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	<title>Sostenibilità Archivi - Cleaning Community</title>
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	<title>Sostenibilità Archivi - Cleaning Community</title>
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		<title>Data center e PFAS: i rischi ambientali nascosti dell’intelligenza artificiale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Data center]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;espansione dei data center, sostenuta dalla crescita dell’intelligenza artificiale, porta con sé interrogativi ambientali che vanno oltre il consumo di energia e acqua. Tra gli aspetti da approfondire c’è anche il possibile contributo di queste infrastrutture alla diffusione dei PFAS, sostanze chimiche persistenti utilizzate in alcune applicazioni industriali. Come evidenzia un’analisi pubblicata da EconomiaCircolare.com, ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L&#8217;espansione dei data center, sostenuta dalla crescita dell’intelligenza artificiale, porta con sé interrogativi ambientali che vanno oltre il consumo di energia e acqua. Tra gli aspetti da approfondire c’è anche il possibile contributo di queste infrastrutture alla diffusione dei PFAS, sostanze chimiche persistenti utilizzate in alcune applicazioni industriali. Come evidenzia un’analisi pubblicata da EconomiaCircolare.com, il tema riguarda diverse fasi della filiera tecnologica, dai sistemi di raffreddamento alla produzione dei semiconduttori, fino alla gestione dei rifiuti elettronici</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-scaled.jpg" class="light"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-1024x683.jpg" alt="Ram utilizzaga per l&apos;IA" class="wp-image-27432" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-2048x1365.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/pexels-martabranco-37113174-1280x853.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Data center e PFAS: un impatto ambientale ancora da monitorare</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La costruzione di nuovi data center è al centro di un dibattito che coinvolge comunità locali, istituzioni e operatori tecnologici</strong>, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Le principali preoccupazioni riguardano il fabbisogno energetico, le emissioni associate, il consumo di acqua e l’occupazione del suolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi fattori si aggiunge il possibile impatto dei <strong>PFAS</strong>, acronimo di sostanze per- e <strong>polifluoroalchiliche</strong>. Si tratta di una vasta famiglia di composti chimici impiegati in numerose applicazioni industriali e spesso definiti inquinanti eterni per la loro elevata persistenza nell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rapporto tra queste sostanze e i data center non dipende da un&#8217;unica fonte</strong>. Può coinvolgere i fluidi utilizzati per raffreddare i server, alcuni refrigeranti, i processi di fabbricazione dei chip e determinati agenti estinguenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;analisi di EconomiaCircolare.com, <strong>manca ancora un quadro sistematico che consenta di quantificare il contributo complessivo dei data center alla contaminazione da PFAS</strong>. È quindi importante distinguere tra la presenza documentata di queste sostanze in alcune applicazioni e la misura effettiva del loro impatto ambientale su scala globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raffreddamento dei server: il ruolo dei fluidi fluorurati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I server generano grandi quantità di calore e richiedono sistemi di raffreddamento in grado di mantenere temperature adeguate al funzionamento delle apparecchiature. Tradizionalmente, l’acqua è stata una delle risorse utilizzate per questo scopo, ma il suo consumo ha spinto gli operatori a valutare tecnologie alternative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste rientra il raffreddamento a<strong> immersione bifase</strong>. Questa è una soluzione che prevede di immergere i server in un liquido dielettrico, capace di assorbire il calore senza condurre elettricità. Il fluido evapora e viene successivamente condensato, consentendo il trasferimento del calore attraverso un circuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio pubblicato nell’aprile 2025 sulla rivista Nature, condotto da ricercatori di <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESiAEB6zswFTGpW-hg9f_MmjgkQi1QtQacBKkMhW3tL0HUMsLyqYtU7qS_5RgOOpK6400S0vs5bw7oP_2mKJL_7v9DHnSdQIElaAFpAjAxCyHO2qpf7RK2wptN3MUwa1IkhcPSP9RK-o2m4YJMPxXStIcybiqAXbblgMDT7xfAmY80W9fzZjMrFWsL">Microsoft</a> e WSP, ha analizzato i benefici potenziali di queste tecnologie. Secondo i risultati riportati nell’analisi di EconomiaCircolare.com, <strong>il raffreddamento a immersione potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 15-21%,</strong> il <strong>consumo energetico del 15-20% e quello idrico del 31-52%.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I vantaggi dipendono tuttavia dalla <strong>tecnologia adottata e dalle condizioni operative.</strong> Inoltre, alcuni dei fluidi impiegati nel raffreddamento bifase appartengono alla famiglia dei composti fluorurati e possono includere PFAS, sollevando interrogativi sulla loro persistenza ambientale e sulla gestione di eventuali perdite o fuoriuscite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le aziende che operano in questo mercato figurano Chemours e Syensqo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima ha sviluppato fluidi fluorurati destinati al raffreddamento a immersione e ha collaborato con Samsung Electronics per verificarne le prestazioni. Syensqo, invece, propone fluidi della linea Galden PFPE, basati su perfluoropolieteri, per applicazioni di raffreddamento industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’impiego di queste sostanze evidenzia una possibile contraddizione</strong>: alcune tecnologie possono contribuire a ridurre i consumi energetici e idrici dei data center, ma richiedono anche una valutazione dei potenziali rischi chimici associati ai fluidi utilizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non tutte le infrastrutture adottano queste soluzioni. Microsoft</strong>, per esempio, ha dichiarato di <strong>non utilizzare PFAS</strong> nei sistemi di raffreddamento dei propri data center. La presenza di alternative tecnologiche rende quindi importante valutare le scelte progettuali dei singoli operatori, senza generalizzare le caratteristiche di una soluzione all&#8217;intero settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas refrigeranti e TFA: un problema che va oltre i data center</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I possibili collegamenti tra infrastrutture digitali e contaminazione da PFAS non riguardano soltanto i liquidi utilizzati per il raffreddamento a immersione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche alcuni sistemi di refrigerazione tradizionali impiegano gas fluorurati</strong>, tra cui gli idrofluorocarburi (HFC) e le idrofluoroolefine (HFO). Questi composti presentano caratteristiche differenti e sono stati introdotti anche per ridurre alcuni impatti climatici associati ai refrigeranti precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la degradazione atmosferica di determinati refrigeranti fluorurati può produrre acido trifluoroacetico (TFA), una sostanza estremamente persistente e mobile nell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il TFA è oggetto di attenzione scientifica e regolatoria per la sua diffusione ambientale e per le caratteristiche tossicologiche</strong>. Come riportato da EconomiaCircolare.com, il Comitato di valutazione dei rischi dell&#8217;Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha espresso valutazioni riguardanti la sua classificazione, mentre l&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;ambiente ha evidenziato il contributo dei precursori gassosi alle concentrazioni ambientali di questa sostanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema riguarda quindi <strong>una questione più ampia rispetto alle singole infrastrutture digitali</strong>: la diffusione dei refrigeranti fluorurati e dei prodotti della loro degradazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dei data center potrebbe contribuire ad aumentare la domanda di sistemi di refrigerazione, ma non sono disponibili, nelle informazioni considerate, dati sufficienti per quantificare la quota di TFA attribuibile specificamente a queste infrastrutture. Per misurare tale contributo servirebbero dati sui refrigeranti utilizzati, sulle quantità impiegate e sulle emissioni lungo il loro ciclo di vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Semiconduttori e rifiuti elettronici: i PFAS lungo la filiera tecnologica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore punto di attenzione riguarda <strong>la produzione dei semiconduttori</strong>. I chip impiegati nei server sono realizzati attraverso processi industriali complessi, tra cui la fotolitografia, che possono richiedere l&#8217;impiego di sostanze fluorurate in specifiche fasi della lavorazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda crescente di capacità di calcolo, anche per applicazioni di intelligenza artificiale, alimenta il mercato dei semiconduttori e può quindi incidere sulla domanda delle sostanze necessarie alla loro produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le informazioni riportate dalla fonte, <strong>Chemours ha indicato l&#8217;espansione della propria produzione di resine fluorurate</strong> tra le attività legate alle prospettive del mercato dei semiconduttori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre