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	<title>Sostenibilità Archivi - Cleaning Community</title>
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	<title>Sostenibilità Archivi - Cleaning Community</title>
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		<title>Polti, il primo Bilancio di Sostenibilità: innovazione, responsabilità e benessere al centro della strategia aziendale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 22:20:39 +0000</pubDate>
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<p><strong>Tra i risultati più significativi del 2025</strong>, il rafforzamento dell’impegno ambientale grazie agli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica dei propri siti produttivi e a incrementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili: <strong>il 42% del fabbisogno energetico aziendale </strong>è oggi coperto dagli impianti fotovoltaici installati presso gli stabilimenti,<strong> il 45% della flotta aziendale </strong>è costituita da auto elettriche o full hybrid, mentre<strong> il tasso di occupazione femminile raggiunge il 65% del totale di </strong><strong>145 collaboratori</strong>, a testimonianza di un ambiente di lavoro inclusivo e bilanciato. Infine<strong> oltre 127 tonnellate di rifiuti </strong>sono gestite per promuovere il recupero dei materiali garantendo la piena conformità agli obblighi regolatori e la trasparenza nella gestione dei flussi di rifiuti.</p>
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<p>“<em>La pubblicazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità è un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza. Significa dare forma e misura a un percorso che appartiene da sempre all’identità di Polti e al suo modo di fare impresa, condividendo con trasparenza i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e gli ambiti in cui possiamo continuare a migliorare, con l’obiettivo di rendere la crescita sempre più sinonimo di benessere e valore condiviso</em>”, commenta <strong>Francesca Polti, </strong>Presidente e Amministratrice Delegata di Polti.</p>
<p>Polti è una realtà internazionale che progetta e produce piccoli elettrodomestici mantenendo il proprio quartier generale a Bulgarograsso in provincia di Como. <strong>In oltre 50 anni di attività</strong> l’azienda ha sviluppato un patrimonio di innovazione riconosciuto a livello mondiale, con oltre duecento posizioni di proprietà industriale e una costante attività di ricerca finalizzata a coniugare efficacia, sicurezza e rispetto per l’ambiente. Una tendenza all’innovazione che mantiene un tratto distintivo: la capacità di evolvere mantenendo saldo il legame con la propria origine.</p>
<p>Il <strong>modello di business</strong> di Polti è orientato alla <strong>creazione di valore nel lungo periodo</strong>, con particolare attenzione all’impatto delle proprie attività sull’ambiente, sul territorio e sulle persone. In questo contesto, la tecnologia del vapore, da sempre al centro dell’offerta aziendale, rappresenta un elemento distintivo dell’identità del Gruppo: una soluzione naturale che consente di svolgere le attività domestiche, come la cura della casa e dei tessuti, eliminando l’utilizzo dei detergenti chimici. Una visione che riflette un approccio alla sostenibilità radicato nella storia dell’azienda e oggi pienamente in linea con le crescenti esigenze di responsabilità ambientale e di consumo consapevole.</p>
<p>“C<em>rediamo che nessuna impresa possa affrontare da sola le sfide che abbiamo davanti perché la sostenibilità richiede visione, ma soprattutto la capacità di fare sistema: collaborazione tra aziende, istituzioni, filiere, territori, clienti e fornitori. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori possiamo generare un cambiamento che non sia episodico, ma autentico e duraturo. In linea con le scelte di questi anni, il nostro Bilancio è un ulteriore passo verso una rendicontazione sempre più trasparente e rigorosa.  La crescita di un’azienda si misura anche dalla capacità di guardare con onestà il proprio operato, riconoscendo i propri passi avanti, assumendosi l’impegno di quelli successivi</em>” dichiara Francesca Polti.</p>
<p>Per integrare sempre più la sostenibilità nel proprio modello di governance, Polti ha istituito un<strong> Comitato di Sostenibilità incaricato di presidiare le principali tematiche ESG</strong>, monitorare l’evoluzione normativa, individuare le priorità strategiche e promuovere il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. Contestualmente questa visione strategica ha prodotto anche un Piano di Sostenibilità che traduce gli obiettivi in azioni concrete, integrando progressivamente i criteri ambientali, sociali e di governance all’interno della pianificazione aziendale e dei processi decisionali.</p>
<h4><strong>Ambientale e sociale: efficienza energetica,  riduzione delle emissioni, economia circolare, ottimizzazione nell&#8217;utilizzo delle risorse e nella valorizzazione del capitale umano</strong></h4>
<p>Nel corso dell’esercizio 2025 la produzione energetica da fonte fotovoltaica ha coperto il 42% del fabbisogno elettrico complessivo e Polti ha avviato un percorso strutturato e sistematico per la misurazione e la rendicontazione delle emissioni a gas a effetto serra, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza delle performance ambientali. Nel rispetto dei principi dell’economia circolare, i prodotti Polti sono progettati privilegiando l’impiego di materiali ad elevata riciclabilità e, per quanto riguarda i rifiuti, Polti ha gestito 127,69 tonnellate con una quota residuale (0,09%) di rifiuti pericolosi.</p>
<p>Parallelamente, sul piano sociale, l’azienda investe nella valorizzazione del capitale umano, ponendo al centro il benessere delle persone, la sicurezza sul lavoro, la crescita professionale e la qualità delle relazioni interne, anche attraverso l’introduzione di modalità di lavoro agile che favoriscano autonomia e responsabilizzazione. Nel 2025 Polti conta <strong>145 collaboratori</strong>, tutti assunti con contratto a tempo indeterminato, a conferma di una politica aziendale orientata alla stabilità occupazionale e alla valorizzazione delle competenze. L’attenzione all’inclusione si riflette nella composizione della popolazione aziendale, costituita per il <strong>65%</strong> da donne e per l’<strong>8,3%</strong> da persone  provenienti da  Paesi esteri.</p>
<p>L’impegno verso il benessere delle proprie persone si traduce inoltre in iniziative concrete dedicate alla <strong>tutela della salute</strong> e alla promozione di stili di vita sani. In quest’ottica, Polti aderisce al programma WHP – Workplace Health Promotion-, promuovendo iniziative dedicate a corretti stili alimentari, prevenzione delle dipendenze e promozione di uno stile di vita attivo. Questo impegno è stato riconosciuto dalla <a href="https://www.promozionesalute.regione.lombardia.it/wps/portal/site/promozione-salute/dettaglioredazionale/setting/luoghi-di-lavoro/programma-whp-lombardia">Rete WHP Lombardia</a>, che ha conferito all’azienda il riconoscimento “<strong>Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute</strong>”.</p>
<h4><strong>Un ruolo centrale continua ad essere svolto dal rapporto con la comunità e il territorio</strong></h4>
<p>Polti conferma la volontà di generare valore condiviso attraverso collaborazioni con le istituzioni e il mondo accademico con le associazioni di categoria per attività di aggiornamento nel settore degli elettrodomestici e per contribuire allo sviluppo normativo e tecnico.  L’impegno sul territorio si traduce in <em>iniziative avviate con istituti di istruzione superiore e università</em> per avviare <em>Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)</em> e tirocini curriculari ed extracurriculari, che favoriscano il dialogo tra formazione e impresa e sostengano lo sviluppo delle competenze. Oltre a questo, Polti sostiene <em>iniziative sociali, umanitarie e sportive</em> coerenti con i propri valori aziendali. La sostenibilità viene così interpretata come un concetto che supera i confini dell’impresa per tradursi in un contributo concreto allo sviluppo di un benessere diffuso a beneficio della comunità in cui l&#8217;azienda opera.</p>
<p>Il primo Bilancio di Sostenibilità di Polti racconta un percorso che integra attenzione alle persone, tutela ambientale e sviluppo del territorio. Un impegno che trova espressione anche nella capacità di distribuire il 92,8% del valore generato ai propri stakeholder (fornitori, dipendenti, sistema finanziario, pubblica amministrazione e comunità) confermando la volontà di Polti di creare una crescita sostenibile e condivisa.</p>
<p><em>Scarica il Bilancio di Sostenibilità 2025</em>: <a href="http://www.polti.it/sostenibilita">www.polti.it/sostenibilita</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dai gusci di gambero all&#8217;idrogeno: la ricerca che punta a trasformare i rifiuti organici in risorse</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti organici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado di convertire scarti come i gusci di gambero in idrogeno, proteine destinate all&#8217;acquacoltura e carbonato di calcio</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg" alt="A Singapore di cerca di trasformare i gusci di gambero in idrogeno" class="wp-image-27159" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-2048x1365.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, ancora nella fase di laboratorio, punta a sfruttare materiali che normalmente finirebbero in discarica, riducendo al tempo stesso le emissioni associate al loro smaltimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il processo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il procedimento sviluppato dal team guidato dall&#8217;ingegnere elettrochimico <strong>Li Hong si articola in diverse fasi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>primo passaggio consiste nella frantumazione dei gusci di gambero</strong> fino a ottenere una pasta. Da questa miscela viene separato il carbonato di calcio, un composto utilizzato in numerosi settori, dall&#8217;edilizia fino ai prodotti farmaceutici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La parte restante</strong>, costituita principalmente da acidi organici e ammoniaca, <strong>viene inviata in un elettrolizzatore alimentato da energia solare.</strong> A differenza dell&#8217;elettrolisi tradizionale dell&#8217;acqua, questo sistema utilizza la biomassa come materiale di partenza, riducendo il fabbisogno energetico e limitando la produzione di ossigeno, uno degli elementi che rende più complessi gli impianti convenzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno prodotto viene raccolto durante questa fase, mentre i residui organici vengono successivamente trattati in un bioreattore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla biomassa anche proteine per l&#8217;acquacoltura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima fase del processo sfrutta <strong>batteri fototropici che fermentano la biomassa residua trasformandola in una proteina</strong> ad alto contenuto nutritivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i ricercatori, <strong>questo materiale potrebbe essere impiegato come ingrediente per l&#8217;alimentazione dei pesci e dei crostacei </strong>allevati. In questo modo si contribuisce a ridurre la dipendenza dalle farine ottenute dalla pesca di specie selvatiche, una pratica considerata una delle criticità dell&#8217;acquacoltura moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio consentirebbe quindi di valorizzare integralmente gli scarti, trasformandoli sia in energia sia in nuovi prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;obiettivo: un&#8217;idrogeno a emissioni di carbonio negative</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda <strong>il bilancio delle emissioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli autori, evitando che i rifiuti organici si decompongano in <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">discarica</a> e recuperando contemporaneamente materiali utili, il processo potrebbe arrivare a generare un bilancio complessivo di <strong>emissioni negative di carbonio</strong>, ovvero rimuovere più anidride carbonica di quanta ne venga emessa durante l&#8217;intero ciclo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta tuttavia di una valutazione riferita al sistema sperimentale sviluppato in laboratorio, che dovrà essere verificata su scala industriale attraverso analisi indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;idrogeno nella transizione energetica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi gran parte dell&#8217;idrogeno utilizzato dall&#8217;industria viene prodotto attraverso il reforming del <strong>gas naturale</strong>, processo che dà origine al cosiddetto &#8220;idrogeno grigio&#8221;, caratterizzato da elevate emissioni di CO₂.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni sta invece aumentando l&#8217;interesse verso <strong>l'&#8221;idrogeno verde&#8221;</strong>, ottenuto mediante elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno viene impiegato principalmente nella produzione di fertilizzanti e prodotti chimici, ma viene considerato anche<strong> una possibile soluzione per decarbonizzare comparti difficili </strong>da elettrificare, come il trasporto marittimo, l&#8217;aviazione e alcuni processi industriali ad alta intensità energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risultati promettenti, ma ancora da migliorare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel laboratorio della NTU il sistema è in grado di produrre circa <strong>14 litri di idrogeno all&#8217;ora</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stessi ricercatori riconoscono però che <strong>il rendimento è ancora inferiore rispetto alle attuali tecnologie commerciali dedicate </strong>all&#8217;idrogeno verde. Secondo gli esperti coinvolti nello studio, aumentare l&#8217;efficienza e ridurre i costi sarà fondamentale per rendere il processo competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;energia elettrica rappresenta infatti la principale voce di costo prevista per un eventuale impianto pilota capace di trattare circa 200 tonnellate di gusci di gambero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tecnologia applicabile anche ad altri rifiuti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi di maggiore interesse è la versatilità del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il team di ricerca, <strong>la tecnologia non è limitata agli scarti della lavorazione dei crostacei</strong> ma potrebbe essere adattata a numerosi altri materiali organici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>residui agricoli;</li>



