La tecnologia di elettrolisi del sale sviluppata da BWT France ha permesso di sostituire, secondo i dati comunicati dall’azienda, l’equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi chimici all’anno nell’industria francese della carta e del cartone. Il risultato si inserisce in un percorso avviato nel 2020, che punta a ridurre il consumo di prodotti chimici, i costi di trattamento delle acque e i rischi legati alla loro gestione

Trattamento delle acque nell’industria della carta: le sfide del settore
La riduzione dei costi operativi e il mantenimento della continuità produttiva rappresentano due priorità per le aziende cartarie. In un contesto caratterizzato, secondo i dati citati da BWT, da una contrazione del fatturato del settore del 2% nel 2025, i produttori sono alla ricerca di soluzioni per ottimizzare i consumi di acqua ed energia, limitare le spese di trasporto e diminuire l’impiego di sostanze chimiche.
Un aspetto rilevante riguarda il controllo biologico delle acque utilizzate nei processi industriali. La proliferazione di microrganismi e la formazione di biofilm possono compromettere il funzionamento degli impianti e provocare interruzioni della produzione. Il trattamento delle acque deve quindi assicurare condizioni operative adeguate, limitando al contempo i rischi per il personale e l’impatto ambientale.
Elettrolisi del sale per ridurre l’uso di biocidi chimici
Per rispondere a queste esigenze, BWT France propone la tecnologia BWT ECO-MX, un sistema che produce direttamente in loco una soluzione disinfettante a partire da acqua, sale ed elettricità.
Il trattamento è destinato sia all’acqua di reintegro sia a quella impiegata nei processi produttivi. L’obiettivo è controllare la proliferazione biologica e contrastare la formazione di biofilm, riducendo la necessità di utilizzare biocidi chimici tradizionali.
Secondo i dati forniti dall’azienda, dal 2020 l’applicazione di questa tecnologia presso diversi operatori del settore cartario francese ha consentito di sostituire l’equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi all’anno.
La produzione in loco del disinfettante può inoltre contribuire a ridurre la dipendenza dalle forniture esterne di prodotti chimici, un aspetto importante soprattutto in presenza di difficoltà di approvvigionamento o oscillazioni dei prezzi. Il sistema permette anche di limitare lo stoccaggio e la movimentazione di contenitori di biocidi all’interno degli stabilimenti.
BWT dichiara che la tecnologia può generare risparmi superiori al 55% sul budget annuale destinato al trattamento biocida. Si tratta di un valore indicativo comunicato dall’azienda, che non costituisce necessariamente il risultato ottenibile in ogni impianto, poiché i benefici economici dipendono dalle condizioni operative e dai trattamenti precedentemente utilizzati.
Sicurezza degli operatori e impatto ambientale
La riduzione dell’impiego di prodotti chimici può avere effetti anche sulla gestione della sicurezza negli stabilimenti. Diminuire la quantità di sostanze da trasportare, stoccare e movimentare può contribuire a contenere i rischi associati alle operazioni di trattamento.
La produzione del disinfettante direttamente nell’impianto può inoltre ridurre alcuni flussi logistici legati alla fornitura dei prodotti chimici. Sul piano ambientale, la soluzione è presentata da BWT come uno strumento per limitare l’impiego di biocidi tradizionali e contenere l’impatto dei trattamenti sugli scarichi industriali.
L’effettiva entità dei benefici ambientali dipende tuttavia dalle condizioni di utilizzo, dai consumi energetici del sistema e dalle caratteristiche delle acque trattate. Le informazioni diffuse dall’azienda non riportano una valutazione indipendente complessiva di questi aspetti.
Il caso MPH1865: tre generatori BWT ECO-MX installati
Un esempio di applicazione della tecnologia riguarda MPH1865, precedentemente nota come MP Hygiène e appartenente al Gruppo WEPA.
Dopo una prima installazione presso lo stabilimento storico di Annonay, nel dipartimento francese dell’Ardèche, l’azienda ha deciso di estendere la collaborazione con BWT France anche a una nuova unità produttiva realizzata nell’area di un ex sito industriale Canson.
Il nuovo impianto è destinato alla produzione di pasta di carta ottenuta da materiali riciclati, utilizzata per realizzare asciugamani di carta e carta igienica. Secondo quanto comunicato, il processo è finalizzato a evitare il ricorso a cellulosa vergine importata per queste produzioni.
Per accompagnare l’ampliamento delle attività, sono stati installati due ulteriori generatori BWT ECO-MX 27+, portando a tre il numero complessivo delle unità operative nei siti interessati.
Damien Rosier, responsabile della produzione cartaria di MPH1865, ha evidenziato i risultati osservati durante la collaborazione, con particolare riferimento al controllo biologico delle acque di processo, alla riduzione della dipendenza dai prodotti chimici e alla sicurezza del personale. L’estensione del sistema al nuovo impianto di riciclaggio rappresenta quindi un ulteriore passaggio nella gestione dei trattamenti biocidi del gruppo.
L’esperienza presentata da BWT France mostra come la produzione in loco di soluzioni disinfettanti tramite elettrolisi del sale possa rappresentare un’alternativa all’impiego tradizionale di biocidi chimici nell’industria cartaria. La riduzione delle sostanze utilizzate, la semplificazione della gestione degli approvvigionamenti e il possibile contenimento dei costi sono tra i principali vantaggi indicati.
I risultati dichiarati, compresa la sostituzione dell’equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi all’anno, si riferiscono all’esperienza comunicata dall’azienda e non sono accompagnati, nel materiale disponibile, da dati di verifica indipendente. La valutazione dell’efficacia della tecnologia richiede quindi di considerare le specificità dei singoli impianti, le prestazioni del trattamento e il bilancio complessivo dei costi e degli impatti ambientali.



