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	<title>Cleaning Community</title>
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	<description>Cleaning Community è il portale dedicato al mondo del cleaning professonale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 12:31:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cleaning Community</title>
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		<title>Tork Period Care Dispenser: prodotti per l&#8217;igiene mestruale nei bagni pubblici</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 12:31:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dispenser - Distributori di prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[PRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Dispenser period care]]></category>
		<category><![CDATA[tork]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Disponibili anche in Italia i nuovi dispenser Tork Period Care, pensati per offrire accesso gratuito ad assorbenti, tamponi e salvaslip nei bagni di aziende, scuole e altri spazi pubblici</em></p>
<p>Tork amplia l&#8217;offerta con una soluzione dedicata all&#8217;igiene mestruale</p>
<p class="wp-block-paragraph">Tork, marchio del gruppo Essity specializzato nelle soluzioni per l&#8217;igiene professionale, ha annunciato l&#8217;arrivo anche sul mercato ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Disponibili anche in Italia i nuovi dispenser Tork Period Care, pensati per offrire accesso gratuito ad assorbenti, tamponi e salvaslip nei bagni di aziende, scuole e altri spazi pubblici</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new.jpg" class="light"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-1024x683.jpg" alt="Tork Period Care Dispenser in un bagno pubblico" class="wp-image-27077" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-2048x1365.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Tork_brand_restroom_period_care_1_new-1280x853.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tork amplia l&#8217;offerta con una soluzione dedicata all&#8217;igiene mestruale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tork, marchio del gruppo <a href="https://www.cleaningcommunity.net/essity/">Essity</a> specializzato nelle soluzioni per l&#8217;igiene professionale, ha annunciato l&#8217;arrivo anche sul mercato italiano dei dispenser <strong>Tork Period Care</strong>, progettati per <strong>rendere disponibili gratuitamente prodotti per l&#8217;igiene mestruale all&#8217;interno dei bagni pubblici.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I dispenser sono riforniti con prodotti per l&#8217;igiene femminile Nuvenia</strong>, tra cui assorbenti, tamponi e salvaslip. Secondo l&#8217;azienda, tutti i prodotti sono <strong>dermatologicamente testati e privi di profumazione</strong>. Il sistema è pensato per essere installato a parete, con l&#8217;obiettivo di proteggere i prodotti e <strong>semplificare sia l&#8217;utilizzo </strong>da parte degli utenti <strong>sia le operazioni di manutenzione </strong>da parte del personale addetto alle pulizie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accesso ai prodotti per il ciclo mestruale nei luoghi pubblici</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La disponibilità di prodotti per l&#8217;igiene mestruale</strong> nei bagni di luoghi di lavoro, scuole e spazi aperti al pubblico <strong>è un tema sempre più discusso</strong> nell&#8217;ambito del benessere e dell&#8217;inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;indagine <strong><a href="https://www.cleaningcommunity.net/clienti/sca-hygiene-products/">Tork</a> Insight 2025</strong>, realizzata in undici Paesi su un campione di 11.500 cittadini e 1.000 addetti alle pulizie, il 46% delle persone intervistate ritiene che i datori di lavoro dovrebbero offrire gratuitamente prodotti per l&#8217;igiene mestruale nei bagni. Tuttavia, <strong>solo il 14% dei luoghi di lavoro lo fa attualmente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa si inserisce quindi in un contesto in cui cresce l&#8217;attenzione verso servizi igienici in grado di rispondere alle esigenze di un numero sempre maggiore di utenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati sulle difficoltà legate alla mancanza di prodotti per l&#8217;igiene mestruale</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Secondo un sondaggio condotto da Norstat in Svezia nel 2025</strong>, la mancanza di prodotti per l&#8217;igiene mestruale nei luoghi di lavoro può influire sull&#8217;esperienza delle persone durante la giornata lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le donne intervistate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il 42% ha dichiarato di aver utilizzato carta igienica in assenza di prodotti specifici;</li>



<li>il 27% ha affermato di essere rimasta a casa a causa di disagi o fastidi legati al ciclo mestruale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso studio evidenzia inoltre che <strong>una persona su quattro dichiara di aver ridotto il tempo trascorso sul posto di lavoro a seguito di un&#8217;esperienza negativa nei servizi igienici.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto sulla percezione dell&#8217;ambiente di lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sondaggio Norstat ha analizzato anche il rapporto tra la disponibilità di prodotti per l&#8217;igiene mestruale e la percezione dell&#8217;ambiente lavorativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i risultati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il 54% delle donne considera importante poter accedere facilmente a questi prodotti sul luogo di lavoro;</li>



<li>il 73% ritiene che questa disponibilità contribuisca a migliorare l&#8217;immagine del datore di lavoro;</li>



<li>tra le donne di età compresa tra i 18 e i 33 anni questa percentuale sale all&#8217;86%.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I dati suggeriscono come l&#8217;introduzione di questi servizi possa incidere anche sulla percezione del benessere organizzativo e dell&#8217;attenzione rivolta ai dipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Essity: &#8220;Un intervento per rendere i bagni più inclusivi&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Commentando il lancio della nuova soluzione, <strong>Riccardo Trionfera</strong>, Direttore Commerciale di Essity Professional Hygiene, ha spiegato che <strong>mettere a disposizione prodotti per l&#8217;igiene mestruale nei bagni</strong> rappresenta<strong> un intervento concreto per rispondere alle esigenze degli utenti e favorire ambienti più inclusivi</strong>. Secondo Trionfera, rendere questi prodotti facilmente accessibili, al pari di sapone e asciugamani di carta, può contribuire a migliorare l&#8217;esperienza di chi utilizza i servizi igienici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;introduzione dei dispenser <strong>Tork Period Care</strong>, Essity amplia la propria offerta nel settore dell&#8217;igiene professionale affrontando il tema dell&#8217;accesso ai prodotti per il ciclo mestruale nei bagni pubblici. L&#8217;iniziativa si inserisce in un dibattito sempre più presente sul benessere nei luoghi di lavoro e negli spazi condivisi, supportato dai dati raccolti nelle indagini citate dall&#8217;azienda, che evidenziano una crescente attenzione verso la disponibilità di questi prodotti. Per maggiori informazioni <a href="https://www.torkglobal.com/it/it/prodotti-e-servizi/acquista-per-categoria/igiene-mestruale">clicca qui</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sofidel, un francobollo del Mimit celebra i 60 anni del gruppo cartario</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-un-francobollo-del-mimit-celebra-i-60-anni-del-gruppo-cartario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sofidel-un-francobollo-del-mimit-celebra-i-60-anni-del-gruppo-cartario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 12:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[60 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Mimit]]></category>
		<category><![CDATA[sofidel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dedicato un francobollo a Sofidel, gruppo attivo nella produzione di carta per uso igienico e domestico, in occasione del 60° anniversario dalla fondazione. L’emissione rientra nella serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” e riconosce il percorso industriale dell’azienda ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dedicato un francobollo a Sofidel, gruppo attivo nella produzione di carta per uso igienico e domestico, in occasione del 60° anniversario dalla fondazione. L’emissione rientra nella serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” e riconosce il percorso industriale dell’azienda nata nel 1966 a Porcari, in provincia di Lucca</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="945" height="712" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni.jpg" alt="Francobollo Sofidel" class="wp-image-27073" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni.jpg 945w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni-300x226.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni-768x579.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Francobollo_Sofidel-60-anni-800x603.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il francobollo<strong> è stato presentato a Roma</strong> durante un evento organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un riconoscimento per i 60 anni di attività</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fondata da Emi Stefani e Giuseppe Lazzareschi, Sofidel ha avuto origine nel distretto cartario lucchese</strong>, uno dei principali poli europei del settore. Nel corso dei decenni il gruppo ha ampliato la propria presenza internazionale. Ad oggi opera in <strong>12 Paesi europei e in 12 Stati degli <a href="https://www.cleaningcommunity.net/il-gruppo-sofidel-si-rafforza-negli-usa/">Stati Uniti</a>, con oltre 9.500 dipendenti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda è nota al grande pubblico soprattutto per il marchio Regina, prodotto nello stabilimento Soffass di Via Fossanuova a Porcari. Lo stesso raffigurato sul francobollo insieme al logo del gruppo e all’anno di fondazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato dell’emissione filatelica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto dichiarato dal ministro Urso durante<strong> la presentazione</strong>, il programma filatelico dedicato alle imprese italiane <strong>punta a valorizzare realtà produttive </strong>che hanno contribuito allo <strong>sviluppo economico del Paese</strong>, mantenendo un legame con il territorio e investendo nell’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-limpegno-per-ragiungere-net-zero-entro-il-2050/">Sofidel</a>, l’emissione rappresenta un riconoscimento istituzionale del percorso compiuto in sessant’anni di attività. Lo stesso caratterizzato dalla crescita internazionale e dall’attenzione ai temi ambientali lungo la filiera produttiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni dell’azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>“<em>Viviamo l&#8217;emissione di questo francobollo come il riconoscimento di un cammino di crescita che ha saputo coniugare radici locali e visione globale, tradizione e innovazione”</em>. Ha affermato <strong>Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato di Sofidel</strong>. <em>“Il nostro Gruppo, ancora guidato dalle famiglie che l’hanno fondato 60 anni fa e con la terza generazione già attiva in azienda, guarda al futuro con la stessa fiducia e determinazione che ci hanno accompagnato fin dal primo giorno, con la volontà di continuare a lavorare per promuovere una crescita industriale responsabile e duratura, nel rispetto dell’ambiente e delle persone”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La presidente <strong>Paola Stefani ha inoltre aggiunto</strong>:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>“<em>Questo francobollo celebra un gruppo industriale, ma soprattutto l&#8217;ingegno, la dedizione e la passione di tutte le persone che ogni giorno hanno contribuito e contribuiscono alla storia di Sofidel, compresi tutti gli attori della filiera. Un tributo al valore del Made in Italy, alla capacità di innovare, competere e creare valore a livello internazionale”.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sofidel e il distretto cartario lucchese</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’emissione del francobollo richiama anche il ruolo del distretto cartario di Lucca</strong>, area storicamente specializzata nella produzione di carta tissue. La presenza di Sofidel nel territorio resta uno degli elementi centrali dell’identità del gruppo, nonostante l’espansione internazionale avvenuta negli ultimi decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa iniziativa, <strong>il Ministero inserisce l’azienda tra le realtà manifatturiere considerate rappresentative </strong>del sistema produttivo nazionale, celebrandone la storia industriale attraverso uno degli strumenti simbolici della tradizione filatelica italiana.</p>
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		<title>Speciale SANITÀ</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/speciale-sanita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=speciale-sanita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 19:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SENZA CATEGORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Speciale Sanità Giugno 26Download</p>
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<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Speciale-Sanita-Giugno-26.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Speciale Sanità Giugno 26."></object><a id="wp-block-file--media-b5996454-e61b-4f23-9006-909b033c9453" href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Speciale-Sanita-Giugno-26.pdf">Speciale Sanità Giugno 26</a><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Speciale-Sanita-Giugno-26.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-b5996454-e61b-4f23-9006-909b033c9453">Download</a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Forum Facility 2026: aperte le registrazioni per l&#8217;evento dedicato al Facility Management</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/forum-facility-2026-aperte-le-registrazioni-per-levento-dedicato-al-facility-management/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=forum-facility-2026-aperte-le-registrazioni-per-levento-dedicato-al-facility-management</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere - Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Facility 2026]]></category>
		<category><![CDATA[ISSA PULIRE NETWORK S.r.l.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Sono aperte le registrazioni per Forum Facility 2026, la manifestazione dedicata al settore del Facility Management e dei servizi integrati, in programma il 7 e 8 ottobre 2026 a Bologna. L&#8217;evento riunirà professionisti, imprese, istituzioni e operatori della filiera per approfondire le principali evoluzioni che stanno interessando il comparto e confrontarsi sulle prospettive future</em></p>
<p>Il ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sono aperte le registrazioni per Forum Facility 2026, la manifestazione dedicata al settore del Facility Management e dei servizi integrati, in programma il 7 e 8 ottobre 2026 a Bologna. L&#8217;evento riunirà professionisti, imprese, istituzioni e operatori della filiera per approfondire le principali evoluzioni che stanno interessando il comparto e confrontarsi sulle prospettive future</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-121038.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="647" height="356" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-121038.png" alt="Logo Forum Facility 2026" class="wp-image-27044" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-121038.png 647w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-121038-300x165.png 300w" sizes="auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema dell&#8217;edizione 2026: efficienza nei servizi integrati</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;edizione 2026 sarà incentrata sul tema dell&#8217;efficienza nei servizi integrati</strong>, affrontata attraverso quattro ambiti che ripercorrono il ciclo di vita degli edifici e dei servizi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>progettazione integrata di immobili e servizi;</li>