però <strong>distinguere tra la presenza di composti fluorurati nei processi industriali e la loro effettiva dispersione <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESgwEB6zswFTdPyGf_vkq6x3ZDK6ZxstRi3ULWzx8_0h8gC8EpBajd6kUuPQuzhGzqbTWy25JNPfLNA-meU_JUSFeHtSFFo9ywHa9NqDLAXZFaHPkjez3xmq2k-OyapmMMTd_8v1Df_Jx5QkyyJ7zZZ-Eot5gsqus_PS0OReAQDVa4OJUj7g">nell&#8217;ambiente</a>: </strong>quest&#8217;ultima dipende dalle sostanze specifiche, dalle modalità di utilizzo, dai sistemi di contenimento e dal trattamento dei residui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra questione riguarda la gestione dei rifiuti elettronici. L&#8217;aggiornamento delle apparecchiature informatiche genera componenti dismessi che devono essere raccolti, trattati e recuperati correttamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi citati dalla fonte segnalano che i rifiuti elettronici possono rappresentare una<strong> fonte di rilascio di sostanze chimiche</strong>, compresi alcuni PFAS, in determinate condizioni. Il rischio dipende dalle caratteristiche dei materiali e dalle modalità di smaltimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, la valutazione dell&#8217;impatto ambientale dei data center dovrebbe comprendere non soltanto la fase di funzionamento, ma anche la produzione dei componenti, la durata delle apparecchiature e la gestione dei materiali a fine vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sistemi antincendio: quali criticità per i data center?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I data center ospitano apparecchiature elettriche, server e, in alcune infrastrutture, sistemi di accumulo a batterie</strong>. La protezione antincendio deve quindi essere progettata in funzione dei rischi specifici e della necessità di proteggere apparecchiature sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storicamente, tra gli agenti estinguenti impiegati in alcuni ambienti tecnologici figurano <strong>FM-200 e Novec 1230</strong>, sostanze che richiedono una valutazione specifica rispetto alla loro composizione e classificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Novec 1230 era prodotto da 3M, che ha annunciato nel 2022 l&#8217;intenzione di <strong>interrompere la produzione di PFAS entro la fine del 2025</strong>. L&#8217;azienda ha successivamente confermato il proprio percorso di uscita da questa categoria di sostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo ambito è importante evitare generalizzazioni: non tutti gli agenti estinguenti hanno la stessa composizione e non tutti i sistemi antincendio utilizzati nei data center contengono PFAS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano normativo, il regolamento europeo 2025/1988 ha introdotto modifiche all&#8217;allegato XVII del regolamento REACH riguardanti le schiume antincendio contenenti PFAS, stabilendo restrizioni e disposizioni transitorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario di applicazione varia in funzione delle condizioni previste dalla normativa. La data del 23 ottobre 2030, indicata nell&#8217;analisi di EconomiaCircolare.com, riguarda una specifica scadenza relativa alle schiume antincendio e non deve essere interpretata come un divieto generalizzato, a partire da quel giorno, di qualsiasi agente estinguente contenente PFAS in ogni applicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valutare correttamente i rischi dei data center è quindi <strong>necessario considerare la tipologia di sistema installato</strong>, le sostanze impiegate e le disposizioni normative applicabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le alternative ai PFAS e la necessità di un monitoraggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La riduzione dei possibili impatti ambientali richiede un approccio che tenga conto dell&#8217;intero ciclo di vita delle infrastrutture digitali.</strong> Le alternative ai composti fluorurati esistono per diverse applicazioni, ma la loro sostenibilità deve essere valutata caso per caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il raffreddamento dei server possono essere considerate soluzioni monofase basate su acqua o fluidi a base di idrocarburi, mentre per la refrigerazione esistono opzioni che utilizzano refrigeranti naturali, come anidride carbonica e ammoniaca. Anche nel settore della protezione antincendio sono disponibili soluzioni che non impiegano PFAS, da selezionare in base ai requisiti di sicurezza dell&#8217;impianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste alternative non sono necessariamente equivalenti sotto ogni aspetto. Efficienza energetica, consumi idrici, compatibilità con le apparecchiature, costi, sicurezza operativa e impatto ambientale devono essere valutati congiuntamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un passaggio fondamentale riguarda inoltre la disponibilità di dati affidabili. Per comprendere il contributo dei data center alla contaminazione da PFAS sarebbe utile disporre di informazioni comparabili sui fluidi impiegati, sulle emissioni, sulle perdite accidentali, sui processi produttivi coinvolti e sulla gestione dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un sistema di monitoraggio più strutturato permetterebbe di distinguere i rischi potenziali da quelli effettivamente rilevati e di orientare gli investimenti verso soluzioni con un impatto complessivo inferiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita dell&#8217;intelligenza artificiale rende necessario valutare i data center non soltanto in termini di prestazioni, consumi energetici ed efficienza, ma anche rispetto alle sostanze utilizzate nelle diverse fasi della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I PFAS rappresentano un tema da approfondire perché alcune applicazioni legate al raffreddamento, alla produzione dei semiconduttori e alla protezione antincendio possono coinvolgere questi composti o sostanze fluorurate correlate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le informazioni disponibili evidenziano potenziali criticità, ma non consentono di quantificare in modo complessivo il contributo dei data center alla contaminazione ambientale da PFAS. Per farlo servono dati specifici e un monitoraggio sistematico, oltre a una valutazione comparativa delle alternative tecnologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è quindi individuare soluzioni che permettano di sostenere lo sviluppo delle infrastrutture digitali limitando, per quanto possibile, i rischi per l&#8217;ambiente lungo l&#8217;intero ciclo di vita.</p>
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		<item>
		<title>Nilfisk aumenta l’uso di plastica riciclata nelle attrezzature per la pulizia</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/nilfisk-aumenta-luso-di-plastica-riciclata-nelle-attrezzature-per-la-pulizia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nilfisk-aumenta-luso-di-plastica-riciclata-nelle-attrezzature-per-la-pulizia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Nilfisk]]></category>
		<category><![CDATA[plastica riciclata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’impiego di materiali riciclati nelle attrezzature per la pulizia professionale è una delle strategie adottate da Nilfisk nel proprio percorso verso un’economia più circolare. L’azienda sta ampliando l’utilizzo di plastica riciclata in diverse linee di prodotto, con l’obiettivo di ridurre il ricorso a materie prime vergini mantenendo gli standard dichiarati di prestazioni, affidabilità e ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’impiego di materiali riciclati nelle attrezzature per la pulizia professionale è una delle strategie adottate da Nilfisk nel proprio percorso verso un’economia più circolare. L’azienda sta ampliando l’utilizzo di plastica riciclata in diverse linee di prodotto, con l’obiettivo di ridurre il ricorso a materie prime vergini mantenendo gli standard dichiarati di prestazioni, affidabilità e durata</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="280" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacf9afe303851f127324c8.jpg" alt="Nilfisk aumenta l’impiego di plastica riciclata" class="wp-image-27427" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacf9afe303851f127324c8.jpg 600w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacf9afe303851f127324c8-300x140.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Plastica riciclata post-consumo e post-industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei propri prodotti, Nilfisk utilizza due tipologie di plastica riciclata. </strong>La prima è quella post-consumo (<strong>PCR</strong>), ottenuta da prodotti che hanno già raggiunto la fine del loro utilizzo. La seconda è la plastica riciclata post-industriale (<strong>PIR</strong>), derivante dagli scarti generati durante i processi produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione di questi materiali permette di reimpiegare <strong>risorse già disponibili, contribuendo a ridurre il consumo di plastica vergine </strong>e a prolungare il ciclo di vita delle materie prime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le percentuali di plastica riciclata nei prodotti Nilfisk</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcune delle attrezzature dell’azienda incorporano già quote rilevanti di plastica riciclata</strong>. Le percentuali indicate da Nilfisk variano in funzione del modello:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>VP300, VP400 e VP500: fino al 38% di <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESeAHrOzAVO8aPEysm4ppTwpQIuRtzC2SM15uQXxhGSE0s3R9H_Y34Vjr06lEISIpS4OcxQX3xXpg9_DskbrNq6U7ZkjJyf4tP6RyuVzQpDoXOBpRVBBKvVyj-9LAG_Kfy8PWhB7rd2ZTt30hy6CiYgHIdNbWWccTidg">plastica riciclata</a>;</li>