<li>cartone;</li>



<li><a href="https://www.cleaningcommunity.net/raccolta-del-verde-lesempio-di-net/">erba</a>;</li>



<li>ortaggi;</li>



<li>sottoprodotti dell&#8217;industria dello zucchero;</li>



<li>biomasse provenienti dalla silvicoltura;</li>



<li>residui dell&#8217;industria della birra e dell&#8217;olio di palma.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa flessibilità potrebbe ampliare le possibilità di impiego del processo in contesti produttivi differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prime applicazioni industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia ha già suscitato interesse nel settore privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle aziende che ne ha ottenuto la licenza è <strong>Ki Hydrogen</strong>, società con sede a Londra che utilizza biomasse provenienti da agricoltura, silvicoltura e birrifici per produrre idrogeno e anidride carbonica destinata alla realizzazione di combustibili sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra impresa sta invece valutando l&#8217;impiego del processo per <strong>il recupero del carbonio contenuto nei fanghi di depurazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti, il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale rappresenterà la fase più complessa: oltre a garantire la disponibilità continua di biomassa, sarà necessario dimostrare la sostenibilità economica dell&#8217;intero ciclo e verificarne le prestazioni ambientali su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della Nanyang Technological University propone un approccio innovativo alla valorizzazione dei rifiuti organici, combinando la produzione di idrogeno con il recupero di materiali e nutrienti. Sebbene i risultati ottenuti in laboratorio siano incoraggianti, la tecnologia dovrà superare le sfide legate alla scalabilità, ai costi e alla verifica delle prestazioni ambientali prima di poter trovare un&#8217;applicazione diffusa. Se queste criticità verranno affrontate con successo, processi di questo tipo potrebbero contribuire a una gestione più efficiente delle biomasse di scarto e allo sviluppo di modelli produttivi più circolari.</p>
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		<title>Intelligenza Circolare 2026: a Roma torna l&#8217;evento dedicato a ecodesign, economia circolare e innovazione</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/intelligenza-circolare-2026-a-roma-torna-levento-dedicato-a-ecodesign-economia-circolare-e-innovazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intelligenza-circolare-2026-a-roma-torna-levento-dedicato-a-ecodesign-economia-circolare-e-innovazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 04:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Circolare 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi della transizione ecologica e digitale</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="427" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png" alt="Intelligenza circolare 2026" class="wp-image-27151" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-300x125.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-768x320.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1536x640.png 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-800x333.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1280x533.png 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un confronto sulle nuove normative europee</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento, organizzato da <strong>EconomiaCircolare.com</strong> e <strong>ISIA Roma Design</strong>, si svolgerà presso <strong>Villa Altieri</strong>. L&#8217;obiettivo è di approfondire gli effetti delle principali iniziative legislative europee che stanno interessando il settore della <a href="https://www.cleaningcommunity.net/italchimica-leader-della-sostenibilita/">sostenibilità</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi al centro del dibattito figurano il <strong>Regolamento Ecodesign per i prodotti sostenibili (<a href="https://www.cleaningcommunity.net/afidamp-webinar-tendenze-e-normative-esg/">ESPR</a>)</strong>, il <strong>Digital Product Passport</strong>, il futuro <strong>Circular Economy Act</strong>, l&#8217;evoluzione della responsabilità estesa del produttore nel settore tessile (EPR), la bioeconomia e il ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nei modelli di business circolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, università, centri di ricerca e aziende per discutere delle ricadute operative di queste trasformazioni normative e tecnologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un programma dedicato alle sfide della circolarità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La giornata si aprirà alle ore 9</strong> con la registrazione dei partecipanti, il welcome coffee e l&#8217;inaugurazione della mostra dedicata a progetti e servizi orientati all&#8217;ecoinnovazione, curata da ISIA Roma Design.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-27154" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali previsti dalle 10, il programma entrerà nel vivo con una <strong>keynote lecture</strong> del designer industriale <strong>Ross Lovegrove</strong>, seguita da una serie di tavole rotonde e interventi tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori saranno articolati attorno ad alcuni dei principali temi che caratterizzano l&#8217;evoluzione dell&#8217;economia circolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il nuovo quadro normativo europeo delineato dal Circular Economy Act;</li>



<li>l&#8217;implementazione del Regolamento Ecodesign;</li>



<li>il settore tessile tra progettazione, tracciabilità e responsabilità estesa del produttore;</li>



<li>il Digital Product Passport;</li>



<li>l&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale ai modelli di business circolari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle sessioni plenarie sono previsti numerosi <strong>Circular Speech</strong>, brevi interventi dedicati ad approfondimenti tecnici, casi di studio e progetti di ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I relatori attesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede la partecipazione di esponenti delle istituzioni europee, della ricerca e del mondo industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli speaker annunciati figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pierfrancesco Maran</strong>, presidente della Commissione ENVI del Parlamento europeo;</li>



<li><strong>Francesca Mariotti</strong>, presidente di ENEA;</li>



<li><strong>Antonio Delre</strong>, Project Officer del Joint Research Centre (JRC);</li>



<li><strong>Stefano Soro</strong>, responsabile dell&#8217;unità Green and Circular Economy della Commissione europea;</li>