<li>realizzazione di edifici smart in grado di semplificare la gestione operativa;</li>



<li>cura e valorizzazione del patrimonio immobiliare nel tempo;</li>



<li>prevenzione dei guasti mediante l&#8217;utilizzo di dati, sensori, analisi predittiva e manutenzione programmata.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;obiettivo del programma è analizzare strumenti, competenze e modelli organizzativi che possono contribuire a migliorare la gestione degli immobili</strong>. Il tutto in un contesto caratterizzato da crescente attenzione a innovazione, sostenibilità ed efficienza operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Digitalizzazione, intelligenza artificiale e gestione del patrimonio immobiliare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle due giornate <strong>sono previsti incontri dedicati ad alcuni dei principali temi che stanno influenzando il settore del Facility Management</strong>. Tra gli argomenti in agenda figurano la digitalizzazione dei processi, l&#8217;<a href="https://www.cleaningcommunity.net/salute-e-intelligenza-artificiale-oltre-il-70-degli-italiani-utilizza-lai-per-informarsi-su-sintomi-ed-esami/">intelligenza artificiale</a>, la sostenibilità, la gestione dei patrimoni immobiliari e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Toni D&#8217;Andrea, amministratore delegato di ISSA Pulire Network, Forum Facility 2026 punta a favorire il confronto tra gli operatori del settore sui nuovi modelli di gestione degli edifici e sul ruolo che le tecnologie stanno assumendo lungo l&#8217;intero ciclo di vita degli immobili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In contemporanea con SAIE 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Forum Facility si svolgerà negli stessi giorni di</strong> <strong>SAIE</strong>, la manifestazione dedicata al settore delle costruzioni, della progettazione, dell&#8217;edilizia e degli impianti. La concomitanza delle due iniziative intende favorire il dialogo tra chi progetta e realizza edifici e infrastrutture e chi, successivamente, si occupa della loro gestione, manutenzione e dei servizi connessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come partecipare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le iscrizioni all&#8217;evento<strong> sono già aperte attraverso il sito ufficiale di <a href="https://forumfacility.com/it/">Forum Facility</a></strong>. Gli organizzatori segnalano inoltre la disponibilità di condizioni agevolate per i membri delle associazioni patrocinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forum Facility è organizzato da <strong>ISSA PULIRE NETWORK S.r.l.</strong>, realtà costituita da ISSA e Afidamp e attiva nell&#8217;organizzazione di eventi fieristici e formativi dedicati ai settori del cleaning professionale e del Facility Management.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Nanotecnologie per l&#8217;igiene negli ambienti sanitari</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/le-nanotecnologie-per-ligiene-negli-ambienti-sanitari/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-nanotecnologie-per-ligiene-negli-ambienti-sanitari</link>
		