<li>VP700: 33%;</li>



<li>SW3000: 25%;</li>



<li>SC550: 21%.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi valori mostrano come<strong> l’impiego di materiali riciclati possa essere esteso a diverse tipologie di attrezzature per la pulizia</strong>. Le percentuali riportate si riferiscono ai singoli prodotti e non rappresentano necessariamente la quota media di plastica riciclata utilizzata nell’intero portafoglio dell’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’obiettivo per il 2028</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di Nilfisk prevede <strong>un ulteriore incremento dell’impiego di materiali riciclati.</strong> Entro il 2028, l’azienda punta a utilizzare 1.280 tonnellate di plastica riciclata in linee di prodotto selezionate, con l’obiettivo di sostituire fino al 30% della plastica vergine impiegata in questi prodotti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-1024x463.jpg" alt="" class="wp-image-27429" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-1024x463.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-300x136.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-768x348.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-1536x695.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-2048x927.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-800x362.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/6aacff1864023c61641f392c-1280x579.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un traguardo futuro, che riguarda specifiche linee di prodotto e che dovrà essere valutato sulla base dei risultati effettivamente raggiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Materiali circolari per ridurre l’impiego di risorse vergini</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’utilizzo di plastica riciclata rappresenta <strong>una delle possibili leve per ridurre il ricorso a materie prime vergini nella produzione di attrezzature professionali.</strong> Per valutarne l’impatto complessivo, tuttavia, è necessario considerare anche aspetti come la durata dei prodotti, la loro riciclabilità a fine vita e i processi necessari per recuperare e trasformare i materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Nilfisk, l’obiettivo al 2028 indica la direzione intrapresa: aumentare progressivamente la presenza di plastica riciclata in alcune linee di prodotto, integrando l’impiego di materiali circolari con i requisiti di prestazione richiesti dalle attrezzature per la pulizia professionale.</p>
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		<title>Tessile post-consumo, Humana e Assoambiente: la sostenibilità economica al centro del futuro dell’EPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[epr]]></category>
		<category><![CDATA[Tessile post-consumo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>La filiera del tessile post-consumo si prepara all’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), un sistema che punta a coinvolgere i produttori nella gestione dei prodotti a fine vita. In vista di questo cambiamento, sostenibilità economica, tracciabilità e valorizzazione delle infrastrutture esistenti sono stati al centro dell’incontro organizzato il 25 settembre 2026 presso l’impianto ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La filiera del tessile post-consumo si prepara all’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), un sistema che punta a coinvolgere i produttori nella gestione dei prodotti a fine vita. In vista di questo cambiamento, sostenibilità economica, tracciabilità e valorizzazione delle infrastrutture esistenti sono stati al centro dell’incontro organizzato il 25 settembre 2026 presso l’impianto di selezione di Humana People to People Italia a Pregnana Milanese, nell’ambito della campagna Impianti Aperti di Assoambiente</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-1024x683.jpg" alt="Tessile post-consumo Humana" class="wp-image-27423" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-2048x1366.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/10/HUMANA-PEOPLE-IMPIANTI-APERTI-24.09.2026-4865-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa ha riunito oltre 60 rappresentanti di comuni, aziende tessili, utility e consorzi per discutere le prospettive industriali del settore e le criticità da affrontare per sviluppare un sistema di gestione più integrato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">EPR per il tessile: sostenibilità economica e collaborazione tra operatori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro si è articolato in <strong>due tavoli di confronto dedicati alla filiera del tessile post-consumo</strong>, dalla raccolta alla selezione, fino al riutilizzo e al riciclo dei materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il primo panel ha coinvolto rappresentanti di aziende tessili, operatori ambientali e consorzi</strong>, con l’obiettivo di <strong>analizzare le relazioni tra i diversi soggetti della catena del valore</strong>. Il confronto ha evidenziato l’importanza delle collaborazioni industriali e degli investimenti nelle infrastrutture, insieme alla necessità di garantire qualità e tracciabilità dei flussi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione dell’<strong>EPR rappresenta un passaggio rilevante per l’organizzazione del settore.</strong> Perché il nuovo sistema possa funzionare, sarà necessario definire condizioni economiche che consentano di sostenere le attività di raccolta, selezione e trattamento, valorizzando al contempo le competenze già presenti sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Karina Bolin, presidente di Humana People to People Italia, la sostenibilità economica deve essere affrontata già nella fase di preparazione del nuovo sistema, senza fare affidamento esclusivamente sui futuri contributi dell’EPR. La disponibilità di modelli operativi efficienti e durevoli sarà determinante per contenere i costi della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESgwEB6zswFaA-4P_JPPcJIE46ROvQWEbHPyZXZLIcEEbdu7uFyhgG2yOCjxV8KCpIER0jzPZDq7tZHi-woEYT4DXU3tidQ1KrC73MCJtPbYvfOWNSI6zCUt2obQJfM7L6bwTTCLJmm9spkgoqO1T-AmWmnwba76D8rt62fDPJafutsqShhA">Assoambiente</a> ha sottolineato la necessità di <strong>regole chiare</strong>, <strong>investimenti e collaborazione tra gli operatori</strong>. Per l’associazione, il nuovo quadro normativo dovrà riconoscere il ruolo delle attività di selezione, fondamentali per individuare i materiali che possono essere riutilizzati o avviati al riciclo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esportazione degli abiti usati: il ruolo delle filiere internazionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo panel ha affrontato il tema dell’<strong>esportazione degli abiti usati al di fuori dell’Europa</strong>, soffermandosi sulle condizioni necessarie per garantire una gestione trasparente dei flussi e sulle ricadute economiche e sociali nei Paesi di destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro, <strong>Humana ha presentato le testimonianze raccolte durante una visita</strong> effettuata nel luglio 2026 in Malawi insieme ai consorzi Erion Textiles e Reconomy. Al centro del racconto, le attività del centro di smistamento di DAPP, organizzazione collegata alla rete Humana nel Paese africano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati presentati da Humana, grazie alla selezione effettuata in Italia e in Europa prima dell’esportazione e alle successive attività di smistamento in loco, <strong>meno dell’1% del materiale trattato nel centro risulta non recuperabile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’organizzazione evidenzia inoltre il contributo di queste attività all’economia locale, attraverso la creazione di opportunità lavorative e il finanziamento di progetti sociali e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il confronto ha permesso di approfondire una questione complessa</strong>: <strong>l’impatto dell’esportazione degli abiti usati </strong>dipende anche dalla <strong>qualità dei materiali</strong>, dalle <strong>modalità di gestione </strong>e dalla <strong>trasparenza della filiera</strong>. Per questo, secondo i partecipanti, è importante sviluppare sistemi di controllo e tracciabilità senza trascurare le relazioni commerciali internazionali e le competenze presenti nei Paesi di destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Humana ha annunciato che nel 2027 intende offrire nuovamente agli stakeholder interessati la possibilità di visitare le attività della propria rete in Malawi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impianto Humana di Pregnana Milanese: capacità e risultati del 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La visita all’impianto ha consentito ai partecipanti di osservare le attività di selezione e valorizzazione dei tessili post-consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/f7XAFvyiPaZIiS9iDISAZUvQMapu-EfkfGITzpZ20EaoVfcKfm04TfaUgCtyAT91bZ_XayvljSaBbA5H4C0uagNBvI5dbJym52-ikygFYWSO9qYrFHxopW3UArLz8oF-IA5xXEZHTDfSoN7UQqarnv_9DRyP_mjx7gQ2y-1mcHw?purpose=inline" alt="Viaggio dentro l’impianto Humana di Pregnana Milanese, cassonetti solidali: ogni giorno 30 camion di abiti da “riciclare”"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attivo dal 2012 e ammodernato nel 2023,<strong> l’impianto di Pregnana Milanese dispone di una capacità di trattamento che può raggiungere le 12.000 tonnellate annue.</strong> La struttura utilizza sistemi digitali per la gestione e la tracciabilità dei flussi, affiancati da un processo di selezione che distingue i materiali in 25 macro-categorie e circa 65 sotto-categorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività combina automazione e competenze specialistiche del personale, con l’obiettivo di indirizzare i capi e i materiali verso le destinazioni più appropriate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati comunicati da Humana per il 2025 indicano che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>64,5% del materiale selezionato è stato destinato al riutilizzo</strong>;</li>



<li>il 25,6% è stato avviato al riciclo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le due percentuali rappresentano complessivamente il 90,1% del materiale selezionato. Il restante 9,9% non è dettagliato nelle informazioni disponibili, che non specificano le destinazioni delle diverse frazioni residue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati dichiarati offrono un&#8217;indicazione del ruolo che gli impianti di selezione possono svolgere nella gestione dei tessili a fine vita. La capacità di distinguere i materiali in base alle loro caratteristiche costituisce infatti un passaggio importante per favorire il riutilizzo e il recupero, riducendo il ricorso allo smaltimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro della filiera tessile tra riutilizzo e riciclo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’introduzione dell’EPR richiederà di coordinare gli obiettivi ambientali con la sostenibilità economica delle attività industriali</strong>. La disponibilità di impianti, competenze tecniche e sistemi di tracciabilità rappresenta una base su cui costruire il nuovo modello, ma sarà necessario definire regole e condizioni operative in grado di sostenerne lo sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto riguarda la <strong>gerarchia nella gestione dei rifiuti</strong>: il riutilizzo, quando possibile, deve essere distinto dal riciclo e considerato nella pianificazione delle attività di recupero. La selezione dei materiali assume quindi una funzione centrale, perché consente di individuare le diverse possibilità di valorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineato da Humana e Assoambiente, la collaborazione tra produttori, operatori ambientali, consorzi e amministrazioni sarà determinante per affrontare le criticità della filiera. Allo stesso tempo, la dimensione internazionale del mercato degli abiti usati rende necessario valutare le condizioni effettive di gestione dei materiali lungo tutta la catena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto promosso da Humana People to People Italia e Assoambiente ha riportato l’attenzione sulle condizioni necessarie per rendere operativo il futuro sistema EPR per il tessile: sostenibilità economica, tracciabilità, investimenti e collaborazione tra gli attori della filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati presentati sull’impianto di Pregnana Milanese mostrano il peso delle attività di selezione nel percorso di valorizzazione dei tessili post-consumo. La sfida per i prossimi anni sarà integrare queste competenze nel nuovo quadro normativo, sostenendo il riutilizzo e il riciclo e assicurando che gli obiettivi ambientali siano accompagnati da modelli industriali economicamente sostenibili.</p>
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		<title>Industria cartaria: BWT riduce l&#8217;impiego di biocidi chimici con l&#8217;elettrolisi del sale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[BWT]]></category>
		<category><![CDATA[Industria cartaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>La tecnologia di elettrolisi del sale sviluppata da BWT France ha permesso di sostituire, secondo i dati comunicati dall&#8217;azienda, l&#8217;equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi chimici all&#8217;anno nell&#8217;industria francese della carta e del cartone. Il risultato si inserisce in un percorso avviato nel 2020, che punta a ridurre il consumo di prodotti chimici, i ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La tecnologia di elettrolisi del sale sviluppata da BWT France ha permesso di sostituire, secondo i dati comunicati dall&#8217;azienda, l&#8217;equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi chimici all&#8217;anno nell&#8217;industria francese della carta e del cartone. Il risultato si inserisce in un percorso avviato nel 2020, che punta a ridurre il consumo di prodotti chimici, i costi di trattamento delle acque e i rischi legati alla loro gestione</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/10/Papeterie3.jpeg" alt="Industria cartaria" /></figure>
</div>


<h2 id="h-trattamento-delle-acque-nell-industria-della-carta-le-sfide-del-settore" class="wp-block-heading">Trattamento delle acque nell&#8217;industria della carta: le sfide del settore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione dei costi operativi e <strong>il mantenimento della continuità produttiva rappresentano due priorità per le aziende cartarie.</strong> In un contesto caratterizzato, secondo i dati citati da BWT, da una contrazione del fatturato del settore del 2% nel 2025, i produttori sono alla ricerca di soluzioni per ottimizzare i consumi di acqua ed energia, limitare le spese di trasporto e diminuire l&#8217;impiego di sostanze chimiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto rilevante riguarda il <strong>controllo biologico delle acque utilizzate nei processi industriali</strong>. La proliferazione di microrganismi e la formazione di biofilm possono compromettere il funzionamento degli impianti e provocare interruzioni della produzione. Il trattamento delle acque deve quindi assicurare condizioni operative adeguate, limitando al contempo i rischi per il personale e l&#8217;impatto ambientale.</p>