<li><strong>Laura D&#8217;Aprile</strong>, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica;</li>



<li><strong>Agnieszka Sznyk</strong>, copresidente di ECESP e presidente del Consiglio di amministrazione di Innowo;</li>



<li><strong>Eline Boon</strong>, EU Policy Lead della Ellen MacArthur Foundation.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma comprende inoltre<strong> interventi di rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, del Joint Research Centre, di università italiane e internazionali, centri di ricerca e realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni per la sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla normativa alle applicazioni concrete</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti centrali dell&#8217;iniziativa sarà il confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sulle modalità con cui le nuove disposizioni europee potranno incidere sulla progettazione dei prodotti, sulla gestione delle filiere e sulla raccolta dei dati lungo il ciclo di vita dei beni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà dedicata al <strong>Digital Product Passport</strong>, considerato uno degli strumenti destinati a supportare la tracciabilità dei prodotti e la disponibilità di informazioni relative a materiali, riparabilità, riciclabilità e impatto ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della giornata saranno inoltre presentati esempi di servizi e progetti orientati all&#8217;ecoinnovazione già sviluppati in diversi contesti territoriali e produttivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Networking e mostra sull&#8217;ecoinnovazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai momenti di confronto istituzionale e tecnico, il programma prevede un <strong>networking lunch</strong> accompagnato da performance artistiche curate dal <strong>GreenLoop Festival</strong>, pensato come occasione di incontro tra professionisti, ricercatori e operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la giornata sarà inoltre visitabile la mostra organizzata da ISIA Roma Design, dedicata a progetti e servizi che applicano principi di ecodesign ed economia circolare nelle filiere produttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda edizione di <strong>Intelligenza Circolare</strong> si propone come un&#8217;occasione di confronto sui cambiamenti che stanno interessando il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità. Attraverso tavole rotonde, interventi tecnici e momenti di networking, l&#8217;evento metterà a confronto istituzioni, mondo della ricerca e imprese sui temi dell&#8217;ecodesign, della digitalizzazione e dell&#8217;economia circolare, con l&#8217;obiettivo di approfondire le implicazioni pratiche delle nuove politiche europee per i diversi settori produttivi.</p>
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		<item>
		<title>Sofidel e WWF Italia rinnovano la partnership triennale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sofidel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli stakeholder</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="669" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg" alt="Sofidel e WWF rinnovano la partnership" class="wp-image-27116" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-300x196.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-768x502.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1536x1003.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-2048x1337.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-800x522.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1280x836.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una collaborazione avviata nel 2008 e rinnovata fino al 2028</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo rappresenta il proseguimento di una collaborazione iniziata diciotto anni fa, quando <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-leader-mondiale-per-limpegno-sul-clima/">Sofidel</a> aderì al programma internazionale <strong>WWF Climate Savers</strong>, diventando la prima azienda manifatturiera italiana e la prima del settore tissue a livello mondiale a partecipare all&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo arriva in un anno simbolico per entrambe le organizzazioni, che celebrano <strong>il <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-un-francobollo-del-mimit-celebra-i-60-anni-del-gruppo-cartario/">sessantesimo anniversario</a> dalla propria fondazione</strong>. Secondo quanto comunicato dalle parti, la collaborazione continuerà a basarsi su un confronto costante tra azienda e organizzazione ambientalista, con l&#8217;obiettivo di supportare lo sviluppo delle strategie di sostenibilità del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello di collaborazione viene definito come una forma di dialogo continuativo, nel quale WWF Italia mette a disposizione competenze tecniche e consulenza per accompagnare Sofidel nelle proprie scelte in ambito ambientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre aree di intervento del nuovo accordo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano di lavoro previsto per il <strong>triennio 2026-2028</strong> si sviluppa lungo tre direttrici principali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Transizione climatica ed energetica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima area riguarda<strong> il clima e l&#8217;energia</strong>. La collaborazione sarà orientata a sostenere il percorso di riduzione delle emissioni e il mantenimento degli impegni assunti da Sofidel nell&#8217;ambito della <strong>Science Based Targets initiative (SBTi)</strong>, iniziativa internazionale che promuove obiettivi climatici coerenti con le evidenze scientifiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Approvvigionamento forestale responsabile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda linea di lavoro interessa la filiera delle materie prime di origine forestale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività previste comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aggiornamento dei criteri di approvvigionamento responsabile;</li>



<li>monitoraggio delle forniture;</li>



<li>analisi annuale della provenienza della materia prima;</li>



<li>verifica della tracciabilità lungo la catena del valore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda,<strong> questa collaborazione si estende sia all&#8217;Europa sia agli Stati Uniti </strong>grazie al supporto di WWF International.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sofidel evidenzia inoltre di utilizzare cellulosa proveniente da fonti certificate <strong>FSC®</strong> e <strong>PEFC</strong> per il 100% dei propri approvvigionamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sensibilizzazione e cultura della sostenibilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La terza area riguarda le attività di<strong> informazione e formazione</strong> rivolte agli stakeholder dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">WWF Italia collaborerà alla realizzazione di iniziative dedicate all&#8217;educazione ambientale e alla diffusione di buone pratiche lungo la catena del valore, mettendo a disposizione la propria esperienza sui temi della sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni delle organizzazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministratore delegato di Sofidel, <strong>Luigi Lazzareschi</strong>, ha sottolineato che <strong>la collaborazione con WWF ha contribuito</strong> negli anni allo sviluppo delle politiche aziendali in<strong> materia di energia, approvvigionamento responsabile e monitoraggio dei risultati</strong>, evidenziando come il rinnovo rappresenti un&#8217;opportunità per proseguire il percorso intrapreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la direttrice generale di WWF Italia, <strong>Alessandra Prampolini</strong>, ha evidenziato il valore della collaborazione, affermando che il confronto sviluppato negli ultimi diciotto anni ha favorito il consolidamento delle strategie aziendali sui temi ambientali e che il nuovo accordo punta a proseguire questo lavoro di fronte alle sfide legate al cambiamento climatico e alla tutela della natura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riconoscimenti ESG citati dall&#8217;azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato Sofidel richiama anche alcuni risultati ottenuti nelle principali valutazioni ESG internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2025 l&#8217;azienda riferisce di aver ricevuto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rating <strong>A-</strong> da <strong>CDP</strong> nelle categorie <em>Climate Change</em> e <em>Forests</em>, con il punteggio <strong>A</strong> per la gestione del legno (<em>Timber</em>) e per il coinvolgimento della catena di fornitura nelle iniziative sul clima;</li>