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 09:22:37 +0000</pubDate>
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<p><em>a cura di Chiara Merlini e Cosimo Stazzi</em></p>
<p>Nanotecnologie: il nuovo paradigma della sanificazione ospedaliera</p>
<p data-path-to-node="2">L’integrazione delle nanotecnologie nei protocolli di sanificazione segna un autentico cambio di paradigma nella gestione del rischio biologico all&#8217;interno di ambienti critici come gli ospedali. Superando i limiti dei metodi di pulizia convenzionali, che si limitano a interventi macroscopici basati sulla ...</p>
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<p><em>a cura di Chiara Merlini e Cosimo Stazzi</em></p>
<p><strong>Nanotecnologie: il nuovo paradigma della sanificazione ospedaliera</strong></p>
<p data-path-to-node="2">L’integrazione delle nanotecnologie nei protocolli di sanificazione segna un autentico cambio di paradigma nella gestione del rischio biologico all&#8217;interno di ambienti critici come gli ospedali. Superando i limiti dei metodi di pulizia convenzionali, che si limitano a interventi macroscopici basati sulla rimozione meccanica o sull’azione effimera di agenti chimici, <strong>le applicazioni nanotecnologiche operano direttamente a livello molecolare</strong>, garantendo una protezione attiva e persistente.</p>
<p data-path-to-node="3">Il cuore di questa innovazione risiede nello sfruttamento delle proprietà fisico-chimiche di nanoparticelle specifiche, tra cui il biossido di titanio e l&#8217;argento colloidale. Il biossido di titanio agisce attraverso la fotocatalisi: sotto l&#8217;irraggiamento di luce naturale o artificiale, la sua superficie genera radicali altamente ossidanti capaci di mineralizzare la materia organica — inclusi biofilm batterici, virus e composti organici volatili — trasformandoli in sostanze inerti come acqua e anidride carbonica. Parallelamente, le nanoparticelle d’argento esercitano un’azione antimicrobica complementare, inibendo la replicazione dei patogeni attraverso l&#8217;interferenza con la loro respirazione cellulare e il danneggiamento della parete cellulare. La natura su scala nanometrica dell&#8217;argento consente inoltre un rilascio ionico controllato e prolungato, assicurando una capacità biocida costante nel tempo.</p>
<p data-path-to-node="4">L’adozione di superfici nanostrutturate in aree a elevata intensità di cura, come le sale operatorie o le unità di terapia intensiva, offre <strong>vantaggi clinici e ambientali significativi</strong>. Rispetto ai disinfettanti tradizionali, soggetti a rapida evaporazione, i rivestimenti nanotecnologici mantengono le superfici costantemente &#8220;attive&#8221;, riducendo drasticamente la velocità di ricontaminazione tra un ciclo di pulizia e l’altro. Questo approccio non solo potenzia la sicurezza biologica, ma permette anche di contenere l’uso di agenti chimici di sintesi aggressivi, migliorando la salubrità dell’aria indoor e riducendo l&#8217;esposizione degli operatori sanitari a sostanze potenzialmente tossiche.</p>
<p data-path-to-node="4"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26987" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-scaled.jpeg 2560w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-300x200.jpeg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-1024x683.jpeg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-768x512.jpeg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-800x533.jpeg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/04/pexels-jsme-mila-523821574-18271838-1280x853.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p><strong>Oltre la resistenza microbica: l’evoluzione dei nanomateriali contro le ICA</strong></p>
<p data-path-to-node="2">Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) ** rappresentano oggi una sfida clinica di proporzioni critiche, alimentata principalmente dalla capacità dei patogeni di formare biofilm e sviluppare resistenze ai trattamenti. Per superare i limiti dei rivestimenti antimicrobici di prima generazione, che agivano passivamente tramite contatto o rilascio ionico, la ricerca scientifica sta virando verso lo sviluppo di sistemi di superficie &#8220;intelligenti&#8221; e multifunzionali.</p>
<p data-path-to-node="3">Una delle direttrici di ricerca più promettenti è l&#8217;i<strong>ngegneria di superficie anti-adesiva</strong>, che si ispira alla biomimetica — osservando fenomeni naturali come la superficie della foglia di loto o la pelle dello squalo — per creare topografie nanostrutturate. Tali geometrie impediscono meccanicamente ai batteri di ancorarsi alla superficie, rendendo l&#8217;ambiente inospitale alla formazione del biofilm. Poiché si tratta di un approccio puramente fisico, questa strategia ha il vantaggio cruciale di non esercitare pressione selettiva verso la farmaco-resistenza.</p>
<p data-path-to-node="4">Parallelamente, per abbattere il biofilm già costituito — la cui matrice extracellulare funge da scudo impenetrabile ai disinfettanti convenzionali — sono in fase di sviluppo <strong>specifici nanovettori</strong>. Questi sistemi sono progettati per penetrare la matrice polimerica e veicolare agenti biocidi o enzimi, come proteasi o DNasi, in grado di degradare la struttura del biofilm dall&#8217;interno e ripristinare la sensibilità dei batteri ai trattamenti.</p>
<p data-path-to-node="5">L&#8217;ultima frontiera è rappresentata dai <strong>materiali &#8220;stimuli-responsive&#8221;</strong>, che segnano il passaggio da superfici statiche a sistemi dinamici capaci di attivare le proprie proprietà antimicrobiche solo in risposta a precisi segnali biologici o ambientali, quali variazioni di temperatura, pH o presenza di enzimi batterici. Questo approccio permette di concentrare l’azione difensiva esclusivamente dove e quando la carica batterica è effettivamente presente, ottimizzando l’efficacia e riducendo al contempo l’impatto ambientale e la potenziale citotossicità. Infine, la ricerca sta perfezionando la fotocatalisi tramite il cosiddetto &#8220;doping&#8221; delle nanoparticelle, un intervento volto a rendere efficace il biossido di titanio anche sotto l’azione della luce visibile, superando così il vincolo dell&#8217;esclusiva attivazione tramite raggi UV.</p>
<p><strong>Il paradosso economico dell’innovazione nanotecnologica</strong></p>
<p data-path-to-node="2">Sebbene il costo unitario di un formulato nanotecnologico sia significativamente superiore a quello di un detergente convenzionale, l&#8217;adozione di questi sistemi in un&#8217;ottica gestionale strutturata ribalta completamente lo scenario economico. Il cuore della convenienza risiede nella <strong>redistribuzione del budget:</strong> a fronte di un incremento del costo dei materiali compreso tra il 150% e il 300%, si registra una contrazione della spesa per la manodopera che oscilla tra il 20% e il 40%. Poiché il personale rappresenta circa l&#8217;80% della spesa totale di sanificazione, il risparmio ottenuto è decisivo. Tale efficienza è resa possibile dalle proprietà idrofobiche e oleofobiche delle superfici nanostrutturate, che limitano l&#8217;adesione dello sporco e consentono di sostituire la sanificazione intensiva giornaliera con interventi di mantenimento molto più rapidi, effettuabili anche solo con acqua o panni umidi.</p>
<p data-path-to-node="3">Il ritorno sull&#8217;investimento (ROI) si consolida ulteriormente attraverso l&#8217;ottimizzazione dei turni, resa possibile dalla protezione prolungata delle superfici, e grazie al micro-dosaggio, che elimina gli sprechi tipici dell&#8217;uso eccessivo dei prodotti tradizionali. Tuttavia, il vero punto di svolta economico risiede nel cosiddetto &#8220;costo del fallimento&#8221;: in ambito ospedaliero, il peso finanziario di una singola Infezione Correlata all&#8217;Assistenza (ICA) — tra degenze prolungate, contenziosi e danni d&#8217;immagine — è talmente elevato che una riduzione del rischio infettivo anche solo dell&#8217;1-2% è in grado di ripagare l&#8217;intero investimento annuale nel protocollo nanotecnologico. In ultima analisi, mentre nello scenario tradizionale il budget è sbilanciato verso la manodopera, l&#8217;approccio nanotecnologico sposta il valore verso materiali ad alta efficienza, garantendo un equilibrio operativo superiore.</p>
<p><strong>L’orizzonte globale e le leve per il cambiamento</strong></p>
<p data-path-to-node="2">Il panorama sanitario internazionale è attualmente caratterizzato da una diffusa &#8220;erosione reale&#8221; delle risorse, piuttosto che da una contrazione nominale. In Italia, sebbene la spesa pubblica sia in crescita in valori assoluti, il suo peso in percentuale sul PIL rimane insufficiente per fronteggiare i crescenti costi tecnologici e demografici, conducendo a una fase di &#8220;austerità selettiva&#8221; in cui si privilegiano investimenti in digitalizzazione e grandi infrastrutture a scapito dei servizi operativi, spesso considerati facilmente comprimibili. Una tendenza analoga si riscontra a livello globale, dove la pressione per il contenimento della spesa alimenta un &#8220;razionamento tecnologico&#8221;: le strutture sanitarie tendono a preferire investimenti in tecnologie visibili, come robotica e intelligenza artificiale, trascurando la prevenzione ambientale tramite nanotecnologie, nonostante queste ultime offrano prospettive di costo-efficacia superiori nel lungo periodo.</p>
<p data-path-to-node="3">Tuttavia, l&#8217;adozione su larga scala delle nanotecnologie potrebbe essere accelerata da <strong>tre leve determinanti</strong>. In primo luogo, l&#8217;<strong>evidenza scientifica</strong> crescente sul peso economico delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), con costi per singolo caso che spesso superano i 5.000-10.000 euro, spingerà i responsabili del rischio clinico a considerare la prevenzione attiva come una necessità di bilancio piuttosto che come un optional. A questo si aggiunge la <strong>transizione verso gare d&#8217;appalto basate sulla performance</strong>, che premieranno il raggiungimento di soglie predefinite di carica microbica residua anziché la semplice pulizia superficiale, obbligando di fatto le aziende a implementare soluzioni nanotecnologiche per evitare penali. Infine, la <strong>crescente pressione per la conformità ai criteri ESG</strong> renderà l’impiego di nanotecnologie — in grado di ridurre drasticamente l&#8217;impiego di agenti chimici tossici e il consumo d&#8217;acqua — un requisito indispensabile per l&#8217;accesso ai fondi di finanziamento pubblici e privati. In conclusione, la tecnologia è matura ed economicamente vantaggiosa, ma per superare l&#8217;attuale visione contabile a breve termine, il vero impulso dovrà provenire dalle Direzioni Sanitarie, chiamate a integrare tali innovazioni nella strategia gestionale di lungo periodo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27016" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-scaled.png" alt="" width="2560" height="786" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-scaled.png 2560w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-300x92.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-1024x314.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-768x236.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-1536x472.png 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-2048x629.png 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-800x246.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-28-alle-22.56.49-1280x393.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Realtà che stanno cambiando rotta</strong></h4>
