioni documentate e responsabilità ambientale in un unico modello di valore. È qui che si giocherà il futuro della detergenza professionale e dell’intera filiera del pulito.



Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Il tuo messaggio