<li>la <strong>Medaglia Platinum</strong> di <strong>EcoVadis</strong>, riconoscimento che, secondo quanto riportato dall&#8217;azienda, colloca Sofidel tra l&#8217;1% delle imprese con le migliori valutazioni a livello globale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo dell&#8217;accordo tra Sofidel e WWF Italia conferma la prosecuzione di una collaborazione avviata nel 2008 e orientata a sviluppare iniziative nei settori della transizione climatica, della gestione responsabile delle filiere forestali e della sensibilizzazione sui temi ambientali. Il nuovo programma triennale definirà le attività comuni fino al 2028, proseguendo un percorso che le due organizzazioni intendono portare avanti attraverso il confronto tecnico e il monitoraggio degli obiettivi dichiarati.</p>
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		<title>Riciclo rifiuti e decarbonizzazione: l’Italia tra i leader europei dell’economia circolare, ma restano sfide aperte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Italia continua a distinguersi nel panorama europeo per i risultati ottenuti nell’economia circolare. Con un tasso di utilizzo circolare delle risorse pari al 21,6%, il Paese si colloca ben al di sopra della media dell’Unione Europea, ferma al 12,2%, e supera anche economie come Francia, Germania e Spagna. Tuttavia, secondo gli operatori del settore, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’Italia continua a distinguersi nel panorama europeo per i risultati ottenuti nell’economia circolare. Con un tasso di utilizzo circolare delle risorse pari al 21,6%, il Paese si colloca ben al di sopra della media dell’Unione Europea, ferma al 12,2%, e supera anche economie come Francia, Germania e Spagna. Tuttavia, secondo gli operatori del settore, per raggiungere il nuovo obiettivo europeo del 24% entro il 2030 sarà necessario accelerare il processo di trasformazione industriale e superare una serie di ostacoli normativi, tecnologici e di mercato.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1024x683.jpg" alt="ASSOAMBIENTE al Green Med Expo&amp;Symposium convegno riguardo il ricilo rifiuti e decarbonizzazione" class="wp-image-26881" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1280x854.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c.jpg 1708w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema è stato al centro del convegno<strong> “Quale futuro per il riciclo?”</strong>, organizzato nell’ambito del Green Med Expo &amp; Symposium di Napoli, durante il quale sono stati presentati dati e riflessioni sul ruolo del riciclo nella transizione ecologica e nella riduzione delle emissioni climalteranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumo di materie prime: una transizione ancora lenta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i progressi registrati sul fronte della <a href="https://www.cleaningcommunity.net/assoambiente-litalia-che-ricicla-2025/">circolarità</a>, il sistema produttivo italiano continua a mostrare elementi di fragilità. I dati evidenziano come da oltre un decennio<strong> il consumo di materia nel Paese si mantenga attorno agli 824 chilogrammi pro capite all’anno</strong>, un valore inferiore rispetto alla media europea di 1.335 chilogrammi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il confronto con altri Paesi europei mette in luce una dinamica meno favorevole. Mentre la Germania ha ridotto il proprio consumo di materiali del 23% nello stesso periodo,<strong> l’Italia ha registrato una diminuzione di appena l’1%</strong>, segnalando una difficoltà nel separare in modo significativo la crescita economica dall’utilizzo delle risorse naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge una forte dipendenza dalle importazioni di materie prime e combustibili fossili.<strong> Le importazioni di materiali hanno raggiunto i 498 chilogrammi pro capite</strong>, un dato sensibilmente superiore alla media europea di 334 chilogrammi. Una situazione che espone il sistema economico nazionale alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costruzioni e recupero dei materiali: il nodo degli aggregati riciclati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul fronte dell’estrazione primaria di risorse, l’Italia presenta valori inferiori rispetto alla media europea, con <strong>571 chilogrammi pro capite contro i 1.150 dell’UE</strong>. Nonostante ciò, il ricorso alle materie vergini continua a essere significativo e la sostituzione con materiali recuperati procede a rilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei settori maggiormente interessati da questa criticità è <strong>quello delle costruzioni</strong>. L’utilizzo di aggregati riciclati ottenuti dal trattamento dei rifiuti da <strong>costruzione e demolizione rimane infatti limitato</strong>, mentre continua il ricorso a nuove risorse provenienti dalle attività estrattive. Una situazione che si intreccia con il tema del consumo di suolo e con la necessità di integrare maggiormente le attività di bonifica ambientale nei processi di rigenerazione urbana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcune filiere faticano ancora a svilupparsi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il confronto sono emerse anche le difficoltà che interessano <strong>diverse filiere del riciclo</strong>. In alcuni comparti, come quello dei <a href="https://www.cleaningcommunity.net/raee-ecodom-si-conferma-il-piu-importante-consorzio-in-italia/">RAEE</a> (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), i livelli di raccolta risultano ancora insufficienti rispetto agli obiettivi previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri settori, tra cui plastica, tessile e rifiuti da costruzione e demolizione, devono invece fare i conti con una domanda ancora limitata di materiali riciclati e con un quadro normativo non sempre uniforme. Secondo gli operatori, queste condizioni rallentano lo sviluppo di mercati in grado di assorbire stabilmente le materie prime seconde generate dai processi di recupero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia circolare e decarbonizzazione sempre più collegate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riciclo viene oggi considerato non solo uno strumento per ridurre la produzione di rifiuti, ma anche un elemento chiave delle strategie di decarbonizzazione. Sebbene <strong>l’Italia registri livelli di emissioni inferiori</strong> alla media europea e un andamento complessivamente positivo nella riduzione dei gas serra,<strong> il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati per il 2030 e il 2050 richiederà ulteriori interventi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Elisabetta Perrotta, direttore di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/assoambiente-litalia-che-ricicla-2025/">ASSOAMBIENTE</a>, le performance dell’industria italiana del riciclo restano tra le migliori in Europa, ma persistono criticità in comparti strategici come plastica, tessile, edilizia e RAEE, dove la crescita è frenata dalla limitata maturità dei mercati e dalla scarsa domanda di materiali riciclati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perrotta ha inoltre sottolineato come il riciclo debba essere considerato sempre più una leva industriale e strategica, in grado di contribuire sia alla sicurezza degli approvvigionamenti sia alla riduzione delle emissioni climalteranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di un quadro normativo stabile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali richieste avanzate dagli operatori del settore vi è la necessità di un contesto normativo più stabile e uniforme. Secondo ASSOAMBIENTE, servono regole chiare e durature, strumenti fiscali capaci di incentivare gli investimenti nell’economia circolare e politiche di acquisto pubblico che favoriscano l’utilizzo di prodotti e materiali derivanti dal riciclo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="727" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1024x727.jpg" alt="" class="wp-image-26883" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1024x727.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-300x213.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-768x545.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1536x1091.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-800x568.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1280x909.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per consolidare i mercati delle materie prime seconde e <strong>ridurre progressivamente la dipendenza dalle risorse vergini e dalle importazioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati confermano che l’Italia occupa una posizione di rilievo nel panorama europeo dell’economia circolare, grazie a livelli di riciclo e riutilizzo delle risorse superiori alla media comunitaria. Tuttavia, il raggiungimento dei nuovi target europei richiederà interventi mirati per rafforzare le filiere del recupero, stimolare la domanda di materiali riciclati e ridurre la dipendenza dalle materie prime importate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida dei prossimi anni sarà trasformare i risultati già ottenuti in un modello economico più resiliente, capace di coniugare competitività industriale, sicurezza delle risorse e obiettivi di decarbonizzazione.</p>
<p>The post <a href="https://www.cleaningcommunity.net/riciclo-rifiuti-e-decarbonizzazione-litalia-tra-i-leader-europei-delleconomia-circolare-ma-restano-sfide-aperte/">Riciclo rifiuti e decarbonizzazione: l’Italia tra i leader europei dell’economia circolare, ma restano sfide aperte</a> appeared first on <a href="https://www.cleaningcommunity.net">Cleaning Community</a>.</p>
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		<title>Isola di San Servolo: da ex manicomio a polo culturale, accademico e di sostenibilità di Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[San Servolo]]></category>