<p>Non esistono &#8220;cittadelle&#8221; isolate dove la tecnologia ha eliminato magicamente il problema, ma diverse strutture italiane ed europee stanno applicando protocolli di avanguardia. Spesso non sono nomi che fanno notizia sui media generalisti, ma centri di eccellenza clinica che integrano la prevenzione ambientale nel loro core business:</p>
<p><strong>&#8211; Clinica San Pier Damiano (GVM Care &amp; Research):</strong> È un esempio concreto di adozione di tecnologie di sanificazione avanzata. Hanno integrato sistemi robotici con emissione di raggi UV-C per la sanificazione degli ambienti. La particolarità non è solo lo strumento, ma il fatto che l&#8217;hanno inserito in un <strong>flusso di lavoro validato dal Risk Management</strong>, coinvolgendo attivamente gli RSPP e il personale nelle procedure di sicurezza.</p>
<p><strong>&#8211; Istituto Ortopedico Galeazzi (Milano):</strong> Attraverso il progetto Annafib e altre collaborazioni di ricerca, l&#8217;Istituto si posiziona all&#8217;avanguardia nello sviluppo di materiali nanostrutturati per prevenire le infezioni di protesi e mezzi di sintesi. Qui la prevenzione non è solo &#8220;pulizia&#8221;, ma <strong>ingegneria del materiale</strong>, applicando rivestimenti che impediscono fisicamente al batterio di creare biofilm.</p>
<p><strong>&#8211; Università di Padova (Progetto NanoCARE):</strong> Attraverso il dipartimento CEASC, stanno conducendo studi strutturati sull&#8217;uso di nanocompositi polimerici in ambito ospedaliero per ridurre l&#8217;esposizione al rischio infettivo. Non si tratta di una &#8220;applicazione&#8221; sporadica, ma di un approccio scientifico che cerca di validare l&#8217;efficacia dei nanomateriali nel lungo periodo in ambienti ad alto rischio.</p>
<p><strong>Il fattore decisivo: la &#8220;Visibilità&#8221; del dato</strong></p>
<p>Perché queste realtà riescono dove altre falliscono? Perché hanno capito che <em>il personale non segue i protocolli se non vede il &#8220;nemico&#8221;</em>. Le strutture che stanno avendo successo nell&#8217;adottare queste tecnologie sono quelle che: <em>Utilizzano l&#8217;ATP-metria</em><strong>:</strong> Effettuano tamponi rapidi post-sanificazione che danno un numero (la carica batterica residua). Quando l&#8217;operatore vede che la sua pulizia &#8220;tradizionale&#8221; lascia un valore di 500 RLU e quella &#8220;tecnologica&#8221; lo porta a 10, il cambiamento di comportamento diventa naturale, non più imposto.</p>
<p><em>Trattano la sanificazione come parte del percorso di cura:</em> nelle sale operatorie o nei reparti ad alto rischio, il responsabile dell&#8217;igiene ambientale è seduto allo stesso tavolo del chirurgo. Il controllo dell&#8217;ambiente viene equiparato a un atto medico (come la sterilizzazione di un bisturi), non a un servizio di &#8220;pulizia&#8221; marginale.</p>
<p>In definitiva, la transizione verso la nanotecnologia in sanità sta passando da una fase &#8220;sperimentale&#8221; a una fase &#8220;gestionale&#8221;. Il prossimo passo necessario  è la standardizzazione: non più &#8220;offerte migliorative&#8221; in sede di gara, ma capitolati tecnici basati su <em>performance biologiche misurabili.</em></p>
<p>Per chi è interessato, per approfondire l&#8217;approccio tecnologico alla prevenzione, ecco un video: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tJf5iogpVDk">Trasformare la sanità attraverso le nanotecnologie</a>. Questo video è pertinente perché mostra come le proprietà fototermiche e l&#8217;uso di nanoparticelle possano essere applicate concretamente per disinfettare dispositivi medici e superfici, offrendo una visione pratica di come la tecnologia stia evolvendo per combattere i patogeni invisibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Per saperne di più:</em></strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><a href="https://www.who.int/"><span style="color: #800000;">World Health Organization (WHO)</span></a>:</strong></span> <em>Global guidelines on sanitation and health</em>.</p>
<p><strong><a href="https://www.journalofhospitalinfection.com/"><span style="color: #800000;">Journal of Hospital Infection</span></a>: S</strong>tudi sistematici sull&#8217;efficacia del biossido di titanio nella riduzione delle cariche microbiche su superfici ospedaliere ad alto contatto.</p>
<p><a href="https://www.iso.org/committee/381983.html"><strong><span style="color: #800000;">ISO/TC 229:</span></strong></a> Il comitato tecnico internazionale per le nanotecnologie fornisce standard essenziali per la valutazione della sicurezza e dell&#8217;efficacia di nanomateriali in contesti sanitari, garantendo che le soluzioni adottate siano verificate e non citotossiche.</p>
<p><strong><a href="https://www.google.com/search?q=Environmental+Protection+Agency+%28EPA%29&amp;rlz=1C5CHFA_enIT956IT957&amp;oq=Environmental+Protection+Agency+%28EPA%29&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQABiABDIHCAIQABiABDIHCAMQABiABDIHCAQQABiABDIHCAUQABiABDIHCAYQABiABDIHCAcQABiABDIHCAgQABiABDIHCAkQABiABNIBBzk0NWowajeoAgCwAgA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8"><span style="color: #800000;">Environmental Protection Agency (EPA)</span></a>:</strong> La documentazione tecnica EPA sugli agenti antimicrobici basati su nanotecnologie fornisce un framework solido per la valutazione del rischio ambientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* L&#8217;<a id="mwGQ" title="Organizzazione mondiale della sanità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_mondiale_della_sanit%C3%A0" rel="mw:WikiLink">OMS</a> sottolinea le caratteristiche fondamentali delle ICA:</p>
<p>&#8211; infezioni che avvengono non solo in ospedale ma anche in ambienti non ospedalieri come RSA (residenze sanitarie assistite), ambulatori specialistici, studi medici privati, studi dentistici, comunità terapeutiche psichiatriche, etc.</p>
<p>&#8211; l&#8217;infezione avviene quasi sempre tramite il contatto tra &#8220;fonte-veicolo-ospite&#8221;. Il veicolo più frequente sono le mani degli operatori, coinvolte in tutte le pratiche terapeutiche ed assistenziali. Altre modalità di contagio sono ambientali (presenza di <a id="mwHQ" title="Microrganismo patogeno" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microrganismo_patogeno" rel="mw:WikiLink">agenti patogeni</a> nell&#8217;aria e sulle superfici), procedure mediche quali la <a id="mwHg" title="Ventilazione artificiale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ventilazione_artificiale" rel="mw:WikiLink">ventilazione artificiale</a>, <a id="mwHw" title="Emodialisi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emodialisi" rel="mw:WikiLink">emodialisi</a>, pratiche medico-chirurgiche non invasive, mininvasive o invasive.</p>
<p id="mwIA">Le infezioni ospedaliere avvengono in pazienti ricoverati per una causa diversa dall’infezione e senza segni di malattia infettiva in corso di incubazione al momento del ricovero, si manifestano 48 ore dopo il ricovero in ospedale e fino a 3 giorni dopo la dimissione e fino a 30 giorni dopo un’operazione. Sono generalmente causate da <a id="mwIQ" title="Microrganismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microrganismo" rel="mw:WikiLink">microrganismi</a> opportunisti, presenti nell&#8217;ambiente, che di solito non danno luogo ad <a id="mwIg" title="Infezione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Infezione" rel="mw:WikiLink">infezioni</a>, ma possono provocarle in pazienti defedati e immunodepressi (immunocompromessi) sia durante il ricovero sia dopo la dimissione, oppure da agenti patogeni che, selezionatisi in un ambiente dove si fa un uso elevato di antibiotici di vario tipo, acquisiscono particolare <a id="mwIw" title="Virulenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virulenza" rel="mw:WikiLink">virulenza</a> e resistenza ai trattamenti terapeutici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Leggi anche:</em></p>
<p><a href="https://www.cleaningcommunity.net/nanomateriali-e-nanotecnologie-contro-covid-19/"><strong>https://www.cleaningcommunity.net/nanomateriali-e-nanotecnologie-contro-covid-19/</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le Infestazioni nelle strutture sanitarie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cleaning Mag Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alberto Baseggio, Technical Service Support Indupharma</p>
<p><em>Infestazioni nelle strutture sanitarie: perché la prevenzione è una priorità di salute pubblica*</em></p>
<p>La presenza di parassiti e roditori in ospedali, cliniche e centri di assistenza rappresenta un problema complesso per diversi aspetti: non è certamente (solo) un problema di decoro, ma una minaccia concreta alla salute e alla sicurezza ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Alberto Baseggio, Technical Service Support Indupharma</p>
<p><em>Infestazioni nelle strutture sanitarie: perché la prevenzione è una priorità di salute pubblica*</em></p>
<p>La presenza di parassiti e roditori in ospedali, cliniche e centri di assistenza rappresenta un problema complesso per diversi aspetti: non è certamente (solo) un problema di decoro, ma una minaccia concreta alla salute e alla sicurezza dei pazienti.</p>
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<p>Dal punto di vista del grave pericolo sanitario, legato alla trasmissione di agenti patogeni, punture e reazioni allergiche, bisogna considerare anche il reale rischio di contaminazione diretta delle aree di lavoro e dei cibi e, non ultimo per il benessere dei pazienti, anche l’impatto psicologico che ne deriva. Vanno anche prese in considerazione e non sottovalutate anche le ripercussioni economiche e legali, che possono tradursi in sanzioni pecuniarie e procedimenti giudiziari a carico della struttura.</p>
<p>Le strutture sanitarie sono veri e propri hub alimentari: dalla preparazione dei pasti alla loro distribuzione, fino ai piccoli snack conservati nei comodini dei pazienti, ogni punto di ristoro rappresenta una potenziale fonte di attrazione per gli infestanti. Una gestione oculata delle derrate è quindi la prima linea di difesa per evitare proliferazioni indesiderate.</p>
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<p>Quando il problema si presenta, l’intervento richiede massima prudenza. L’uso di prodotti biocidi in reparti occupati è strettamente regolamentato e consentito solo in casi eccezionali, quando i metodi non chimici risultano inefficaci. La priorità resta sempre la tutela del paziente: è fondamentale prevenire qualsiasi esposizione a residui tossici che potrebbero disperdersi nell&#8217;aria o depositarsi sulle superfici.</p>