<h2 id="h-elettrolisi-del-sale-per-ridurre-l-uso-di-biocidi-chimici" class="wp-block-heading">Elettrolisi del sale per ridurre l&#8217;uso di biocidi chimici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere a queste esigenze, <strong>BWT France propone la tecnologia BWT ECO-MX</strong>, un sistema che produce direttamente in loco una soluzione disinfettante a partire da acqua, sale ed elettricità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il trattamento è destinato sia all&#8217;acqua di reintegro sia a quella impiegata nei processi produttivi</strong>. L&#8217;obiettivo è controllare la proliferazione biologica e contrastare la formazione di biofilm, riducendo la necessità di utilizzare biocidi chimici tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati forniti dall&#8217;azienda,<strong> dal 2020 l&#8217;applicazione di questa tecnologia </strong>presso diversi operatori del settore cartario francese <strong>ha consentito di sostituire l&#8217;equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi all&#8217;anno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione in loco del disinfettante può inoltre contribuire a ridurre la dipendenza dalle forniture esterne di prodotti chimici, un aspetto importante soprattutto in presenza di difficoltà di approvvigionamento o oscillazioni dei prezzi. Il sistema permette anche di limitare lo stoccaggio e la movimentazione di contenitori di biocidi all&#8217;interno degli stabilimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BWT dichiara che la tecnologia può generare risparmi superiori al 55% sul budget annuale destinato al trattamento <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESgwEB6zswFYtb1f19bZJxduP8euXyNzQWQJTJEbsbSmM4NRN_iu39nfJIdX3J62zYKMgd1KfWKW0e1cnwaRgAYEr6lD1aewroJXzAKrsvhDZSWUg6T3HlXfodqTo8JZmIGx0JhmPf7HcEmZ6_VX6kUJ_cIkCORA7gijVjbPAAiFpXiZBo7w">biocida</a>. Si tratta di un valore indicativo comunicato dall&#8217;azienda, che non costituisce necessariamente il risultato ottenibile in ogni impianto, poiché i benefici economici dipendono dalle condizioni operative e dai trattamenti precedentemente utilizzati.</p>



<h2 id="h-sicurezza-degli-operatori-e-impatto-ambientale" class="wp-block-heading">Sicurezza degli operatori e impatto ambientale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione dell&#8217;impiego di prodotti chimici può avere effetti anche sull<strong>a gestione della <a href="https://www.google.com/goto?url=CAESgAEB6zswFZiYtwdWQ_2rRxIayzxkgr4Vi7ceC-GksudZXFEUvfclCCH-v3dZtGs0Wd2wQrPZ0EQxDsjAKCVU4zwlISYQ_YezipNbPyHm32eOaMSfZYbGRefTCnwmMPkjrMO9-fA8S4yvB3QPtl0dAP-BueiB7_UW6QRvgrE_P3MeQw">sicurezza</a> negli stabilimenti</strong>. Diminuire la quantità di sostanze da trasportare, stoccare e movimentare può contribuire a contenere i rischi associati alle operazioni di trattamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La produzione del disinfettante direttamente nell&#8217;impianto può inoltre ridurre alcuni flussi logistici </strong>legati alla fornitura dei prodotti chimici. Sul piano ambientale, la soluzione è presentata da BWT come uno strumento per limitare l&#8217;impiego di biocidi tradizionali e contenere l&#8217;impatto dei trattamenti sugli scarichi industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;effettiva entità dei benefici ambientali dipende tuttavia dalle <strong>condizioni di utilizzo, dai consumi energetici del sistema e dalle caratteristiche delle acque trattate.</strong> Le informazioni diffuse dall&#8217;azienda non riportano una valutazione indipendente complessiva di questi aspetti.</p>