		<category><![CDATA[VID]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>A pochi minuti di vaporetto da Piazza San Marco, l’Isola di San Servolo rappresenta oggi uno dei principali poli culturali e congressuali della laguna veneziana. Di proprietà della Città Metropolitana di Venezia e gestita da San Servolo Srl, società partecipata interamente dall’ente pubblico, l’isola ospita attività accademiche, eventi culturali, congressi internazionali e iniziative dedicate ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>A pochi minuti di vaporetto da Piazza San Marco, l’Isola di San Servolo rappresenta oggi uno dei principali poli culturali e congressuali della laguna veneziana. Di proprietà della Città Metropolitana di Venezia e gestita da San Servolo Srl, società partecipata interamente dall’ente pubblico, l’isola ospita attività accademiche, eventi culturali, congressi internazionali e iniziative dedicate alla ricerca e all’innovazione. La trasformazione di San Servolo è particolarmente significativa se si considera la sua storia. Per oltre due secoli l’isola è stata sede di un ospedale psichiatrico, funzione terminata nel 1978 con la chiusura dei manicomi italiani. Oggi gli edifici storici sono stati riconvertiti in strutture dedicate alla formazione, alla cultura e all’ospitalità.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-26829" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-1024x819.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-300x240.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-768x614.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-1536x1229.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-2048x1638.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-800x640.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_0_veduta_aerea_-1280x1024.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un campus internazionale nel cuore della laguna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni San Servolo si è affermata come <strong>un vero e proprio campus accademico internazional</strong>e. Sull’isola hanno sede istituzioni di rilievo nazionale e internazionale come la Venice International University (VIU), la Neuroscience School of Advanced Studies e la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di questi enti contribuisce a rendere l’isola un luogo di incontro tra studenti, ricercatori e professionisti provenienti da numerosi Paesi. Ogni anno, infatti, San Servolo ospita corsi specialistici, summer school, workshop e programmi di ricerca multidisciplinari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le realtà più rappresentative figura<strong> la Venice International University</strong>, fondata nel 1995 con l’obiettivo di favorire la cooperazione accademica internazionale. Oggi il consorzio riunisce università e istituti di ricerca provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente, Africa e Nord America, sviluppando programmi comuni dedicati alla formazione e alla ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la Neuroscience School of Advanced Studies ha scelto San Servolo come sede delle proprie attività. La scuola organizza corsi avanzati e workshop dedicati alle neuroscienze, coinvolgendo studiosi e ricercatori provenienti da tutto il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il centro sperimentale di cinematografia e le arti immersive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro protagonista della vita culturale dell’isola è la <strong>Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia</strong>, storico punto di riferimento per la formazione cinematografica italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A San Servolo si svolgono in particolare le attività dedicate alle arti immersive e al teatro. Negli ultimi anni è stato avviato il progetto CSC Immersive Arts, un centro dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione di contenuti legati alla realtà immersiva e alle nuove tecnologie audiovisive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polo punta a creare un ambiente in cui sperimentare strumenti innovativi per il cinema, le arti performative e la comunicazione digitale, affiancando alla formazione tradizionale nuove modalità di produzione e fruizione culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sede per eventi internazionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’isola ospita ogni anno <strong>oltre cento eventi tra congressi, seminari, manifestazioni culturali</strong> e incontri professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti che si svolgono regolarmente figurano il Venezia International Photo Festival, il<strong> Simposio internazionale sulla sostenibilità</strong>, il Biennale College Cinema, il Biennale College Immersive, le Officine di Spiritualità, la Summer School dell’European Observatory on Health Systems and Policies e il Venice Innovation Design (VID).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche numerose aziende nazionali e internazionali scelgono periodicamente San Servolo come sede per convention, presentazioni e incontri professionali, grazie alla presenza di spazi congressuali, strutture ricettive e servizi dedicati agli eventi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-1024x682.jpg" alt="Struttura all'isola di San Servolo" class="wp-image-26833" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-1024x682.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1-1280x853.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_2_ingresso_1.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un museo che racconta la storia dell’ex manicomio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aspetti più significativi dell’isola vi è la<strong> conservazione della memoria del suo passato manicomiale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2006 è stato inaugurato<strong> il Museo della Follia</strong>, che raccoglie documenti, strumenti e testimonianze legate all’attività dell’ospedale psichiatrico attivo sull’isola dal XVIII secolo fino al 1978.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esposizione propone un percorso storico che consente di comprendere l’evoluzione delle pratiche psichiatriche e le condizioni di vita all’interno delle istituzioni manicomiali. Tra i materiali conservati figurano cartelle cliniche, registri, fotografie, strumenti medici, apparecchiature scientifiche e manufatti realizzati dai pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il museo si propone come luogo di riflessione sulla storia della salute mentale e sulle trasformazioni che hanno interessato il sistema psichiatrico italiano nel corso del Novecento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un patrimonio culturale tra arte, archivi e libri antichi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’offerta culturale di San Servolo comprende anche <strong>un importante patrimonio artistico e documentale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel parco dell’isola sono esposte opere di artisti contemporanei italiani e internazionali, mentre durante l’anno vengono organizzate mostre, performance, residenze artistiche e iniziative legate alla musica e alle arti visive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente rilevanti sono anche i fondi archivistici e librari conservati sull’isola. Le raccolte comprendono migliaia di volumi, periodici, documenti storici e materiali scientifici provenienti dagli ex ospedali psichiatrici di San Servolo e San Clemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi si aggiunge il patrimonio archivistico che documenta oltre due secoli di attività manicomiale, rappresentando una fonte di grande interesse per studiosi e ricercatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impegno per la sostenibilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni San Servolo è stata <strong>coinvolta in un percorso di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi realizzati rientra il progetto Venice Lightyear, che prevede la riqualificazione degli impianti di illuminazione, l’installazione di infrastrutture per l’ormeggio elettrico e la realizzazione di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/polti-nuovo-impianto-fotovoltaico/">impianti fotovoltaici integrati</a> negli spazi dell’isola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa punta a incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili e a ridurre l’impatto ambientale delle attività presenti sull’isola. Si tratta inoltre di uno dei primi interventi di diffusione del fotovoltaico all’interno del centro storico veneziano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Venice Innovation Design e la rigenerazione dell’isola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i progetti più rappresentativi ospitati a San Servolo figura Venice Innovation Design (<a href="https://www.cleaningcommunity.net/vid-2026-design-sostenibilita-e-rigenerazione-urbana-protagonisti-sullisola-di-san-servolo/">VID</a>), manifestazione dedicata al rapporto tra design, innovazione e sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nata nel 2018, l’iniziativa accompagna il processo di riqualificazione dell’isola attraverso incontri, workshop e collaborazioni con aziende, università e professionisti del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni <strong>VID ha fatto da cornice a diversi interventi di ammodernamento delle strutture ricettive e degli spazi comuni</strong>, contribuendo a definire una nuova identità per l’isola, sempre più orientata all’accoglienza, alla cultura e alla formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l’Isola di <strong>San Servolo rappresenta un esempio di riconversione</strong> di un luogo storico <strong>in un centro dedicato alla conoscenza, </strong>alla cultura e all’incontro internazionale. La presenza di istituzioni accademiche, attività culturali, eventi congressuali e progetti di sostenibilità ne fanno una realtà articolata, in cui convivono memoria storica e nuove prospettive di sviluppo. Un percorso che continua a evolversi e che contribuisce a rafforzare il ruolo di Venezia come centro di ricerca, formazione e produzione culturale.</p>
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		<title>VID 2026: design, sostenibilità e rigenerazione urbana protagonisti sull’Isola di San Servolo</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/vid-2026-design-sostenibilita-e-rigenerazione-urbana-protagonisti-sullisola-di-san-servolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vid-2026-design-sostenibilita-e-rigenerazione-urbana-protagonisti-sullisola-di-san-servolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SLIDER HOME]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Perfect Toilet]]></category>
		<category><![CDATA[VID]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Isola di San Servolo si prepara ad accogliere la settima edizione di VID 2026 – Venice Innovation Design. L&#8217;iniziativa è promossa da San Servolo Srl in collaborazione con la Città Metropolitana di Venezia. L’evento si propone come un momento di confronto tra professionisti del design, architettura, ricerca, impresa e istituzioni sui temi dell’innovazione progettuale ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’Isola di San Servolo si prepara ad accogliere la settima edizione di VID 2026 – Venice Innovation Design. L&#8217;iniziativa è promossa da San Servolo Srl in collaborazione con la Città Metropolitana di Venezia. L’evento si propone come un momento di confronto tra professionisti del design, architettura, ricerca, impresa e istituzioni sui temi dell’innovazione progettuale e della sostenibilità. Anche per il 2026, la manifestazione si svolgerà all’interno di uno dei luoghi più significativi della laguna veneziana, coinvolto da anni in un percorso di trasformazione e valorizzazione che punta a coniugare tutela del patrimonio storico e nuove funzioni culturali e formative.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-26820" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-1024x684.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Isola-di-San_Servolo_1_panoramica_-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