<p>Per questo è necessario considerare i vari aspetti del problema nell’ottica di una prevenzione attiva: la soluzione non è l&#8217;emergenza, ma la pianificazione. Per mettere al riparo le strutture sanitarie, è indispensabile adottare programmi di gestione integrata degli infestanti. L’obiettivo è duplice: impedire l’ingresso di parassiti negli edifici e bonificare costantemente gli ambienti, eliminando ogni condizione che possa favorirne l’insediamento e la diffusione. La prevenzione, in questo settore, non è un&#8217;opzione, ma un atto di cura verso chi è più vulnerabile.</p>
<p>Cosa rende un edificio più incline a ospitare infestanti? L’analisi deve partire dall&#8217;ubicazione geografica e dalle caratteristiche delle aree circostanti, quindi è necessario considerare anche lo stato di manutenzione delle strutture, insieme all’andamento climatico locale, che sta diventando sempre più influente nel favorire o contrastare la proliferazione di parassiti.</p>
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<p>Le strutture sanitarie offrono, per loro conformazione, una moltitudine di micro-ambienti ideali per il rifugio e la riproduzione di roditori e insetti. Spesso, quantità di residui alimentari infinitesimali &#8211; quasi invisibili a occhio nudo &#8211; sono più che sufficienti a nutrire intere colonie di formiche.</p>
<p>Inoltre, il rischio non è statico, bisogna considerare anche il deterioramento e i cambiamenti che nel tempo vengono a prodursi nelle strutture: l&#8217;usura naturale di una guarnizione, di una spazzola o di una zanzariera può aprire varchi imprevedibili. Gli infestanti, attirati dal calore interno, dalle luci artificiali o dagli odori di cibo, sono più che pronti ad approfittare di queste crepe nel sistema di difesa.</p>
<p>La tabella seguente schematizza il legame tra i potenziali &#8220;ospiti&#8221; esterni e i rischi concreti di infestazione che ne derivano per le strutture:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<td><strong>Animali ospiti</strong></td>
<td><strong>Infestante associato</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Gatti</td>
<td>Pulce del gatto</td>
</tr>
<tr>
<td>Colombi</td>
<td>Zecca del colombo, acari</td>
</tr>
<tr>
<td>Infestanti favoriti dalle condizioni dell’ambiente esterno</td>
<td>Ratto grigio, ratto nero, zanzare</td>
</tr>
<tr>
<td>Infestanti condizionati dalle caratteristiche costruttive</td>
<td>Formiche, Blatta orientalis, Periplaneta americana, vespe</td>
</tr>
<tr>
<td>Infestanti che possono essere trasportati con materiali vari in entrata in ospedale</td>
<td>Topo domestico, Blattella germanica, lepidotteri e coleotteri delle derrate</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le strutture sanitarie offrono, per loro conformazione, una moltitudine di micro-ambienti ideali per il rifugio e la riproduzione di roditori e insetti. Spesso, quantità di residui alimentari infinitesimali &#8211; quasi invisibili a occhio nudo &#8211; sono più che sufficienti a nutrire intere colonie di formiche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-27033 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14.png" alt="" width="874" height="1070" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14.png 1224w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14-245x300.png 245w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14-837x1024.png 837w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14-768x940.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-29-alle-10.59.14-800x979.png 800w" sizes="auto, (max-width: 874px) 100vw, 874px" /></p>
<p>Ma il rischio non è ‘statico’: se la protezione di un edificio fosse solo una questione di ispezioni e trappole, il problema sarebbe più facilmente inquadrabile e si potrebbe risolvere più facilmente.</p>
<p>La realtà, purtroppo, è molto più complessa: l&#8217;infestabilità di una struttura è una variabile dinamica che muta nel tempo. Una semplice guarnizione usurata, una spazzola logora o una zanzariera danneggiata diventano porte spalancate per infestanti attratti dal calore, dalla luce artificiale e dai residui volatili di cibo.</p>
<p>Un elemento critico, spesso sottovalutato, è la latenza negli interventi di manutenzione. Più tempo passa tra la segnalazione di un guasto e la sua riparazione, più aumenta la probabilità che roditori o insetti riescano a penetrare nei locali interni, trasformando un piccolo difetto strutturale in una potenziale emergenza sanitaria</p>
<p>Per questo motivo, la conoscenza tecnica non basta: è necessario ridurre drasticamente i &#8220;tempi di reazione&#8221; tra la segnalazione di un difetto strutturale e l’effettiva manutenzione, perché la sicurezza igienica, in definitiva, dipende dalla capacità della struttura di mantenere intatte le proprie barriere fisiche nel tempo.</p>
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<p><strong>La prevenzione: la pulizia ospedaliera</strong></p>
<p>Siamo abituati a pensare che la pulizia sia la difesa principale contro gli infestanti, ma in ambito ospedaliero esiste un paradosso. Le pulizie frequenti si concentrano solitamente su pavimenti e servizi igienici, aree che raramente rappresentano l&#8217;innesco di un&#8217;infestazione. Al contrario, i veri &#8220;punti caldi&#8221; &#8211; come canaline portacavi o spazi dietro gli scambiatori di calore &#8211; rimangono spesso inaccessibili ai cicli di pulizia ordinaria. È proprio in questi anfratti, nascosti e difficili da igienizzare, che si annida il rischio maggiore.</p>
<p>Anche per chi adotta i rigorosi sistemi HACCP, l&#8217;ambiente ospedaliero presenta sfide uniche. Se la ricerca dei punti sensibili è prioritaria, la definizione delle &#8220;soglie di intervento&#8221; perde spesso di significato pratico. Un esempio emblematico? La presenza di pochi esemplari di pulce del gatto in un seminterrato tecnico può sembrare trascurabile. Tuttavia, se quelle stesse pulci vengono trasportate al piano superiore tramite un carrello, il problema si trasforma istantaneamente in un&#8217;urgenza critica per la sicurezza dei pazienti.</p>
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<p><strong>Cosa attira gli infestanti? Quali le strategie di controllo?</strong></p>
<p>Per comprendere meglio come agire, occorre guardare a ciò che attira gli infestanti. In quasi ogni edificio, sono tre gli elementi cardine che ne favoriscono l&#8217;insediamento, come<strong> la disponibilità di cibo.</strong> È un errore comune credere che servano grandi quantità di scarti per nutrire una colonia. Un topo adulto, ad esempio, può sopravvivere con appena due o tre grammi di cibo al giorno. Spesso, bastano minime tracce organiche in locali non perfettamente igienizzati &#8211; anche se all&#8217;apparenza sembrano puliti &#8211; per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di intere popolazioni di infestanti.</p>
<p>Affrontare un&#8217;infestazione in un complesso ospedaliero richiede una visione d&#8217;insieme che vada oltre il singolo punto di segnalazione. Spesso, infatti, parassiti e roditori sfruttano soffitti, colonne montanti, intercapedini e condotti di servizio condivisi per muoversi agevolmente tra diverse aree della struttura. Di conseguenza, l&#8217;ispezione non deve limitarsi a cercare l&#8217;attività dei parassiti, ma deve mirare a individuare ogni condizione strutturale che possa favorirne l&#8217;insediamento o la proliferazione.</p>
<p>La chiave di ogni intervento efficace risiede nella <strong>corretta identificazione</strong> della specie infestante. Comprendere il comportamento specifico del parassita permette di isolarne la fonte e definire con precisione l&#8217;area target del controllo. Sebbene i manuali siano sufficienti per i casi più comuni, per insetti come alcune mosche o parassiti di prodotti tessili e derrate alimentari può rendersi necessaria un’identificazione specialistica.</p>
<p><strong>Il monitoraggio</strong></p>
<p>La riuscita di un programma di prevenzione non dipende solo dalla tecnica, ma da una sinergia operativa consolidata, che prevede: una conoscenza capillare degli stabili, che è fondamentale per mappare i punti di vulnerabilità. A questo però si deve aggiungere una collaborazione attiva: è essenziale lavorare a stretto contatto con il personale dei reparti, magari predisponendo moduli di segnalazione condivisi durante incontri dedicati con i capireparto, e con le ditte di pulizia. La pianificazione è necessaria, ma è uno strumento flessibile: la cadenza delle ispezioni non deve essere uniforme per tutto il complesso, poiché non tutte le aree presentano lo stesso livello di rischio. Consultare lo storico delle azioni correttive permette di identificare i luoghi realmente più esposti.</p>
<p><strong>L’ambiente</strong></p>
<p>I diversi luoghi presentano attrattività differenti per gli infestanti e il rischio di penetrazione e annidamento è influenzato direttamente da variabili ambientali e costruttive, come il <em>microclima </em>e le <em>barriere fisiche.</em> Infatti, zone con temperature elevate, unite alla dispersione nell&#8217;aria di sostanze volatili derivanti dalla preparazione dei pasti, risultano particolarmente attraenti per gli infestanti, mentre il numero di aperture verso l&#8217;esterno e l&#8217;efficienza dei sistemi di protezione — come zanzariere, guarnizioni, spazzole sottoporta e chiusure automatiche — determinano il grado di vulnerabilità dell&#8217;intero edificio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La disinfestazione consapevole</strong></p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e degli esperti si è concentrata in modo crescente sull&#8217;impatto ambientale dei rodenticidi anticoagulanti. Il loro impiego prolungato, specialmente in contesti rurali e suburbani, comporta rischi significativi per la fauna selvatica.</p>
<p>Si è approfondito il tema dei rischi per le specie non bersaglio, considerando i pericoli che l&#8217;uso continuato di questi biocidi all&#8217;aperto genera: principalmente <em>l&#8217;avvelenamento diretto</em> di specie non bersaglio, causato da esche fuoriuscite dagli erogatori o trasportate lontano dai roditori stessi e <em>l&#8217;avvelenamento secondario</em>, che colpisce predatori come gufi, nibbi reali, volpi e donnole dopo l&#8217;ingestione di roditori morti o morenti.</p>
<p>L&#8217;industria del settore sta rispondendo con impegno, sviluppando tecniche a minor impatto ambientale, in linea con una chiara responsabilità ecologica. Le autorizzazioni all&#8217;uso dei biocidi impongono, del resto, un preciso obbligo legale: chiunque utilizzi tali prodotti deve adottare ogni cautela necessaria per proteggere la salute umana, animale, vegetale e l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>Se in casi estremi, come la presenza di popolazioni di roditori incontrollate in aree limitrofe, l&#8217;uso di esche permanenti può risultare inevitabile, la tendenza futura punta decisamente altrove: la strategia emergente privilegia l&#8217;utilizzo di esche posizionate in periodi programmati, abbandonando la pratica della loro collocazione permanente.</p>