<h2 id="h-il-caso-mph1865-tre-generatori-bwt-eco-mx-installati" class="wp-block-heading">Il caso MPH1865: tre generatori BWT ECO-MX installati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di applicazione della tecnologia riguarda MPH1865, precedentemente nota come MP Hygiène e appartenente al Gruppo WEPA.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dopo una prima installazione</strong> presso lo stabilimento storico di Annonay, nel dipartimento francese dell&#8217;Ardèche, <strong>l&#8217;azienda ha deciso di estendere </strong>la collaborazione con BWT France anche a una nuova unità produttiva realizzata nell&#8217;area di un ex sito industriale Canson.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo impianto è destinato alla produzione di pasta di carta ottenuta da materiali riciclati</strong>, utilizzata per realizzare asciugamani di carta e carta igienica. Secondo quanto comunicato, il processo è finalizzato a evitare il ricorso a cellulosa vergine importata per queste produzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per accompagnare l&#8217;ampliamento delle attività, sono stati installati due ulteriori generatori BWT ECO-MX 27+, portando a tre il numero complessivo delle unità operative nei siti interessati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Damien Rosier, responsabile della produzione cartaria di MPH1865, ha evidenziato i risultati osservati durante la collaborazione, con particolare riferimento al controllo biologico delle acque di processo, alla riduzione della dipendenza dai prodotti chimici e alla sicurezza del personale. L&#8217;estensione del sistema al nuovo impianto di riciclaggio rappresenta quindi <strong>un ulteriore passaggio nella gestione dei trattamenti biocidi del gruppo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esperienza presentata da BWT France mostra come la produzione in loco di soluzioni disinfettanti tramite elettrolisi del sale possa rappresentare un&#8217;alternativa all&#8217;impiego tradizionale di biocidi chimici nell&#8217;industria cartaria. La riduzione delle sostanze utilizzate, la semplificazione della gestione degli approvvigionamenti e il possibile contenimento dei costi sono tra i principali vantaggi indicati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati dichiarati, compresa la sostituzione dell&#8217;equivalente di 1.000 tonnellate di biocidi all&#8217;anno, si riferiscono all&#8217;esperienza comunicata dall&#8217;azienda e non sono accompagnati, nel materiale disponibile, da dati di verifica indipendente. La valutazione dell&#8217;efficacia della tecnologia richiede quindi di considerare le specificità dei singoli impianti, le prestazioni del trattamento e il bilancio complessivo dei costi e degli impatti ambientali.</p>
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		<title>Lucart nel 2025 emissioni in calo e recupero dei rifiuti al 95,7%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lucart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Decarbonizzazione, economia circolare ed efficienza nell&#8217;uso delle risorse sono tra i principali temi del 21° Bilancio di Sostenibilità di Lucart. Nel 2025 il gruppo cartario ha registrato una riduzione delle emissioni specifiche di gas serra e ha incrementato la quota di rifiuti destinati al recupero, mentre sul fronte industriale ha rafforzato la propria presenza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27407" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-1024x682.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart-1280x853.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/09/Lucart.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Decarbonizzazione, economia circolare ed efficienza nell&#8217;uso delle risorse sono tra i principali temi del 21° Bilancio di Sostenibilità di Lucart. Nel 2025 il gruppo cartario ha registrato una riduzione delle emissioni specifiche di gas serra e ha incrementato la quota di rifiuti destinati al recupero, mentre sul fronte industriale ha rafforzato la propria presenza europea con l&#8217;acquisizione di Cartindustria Eurocarta</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivi climatici e riduzione delle emissioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno dei principali risultati indicati da Lucart per il 2025 riguarda la validazione dei propri obiettivi climatici</strong> da parte della <em>Science Based Targets initiative</em> (SBTi). Un&#8217;organizzazione che valuta la coerenza dei target aziendali di riduzione delle emissioni con gli obiettivi climatici internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso anno,<strong> le emissioni specifiche di gas serra del gruppo sono scese a 370,47 kg di CO₂</strong> equivalente per tonnellata di carta prodotta e trasformata, rispetto ai 385,85 kg del 2024. Il dato corrisponde a una riduzione del 4% su base annua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche i consumi idrici hanno registrato un miglioramento</strong> rispetto all&#8217;obiettivo fissato per il 2025. Il consumo dichiarato è stato di <strong>9,38 metri cubi per tonnellata di carta prodotta</strong>, a fronte di <strong>un target di 9,40 m³</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di indicatori particolarmente rilevanti per un&#8217;attività industriale caratterizzata da un significativo impiego di energia e acqua, anche se il singolo dato annuale non permette da solo di valutare l&#8217;andamento complessivo di lungo periodo delle performance ambientali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia circolare e utilizzo delle materie prime</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro elemento del bilancio riguarda la <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">gestione dei rifiuti</a>. Nel 2025 <strong>il 95,7% dei rifiuti generati dal gruppo è stato destinato al recupero</strong>, secondo i dati comunicati dall&#8217;azienda. La percentuale supera il target del 90% che Lucart aveva previsto di raggiungere entro il 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È aumentata anche la quota di imballaggi contenenti più del 30% di materiale riciclato: nel 2025 ha raggiunto l&#8217;85%, contro l&#8217;82% dell&#8217;anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le materie prime utilizzate nella produzione, il mix indicato nel bilancio è composto per il 46% da cellulosa vergine certificata e per il 54% da carta da riciclare. Il dato evidenzia la compresenza di materie prime di origine diversa all&#8217;interno del modello produttivo del gruppo, con un ricorso significativo alla fibra riciclata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crescita industriale e presenza in Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>2025 è stato anche un anno di sviluppo della struttura industriale</strong>. Lucart ha chiuso l&#8217;esercizio con oltre 1.700 dipendenti, 11 stabilimenti produttivi e 12 macchine continue, per una capacità complessiva dichiarata di circa 400.000 tonnellate di carta all&#8217;anno. Il fatturato del gruppo si è attestato a 677 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le operazioni più rilevanti <strong>figura l&#8217;acquisizione di Cartindustria Eurocarta</strong>, completata nel dicembre 2025. L&#8217;operazione ha ampliato la presenza di Lucart sul mercato europeo, in particolare nel segmento <em>Away From Home</em>, e secondo quanto riportato dall&#8217;azienda dovrebbe consentire lo sviluppo di sinergie sul piano industriale, produttivo e commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;acquisizione si inserisce quindi in un percorso nel quale gli investimenti ambientali e l&#8217;espansione della capacità produttiva vengono portati avanti parallelamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza sul lavoro e persone</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il bilancio dedica spazio anche alla salute e sicurezza dei lavoratori. </strong>Nel 2024 Lucart aveva completato la <a href="https://www.cleaningcommunity.net/coopservice-ottiene-la-certificazione-iso-56002/">certificazione ISO</a> 45001 in tutti i propri stabilimenti produttivi e nel corso del 2025 ha proseguito le attività legate alla prevenzione degli infortuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati riportati dall&#8217;azienda, nel 2025 gli infortuni sul lavoro sono diminuiti rispetto all&#8217;anno precedente sia per frequenza sia per gravità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tre stabilimenti — Torre di Mosto, in provincia di Venezia, Nyergesújfalu in Ungheria e Blackmore Park nel Regno Unito — non sono stati registrati infortuni tra i dipendenti durante l&#8217;anno, consentendo alle strutture di raggiungere l&#8217;obiettivo indicato dall&#8217;azienda come <em>Zero Target</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Governance ESG e certificazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul piano della governance ambientale e sociale</strong>, nel 2025 <strong>Lucart ha ottenuto </strong>per il <strong>quarto anno consecutivo la medaglia di Platino di EcoVadis</strong>. Il punteggio comunicato dal gruppo è di 89 punti su 100, in aumento rispetto ai 75 punti ottenuti nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell&#8217;anno è stata inoltre ottenuta la certificazione ISO 14064 relativa alla quantificazione e alla rendicontazione delle emissioni di gas serra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi risultati si aggiunge il superamento dell&#8217;audit BSCI, sistema di valutazione utilizzato per verificare le condizioni sociali all&#8217;interno delle catene di fornitura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi strumenti si inseriscono nel sistema di controllo e rendicontazione ESG adottato dal gruppo e affiancano gli indicatori relativi alle performance ambientali e alla sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sostenibilità nella strategia industriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Presentando il 21° Bilancio di Sostenibilità, il CEO <strong>Francesco Pasquini ha sottolineato come</strong>, per Lucart, <strong>gli obiettivi ambientali siano collegati alla strategia industriale di lungo periodo</strong>. L&#8217;azienda considera infatti decarbonizzazione, efficienza delle risorse e sviluppo europeo come elementi che possono procedere parallelamente alla crescita del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio fotografa quindi un percorso che combina investimenti e crescita industriale con obiettivi legati alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale, alla circolarità dei materiali e alla sicurezza sul lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La validazione dei target climatici da parte della SBTi e la certificazione ISO 14064 rappresentano, in questo contesto, strumenti utilizzati per strutturare la misurazione e la rendicontazione delle emissioni. Mentre i dati su acqua, rifiuti e materiali permettono di monitorare alcune delle principali risorse coinvolte nel processo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 21° Bilancio di Sostenibilità di Lucart evidenzia per il 2025 una serie di progressi misurabili sul fronte ambientale, tra cui la riduzione del 4% delle emissioni specifiche e il raggiungimento di una quota di rifiuti destinati al recupero pari al 95,7%. Parallelamente, il gruppo ha proseguito l&#8217;espansione industriale in Europa e le attività legate alla sicurezza e alla governance ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati presentati rappresentano una fotografia dell&#8217;esercizio 2025 e saranno gli indicatori degli anni successivi a permettere di valutare la continuità di questo percorso, in particolare per quanto riguarda la riduzione delle emissioni e l&#8217;efficienza nell&#8217;impiego delle risorse.</p>
<p>The post <a href="https://www.cleaningcommunity.net/lucart-nel-2025-emissioni-in-calo-e-recupero-dei-rifiuti-al-957/">Lucart nel 2025 emissioni in calo e recupero dei rifiuti al 95,7%</a> appeared first on <a href="https://www.cleaningcommunity.net">Cleaning Community</a>.</p>
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		<title>Polti, il primo Bilancio di Sostenibilità: innovazione, responsabilità e benessere al centro della strategia aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 22:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato di sostenibilità Polti]]></category>
		<category><![CDATA[Framncesca Polti]]></category>
		<category><![CDATA[Polti Bilancio di sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1974 Polti rappresenta un punto di riferimento per l’industria italiana in termini di innovazione tecnologica e visione d’impresa oggi compie un ulteriore passo nel proprio percorso ESG con la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità. Redatto secondo il Voluntary Standard for non-listed SMEs (VSME), il documento rappresenta il primo strumento organico attraverso cui Polti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27237" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020.jpg" alt="" width="1340" height="817" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020.jpg 1340w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020-300x183.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020-1024x624.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020-768x468.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020-800x488.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/polti-news-bilancio-positivo-2020-1280x780.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1340px) 100vw, 1340px" />Dal 1974 Polti rappresenta un punto di riferimento per l’industria italiana in termini di innovazione tecnologica e visione d’impresa oggi compie un ulteriore passo nel proprio percorso ESG con la pubblicazione del primo <strong>Bilancio di Sostenibilità</strong>. Redatto secondo il <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.efrag.org/sites/default/files/sites/webpublishing/SiteAssets/VSME%20Standard.pdf">Voluntary Standard for non-listed SMEs (VSME)</a>, il documento rappresenta il primo strumento organico attraverso cui Polti rende misurabili le proprie performance ambientali, sociali e di governance, adottando un modello di rendicontazione volontaria che promuova un dialogo trasparente con tutti gli stakeholder.</p>
