600.000 addetti, il 73% donne, un ricambio del personale fino al 40% l’anno e una robotica ferma sotto il 15%: al Museum of Senses il confronto su come dati e automazione stiano ridisegnando le pulizie professionali



Al Museum of Senses di Milano, il 28 ottobre Renato Santinon, Direttore Pianificazione, Controllo e Innovazione di Dussmann Service, ha presentato ufficialmente Beyond Cleaning – Il cleaning nel Facility Management: oltre la pulizia, verso il sistema. Il volume è il primo in Italia interamente dedicato alla trasformazione tecnologica delle pulizie professionali negli ambienti complessi: aeroporti, ospedali, stazioni, grande distribuzione.
La tesi che lo attraversa: un lavoro rimasto per decenni senza strumenti di misura sta diventando una disciplina tecnica, e ciò che si misura entra nelle decisioni strategiche delle aziende.
Alla presentazione hanno partecipato 35 ospiti, tra amministratori delegati e figure di primo piano del comparto cleaning e del facility management. L’autore ha dialogato con Francesco Marino, fondatore di Digitalic e del podcast DigitMondo, firma della postfazione e moderatore della serata.

In collegamento da remoto è intervenuta Lucia Pallottino, direttrice del Centro di Ricerca Enrico Piaggio e professoressa di Robotica e Automazione all’Università di Pisa, autrice della prefazione.
Di cosa si parla
Il punto di partenza è la dimensione del settore. In Italia i servizi di pulizia e multiservizi occupano oltre 600.000 persone, e le donne sono il 73%. In Europa il comparto vale circa 120 miliardi di euro e impiega 3,7 milioni di addetti. Il ricambio del personale oscilla tra il 30% e il 40% l’anno, e il personale delle pulizie figura tra le prime classi professionali per denunce di infortunio in Italia.
A fronte di questi numeri, l’adozione strutturale di robotica e intelligenza artificiale nelle imprese italiane di servizi di pulizia è stimata sotto il 15%. Tra i produttori di macchine e prodotti della stessa filiera, circa un’azienda su due usa già soluzioni di IA. Nel mondo, intanto, nel 2024 sono stati venduti oltre 25.000 robot per il cleaning professionale, il 34% in più dell’anno precedente (International Federation of Robotics).
Il caso che meglio riassume la tesi del libro viene dalla sanità britannica. Nel 2016 il Queen’s Hospital di Romford ha confrontato tre approcci su stanze di degenza reali: la sola pulizia manuale abbatte la carica batterica del 61%, il solo robot a raggi UV del 78%, i due insieme del 91%. Trenta punti di differenza hanno portato l’ospedale ad adottare il robot come strato aggiuntivo al lavoro manuale; alcuni tecnici sono stati formati all’estero per la certificazione d’uso e il progetto ha ricevuto il premio ‘Working in Partnership»’dell’Association of Healthcare Cleaning Professionals.

La scala del cambiamento si legge nel retail. Walmart ha portato circa 1.860 scrubber autonomi nei negozi statunitensi in meno di un anno, tra la fine del 2018 e la primavera del 2019. Ogni punto vendita ha recuperato circa due ore al giorno di un addetto, riassegnato a servizi igienici, ingressi e assistenza ai clienti. Su quelle ore Francesco Marino, nella postfazione, pone la questione decisiva: “Le stesse due ore possono diventare presidio, ascolto, competenza tecnica, oppure semplicemente due ore in meno da pagare”.
Il risultato dipende da come la tecnologia viene governata. Una catena grocery statunitense aveva già acquistato scrubber robotizzati, ma bassa utilizzazione e prestazioni incostanti bloccavano il ritorno dell’investimento. Ridisegnando il servizio, formando il personale e ridistribuendo la flotta su 74 punti vendita, l’utilizzo dei robot è salito del 49% in nove settimane e i costi di cleaning e manutenzione sono scesi del 21%, oltre due milioni di dollari l’anno.
Lo stesso principio regge dall’aeroporto di Francoforte, dove i robot hanno pulito 1,6 milioni di metri quadri in sei mesi, alla Norwegian School of Sport Sciences di Oslo, dove 147 sensori hanno fatto risparmiare circa 500 ore di lavoro in un anno.
“Il cleaning sta diventando misurabile, scalabile, prevedibile. E quando qualcosa diventa misurabile, diventa strategico – scrive Santinon, che sposta però la responsabilità sulle scelte di chi gestisce – La dignità del lavoro non la restituisce il robot: la restituisce chi sceglie come usare il tempo che il robot ha liberato”.
Nella prefazione Lucia Pallottino legge il cleaning come un banco di prova severo per la robotica applicata: «Una robotica realmente utile non è quella che cancella la presenza umana, ma quella che consente alle persone di lavorare meglio, in modo più sicuro, più qualificato e più consapevole».
Il volume ospita anche la riflessione introduttiva di don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, che porta la questione sulle condizioni della transizione: «La domanda, dunque, non è “robot sì o no?” piuttosto è “a quali condizioni?”».
Altri numeri da Beyond Cleaning
- L’Italia guida la certificazione verde. A fine 2024 le imprese italiane di servizi di pulizia con Ecolabel UE sono 175, l’85% di tutte le licenze rilasciate nell’Unione per questi servizi. Erano 44 nel 2020: la spinta è arrivata dai Criteri Ambientali Minimi in vigore dal gennaio 2021.
- Gare: il prezzo pesa al massimo il 30%. Negli appalti di pulizia in cui la manodopera vale almeno metà dell’importo, il D.Lgs. 36/2023 fissa un tetto del 30% al punteggio economico ed esclude il criterio del minor prezzo.
- Acqua. Un floor scrubber di ultima generazione consuma 2,5–3 litri ogni 100 metri quadri, contro i circa 6 di una macchina tradizionale. Con le tecnologie di elettrolisi e riciclo integrato, acqua e chimica calano fino al 70%.
- La fatica in cifre. Le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico sono le patologie professionali più denunciate in Italia: 57.744 casi nel 2024, il 74,7% del totale con causa determinata, +21,6% in un anno.
- Chi investe e chi no. Il 36% dei responsabili di facility management prevede di acquistare robotica nei prossimi dodici mesi; il 43% non prevede alcun acquisto tecnologico (CMM Benchmarking Survey 2026).
Il libro

Beyond Cleaning – Il cleaning nel Facility Management: oltre la pulizia, verso il sistema, di Renato Santinon. Disponibile su Amazon in eBook, brossura e copertina rigida.
Renato Santinon
Lavora da oltre vent’anni nel facility management. Entrato in Markas nel 2004 come responsabile tecnico d’area, con esperienze in Austria e Romania, nel 2014 passa a Dussmann Service, dove dal 2017 è Direttore Pianificazione, Controllo e Innovazione e dal 2024 membro dello Steering Committee di Dussmann Italy. Innovation Manager certificato, ha seguito sperimentazioni di robot per la pulizia, esoscheletri, digital twin e IA per le gare d’appalto; tra i suoi brevetti, un robot lavapavimenti sviluppato con RCM e l’Università di Pisa. Beyond Cleaning è il suo primo libro; sta preparando l’edizione inglese.