<p>Il controllo professionale dei ratti all&#8217;aperto non può più limitarsi alla semplice e automatica installazione di erogatori protetti attorno agli edifici, questo approccio statico spesso non intercetta la reale origine dell&#8217;infestazione e manca di una strategia risolutiva rapida. È fondamentale elevare gli standard di settore, puntando su una formazione tecnica avanzata e su criteri di intervento mirati, che trasformino la disinfestazione in una pratica competente, sicura e realmente efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<em>Note tratte da: “Pest control procedures in the social care sector”</em>, Chartered Institute of Environmental Health <strong><a href="http://www.cieh.org">www.cieh.org</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Insetti invasivi e agricoltura: i costi economici restano un&#8217;incognita globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pest Control]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Insetti invasivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli insetti invasivi rappresentano una delle principali minacce per l&#8217;agricoltura moderna, ma quantificare con precisione il loro impatto economico continua a essere una sfida. Sebbene sia noto che questi organismi causino danni significativi alle colture, alle produzioni alimentari e all&#8217;economia agricola, le informazioni disponibili risultano spesso frammentarie e incomplete.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">A evidenziare questa criticità è ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Gli insetti invasivi rappresentano una delle principali minacce per l&#8217;agricoltura moderna, ma quantificare con precisione il loro impatto economico continua a essere una sfida. Sebbene sia noto che questi organismi causino danni significativi alle colture, alle produzioni alimentari e all&#8217;economia agricola, le informazioni disponibili risultano spesso frammentarie e incomplete.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1024x768.jpg" alt="Cocciniglia per quanto riguarda gli Insetti invasivi e agricoltura" class="wp-image-26969" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1024x768.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-300x225.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-768x576.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1536x1152.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-2048x1536.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-800x600.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/pexels-ravikant-5136274-1280x960.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A evidenziare questa criticità è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>Biological Invasions</em>, che ha analizzato il caso delle cocciniglie invasive negli Stati Uniti. La ricerca stima perdite economiche comprese tra 4 e 8 miliardi di dollari all&#8217;anno, ma sottolinea come il dato possa rappresentare soltanto una parte del costo reale sostenuto dal settore agricolo e dalla società.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso degli insetti invasivi sulle produzioni agricole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di specie invasive può compromettere la produttività agricola in diversi modi. <strong>Alcuni insetti causano danni diretti alle colture nutrendosi delle piante</strong>, mentre <strong>altri agiscono come vettori </strong>di malattie che riducono la qualità e la quantità dei raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli esempi più citati riguarda <strong>il settore agrumicolo della Florida</strong>. Negli ultimi anni <strong>la produzione è diminuita di circa il 79%</strong> rispetto ai livelli registrati nei primi anni Duemila, soprattutto a causa dell&#8217;huanglongbing, noto anche come &#8220;greening degli agrumi&#8221;. La malattia è trasmessa da una specie invasiva di psilla, <em>Diaphorina citri</em>, insediatasi nello Stato a metà degli anni 2000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze economiche si sono tradotte in perdite per miliardi di dollari e nella riduzione dei posti di lavoro legati alla filiera agrumicola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costano davvero i parassiti invasivi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l&#8217;importanza del fenomeno,<strong> non esiste ancora una stima condivisa e precisa del costo annuale</strong> provocato dagli insetti invasivi all&#8217;agricoltura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche disponibili indicano che i danni economici<strong> si misurano nell&#8217;ordine di molti miliardi di dollari ogni anno</strong> e potrebbero raggiungere cifre molto più elevate. Tuttavia, gli studiosi evidenziano la difficoltà di reperire dati dettagliati e uniformi che consentano di attribuire le perdite economiche alle singole specie <a href="https://www.cleaningcommunity.net/igiene-degli-alimenti-lotta-agli-infestanti/">infestanti</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli autori dello studio, uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla <strong>mancanza di sistemi strutturati per raccogliere, monitorare e rendicontare </strong>gli impatti economici causati dai parassiti invasivi. Questo limite rende più complessa sia la definizione delle strategie di contrasto sia la valutazione dell&#8217;efficacia degli investimenti in ricerca e biosicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso delle cocciniglie invasive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>cocciniglie costituiscono un gruppo relativamente piccolo</strong> nel vasto panorama degli insetti conosciuti. Le specie descritte sono circa 8.600, meno dell&#8217;1% di tutti gli insetti classificati a livello mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante ciò, il loro peso nel commercio internazionale e nei controlli fitosanitari appare rilevante. Negli ultimi anni, secondo i dati del Dipartimento dell&#8217;Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), circa il 12% degli insetti intercettati nei punti di ingresso del Paese appartiene proprio a questo gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente preoccupante è il fatto che<strong> oltre la metà delle specie invasive di cocciniglie sia polifaga</strong>, cioè capace di nutrirsi di numerose specie vegetali differenti. Questa caratteristica aumenta il rischio per colture agricole molto diverse tra loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove introduzioni continuano nonostante i controlli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio evidenzia come <strong>le misure di biosicurezza </strong>adottate negli Stati Uniti <strong>hanno contribuito a contenere l&#8217;aumento delle introduzioni accidentali di specie invasive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1967 e il 2024 il volume delle importazioni orticole nel Paese è cresciuto di oltre dieci volte, ma il tasso di introduzione di nuove specie di cocciniglie è rimasto sostanzialmente stabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò <strong>non significa però che il problema è stato risolto</strong>. Secondo i ricercatori, negli ultimi vent&#8217;anni si è comunque registrato l&#8217;insediamento di circa una nuova specie invasiva ogni anno, una tendenza che risulterebbe costante già dagli anni Trenta del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i casi più recenti è segnalata <em>Heliococcus summervillei</em>, <strong>una cocciniglia individuata negli Stati Uniti nel 2025</strong> e associata al deperimento di pascoli e coltivazioni di canna da zucchero in alcune aree del Texas e della Louisiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché servono dati più accurati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La disponibilità di informazioni affidabili sugli effetti economici dei parassiti invasivi non rappresenta soltanto una questione scientifica. I<strong> dati sono infatti fondamentali per orientare le politiche agricole</strong>, pianificare gli investimenti in ricerca e definire misure di prevenzione efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori dello studio sottolineano come <strong>la carenza di stime precise renda difficile valutare il rapporto tra i costi</strong> sostenuti per la prevenzione e <strong>i benefici</strong> economici derivanti dalla riduzione delle infestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la limitata disponibilità di dati economici potrebbe nascondere impatti ancora più ampi, non solo sulle produzioni agricole ma anche sugli ecosistemi e sulla biodiversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le specie invasive continuano a rappresentare una minaccia concreta per l&#8217;agricoltura e per la sicurezza alimentare. Il caso delle cocciniglie negli Stati Uniti dimostra come anche gruppi di insetti relativamente poco conosciuti generino perdite economiche rilevanti e compromettere interi comparti produttivi.</p>
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		<title>Salute e intelligenza artificiale: oltre il 70% degli italiani utilizza l’AI per informarsi su sintomi ed esami</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/salute-e-intelligenza-artificiale-oltre-il-70-degli-italiani-utilizza-lai-per-informarsi-su-sintomi-ed-esami/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=salute-e-intelligenza-artificiale-oltre-il-70-degli-italiani-utilizza-lai-per-informarsi-su-sintomi-ed-esami</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Cerba HealthCare Italia]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel modo in cui gli italiani cercano informazioni sulla salute. Dalla comprensione dei sintomi all’interpretazione di esami e referti, gli strumenti basati sull’AI vengono ormai utilizzati da una larga parte della popolazione come supporto informativo, affiancando i canali tradizionali.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dal sondaggio “Dottor ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel modo in cui gli italiani cercano informazioni sulla salute. Dalla comprensione dei sintomi all’interpretazione di esami e referti, gli strumenti basati sull’AI vengono ormai utilizzati da una larga parte della popolazione come supporto informativo, affiancando i canali tradizionali.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_DottorAI_01.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_DottorAI_01.jpg" alt="Domanda a Chat GPT per quanto riguarda salute e intelligenza artificiale" class="wp-image-26963" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_DottorAI_01.jpg 500w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_DottorAI_01-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dal sondaggio “<strong>Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute”, promosso da Cerba HealthCare Italia </strong>su un campione rappresentativo di <strong>1.000 cittadini italiani</strong>. I risultati mostrano come la relazione tra cittadini, tecnologia e informazione sanitaria stia evolvendo verso un modello sempre più integrato, in cui il medico non rappresenta più l’unico punto di accesso alle informazioni sulla salute.