<p><strong>Tra i risultati più significativi del 2025</strong>, il rafforzamento dell’impegno ambientale grazie agli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica dei propri siti produttivi e a incrementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili: <strong>il 42% del fabbisogno energetico aziendale </strong>è oggi coperto dagli impianti fotovoltaici installati presso gli stabilimenti,<strong> il 45% della flotta aziendale </strong>è costituita da auto elettriche o full hybrid, mentre<strong> il tasso di occupazione femminile raggiunge il 65% del totale di </strong><strong>145 collaboratori</strong>, a testimonianza di un ambiente di lavoro inclusivo e bilanciato. Infine<strong> oltre 127 tonnellate di rifiuti </strong>sono gestite per promuovere il recupero dei materiali garantendo la piena conformità agli obblighi regolatori e la trasparenza nella gestione dei flussi di rifiuti.</p>
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<p>“<em>La pubblicazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità è un traguardo importante e, al tempo stesso, un punto di partenza. Significa dare forma e misura a un percorso che appartiene da sempre all’identità di Polti e al suo modo di fare impresa, condividendo con trasparenza i risultati raggiunti, le sfide ancora aperte e gli ambiti in cui possiamo continuare a migliorare, con l’obiettivo di rendere la crescita sempre più sinonimo di benessere e valore condiviso</em>”, commenta <strong>Francesca Polti, </strong>Presidente e Amministratrice Delegata di Polti.</p>
<p>Polti è una realtà internazionale che progetta e produce piccoli elettrodomestici mantenendo il proprio quartier generale a Bulgarograsso in provincia di Como. <strong>In oltre 50 anni di attività</strong> l’azienda ha sviluppato un patrimonio di innovazione riconosciuto a livello mondiale, con oltre duecento posizioni di proprietà industriale e una costante attività di ricerca finalizzata a coniugare efficacia, sicurezza e rispetto per l’ambiente. Una tendenza all’innovazione che mantiene un tratto distintivo: la capacità di evolvere mantenendo saldo il legame con la propria origine.</p>
<p>Il <strong>modello di business</strong> di Polti è orientato alla <strong>creazione di valore nel lungo periodo</strong>, con particolare attenzione all’impatto delle proprie attività sull’ambiente, sul territorio e sulle persone. In questo contesto, la tecnologia del vapore, da sempre al centro dell’offerta aziendale, rappresenta un elemento distintivo dell’identità del Gruppo: una soluzione naturale che consente di svolgere le attività domestiche, come la cura della casa e dei tessuti, eliminando l’utilizzo dei detergenti chimici. Una visione che riflette un approccio alla sostenibilità radicato nella storia dell’azienda e oggi pienamente in linea con le crescenti esigenze di responsabilità ambientale e di consumo consapevole.</p>
<p>“C<em>rediamo che nessuna impresa possa affrontare da sola le sfide che abbiamo davanti perché la sostenibilità richiede visione, ma soprattutto la capacità di fare sistema: collaborazione tra aziende, istituzioni, filiere, territori, clienti e fornitori. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori possiamo generare un cambiamento che non sia episodico, ma autentico e duraturo. In linea con le scelte di questi anni, il nostro Bilancio è un ulteriore passo verso una rendicontazione sempre più trasparente e rigorosa.  La crescita di un’azienda si misura anche dalla capacità di guardare con onestà il proprio operato, riconoscendo i propri passi avanti, assumendosi l’impegno di quelli successivi</em>” dichiara Francesca Polti.</p>
<p>Per integrare sempre più la sostenibilità nel proprio modello di governance, Polti ha istituito un<strong> Comitato di Sostenibilità incaricato di presidiare le principali tematiche ESG</strong>, monitorare l’evoluzione normativa, individuare le priorità strategiche e promuovere il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. Contestualmente questa visione strategica ha prodotto anche un Piano di Sostenibilità che traduce gli obiettivi in azioni concrete, integrando progressivamente i criteri ambientali, sociali e di governance all’interno della pianificazione aziendale e dei processi decisionali.</p>
<h4><strong>Ambientale e sociale: efficienza energetica,  riduzione delle emissioni, economia circolare, ottimizzazione nell&#8217;utilizzo delle risorse e nella valorizzazione del capitale umano</strong></h4>
<p>Nel corso dell’esercizio 2025 la produzione energetica da fonte fotovoltaica ha coperto il 42% del fabbisogno elettrico complessivo e Polti ha avviato un percorso strutturato e sistematico per la misurazione e la rendicontazione delle emissioni a gas a effetto serra, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza delle performance ambientali. Nel rispetto dei principi dell’economia circolare, i prodotti Polti sono progettati privilegiando l’impiego di materiali ad elevata riciclabilità e, per quanto riguarda i rifiuti, Polti ha gestito 127,69 tonnellate con una quota residuale (0,09%) di rifiuti pericolosi.</p>
<p>Parallelamente, sul piano sociale, l’azienda investe nella valorizzazione del capitale umano, ponendo al centro il benessere delle persone, la sicurezza sul lavoro, la crescita professionale e la qualità delle relazioni interne, anche attraverso l’introduzione di modalità di lavoro agile che favoriscano autonomia e responsabilizzazione. Nel 2025 Polti conta <strong>145 collaboratori</strong>, tutti assunti con contratto a tempo indeterminato, a conferma di una politica aziendale orientata alla stabilità occupazionale e alla valorizzazione delle competenze. L’attenzione all’inclusione si riflette nella composizione della popolazione aziendale, costituita per il <strong>65%</strong> da donne e per l’<strong>8,3%</strong> da persone  provenienti da  Paesi esteri.</p>
<p>L’impegno verso il benessere delle proprie persone si traduce inoltre in iniziative concrete dedicate alla <strong>tutela della salute</strong> e alla promozione di stili di vita sani. In quest’ottica, Polti aderisce al programma WHP – Workplace Health Promotion-, promuovendo iniziative dedicate a corretti stili alimentari, prevenzione delle dipendenze e promozione di uno stile di vita attivo. Questo impegno è stato riconosciuto dalla <a href="https://www.promozionesalute.regione.lombardia.it/wps/portal/site/promozione-salute/dettaglioredazionale/setting/luoghi-di-lavoro/programma-whp-lombardia">Rete WHP Lombardia</a>, che ha conferito all’azienda il riconoscimento “<strong>Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute</strong>”.</p>
<h4><strong>Un ruolo centrale continua ad essere svolto dal rapporto con la comunità e il territorio</strong></h4>
<p>Polti conferma la volontà di generare valore condiviso attraverso collaborazioni con le istituzioni e il mondo accademico con le associazioni di categoria per attività di aggiornamento nel settore degli elettrodomestici e per contribuire allo sviluppo normativo e tecnico.  L’impegno sul territorio si traduce in <em>iniziative avviate con istituti di istruzione superiore e università</em> per avviare <em>Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)</em> e tirocini curriculari ed extracurriculari, che favoriscano il dialogo tra formazione e impresa e sostengano lo sviluppo delle competenze. Oltre a questo, Polti sostiene <em>iniziative sociali, umanitarie e sportive</em> coerenti con i propri valori aziendali. La sostenibilità viene così interpretata come un concetto che supera i confini dell’impresa per tradursi in un contributo concreto allo sviluppo di un benessere diffuso a beneficio della comunità in cui l&#8217;azienda opera.</p>
<p>Il primo Bilancio di Sostenibilità di Polti racconta un percorso che integra attenzione alle persone, tutela ambientale e sviluppo del territorio. Un impegno che trova espressione anche nella capacità di distribuire il 92,8% del valore generato ai propri stakeholder (fornitori, dipendenti, sistema finanziario, pubblica amministrazione e comunità) confermando la volontà di Polti di creare una crescita sostenibile e condivisa.</p>
<p><em>Scarica il Bilancio di Sostenibilità 2025</em>: <a href="http://www.polti.it/sostenibilita">www.polti.it/sostenibilita</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dai gusci di gambero all&#8217;idrogeno: la ricerca che punta a trasformare i rifiuti organici in risorse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti organici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Trasformare i rifiuti organici in risorse per la produzione di energia e materiali potrebbe rappresentare una delle strade da percorrere per ridurre l&#8217;impatto ambientale di alcuni processi industriali. È questo l&#8217;obiettivo di uno studio condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, dove un gruppo di ricercatori ha sviluppato un processo sperimentale in grado di convertire scarti come i gusci di gambero in idrogeno, proteine destinate all&#8217;acquacoltura e carbonato di calcio</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg" alt="A Singapore di cerca di trasformare i gusci di gambero in idrogeno" class="wp-image-27159" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-2048x1365.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/pexels-manojmk-brucelee-743756295-33211047-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, ancora nella fase di laboratorio, punta a sfruttare materiali che normalmente finirebbero in discarica, riducendo al tempo stesso le emissioni associate al loro smaltimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il processo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il procedimento sviluppato dal team guidato dall&#8217;ingegnere elettrochimico <strong>Li Hong si articola in diverse fasi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>primo passaggio consiste nella frantumazione dei gusci di gambero</strong> fino a ottenere una pasta. Da questa miscela viene separato il carbonato di calcio, un composto utilizzato in numerosi settori, dall&#8217;edilizia fino ai prodotti farmaceutici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La parte restante</strong>, costituita principalmente da acidi organici e ammoniaca, <strong>viene inviata in un elettrolizzatore alimentato da energia solare.</strong> A differenza dell&#8217;elettrolisi tradizionale dell&#8217;acqua, questo sistema utilizza la biomassa come materiale di partenza, riducendo il fabbisogno energetico e limitando la produzione di ossigeno, uno degli elementi che rende più complessi gli impianti convenzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno prodotto viene raccolto durante questa fase, mentre i residui organici vengono successivamente trattati in un bioreattore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla biomassa anche proteine per l&#8217;acquacoltura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima fase del processo sfrutta <strong>batteri fototropici che fermentano la biomassa residua trasformandola in una proteina</strong> ad alto contenuto nutritivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i ricercatori, <strong>questo materiale potrebbe essere impiegato come ingrediente per l&#8217;alimentazione dei pesci e dei crostacei </strong>allevati. In questo modo si contribuisce a ridurre la dipendenza dalle farine ottenute dalla pesca di specie selvatiche, una pratica considerata una delle criticità dell&#8217;acquacoltura moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio consentirebbe quindi di valorizzare integralmente gli scarti, trasformandoli sia in energia sia in nuovi prodotti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;obiettivo: un&#8217;idrogeno a emissioni di carbonio negative</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda <strong>il bilancio delle emissioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli autori, evitando che i rifiuti organici si decompongano in <a href="https://www.cleaningcommunity.net/gestione-rifiuti-il-rapporto-di-ispra/">discarica</a> e recuperando contemporaneamente materiali utili, il processo potrebbe arrivare a generare un bilancio complessivo di <strong>emissioni negative di carbonio</strong>, ovvero rimuovere più anidride carbonica di quanta ne venga emessa durante l&#8217;intero ciclo produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta tuttavia di una valutazione riferita al sistema sperimentale sviluppato in laboratorio, che dovrà essere verificata su scala industriale attraverso analisi indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;idrogeno nella transizione energetica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi gran parte dell&#8217;idrogeno utilizzato dall&#8217;industria viene prodotto attraverso il reforming del <strong>gas naturale</strong>, processo che dà origine al cosiddetto &#8220;idrogeno grigio&#8221;, caratterizzato da elevate emissioni di CO₂.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni sta invece aumentando l&#8217;interesse verso <strong>l'&#8221;idrogeno verde&#8221;</strong>, ottenuto mediante elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idrogeno viene impiegato principalmente nella produzione di fertilizzanti e prodotti chimici, ma viene considerato anche<strong> una possibile soluzione per decarbonizzare comparti difficili </strong>da elettrificare, come il trasporto marittimo, l&#8217;aviazione e alcuni processi industriali ad alta intensità energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risultati promettenti, ma ancora da migliorare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel laboratorio della NTU il sistema è in grado di produrre circa <strong>14 litri di idrogeno all&#8217;ora</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stessi ricercatori riconoscono però che <strong>il rendimento è ancora inferiore rispetto alle attuali tecnologie commerciali dedicate </strong>all&#8217;idrogeno verde. Secondo gli esperti coinvolti nello studio, aumentare l&#8217;efficienza e ridurre i costi sarà fondamentale per rendere il processo competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;energia elettrica rappresenta infatti la principale voce di costo prevista per un eventuale impianto pilota capace di trattare circa 200 tonnellate di gusci di gambero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tecnologia applicabile anche ad altri rifiuti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi di maggiore interesse è la versatilità del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il team di ricerca, <strong>la tecnologia non è limitata agli scarti della lavorazione dei crostacei</strong> ma potrebbe essere adattata a numerosi altri materiali organici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>residui agricoli;</li>