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<h2 class="wp-block-heading">San Servolo, un luogo simbolo della trasformazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei secoli, l’Isola di San Servolo ha assunto funzioni molto diverse, passando da monastero a caserma e successivamente a <strong>ospedale psichiatrico</strong>. Questa stratificazione storica rappresenta oggi uno degli elementi distintivi dell’isola, che <strong>ospita attività universitarie, culturali e di ricerca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, VID utilizza il design come strumento di riflessione sui processi di rigenerazione urbana e sulla capacità dei luoghi di reinventarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema 2026: qualità e inclusività degli spazi pubblici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’edizione 2026 <strong>sarà dedicata alla qualità e all’inclusività degli spazi pubblici.</strong> Attraverso incontri, dibattiti e presentazioni di progetti, il programma intende <strong>approfondire il ruolo del design nella costruzione di ambienti più accessibili</strong>, sostenibili e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione si configura come un laboratorio aperto in cui professionisti provenienti da discipline differenti sono chiamati a confrontarsi su possibili soluzioni per le città del futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perfect Toilets: il progetto che ripensa i bagni pubblici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le iniziative centrali dell’edizione 2026 figura <strong>&#8220;<a href="https://www.cleaningcommunity.net/perfect-toilets-per-tutte-le-citta-italiane/">Perfect Toilets</a>&#8220;, progetto promosso da</strong> <a href="https://www.cleaningcommunity.net/clienti/sca-hygiene-products/">Tork</a> e IoArch e curato dall’architetto e critico Luigi Prestinenza Puglisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare l’attenzione su un’infrastruttura spesso considerata secondaria nelle politiche urbane: il bagno pubblico. Il progetto prende spunto dall’esperienza giapponese di “The Tokyo Toilet”, resa nota anche dal film “Perfect Days” del regista Wim Wenders, e <strong>punta a promuovere soluzioni </strong>che combinino <strong>funzionalità, qualità architettonica e accessibilità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver coinvolto <strong>34 studi di architettura italiani</strong>, il progetto arriva a VID con la mostra “<strong>100 progetti per 100 città</strong>”, che presenterà le proposte raccolte e aprirà il confronto tra progettisti, amministrazioni pubbliche, operatori immobiliari, aziende e media.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-26821" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-1024x575.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-300x168.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-768x431.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-1536x862.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-2048x1149.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-800x449.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/Perfect_Toilets_Massimo_Roj_01-1280x718.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A San Servolo il primo prototipo operativo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la manifestazione verrà presentato <strong>il primo prototipo funzionante sviluppato nell’ambito di Perfect Toilets</strong>. Il progetto è stato realizzato da Progetto CMR, guidata da Massimo Roj, e sarà installato sull’Isola di San Servolo entro l’estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modulo è concepito come <strong>una struttura autopulente collegata alla rete idrica e fognaria dell’isola</strong>. Il progetto prevede sistemi orientati a garantire <strong>standard elevati di igiene e sicurezza</strong>, oltre a un ambiente interno illuminato e ventilato naturalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i promotori, il sistema è stato progettato per essere adattabile a diversi contesti urbani e utilizzabile sia in installazioni permanenti sia in occasione di eventi temporanei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riqualificazione della Palazzina Zefiro</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26824" style="width:251px;height:auto" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-683x1024.jpg 683w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-200x300.jpg 200w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-768x1152.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-1024x1536.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-1365x2048.jpg 1365w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-800x1200.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-1280x1920.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/0_Palazzina_ZEFIRO_S-servolo_vid-SServolo-MartaM3-1-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>VID 2026 sarà anche l’occasione per presentare il rinnovamento della Palazzina Zefiro</strong>, una struttura ricettiva dell’isola composta da sei camere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento, realizzato da Pieces of Venice,<strong> si ispira al cinema italiano e prende spunto dalla mostra “Marcello, come here”</strong>, ospitata sull’isola dal Centro Sperimentale di Cinematografia.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Il progetto combina <strong>elementi di recupero provenienti dal mercato antiquario con arredi contemporanei</strong>, utilizzando richiami cromatici legati alla tradizione veneziana. L’intervento ha interessato anche gli spazi comuni e i bagni, con l’obiettivo di aggiornare l’offerta di ospitalità dell’isola mantenendo un legame con la sua dimensione culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<h2 class="wp-block-heading">Relatori e temi del programma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario di incontri prevede <strong>la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico</strong>, istituzionale e professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli ospiti annunciati figurano <strong>Andrea Ferrazz</strong>i, che interverrà sullo stato di attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, Magdalena Landry, che presenterà un progetto dedicato allo studio degli oceani, il sociologo Giampaolo Nuvolati, il botanico Antonio Perazzi e il designer della luce Mario Nanni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre previsti confronti su innovazione, sostenibilità, intelligenza artificiale e competitività internazionale con la partecipazione di esponenti del settore del design e dell’industria del legno-arredo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un percorso di rigenerazione iniziato negli anni scorsi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VID rappresenta anche una vetrina per i progetti che hanno interessato San Servolo negli ultimi anni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi realizzati figurano il rinnovo della reception, delle camere del Centro Soggiorno e della caffetteria dell’isola. Nelle precedenti edizioni sono stati inoltre presentati progetti come l’anfiteatro sostenibile stampato in 3D “Un Fiore a San Servolo”, inaugurato nel 2025, e Venice Light Year, programma di riqualificazione energetica che ha previsto l’installazione di 451 pannelli fotovoltaici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultimo intervento è stato sviluppato con l’obiettivo di incrementare l’autonomia energetica dell’isola e ridurre l’impatto ambientale delle attività ospitate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno sguardo al futuro dell’isola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>seconda giornata dell’evento sarà aperta anche alla cittadinanza</strong> e ospiterà una tavola rotonda dedicata al futuro di San Servolo. All’incontro parteciperanno alcune delle principali istituzioni presenti sull’isola, tra cui Venice International University, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Sea Beyond Ocean Literacy Center, il Campus MANA Design Craft and Architecture e la Neuroscience School of Advanced Studies.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dichiarato è favorire<strong> nuove forme di collaborazione tra le realtà che operano stabilmente sull’isola</strong> e condividere progetti di sviluppo per i prossimi anni.</p>
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		<title>L&#8217;economia circolare diventa motore dell’autonomia europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 09:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’economia circolare si conferma sempre più centrale nelle strategie industriali e ambientali europee. Non più considerata soltanto un obiettivo legato alla sostenibilità, oggi è</em> <em>indicata anche come uno strumento chiave per rafforzare la sicurezza economica e l’autonomia strategica dell’Europa.</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">Questo orientamento è emerso con forza durante la conferenza della European Circular Economy Stakeholder Platform ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’economia circolare si conferma sempre più centrale nelle strategie industriali e ambientali europee. Non più considerata soltanto un obiettivo legato alla sostenibilità, oggi è</em></strong> <strong><em>indicata anche come uno strumento chiave per rafforzare la sicurezza economica e l’autonomia strategica dell’Europa.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-1024x683.jpg" alt="Simbolo dell'economia circolare in Europa" class="wp-image-26596" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/05/pexels-singkham-178541-1108572-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo orientamento è emerso con forza durante la conferenza della<strong> European Circular Economy Stakeholder Platform (ECESP)</strong>, svoltasi a Bruxelles il 22 e 23 aprile, dove il dibattito si è concentrato sul futuro del Circular Economy Act e sulla creazione di un mercato unico europeo delle materie prime seconde.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del Circular Economy Act</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi affrontati durante la conferenza, particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di <strong>dare scala industriale alle attività di riciclo</strong> attraverso un sistema europeo integrato per le materie prime seconde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo del Circular Economy Act è infatti quello di <strong>favorire la nascita di un mercato unico europeo</strong> capace di migliorare il recupero dei materiali e ridurre la dipendenza da risorse esterne. Il tema risulta sempre più rilevante nel contesto economico e geopolitico attuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le circular factory nel settore automotive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i modelli industriali che stanno emergendo in Europa, un ruolo importante è occupato dalle cosiddette<strong> “circular factory”, in particolare nel comparto automotive.