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre sette italiani su dieci utilizzano l’AI per temi sanitari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’indagine, <strong>oltre il 70% degli italiani</strong> dichiara di utilizzare almeno occasionalmente strumenti di <strong>intelligenza artificiale per ottenere informazioni in ambito sanitario</strong>. Nel dettaglio, il 43,9% afferma di farne uso abitualmente, il 21,6% sporadicamente, mentre un ulteriore 7% utilizza le risposte generate dall’AI integrate nei motori di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione appare particolarmente marcata tra<strong> le fasce più giovani della popolazione.</strong> Tra gli under 50, infatti, la quota di persone che utilizza questi strumenti almeno occasionalmente sfiora l’89%, confermando come le nuove generazioni siano più propense a integrare l’intelligenza artificiale nelle proprie abitudini informative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le prospettive future indicano <strong>una crescita del fenomeno</strong>: oltre due terzi degli intervistati ritengono probabile un aumento dell’utilizzo dell’AI per questioni legate alla salute, mentre soltanto una minoranza esclude questa possibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sintomi ed esami clinici sono le principali aree di consultazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi delle risposte evidenzia che gli utenti <strong>si rivolgono all’intelligenza artificiale soprattutto per comprendere sintomi e disturbi</strong>, indicati nel 39% delle menzioni raccolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al secondo posto si colloca l’interpretazione di esami e referti clinici, che rappresenta il 30% delle risposte. Complessivamente, queste due esigenze costituiscono circa sette consultazioni su dieci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più limitato risulta invece il ricorso all’<a href="https://www.cleaningcommunity.net/idribase-lai-per-incrementare-le-opportunita-per-tutti/">AI</a> per ottenere informazioni su farmaci, terapie o per valutare la necessità di rivolgersi a un medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista generazionale emergono differenze significative: <strong>i più giovani tendono a utilizzare maggiormente questi strumenti</strong> per ottenere spiegazioni immediate sui sintomi, mentre tra gli over 50 cresce l’interesse verso il supporto nella lettura di esami e referti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un elevato livello di fiducia nelle risposte generate dall’AI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sondaggio mette in luce anche un rapporto generalmente positivo tra utenti e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra coloro che utilizzano l’AI per informazioni sanitarie, <strong>il 57% dichiara di fidarsi abbastanza delle risposte</strong> ottenute, mentre oltre <strong>il 41% afferma di fidarsene molto</strong>. Al contrario, la diffidenza appare concentrata prevalentemente tra chi non utilizza questi strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i non utilizzatori, infatti, circa sette persone su dieci indicano proprio la mancanza di fiducia come principale motivo della scelta di non ricorrere all’intelligenza artificiale per questioni sanitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto emotivo delle informazioni generate dall’AI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all’aspetto informativo, la ricerca evidenzia una componente emotiva significativa legata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più <strong>dell’81% degli utenti afferma di essersi sentito rassicurato </strong>frequentemente dalle risposte ricevute, mentre il restante 18% dichiara che ciò avviene almeno occasionalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, circa un terzo degli intervistati riferisce di essersi preoccupato almeno qualche volta dopo aver consultato uno strumento di AI per questioni legate alla salute. Un dato che suggerisce come questi sistemi possano influenzare non solo la percezione delle informazioni, ma anche lo stato emotivo degli utenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto con il medico resta limitato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda il rapporto tra le informazioni ottenute tramite AI e il successivo confronto con professionisti sanitari.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_Marco_Daturi_Cerba_HealthCare_It.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="606" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_Marco_Daturi_Cerba_HealthCare_It.jpg" alt="Marco Daturi di Cerba HealthCare Italia" class="wp-image-26965" style="width:241px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_Marco_Daturi_Cerba_HealthCare_It.jpg 500w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8383_web_Marco_Daturi_Cerba_HealthCare_It-248x300.jpg 248w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati raccolti, soltanto il <strong>2,6% degli utilizzatori dichiara di aver verificato con un medico </strong>o un altro professionista sanitario le informazioni ricevute dall’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato suggerisce che <strong>molti utenti considerino questi strumenti come una fonte di consultazione autonoma</strong>, utilizzata senza un successivo approfondimento clinico. Una dinamica che evidenzia come esista ancora una distanza significativa tra gli strumenti digitali e il sistema sanitario tradizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’AI è percepita come un supporto, non come un sostituto del medico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la crescente diffusione, la maggioranza degli italiani continua a considerare il <strong>medico una figura centrale nel percorso di cura.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa sette intervistati su dieci ritengono utile l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario, mentre quasi il 58% dichiara che la propria fiducia aumenterebbe se tali strumenti fossero supervisionati o integrati da professionisti della salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, <strong>oltre il 70% degli intervistati non considera probabile</strong> uno scenario in cui <strong>l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente il medico</strong>. Tuttavia, quasi tre persone su dieci riconoscono l’esistenza di possibili rischi legati a un utilizzo non corretto o eccessivamente autonomo di questi strumenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ecosistema informativo sempre più articolato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine evidenzia infine come la ricerca di informazioni sanitarie sia diventata un processo sempre più distribuito tra diverse fonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 58% degli italiani la salute non passa più attraverso un unico canale informativo, ma attraverso una combinazione di strumenti digitali, professionisti sanitari, siti web, motori di ricerca e, sempre più spesso, sistemi di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nessun intervistato identifica l’AI come unica fonte autorevole</strong> in materia di salute, ma la sua presenza nel percorso informativo appare ormai consolidata e destinata a crescere nei prossimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario sta modificando le modalità con cui le persone cercano e interpretano le informazioni relative alla propria salute. Il ricorso sempre più frequente a questi strumenti per comprendere sintomi, esami e referti evidenzia una trasformazione delle abitudini informative che interessa soprattutto le fasce più giovani della popolazione.</p>
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		<title>Giornata Mondiale della Zanzara: aumento dei virus trasmessi e falsi miti smentiti da Rentokil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pest Control]]></category>
		<category><![CDATA[Rentokil]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Le zanzare non sono soltanto uno dei principali fastidi della stagione estiva. Negli ultimi anni, l&#8217;aumento delle temperature e il progressivo cambiamento delle condizioni climatiche hanno contribuito ad allungare il periodo di attività di questi insetti, anticipandone la comparsa in primavera e prolungandone la presenza fino all&#8217;autunno.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della Giornata Mondiale della Zanzara, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Le zanzare non sono soltanto uno dei principali fastidi della stagione estiva. Negli ultimi anni, l&#8217;aumento delle temperature e il progressivo cambiamento delle condizioni climatiche hanno contribuito ad allungare il periodo di attività di questi insetti, anticipandone la comparsa in primavera e prolungandone la presenza fino all&#8217;autunno.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-1024x1024.png" alt="Giornata Mondiale della Zanzara da Rentokil" class="wp-image-26957" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-1024x1024.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-300x300.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-150x150.png 150w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-768x768.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-800x800.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-440x440.png 440w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-600x600.png 600w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare-100x100.png 100w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Rentokil_zanzare.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della Giornata Mondiale della Zanzara, che si celebra il 20 agosto con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulle malattie trasmesse da questi insetti, cresce l&#8217;attenzione anche in Italia verso i rischi sanitari legati alla loro diffusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati sulle infezioni trasmesse dalle zanzare in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <strong>i dati diffusi dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità (ISS) </strong>e aggiornati al 20 luglio 2025, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono confermati <strong>10 casi di infezione da West Nile virus nell&#8217;uomo</strong>. Sette casi sono registrati nel Lazio, mentre gli altri tre sono segnalati in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre del 2025 sono inoltre registrati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>83 casi confermati di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/dengue-un-pericolo-in-aumento/">Dengue</a>, di cui 82 associati a viaggi all&#8217;estero e un caso autoctono;</li>