<li>cartone;</li>



<li><a href="https://www.cleaningcommunity.net/raccolta-del-verde-lesempio-di-net/">erba</a>;</li>



<li>ortaggi;</li>



<li>sottoprodotti dell&#8217;industria dello zucchero;</li>



<li>biomasse provenienti dalla silvicoltura;</li>



<li>residui dell&#8217;industria della birra e dell&#8217;olio di palma.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa flessibilità potrebbe ampliare le possibilità di impiego del processo in contesti produttivi differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prime applicazioni industriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia ha già suscitato interesse nel settore privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle aziende che ne ha ottenuto la licenza è <strong>Ki Hydrogen</strong>, società con sede a Londra che utilizza biomasse provenienti da agricoltura, silvicoltura e birrifici per produrre idrogeno e anidride carbonica destinata alla realizzazione di combustibili sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra impresa sta invece valutando l&#8217;impiego del processo per <strong>il recupero del carbonio contenuto nei fanghi di depurazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti, il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale rappresenterà la fase più complessa: oltre a garantire la disponibilità continua di biomassa, sarà necessario dimostrare la sostenibilità economica dell&#8217;intero ciclo e verificarne le prestazioni ambientali su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca della Nanyang Technological University propone un approccio innovativo alla valorizzazione dei rifiuti organici, combinando la produzione di idrogeno con il recupero di materiali e nutrienti. Sebbene i risultati ottenuti in laboratorio siano incoraggianti, la tecnologia dovrà superare le sfide legate alla scalabilità, ai costi e alla verifica delle prestazioni ambientali prima di poter trovare un&#8217;applicazione diffusa. Se queste criticità verranno affrontate con successo, processi di questo tipo potrebbero contribuire a una gestione più efficiente delle biomasse di scarto e allo sviluppo di modelli produttivi più circolari.</p>
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		<title>Intelligenza Circolare 2026: a Roma torna l&#8217;evento dedicato a ecodesign, economia circolare e innovazione</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/intelligenza-circolare-2026-a-roma-torna-levento-dedicato-a-ecodesign-economia-circolare-e-innovazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intelligenza-circolare-2026-a-roma-torna-levento-dedicato-a-ecodesign-economia-circolare-e-innovazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 04:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Circolare 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il percorso verso un&#8217;economia sempre più circolare sta entrando in una fase in cui gli indirizzi europei si traducono progressivamente in obblighi concreti per imprese e filiere produttive. In questo contesto, il prossimo 1° ottobre 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di &#8220;Intelligenza Circolare – Ecodesign Before It Becomes Standard&#8221;, appuntamento dedicato ai temi della transizione ecologica e digitale</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="427" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png" alt="Intelligenza circolare 2026" class="wp-image-27151" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1024x427.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-300x125.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-768x320.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1536x640.png 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-800x333.png 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686-1280x533.png 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/5465200efd6e48aefb11bf739433d04c1e184acb4806a2d04abe5211f6430686.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un confronto sulle nuove normative europee</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento, organizzato da <strong>EconomiaCircolare.com</strong> e <strong>ISIA Roma Design</strong>, si svolgerà presso <strong>Villa Altieri</strong>. L&#8217;obiettivo è di approfondire gli effetti delle principali iniziative legislative europee che stanno interessando il settore della <a href="https://www.cleaningcommunity.net/italchimica-leader-della-sostenibilita/">sostenibilità</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi al centro del dibattito figurano il <strong>Regolamento Ecodesign per i prodotti sostenibili (<a href="https://www.cleaningcommunity.net/afidamp-webinar-tendenze-e-normative-esg/">ESPR</a>)</strong>, il <strong>Digital Product Passport</strong>, il futuro <strong>Circular Economy Act</strong>, l&#8217;evoluzione della responsabilità estesa del produttore nel settore tessile (EPR), la bioeconomia e il ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nei modelli di business circolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, università, centri di ricerca e aziende per discutere delle ricadute operative di queste trasformazioni normative e tecnologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un programma dedicato alle sfide della circolarità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La giornata si aprirà alle ore 9</strong> con la registrazione dei partecipanti, il welcome coffee e l&#8217;inaugurazione della mostra dedicata a progetti e servizi orientati all&#8217;ecoinnovazione, curata da ISIA Roma Design.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-27154" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/fc39f995d60e9ea97f19c5bc665297d8f1eb65e7854812c4da05481aeaa52a71-1-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali previsti dalle 10, il programma entrerà nel vivo con una <strong>keynote lecture</strong> del designer industriale <strong>Ross Lovegrove</strong>, seguita da una serie di tavole rotonde e interventi tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori saranno articolati attorno ad alcuni dei principali temi che caratterizzano l&#8217;evoluzione dell&#8217;economia circolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il nuovo quadro normativo europeo delineato dal Circular Economy Act;</li>



<li>l&#8217;implementazione del Regolamento Ecodesign;</li>



<li>il settore tessile tra progettazione, tracciabilità e responsabilità estesa del produttore;</li>



<li>il Digital Product Passport;</li>



<li>l&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale ai modelli di business circolari.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle sessioni plenarie sono previsti numerosi <strong>Circular Speech</strong>, brevi interventi dedicati ad approfondimenti tecnici, casi di studio e progetti di ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I relatori attesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede la partecipazione di esponenti delle istituzioni europee, della ricerca e del mondo industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli speaker annunciati figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pierfrancesco Maran</strong>, presidente della Commissione ENVI del Parlamento europeo;</li>



<li><strong>Francesca Mariotti</strong>, presidente di ENEA;</li>



<li><strong>Antonio Delre</strong>, Project Officer del Joint Research Centre (JRC);</li>



<li><strong>Stefano Soro</strong>, responsabile dell&#8217;unità Green and Circular Economy della Commissione europea;</li>



<li><strong>Laura D&#8217;Aprile</strong>, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica;</li>



<li><strong>Agnieszka Sznyk</strong>, copresidente di ECESP e presidente del Consiglio di amministrazione di Innowo;</li>



<li><strong>Eline Boon</strong>, EU Policy Lead della Ellen MacArthur Foundation.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma comprende inoltre<strong> interventi di rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, del Joint Research Centre, di università italiane e internazionali, centri di ricerca e realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni per la sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla normativa alle applicazioni concrete</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti centrali dell&#8217;iniziativa sarà il confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sulle modalità con cui le nuove disposizioni europee potranno incidere sulla progettazione dei prodotti, sulla gestione delle filiere e sulla raccolta dei dati lungo il ciclo di vita dei beni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà dedicata al <strong>Digital Product Passport</strong>, considerato uno degli strumenti destinati a supportare la tracciabilità dei prodotti e la disponibilità di informazioni relative a materiali, riparabilità, riciclabilità e impatto ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della giornata saranno inoltre presentati esempi di servizi e progetti orientati all&#8217;ecoinnovazione già sviluppati in diversi contesti territoriali e produttivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Networking e mostra sull&#8217;ecoinnovazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai momenti di confronto istituzionale e tecnico, il programma prevede un <strong>networking lunch</strong> accompagnato da performance artistiche curate dal <strong>GreenLoop Festival</strong>, pensato come occasione di incontro tra professionisti, ricercatori e operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la giornata sarà inoltre visitabile la mostra organizzata da ISIA Roma Design, dedicata a progetti e servizi che applicano principi di ecodesign ed economia circolare nelle filiere produttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda edizione di <strong>Intelligenza Circolare</strong> si propone come un&#8217;occasione di confronto sui cambiamenti che stanno interessando il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità. Attraverso tavole rotonde, interventi tecnici e momenti di networking, l&#8217;evento metterà a confronto istituzioni, mondo della ricerca e imprese sui temi dell&#8217;ecodesign, della digitalizzazione e dell&#8217;economia circolare, con l&#8217;obiettivo di approfondire le implicazioni pratiche delle nuove politiche europee per i diversi settori produttivi.</p>
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		<title>Sofidel e WWF Italia rinnovano la partnership triennale</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-e-wwf-italia-rinnovano-la-partnership-triennale-focus-su-clima-filiere-responsabili-e-sensibilizzazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sofidel-e-wwf-italia-rinnovano-la-partnership-triennale-focus-su-clima-filiere-responsabili-e-sensibilizzazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sofidel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Sofidel e WWF Italia hanno annunciato il rinnovo della loro collaborazione con un nuovo accordo triennale valido dal 2026 al 2028. La partnership, avviata nel 2008, proseguirà con attività dedicate alla transizione climatica ed energetica, alla gestione responsabile delle filiere forestali e alla promozione della cultura della sostenibilità attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte agli stakeholder</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-scaled.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="669" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg" alt="Sofidel e WWF rinnovano la partnership" class="wp-image-27116" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1024x669.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-300x196.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-768x502.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1536x1003.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-2048x1337.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-800x522.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/07/Gruppo-Sofidel_Soffass-Via-Fossanuova-1-1280x836.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una collaborazione avviata nel 2008 e rinnovata fino al 2028</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo rappresenta il proseguimento di una collaborazione iniziata diciotto anni fa, quando <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-leader-mondiale-per-limpegno-sul-clima/">Sofidel</a> aderì al programma internazionale <strong>WWF Climate Savers</strong>, diventando la prima azienda manifatturiera italiana e la prima del settore tissue a livello mondiale a partecipare all&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo arriva in un anno simbolico per entrambe le organizzazioni, che celebrano <strong>il <a href="https://www.cleaningcommunity.net/sofidel-un-francobollo-del-mimit-celebra-i-60-anni-del-gruppo-cartario/">sessantesimo anniversario</a> dalla propria fondazione</strong>. Secondo quanto comunicato dalle parti, la collaborazione continuerà a basarsi su un confronto costante tra azienda e organizzazione ambientalista, con l&#8217;obiettivo di supportare lo sviluppo delle strategie di sostenibilità del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello di collaborazione viene definito come una forma di dialogo continuativo, nel quale WWF Italia mette a disposizione competenze tecniche e consulenza per accompagnare Sofidel nelle proprie scelte in ambito ambientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre aree di intervento del nuovo accordo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano di lavoro previsto per il <strong>triennio 2026-2028</strong> si sviluppa lungo tre direttrici principali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Transizione climatica ed energetica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima area riguarda<strong> il clima e l&#8217;energia</strong>. La collaborazione sarà orientata a sostenere il percorso di riduzione delle emissioni e il mantenimento degli impegni assunti da Sofidel nell&#8217;ambito della <strong>Science Based Targets initiative (SBTi)</strong>, iniziativa internazionale che promuove obiettivi climatici coerenti con le evidenze scientifiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Approvvigionamento forestale responsabile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda linea di lavoro interessa la filiera delle materie prime di origine forestale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività previste comprendono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aggiornamento dei criteri di approvvigionamento responsabile;</li>