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di impianti industriali progettati per il recupero, il riutilizzo e la rigenerazione di componenti e materiali provenienti da veicoli a fine vita. Un approccio che punta a ottimizzare l’utilizzo delle risorse e a prolungare il ciclo di vita dei materiali,<strong> riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema dell’EPR nel settore arredo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La conferenza ha acceso i riflettori anche<strong> sul comparto dell’arredo</strong>, considerato ancora distante dagli obiettivi di transizione verso l’economia circolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto emerso, i rifiuti derivanti dai mobili rappresentano <strong>oltre il 4% del flusso dei <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">rifiuti solidi</a> urbani.</strong> Per affrontare questa criticità, è indicata come soluzione l’implementazione di programmi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Questi <strong>strumenti sono pensati per coinvolgere direttamente i produttori </strong>nella gestione del fine vita dei prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intervento di Stoyan Tchoukanov</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’evento è intervenuto anche <strong>Stoyan Tchoukanov</strong>, presidente della sezione NAT (agricoltura, sviluppo rurale e ambiente) del European Economic and Social Committee (CESE).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del confronto <strong>dedicato alla bioeconomia</strong>, Tchoukanov ha evidenziato il possibile contributo del settore agricolo allo sviluppo della circolarità europea, sottolineando come<strong> l’agricoltura possa rappresentare non soltanto un elemento di sostenibilità</strong>, ma anche un fattore di <strong>autonomia strategica</strong> e resilienza per le aree rurali.</p>
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		<title>Quando il Green non è green</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[Greenhushing]]></category>
		<category><![CDATA[Greenwashing]]></category>
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					<description><![CDATA[</p>
<p>Greenwashing e Greenhushing, le ragioni di mercato che vogliono creare confusione, la trappola del verde falso.</p>
<p>Il termine greenwashing è stato coniato nel 1986 dall&#8217;ambientalista statunitense Jay Westervel combinando &#8220;green&#8221; (verde) ewhitewashing  (imbiancare/camuffare). Se ne è parlato molto, ma continua a essere un tema ‘caldo’ per le conseguenze che può avere, tanto che le legislazioni dei ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25839" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/greenwashing-Blog_092321-768x431-1.webp" alt="" width="768" height="431" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/greenwashing-Blog_092321-768x431-1.webp 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/greenwashing-Blog_092321-768x431-1-300x168.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Greenwashing e Greenhushing, le ragioni di mercato che vogliono creare confusione, la trappola del verde falso.</p>
<p>Il termine <strong class="Yjhzub" data-processed="true">greenwashing</strong> è stato coniato nel 1986 dall&#8217;ambientalista statunitense Jay Westervel combinando &#8220;green&#8221; (verde) ewhitewashing  (imbiancare/camuffare). Se ne è parlato molto, ma continua a essere un tema ‘caldo’ per le conseguenze che può avere, tanto che le legislazioni dei vari Paesi si sono mosse per delineare linee di comportamento chiare e consapevoli e per mettere in guardia dall’equivoco equivoco in cui si può cadere prestando fede a dichiarazioni che non hanno corrispondenza con la realtà.</p>
<p>Il <em>greenwashing</em> viene definito come “<em>una pratica commerciale scorretta e attuata ai soli fini di marketing, tale da indurre in errore il consumatore, con la quale l’impresa vanta virtù ambientali che in realtà non possiede</em>”.</p>
<p>Come il termine <em>green </em>risulta quasi invasivo (non c’è settore in cui non venga quotidianamente citato, a proposito o a sproposito) <em>greenwashing</em> lo segue, magari un po’ alla lontana, ma è una parola importante. Perché definisce il grande bluff, la mistificazione per cui un prodotto, un’azione, un’operazione, una scelta indossano una patente di autorevolezza, di responsabilità, di sensibilità e si propongono all’incauto con decisione e invasività.</p>
<p>Il greenwashing quindi viene definito come una <strong>pratica di marketing ingannevole che presenta un prodotto, un servizio, un’azienda come ecologico o sostenibile ma non dà prove concrete o verificabili</strong>. L’origine del nome non è recente: Jay Westerveld, americano e ambientalista, fu il primo a usarlo (e crearlo) nel 1986. Lo aveva coniato per indicare con disapprovazione la pratica di alcune catene alberghiere di invitare i propri clienti a riutilizzare i loro asciugamani, facendo leva sull’impatto ambientale del lavaggio della biancheria. In realtà, però, l’invito posto dagli alberghi aveva come obiettivo il taglio dei costi di gestione dei lavaggi.</p>
<p>Primo esempio chiaro di come il greenwashing sia <strong>una strategia di marketing che sfrutta la sostenibilità ambientale a puro scopo economico</strong>, senza un vero interesse verso le politiche ambientali (anche se in verità, in questo caso, se lo guardiamo con gli occhi di oggi, i due propositi non sono così distanti, anzi).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-25840 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2023-11-02-alle-11.07.05.png" alt="" width="614" height="731" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2023-11-02-alle-11.07.05.png 614w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2023-11-02-alle-11.07.05-252x300.png 252w" sizes="auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px" /></p>
<p><strong>Il Greenhushing </strong></p>
<p>deriva dall&#8217;unione di &#8220;<strong class="Yjhzub" data-processed="true">green</strong>&#8221; (verde, riferito all&#8217;ambiente) e &#8220;<strong class="Yjhzub" data-processed="true">hushing</strong>&#8221; (da <em class="eujQNb" data-processed="true">to hush</em>, mettere a tacere) o &#8220;<strong class="Yjhzub" data-processed="true">hiding</strong>&#8221; (nascondere), indicando la pratica di aziende che, per paura di essere accusate di greenwashing, scelgono di tacere o minimizzare le proprie iniziative ambientali autentiche, anziché comunicarle.</p>
<p>È l&#8217;opposto del greenwashing, che è la pratica di esagerare i propri sforzi ecologici.<span class="uJ19be notranslate" data-wiz-uids="h0AaIc_1i,h0AaIc_1j,h0AaIc_1k" data-processed="true"><span class="vKEkVd" data-animation-atomic="" data-wiz-attrbind="class=h0AaIc_1i/TKHnVd;" data-processed="true"> </span></span>Si verifica quando le aziende minimizzano o nascondono deliberatamente i loro reali sforzi in materia di ambiente e sostenibilità, comportandosi in modo opposto al greenwashing, spesso per paura di reazioni negative, contenziosi legali o per apparire inadeguate rispetto alle ambiziose dichiarazioni ESG (Environmental, Social, Governance).</p>
<p>Sebbene eviti un controllo immediato, ostacola il progresso reale, erode la fiducia dei clienti e impedisce il riconoscimento di azioni autentiche, creando un &#8220;silenzio&#8221; attorno alle iniziative ambientali positive.</p>
<p><strong>Perché le aziende scelgono Greenhush</strong></p>
<p><em>Paura delle reazioni negative:</em> evitare le critiche per non aver fatto <em>abbastanza</em> in materia di sostenibilità, soprattutto con il crescente controllo ESG.</p>
<p><em>Rischi di contenzioso: p</em>reoccupazioni circa le cause legali di greenwashing se le affermazioni non sono perfettamente comprovate.</p>
<p><em>Pressione degli investitori:</em> preoccupazione che l&#8217;attenzione ESG possa essere percepita da alcuni investitori come un fattore che compromette i rendimenti finanziari.</p>
<p><em>Complessità: </em>la difficoltà di comunicare in modo efficace dati complessi sulla sostenibilità senza essere fraintesi.</p>
<p>Tutto questo si traduce i opportunità perse, se ci si trova davanti un potenziale cliente più informato e consapevole. Così, la fiducia viene a mancare &#8211; e sappiamo quanto sia difficile acquistarla e facile da perdere &#8211; il cliente si allontana.</p>
<p><strong>In sintesi</strong></p>
<p><strong>Greenwashing:</strong> esagerare o falsificare credenziali ecologiche (ad esempio, affermazioni &#8220;eco-compatibili&#8221; con poca sostanza).</p>
<p><strong>Greenhushing:</strong> minimizzare o nascondere i veri sforzi ecologici (ad esempio, un&#8217;azienda che riduce le emissioni ma non lo pubblicizza).</p>
<p><b>La serietà di un&#8217;Azienda è il suo patrimonio immateriale: tutelarlo è un dovere verso sé stessa e verso il cliente.</b></p>
<p>La comunicazione è essenziale, ma le aziende devono farlo  in modo trasparente, essere coerenti, riconoscere le carenze e utilizzare dati verificati per creare credibilità, trasformando i loro sforzi autentici in un punto di forza piuttosto che in una debolezza.</p>
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		<title>Il decimo Rapporto AsVis sullo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 09:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[agenda 2030]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto AsVis]]></category>
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<p><em>A ottobre a Roma è stato presentato Presentato il decimo Rapporto ASviS sullo sviluppo sostenibile: in un contesto globale drammatico, l’Italia arretra o procede al rallentatore.</em></p>
<p><em>In sintesi:</em> a livello globale, solo il 18% dei Target sarà raggiunto entro il 2030; L’Europa perde terreno su disuguaglianze, ecosistemi e partnership; L’Italia peggiora in sei Obiettivi su 17: ...</p>
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<div class="column">
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<p><em>A ottobre a Roma è stato presentato Presentato il decimo <strong>Rapporto ASviS</strong> sullo sviluppo sostenibile: in un contesto globale drammatico, l’Italia arretra o procede al rallentatore.</em></p>
<p><em>In sintesi:</em> a livello globale, solo il 18% dei Target sarà raggiunto entro il 2030; L’Europa perde terreno su disuguaglianze, ecosistemi e partnership; L’Italia peggiora in sei Obiettivi su 17: critica la situazione di povertà, ecosistemi e governance.</p>
<p>Il commento di <strong>Enrico Giovannini</strong>: “<em>La sostenibilità non è un fastidio, ma un investimento sul presente e sul futuro. Bisogna agire subito per invertire le tendenze attuali, ma è anche indispensabile rivedere il Piano Strutturale di Bilancio, per dare al Paese una prospettiva di sviluppo sostenibile, dopo e oltre il PNRR</em>”.</p>
<p><strong>Notizie preoccupanti </strong></p>
<p>Il decimo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) <strong>“L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”</strong>, presentato il 22 ottobre a Roma alla Camera dei Deputati, fotografa un mondo attraversato da crisi multiple e da un preoccupante arretramento sul piano della “pace, della giustizia e della tutela dei diritti, pilastri imprescindibili dello sviluppo sostenibile”, focus di attenzione di quest’edizione 2025 del Rapporto.</p>
