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	<title>Unicredit Pavillion Milano Archivi - Cleaning Community</title>
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	<description>Cleaning Community è il portale dedicato al mondo del cleaning professonale</description>
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		<title>Come cambia il cleaning professionale con l&#8217;Ecolabel UE</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 16:01:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13400" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2018/11/ecolabel-ue.jpg" alt="" width="800" height="411" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2018/11/ecolabel-ue.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2018/11/ecolabel-ue-300x154.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2018/11/ecolabel-ue-768x395.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Quasi 150 operatori del settore della pulizia professionale hanno riempito la sala dell’<strong>Unicredit Pavillion</strong> di Milano che, lo scorso 11 ottobre, ha ospitato l’evento &#8220;<em>Ecolabel UE del servizio di pulizia, come cambia il Cleaning professionale</em>&#8220;; un pubblico attento e molto interessato che ha seguito il workshop organizzato da<strong><a href="http://www.afidamp.it/it/" target="_blank" rel="noopener"> Afidamp</a>,</strong> l’associazione dei fabbricanti e distributori di forniture per la pulizia professionale, in collaborazione con il Comitato Ecolabel per l’<strong>Ecolabel</strong> e<strong> Ecoaudit</strong> e <strong>ISPRA</strong> <strong>– Servizio per le Certificazioni Ambientali.</strong></p>
<p>Il primo obiettivo era quello di illustrare quali fossero le caratteristiche della nuova <strong>Decisione Ecolabel UE</strong> (2018/680), pubblicata in <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> europea lo scorso maggio, individuarne il campo di applicazione e spiegarne l’iter operativo.</p>
<p>Il secondo, quello di promuovere un momento di incontro e di confronto sullo stesso tema per capire se e come la nuova decisione <strong>Ecolabel</strong> risponde alle aspettative del settore e, quindi, se è considerata un utile strumento di differenziazione sul mercato.</p>
<p>Presenti come relatori i massimi esperti italiani in materia di <strong>Ecolabel</strong>, cioè quegli stessi funzionari che rilasciano le certificazioni e che procedono con le verifiche ispettive.</p>
<h2>Ebbene: come cambia? O meglio: come potrebbe cambiare?</h2>
<p><strong>Paolo Fabbri</strong> di <strong>Punto 3,</strong> chiamato a condurre, dopo una breve introduzione ai temi del <strong>GPP,</strong> ha posto la domanda all’<strong>Ing. Raffaella Alessi</strong> &#8211; componente della sezione <strong>Ecolabel</strong> del servizio certificazioni ambientali di <strong>ISPRA</strong> nonchè responsabile di istruttorie <strong>Ecolabel</strong> per i gruppi della Detergenza e del Cleaning &#8211; che è entrata nel merito di quelli che sono i requisiti che le imprese devono avere per poter essere certificate, dei costi da sostenere e degli <em>step</em> da raggiungere per poter poi mantenere la certificazione, fermo restando che ciò che viene certificato è il servizio e non la casa erogatrice. Ha spiegato che possono richiedere la certificazione del servizio tutte le tipologie di aziende, da quelle grandi alle Pmi. Diversi, in base alla dimensione, saranno i costi di istruttoria da sostenere. Fondamentale è comunque sapere che il servizio che verrà certificato deve essere disposto da una divisione, una filiale, una succursale o un dipartimento (chiaramente distinti dall’impresa madre), che potrà erogare e gestire solo servizi <strong>Ecolabel UE</strong> per i quali deve essere tenuta una contabilità separata.</p>
<p>Snodo cruciale è stato quello relativo al campo di applicazione: è il primo punto che ogni azienda deve chiarire per capire se può o meno accedere alla certificazione. Esso comprende i servizi professionali di pulizia ordinaria, effettuati presso edifici commerciali, istituzionali e altre strutture accessibili al pubblico, come pure presso abitazioni private. Comprende altresì la pulizia ordinaria di vetrate raggiungibili senza il ricorso ad attrezzature o macchinari particolari, ma esclude le attività di disinfezione, le attività di pulizia effettuate presso siti produttivi, le attività per le quali i prodotti per le pulizie sono forniti dal cliente. Questo punto ha suscitato un po’ di perplessità tra il pubblico e tra quelle realtà che vedono nei servizi ospedalieri il loro<em> core business. </em>Una platea eterogenea, in cui era alta la componente di fabbricanti e distributori che rappresentano la fornitura dei prodotti per la pulizia. Infatti, tra i sette criteri obbligatori e i dodici facoltativi, ben illustrati dall’<strong>ing.</strong> <strong>Alessi</strong>, sono tanti quelli che regolamentano i prodotti della fornitura che quindi rivestono un ruolo fondamentale per l’ottenimento della certificazione. Forte anche la componente di imprese di servizi, della committenza (centrali di acquisto pubbliche che saranno chiamate a servirsi di questa nuova “<em>decisione</em>” per l’emanazione dei bandi pubblici) e di istituzioni.</p>
<p>“<em>Dall’entrata in vigore sono già cinque le realtà italiane che hanno fatto domanda di certificazione</em> &#8211; spiega l’<strong>ing. Alessi</strong> &#8211;<em>. Ora l’iter di verifica, che prevede l’analisi della documentazione e anche una ispezione in loco, è avviato. Per il suo completamento saranno necessari circa tre mesi</em>” .</p>
<p>Successivamente, l’<strong>ing. Domenico Zuccaro</strong> &#8211; componente della sezione <strong>Ecolabel</strong> del servizio certificazioni ambientali di <strong>ISPRA</strong> e responsabile di istruttorie <strong>Ecolabel</strong> per i gruppi della Detergenza e del Cleaning &#8211; e la dott.ssa <strong>Bianca Maria Scalet</strong> &#8211; componente della sezione <strong>Ecolabel</strong> del comitato <strong>Ecolabel Audit</strong> &#8211; si sono uniti all’<strong>ing. Alessi</strong> per recepire le domande del pubblico in sala ma anche di chi, collegato in <em>streamimg</em>, ha avuto la possibilità di porle tramite un numero di <strong>Whatsapp</strong> messo a disposizione dagli organizzatori.</p>
<p>Ne è scaturito un vivace dibattito e, lì dove alcune questioni non hanno trovato esauriente risposta, i relatori si sono impegnati a riportarle come argomento nel prossimo <em>meeting</em> della Commissione Europea che si terrà a novembre e che vedrà riuniti gli organi competenti dei diversi stati europei.</p>
<p>Molto gradita dal pubblico è stata la divulgazione del “<em>Manuale d’uso Ecolabel UE per i Servizi di Pulizia</em>”, fino a oggi disponibile solamente in lingua inglese, della cui traduzione in lingua italiana si è fatta carico la stessa <strong>Afidamp</strong>, che ancora una volta si è proposta come facilitatore del contatto tra il mercato e il legislatore, al fine di favorire un maggior scambio di informazioni e venire incontro alle esigenze dei propri associati e non solo.</p>
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