<li>monitoraggio delle forniture;</li>



<li>analisi annuale della provenienza della materia prima;</li>



<li>verifica della tracciabilità lungo la catena del valore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dall&#8217;azienda,<strong> questa collaborazione si estende sia all&#8217;Europa sia agli Stati Uniti </strong>grazie al supporto di WWF International.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sofidel evidenzia inoltre di utilizzare cellulosa proveniente da fonti certificate <strong>FSC®</strong> e <strong>PEFC</strong> per il 100% dei propri approvvigionamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sensibilizzazione e cultura della sostenibilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La terza area riguarda le attività di<strong> informazione e formazione</strong> rivolte agli stakeholder dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">WWF Italia collaborerà alla realizzazione di iniziative dedicate all&#8217;educazione ambientale e alla diffusione di buone pratiche lungo la catena del valore, mettendo a disposizione la propria esperienza sui temi della sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni delle organizzazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministratore delegato di Sofidel, <strong>Luigi Lazzareschi</strong>, ha sottolineato che <strong>la collaborazione con WWF ha contribuito</strong> negli anni allo sviluppo delle politiche aziendali in<strong> materia di energia, approvvigionamento responsabile e monitoraggio dei risultati</strong>, evidenziando come il rinnovo rappresenti un&#8217;opportunità per proseguire il percorso intrapreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la direttrice generale di WWF Italia, <strong>Alessandra Prampolini</strong>, ha evidenziato il valore della collaborazione, affermando che il confronto sviluppato negli ultimi diciotto anni ha favorito il consolidamento delle strategie aziendali sui temi ambientali e che il nuovo accordo punta a proseguire questo lavoro di fronte alle sfide legate al cambiamento climatico e alla tutela della natura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riconoscimenti ESG citati dall&#8217;azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato Sofidel richiama anche alcuni risultati ottenuti nelle principali valutazioni ESG internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2025 l&#8217;azienda riferisce di aver ricevuto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rating <strong>A-</strong> da <strong>CDP</strong> nelle categorie <em>Climate Change</em> e <em>Forests</em>, con il punteggio <strong>A</strong> per la gestione del legno (<em>Timber</em>) e per il coinvolgimento della catena di fornitura nelle iniziative sul clima;</li>



<li>la <strong>Medaglia Platinum</strong> di <strong>EcoVadis</strong>, riconoscimento che, secondo quanto riportato dall&#8217;azienda, colloca Sofidel tra l&#8217;1% delle imprese con le migliori valutazioni a livello globale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il rinnovo dell&#8217;accordo tra Sofidel e WWF Italia conferma la prosecuzione di una collaborazione avviata nel 2008 e orientata a sviluppare iniziative nei settori della transizione climatica, della gestione responsabile delle filiere forestali e della sensibilizzazione sui temi ambientali. Il nuovo programma triennale definirà le attività comuni fino al 2028, proseguendo un percorso che le due organizzazioni intendono portare avanti attraverso il confronto tecnico e il monitoraggio degli obiettivi dichiarati.</p>
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		<title>Riciclo rifiuti e decarbonizzazione: l’Italia tra i leader europei dell’economia circolare, ma restano sfide aperte</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[decarbonizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Italia continua a distinguersi nel panorama europeo per i risultati ottenuti nell’economia circolare. Con un tasso di utilizzo circolare delle risorse pari al 21,6%, il Paese si colloca ben al di sopra della media dell’Unione Europea, ferma al 12,2%, e supera anche economie come Francia, Germania e Spagna. Tuttavia, secondo gli operatori del settore, ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’Italia continua a distinguersi nel panorama europeo per i risultati ottenuti nell’economia circolare. Con un tasso di utilizzo circolare delle risorse pari al 21,6%, il Paese si colloca ben al di sopra della media dell’Unione Europea, ferma al 12,2%, e supera anche economie come Francia, Germania e Spagna. Tuttavia, secondo gli operatori del settore, per raggiungere il nuovo obiettivo europeo del 24% entro il 2030 sarà necessario accelerare il processo di trasformazione industriale e superare una serie di ostacoli normativi, tecnologici e di mercato.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1024x683.jpg" alt="ASSOAMBIENTE al Green Med Expo&amp;Symposium convegno riguardo il ricilo rifiuti e decarbonizzazione" class="wp-image-26881" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1024x683.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-768x512.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-800x533.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c-1280x854.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/8f4d0d12-b94e-b2fc-8935-8babc175731c.jpg 1708w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema è stato al centro del convegno<strong> “Quale futuro per il riciclo?”</strong>, organizzato nell’ambito del Green Med Expo &amp; Symposium di Napoli, durante il quale sono stati presentati dati e riflessioni sul ruolo del riciclo nella transizione ecologica e nella riduzione delle emissioni climalteranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumo di materie prime: una transizione ancora lenta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i progressi registrati sul fronte della <a href="https://www.cleaningcommunity.net/assoambiente-litalia-che-ricicla-2025/">circolarità</a>, il sistema produttivo italiano continua a mostrare elementi di fragilità. I dati evidenziano come da oltre un decennio<strong> il consumo di materia nel Paese si mantenga attorno agli 824 chilogrammi pro capite all’anno</strong>, un valore inferiore rispetto alla media europea di 1.335 chilogrammi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il confronto con altri Paesi europei mette in luce una dinamica meno favorevole. Mentre la Germania ha ridotto il proprio consumo di materiali del 23% nello stesso periodo,<strong> l’Italia ha registrato una diminuzione di appena l’1%</strong>, segnalando una difficoltà nel separare in modo significativo la crescita economica dall’utilizzo delle risorse naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge una forte dipendenza dalle importazioni di materie prime e combustibili fossili.<strong> Le importazioni di materiali hanno raggiunto i 498 chilogrammi pro capite</strong>, un dato sensibilmente superiore alla media europea di 334 chilogrammi. Una situazione che espone il sistema economico nazionale alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costruzioni e recupero dei materiali: il nodo degli aggregati riciclati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul fronte dell’estrazione primaria di risorse, l’Italia presenta valori inferiori rispetto alla media europea, con <strong>571 chilogrammi pro capite contro i 1.150 dell’UE</strong>. Nonostante ciò, il ricorso alle materie vergini continua a essere significativo e la sostituzione con materiali recuperati procede a rilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei settori maggiormente interessati da questa criticità è <strong>quello delle costruzioni</strong>. L’utilizzo di aggregati riciclati ottenuti dal trattamento dei rifiuti da <strong>costruzione e demolizione rimane infatti limitato</strong>, mentre continua il ricorso a nuove risorse provenienti dalle attività estrattive. Una situazione che si intreccia con il tema del consumo di suolo e con la necessità di integrare maggiormente le attività di bonifica ambientale nei processi di rigenerazione urbana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcune filiere faticano ancora a svilupparsi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il confronto sono emerse anche le difficoltà che interessano <strong>diverse filiere del riciclo</strong>. In alcuni comparti, come quello dei <a href="https://www.cleaningcommunity.net/raee-ecodom-si-conferma-il-piu-importante-consorzio-in-italia/">RAEE</a> (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), i livelli di raccolta risultano ancora insufficienti rispetto agli obiettivi previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri settori, tra cui plastica, tessile e rifiuti da costruzione e demolizione, devono invece fare i conti con una domanda ancora limitata di materiali riciclati e con un quadro normativo non sempre uniforme. Secondo gli operatori, queste condizioni rallentano lo sviluppo di mercati in grado di assorbire stabilmente le materie prime seconde generate dai processi di recupero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia circolare e decarbonizzazione sempre più collegate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riciclo viene oggi considerato non solo uno strumento per ridurre la produzione di rifiuti, ma anche un elemento chiave delle strategie di decarbonizzazione. Sebbene <strong>l’Italia registri livelli di emissioni inferiori</strong> alla media europea e un andamento complessivamente positivo nella riduzione dei gas serra,<strong> il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati per il 2030 e il 2050 richiederà ulteriori interventi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Elisabetta Perrotta, direttore di <a href="https://www.cleaningcommunity.net/assoambiente-litalia-che-ricicla-2025/">ASSOAMBIENTE</a>, le performance dell’industria italiana del riciclo restano tra le migliori in Europa, ma persistono criticità in comparti strategici come plastica, tessile, edilizia e RAEE, dove la crescita è frenata dalla limitata maturità dei mercati e dalla scarsa domanda di materiali riciclati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perrotta ha inoltre sottolineato come il riciclo debba essere considerato sempre più una leva industriale e strategica, in grado di contribuire sia alla sicurezza degli approvvigionamenti sia alla riduzione delle emissioni climalteranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di un quadro normativo stabile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali richieste avanzate dagli operatori del settore vi è la necessità di un contesto normativo più stabile e uniforme. Secondo ASSOAMBIENTE, servono regole chiare e durature, strumenti fiscali capaci di incentivare gli investimenti nell’economia circolare e politiche di acquisto pubblico che favoriscano l’utilizzo di prodotti e materiali derivanti dal riciclo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4.jpg" class="light"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="727" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1024x727.jpg" alt="" class="wp-image-26883" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1024x727.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-300x213.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-768x545.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1536x1091.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-800x568.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2026/06/4adf5f44-d207-b83b-02c5-6f7d786a84a4-1280x909.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per consolidare i mercati delle materie prime seconde e <strong>ridurre progressivamente la dipendenza dalle risorse vergini e dalle importazioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati confermano che l’Italia occupa una posizione di rilievo nel panorama europeo dell’economia circolare, grazie a livelli di riciclo e riutilizzo delle risorse superiori alla media comunitaria. Tuttavia, il raggiungimento dei nuovi target europei richiederà interventi mirati per rafforzare le filiere del recupero, stimolare la domanda di materiali riciclati e ridurre la dipendenza dalle materie prime importate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida dei prossimi anni sarà trasformare i risultati già ottenuti in un modello economico più resiliente, capace di coniugare competitività industriale, sicurezza delle risorse e obiettivi di decarbonizzazione.</p>
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