<li>51 casi confermati di Chikungunya, con 50 casi importati e un caso autoctono;</li>



<li>4 casi di infezione da virus Zika, tutti associati a viaggi all&#8217;estero;</li>



<li>12 casi di encefalite da zecche (TBE);</li>



<li>5 casi di Toscana virus.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che confermano la necessità di <strong>mantenere alta l&#8217;attenzione sui vettori di malattie infettive</strong> e sulle misure di prevenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rentokil sfata quattro falsi miti sulle zanzare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la loro diffusione, attorno alle zanzare <strong>continuano a circolare convinzioni errate </strong>che spesso influenzano i comportamenti delle persone. Ecco alcuni dei luoghi comuni più diffusi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le zanzare sono attratte dalla luce</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei miti più radicati riguarda l&#8217;idea che le zanzare sono attirate principalmente dalle <strong>luci accese</strong>. In realtà, questi insetti individuano le proprie vittime soprattutto attraverso <strong>l&#8217;anidride carbonica emessa durante la respirazione, il calore corporeo e alcuni composti </strong>presenti nel sudore e nei profumi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Alcune persone vengono punte perché hanno il &#8220;sangue dolce&#8221;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;espressione è molto comune, ma<strong> non trova riscontro scientifico</strong>. Le preferenze delle zanzare sembrano essere influenzate da diversi fattori biologici, tra cui la composizione chimica della pelle, la presenza di determinati acidi grassi e altri elementi metabolici che rendono alcune persone più attrattive di altre.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La citronella tiene sempre lontane le zanzare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La citronella è nota per il suo odore sgradito a diversi insetti, ma la sua efficacia come repellente <strong>non è assoluta</strong>. I risultati possono variare in base alla concentrazione della sostanza nell&#8217;ambiente e alla specie di zanzara presente. In alcuni casi l&#8217;effetto può risultare limitato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In montagna non esistono zanzare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questa convinzione è sempre meno valida. <strong>Alcune specie invasive presenti in Europa sono state osservate a quote elevate</strong>. La zanzara tigre (Aedes albopictus), ad esempio, è stata segnalata in alcune aree oltre i 600 metri di altitudine. Altre specie introdotte più recentemente, come Aedes koreicus e Aedes japonicus, sono in grado di adattarsi anche a quote comprese tra i 1.800 e i 1.900 metri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della prevenzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti del settore sottolineano come <strong>la prevenzione rappresenti lo strumento più efficace</strong> per limitare la proliferazione delle zanzare. Gli interventi effettuati nella fase larvale consentono infatti di agire prima che gli insetti raggiungano lo stadio adulto, riducendo la popolazione presente sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Fabio Landi, Quality Specialist Pest Management Expert di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/rentokil-100-anni-di-una-storia-di-ricerca-innovazione-e-qualita/">Rentokil Initial Italia</a>, i trattamenti larvicidi costituiscono una delle soluzioni più efficaci per la protezione di abitazioni, luoghi di lavoro e aree verdi, poiché permettono di intervenire in modo mirato sulla specie presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più spesso viene inoltre adottato <strong>il modello dell&#8217;Integrated Mosquito Management (IMM)</strong>, un approccio che combina monitoraggio, prevenzione e interventi mirati per contenere le infestazioni e ridurre l&#8217;impatto ambientale delle attività di controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo zanzare: attenzione anche ad altri infestanti volanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante i mesi più caldi aumentano anche le problematiche legate ad altri <strong>insetti volanti, come mosche e vespe</strong>, che possono proliferare rapidamente in contesti urbani e produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, <strong>la gestione integrata degli infestanti</strong> viene considerata <strong>un elemento importante</strong> sia per la tutela della salute pubblica sia per il mantenimento di condizioni igieniche adeguate negli ambienti domestici, lavorativi e negli spazi aperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Giornata Mondiale della Zanzara rappresenta un&#8217;occasione per richiamare l&#8217;attenzione su un fenomeno che va oltre il semplice disagio causato dalle punture. I dati relativi alle infezioni registrate in Italia mostrano come il monitoraggio e la prevenzione siano strumenti fondamentali per contenere i rischi sanitari associati alla diffusione di questi insetti.</p>
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		<item>
		<title>AGILE E+ MAX 107: la nuova spazzatrice compatta uomo a bordo di MP-HT</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/agile-e-max-107-la-nuova-spazzatrice-compatta-uomo-a-bordo-di-mp-ht/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=agile-e-max-107-la-nuova-spazzatrice-compatta-uomo-a-bordo-di-mp-ht</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[AGILE E+ MAX 107]]></category>
		<category><![CDATA[MP-HT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>MP-HT amplia la propria offerta nel settore delle macchine per la pulizia professionale con il lancio della nuova AGILE E+ MAX 107, una spazzatrice uomo a bordo compatta presentata in occasione di Interclean 2026. Il nuovo modello nasce dall&#8217;evoluzione di una macchina già presente nella storia dell&#8217;azienda e si propone come soluzione destinata ad ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>MP-HT amplia la propria offerta nel settore delle macchine per la pulizia professionale con il lancio della nuova AGILE E+ MAX 107, una spazzatrice uomo a bordo compatta presentata in occasione di Interclean 2026. Il nuovo modello nasce dall&#8217;evoluzione di una macchina già presente nella storia dell&#8217;azienda e si propone come soluzione destinata ad applicazioni in ambito industriale, logistico e commerciale.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-1024x683.jpg" alt="AGILE E+ MAX 107 di MP-HT" class="wp-image-26949" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee-1280x853.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4b471715-b6ec-46f1-9131-472c917bacee.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi distintivi figurano la struttura compatta, la facilità di utilizzo e una configurazione progettata per semplificare le operazioni di pulizia e manutenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un progetto sviluppato partendo da un modello storico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda, <strong>AGILE E+ MAX 107 rappresenta una reinterpretazione di uno dei modelli storici</strong> <a href="https://www.cleaningcommunity.net/mp-ht-the-sweepers-evolution/">MP-HT</a>, aggiornata per rispondere alle esigenze operative attuali del settore cleaning.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto punta a combinare <strong>dimensioni contenute, semplicità di gestione e affidabilità operativa</strong>, mantenendo al tempo stesso la possibilità di <strong>personalizzare la macchina </strong>in base ai diversi contesti applicativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La configurazione è stata sviluppata per agevolare il lavoro degli operatori chiamati a gestire quotidianamente attività di pulizia in ambienti caratterizzati da elevati standard di ordine e sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali caratteristiche tecniche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le funzionalità dichiarate per la nuova spazzatrice figurano diverse soluzioni orientate all&#8217;efficienza operativa e alla praticità d&#8217;uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le caratteristiche principali comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>architettura compatta per facilitare le operazioni in spazi ridotti;</li>



<li>sistema di controllo delle polveri mediante nebulizzazione dell&#8217;acqua;</li>



<li>raccolta dei rifiuti attraverso sistema &#8220;sporco in sacco&#8221;;</li>



<li>accesso semplificato ai componenti per le attività di manutenzione;</li>



<li>spazzole elettriche dotate di protezione antiurto;</li>



<li>comandi progettati per favorire un utilizzo intuitivo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è offrire una macchina <strong>in grado di operare in modo efficace </strong>anche in contesti caratterizzati da <strong>utilizzo frequente e spazi articolati</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="26953" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-1024x683.jpg" alt="Parte posteriore AGILE E+ MAX 107" class="wp-image-26953" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086-1280x853.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2086.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="26952" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-1024x683.jpg" alt="AGILE E+ MAX 107 cestini integrati" class="wp-image-26952" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105-1280x853.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/MP_HT-2105.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Destinata a logistica, industria e grande distribuzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">AGILE E+ MAX 107 è stata progettata <strong>per impieghi in diversi contesti professionali</strong>, tra cui magazzini, aree produttive, strutture della grande distribuzione organizzata, parcheggi, hub logistici e imprese di servizi di pulizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti evidenziati dall&#8217;azienda riguarda<strong> la struttura interamente metallica</strong>, scelta che punta a garantire robustezza e resistenza nel tempo. La presenza della <strong>ruota motrice sterzante contribuisce inoltre a migliorare la manovrabilità</strong> della macchina, facilitando gli spostamenti in corsie strette e aree operative complesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una proposta anche per il mercato del noleggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i possibili ambiti di utilizzo della nuova spazzatrice figura anche <strong>il settore del noleggio professionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione tra struttura robusta, manutenzione semplificata e facilità di utilizzo può rappresentare un elemento di interesse per gli operatori rental, che spesso ricercano macchine di ridurre i tempi di fermo e semplificare la gestione tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la rapidità delle operazioni di manutenzione e l&#8217;accessibilità dei componenti sono aspetti che possono contribuire a migliorare la disponibilità operativa del mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con AGILE E+ MAX 107, MP-HT introduce sul mercato una nuova spazzatrice uomo a bordo compatta destinata al settore della pulizia professionale. Presentata a <a href="https://www.cleaningcommunity.net/interclean-amsterdam-2026-numeri-record-e-nuove-prospettive-per-il-settore-cleaning/">Interclean 2026</a>, la macchina si rivolge a una vasta gamma di applicazioni, dall&#8217;industria alla logistica fino ai servizi di pulizia, puntando su compattezza, semplicità di gestione e facilità di manutenzione. </p>
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