<p>Nell’ultimo anno, <strong>gli indici relativi all’Italia</strong> <strong>mostrano un peggioramento rispetto all’anno precedente per sei Obiettivi su 17 e un aumento solo per tre</strong>; quelli per <strong>l’Unione europea si riducono in quattro casi su 16</strong>, ma <strong>migliorano significativamente in tre casi</strong>; a livello globale solo il 18% dei Target dell’Agenda 2030 sarà raggiunto, mentre guerre, crescenti disuguaglianze e instabilità geopolitiche minano i progressi compiuti finora.</p>
<p><strong>Rispetto al 2010 l’Italia peggiora per sei Obiettivi</strong> (sconfiggere la povertà; acqua pulita e servizi igienico- sanitari; ridurre le disuguaglianze; vita sulla Terra; pace, giustizia e istituzioni solide; partnership) ed è <strong>stazionaria per altri quattro</strong> (sconfiggere la fame; salute e benessere; imprese, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili). <strong>Miglioramenti limitati si rilevano in sei casi</strong> (istruzione di qualità; parità di genere; energia pulita e accessibile; lavoro dignitoso e crescita economica; lotta contro il cambiamento cli- matico; vita sott’acqua). <strong>Un forte aumento si rileva solo per l’economia circolare</strong>.</p>
<p><strong>Dei 38 Target specifici analizzati, solo undici (il 29% del totale) sono raggiungibili entro il 2030, mentre ventidue (58%) non verranno raggiunti.</strong></p>
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<p><strong>L&#8217;Unione Europea</strong></p>
<div class="column">
<p>Anche l’Unione Europea, un tempo leader della sostenibilità, mostra forti disomogeneità e presenta <strong>miglioramenti significativi rispetto al 2010 solo per cinque Obiettivi</strong> (energie rinnovabili, lavoro, imprese e innovazione, città sostenibili, lotta al cambiamento climatico) e regressi su disuguaglianze, ecosistemi e cooperazione internazionale. <strong>Dei 19 target specifici analizzati a livello UE, 11 (il 58%) sono raggiungibili e sei (32%) non potranno essere conseguiti</strong>, una situazione sostanzialmente opposta a quella italiana.</p>
<p>Il Rapporto evidenzia le contraddizioni tra gli impegni assunti a livello multilaterale e le politiche concrete dell’UE, in particolare l’aumento delle spese militari, la revisione al ribasso di alcune norme ambientali e sociali e il rischio di indebolire la posizione dell’Unione europea a livello globale.</p>
<p><strong>“Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità”</strong></p>
<p>Nel Rapporto  si legge che <strong>l’instabilità geopolitica e i conflitti armati</strong> (sono 59 quelli attivi nel mondo, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale) <strong>hanno determinato quasi 50 mila vittime civili nel 2024</strong>, con un aumento di circa quattro volte del numero di decessi di bambine, bambini e donne nel biennio 2023-2024 rispetto al periodo precedente, concentrati soprattutto a Gaza.</p>
<p><strong> La spesa militare ha raggiunto il livello record di 2.700 miliardi di dollari e potrebbe più che raddoppiare entro il 2035</strong>. Il numero di <strong>persone forzosamente sfollate ha superato 123 milioni</strong>, aumentando del doppio in dieci anni per effetto di guerre e cambiamenti climatici.</p>
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<div class="column">
<p>Parallelamente, <strong>i fondi destinati al sistema delle Nazioni Unite sono diminuiti del 30% in due anni</strong>, impattando sulla vita di <strong>oltre 30 milioni di persone</strong>.</p>
<p>Il costo annuale del servizio sul debito per i Paesi in via di sviluppo è al massimo storico (1,4 miliardi di dollari). Nonostante questo quadro drammatico, la diplomazia internazionale ha continuato a muoversi: <strong>il “Patto sul Futuro” del 2024 e “l’Impegno di Siviglia per la finanza allo sviluppo”, approvato nel 2025</strong> da oltre 150 Paesi, rappresentano segnali di un rinnovato impegno per la pace, la tutela dei diritti e la sostenibilità.</p>
<p>“<em>L’Italia, e non da oggi, non è in una condizione di sviluppo sostenibile</em> – sottolinea il <strong>direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini</strong> – <em>e i conflitti e le tensioni geopolitiche non aiutano, ma, come ha notato il Presidente Mattarella, oggi la sostenibilità viene percepita più come un fastidio che un investimento sul futuro</em>.</p>
<p><em>Purtroppo, è così, ma si tratta di un gravissimo errore. <strong>L’Italia continua a non dotarsi di politiche adeguate</strong>, mentre l’<strong>Europa sta facendo scelte errate</strong> e sta perdendo quel ruolo di guida nel campo della sostenibilità che aveva assunto negli ultimi anni. </em></p>
<p><em>Come segnalato già l’anno scorso, la <strong>mancanza di una strategia post-PNRR</strong> pone il nostro Paese in una condizione di <strong>estrema fragilità economica, sociale e ambientale</strong> e lo stesso Governo prevede che le politiche attuali non cambieranno nulla nei prossimi anni in termini di povertà, disuguaglianze ed emissioni di gas climalteranti. </em></p>
<p><em>Ecco perché l’ASviS propone interventi innovativi e robusti, nonché una profonda revisione del Piano Strutturale di Bilancio (PSB), per puntare a riforme e investimenti che portino il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile</em>”.</p>
<p><a href="https://asvis.it/rapporto-asvis-2025"><img loading="lazy" decoding="async" width="295" height="173" class="size-full wp-image-25830 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-18-alle-10.34.22.png" class="light"></a></p>
<p><strong>Il Rapporto AsVis</strong></p>
<p>Il Rapporto, realizzato con il contributo di centinaia di esperte ed esperti delle <strong>oltre 330 organizzazioni aderenti all’ASviS</strong>, offre un’analisi aggiornata e ragionata circa l’attuazione dell’Agenda 2030 nel mondo, in Europa e in Italia, avanzando proposte concrete nei diversi campi.</p>
<p><strong>I quattro capitoli del Rapporto</strong> analizzano le cause dei ritardi e le politiche europee e italiane dell’ultimo anno e propongono soluzioni concrete per accelerare il cammino dell’Unione europea e dell’Italia verso un futuro più equo e sostenibile, anche in attuazione degli impegni sottoscritti dall’Italia, nel settembre del 2024, con il “Patto sul Futuro” dell’ONU, ivi compresa la costruzione di una governance anticipante, che metta l’Italia in condizione di prevedere i rischi e orientare le scelte pubbliche nel medio-lungo periodo, un tema su cui l’ASviS ha lanciato il progetto Ecosistema futuro (ecosistemafuturo.it).</p>
<p>L’attuazione dell’Agenda 2030 non appare centrale nel disegno delle politiche pubbliche e le misure adottate nel 2025 non imprimono l’accelerazione necessaria e, in alcuni casi, risultano in contrasto con quanto previsto dalla Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS) 2022, adottata dall’attuale Governo a settembre del 2023, e poi dimenticata.</p>
<p>“<em>Ciononostante, l’Italia ha ancora l’opportunità di trasformare gli impegni che ha assunto a livello internazionale in politiche capaci di incidere sulla vita delle persone</em> – ha ribadito l<strong>a presidente dell’ASviS, Marcella Mallen</strong> – <em>Penso, ad esempio, alla Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG), proposta dall’Alleanza da circa un decennio ed ora in discussione parlamentare, volta ad analizzare gli effetti ambientali, sociali ed economici di lungo termine delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni. Come ASviS abbiamo da sempre uno sguardo attento ai giovani, orientato a promuovere un contesto di fiducia nei loro confronti, che li aiuti a mettersi in gioco, a partecipare alla vita pubblica e a farli sentire in grado di contribuire al miglioramento del mondo che li circonda</em>”.</p>
<p><strong>La proposta AsVis</strong></p>
<p>Per imprimere un vero cambio di rotta, l’ASviS propone di <strong>attivare cinque “leve trasformative”</strong> (governance, capitale umano, finanza, cultura e partnership) e <strong>intervenire su sei “aree strategiche”</strong>: salute, istruzione e competenze, con il rafforzamento del Sistema Sanitario Nazionale e un’educazione inclusiva; un’economia sostenibile e inclusiva, che favorisca lavoro dignitoso e riduca le disuguaglianze, anche di genere; sistemi alimentari resilienti e un’agricoltura sostenibile, con particolare riguardo a giovani e donne; la decarbonizzazione e l’accesso universale all’energia, incentivando rinnovabili ed efficienza energetica; città sostenibili, rigenerazione urbana e adattamento climatico; tutela dei beni comuni ambientali, in attuazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione riformati, su proposta dell’ASviS, nel 2022, con l’approvazione di una legge sul clima.</p>
<p>Tra le numerose proposte illustrate nel Rapporto, rientrano quelle volte a migliorare la partecipazione democratica e contrastare i fenomeni di erosione della fiducia delle cittadine e dei cittadini nelle istituzioni e nella democrazia rappresentativa.</p>
<p>“<em>In questa prospettiva rafforzare la democrazia è oggi una priorità</em> – ha sottolineato il <strong>presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini</strong> – <em>è necessario promuovere processi partecipativi realmente inclusivi, che consentano a cittadini, comunità locali e organizzazioni sociali di incidere sulle decisioni pubbliche. Serve garantire una governance multilivello, capace di integrare le competenze e le responsabilità di istituzioni nazionali, regionali e locali e favorire un coinvolgimento continuo e strutturato delle forze sociali, della società civile e del terzo settore. All’interno di questo impegno, va notato come l’Italia resti l’unico grande Paese europeo privo di una normativa che consenta il voto a distanza. Per colmare questa lacuna, va discusso al più presto il disegno di legge di iniziativa popolare sul voto fuorisede</em>”.</p>
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<div class="column">
<p>Dal Rapporto emergono con chiarezza le linee d’azione da intraprendere, ma è necessaria una riforma complessiva della governance nazionale dello sviluppo sostenibile e la definizione urgente del Piano per l’Accelerazione Trasformativa (PAT) che, nel settembre del 2023, il Governo italiano si è impegnato in sede ONU a definire per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Il PAT va sviluppato assicurando coerenza tra obiettivi, risorse e tempi di attuazione, integrando i due principali strumenti strategici nazionali già esistenti, cioè la SNSvS e il PSB. L’ASviS propone quindi di completare la revisione della SNSvS entro l’inizio del 2026, definire il PAT entro la metà del prossimo anno e approvare un nuovo PSB nel 2027, coerentemente con quanto precede il Patto di Stabilità e Crescita europeo.</p>
<p><em>Per approfondire</em>:</p>
<p>&#8211; <a href="https://asvis.it/autenticazione-rapporto-asvis-2025/">Il Rapporto ASviS 2025 completo</a></p>
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