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	<title>CleaningMAG Green 2024 Archivi - Cleaning Community</title>
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	<title>CleaningMAG Green 2024 Archivi - Cleaning Community</title>
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		<title>Editoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 19:46:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostenibilità per l’ambiente e l’umanità e avere la consapevolezza di agire per lasciare un futuro migliore (o anche solamente un futuro) a chi verrà dopo di noi: una dichiarazione d’intenti lodevole, che tutti sottoscriviamo, ma che impatta violentemente con ciò che viviamo oggi. Ea volte viene da chiederci in quale mondo schizofrenico viviamo.</p>
<p>Il paradosso della ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sostenibilità per l’ambiente e l’umanità e avere la consapevolezza di agire per lasciare un futuro migliore (o anche solamente un futuro) a chi verrà dopo di noi: una dichiarazione d’intenti lodevole, che tutti sottoscriviamo, ma che impatta violentemente con ciò che viviamo oggi. Ea volte viene da chiederci in quale mondo schizofrenico viviamo.</p>
<p><strong>Il paradosso della sostenibilità: tra intenzioni e realtà</strong></p>
<p>Parliamo e vogliamo impegnarci per scongiurare i pericoli del cambiamento climatico, dell’inquinamento ambientale e delle conseguenze che porta con sé, ma di fatto intorno a noi vediamo un mondo in stato di guerra e, si sa, le conseguenze dei conflitti in termini di vite umane e di ambiente sono devastanti. Con effetti a lungo termine. L’edizione 2024 del <strong><a href="https://www.economicsandpeace.org/global-peace-index/">Global peace index</a></strong>, pubblicato a giugno dall&#8217;Institute for Economics &amp; Peace emerge che nel mondo sono attivi 56 conflitti, il numero più alto registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-23911 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-scaled.jpg" alt="" width="1325" height="885" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-scaled.jpg 2560w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-1024x684.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-768x513.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-1536x1025.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-2048x1367.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-800x534.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/ben-white-gEKMstKfZ6w-unsplash-1280x854.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1325px) 100vw, 1325px" /></p>
<p><strong>L&#8217;impronta ambientale della guerra</strong></p>
<p>A gennaio di quest’anno uno studio pubblicato su <strong><em>Social science research network</em> </strong>metteva in luce come la guerra nella Striscia avesse comportato una quantità di emissioni di gas che alterano il clima stimata a<strong> 281mila tonnellate di CO<sub>2</sub></strong>, un dato superiore alla quantità della stessa molecola rilasciata nell’atmosfera in un anno da venti Paesi nel mondo. Da qui in poi la situazione è solo peggiorata, lo dice in un’intervista rilasciata ad <a href="https://altreconomia.it/">Altra Economia</a> <strong>Matteo Guidotti</strong>, chimico e primo ricercatore dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” del Cnr a Milano, che studia i danni ambientali dei conflitti, come quello che si sta verificando a Gaza.</p>
<p>Per la guerra in Ucraina poi si parla di <strong>‘ecocidio’</strong>. L’Ucraina è un Paese che possiede preziose risorse naturalistiche, ha il 35% della biodiversità europea e la guerra ha portato danni ambientali stimati sui 46 miliardi di dollari (e sono tuttora in crescita), considerando sia i “danni diretti” agli ecosistemi, sia la contaminazione da metalli pesanti e altre sostanze tossiche dovuta all’uso di munizioni e mezzi militari, così come le conseguenze dei bombardamenti e della distruzione di migliaia di infrastrutture contenenti sostanze pericolose.</p>
<p>D’altra parte, anche le macchine complicano la vita alla sostenibilità per l&#8217;ambiente: <strong>l’AI si dimostra energivora</strong> e aziende come Google, Amazon e Microsoft hanno cominciato a investire in energia nucleare.</p>
<p>Ma ci possono essere altre proposte al proposito. Il <a href="https://www.museoscienza.org/it">Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci</a> ha messo in atto un progetto <em>Fatti per capire</em>, <em>voci della ricerca su temi controversi</em>, in cui ricercatori con competenze specifiche approfondiscono argomenti di interesse pubblico. Un interessante articolo parla appunto dell’Impatto ambientale dell’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>: e delle possibili soluzioni, interessante visto che, secondo <a href="https://www.iea.org/energy-system/buildings/data-centres-and-data-transmission-networks#tracking"><strong>i dati</strong></a> dell’Agenzia Internazionale per l’energia (IEA), nel 2022 i centri elaborazione dati (data center), che includono quelli necessari per le applicazioni di Intelligenza Artificiale, hanno consumato tra l’1,4 e l’1,7% dell’elettricità globale; assieme alle reti di trasmissione dati hanno causato circa l’1% delle emissioni di gas serra. Per mettere questo dato in prospettiva, l’intero settore dell’aviazione <a href="https://ourworldindata.org/global-aviation-emissions"><strong>causa circa il 2,5%</strong></a> delle emissioni annue globali.</p>
<p>Non è un quadro molto confortante, ma la realtà raramente lo è: questo non vuol dire però tirarsi fuori da un impegno sociale e individuale che, anzi, è ancora più necessario e deve essere  portato avanti con convinzione. In fondo, tutto questo significa solo riflettere sulla nostra condizione umana. Dati positivi ci sono, si moltiplicano le iniziative e l&#8217;informazione viaggia veloce. E, con l&#8217;ottimismo della volontà, si può continuare a credere di potere cambiare se non tutto, almeno qualcosa.</p>
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		<title>La plastica, amore e dolore</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 18:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente - Igiene Urbana]]></category>
		<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Ipack-IIMA]]></category>
		<category><![CDATA[IPPR]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[Plasticca seconda vita]]></category>
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					<description><![CDATA[</p>
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<p>Ricordo quando la plastica ha cominciato a entrare a passo di carica nella nostra vita quotidiana: allegra, colorata, sembrava una soluzione pratica e comoda. Nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscerla e riconoscerla: la situazione si è modificata e abbiamo dovuto tutti diventare consapevoli che le comodità si pagano.</p>
<p>Non dimentichiamo che  il mondo delle ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23897 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/rifiuti_big.jpg" alt="" width="599" height="333" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/rifiuti_big.jpg 500w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/rifiuti_big-300x167.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
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<p>Ricordo quando la plastica ha cominciato a entrare a passo di carica nella nostra vita quotidiana: allegra, colorata, sembrava una soluzione pratica e comoda. Nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscerla e riconoscerla: la situazione si è modificata e abbiamo dovuto tutti diventare consapevoli che le comodità si pagano.</p>
<p>Non dimentichiamo che  il mondo delle<strong> industrie dell’imballaggio</strong> utilizza in modo massiccio la plastica: vedremo le novità nella prossima edizione di IPACK-IMA Milano (dal 20 al 30 maggio 2025), la fiera internazionale dedicata alla lavorazione e al confezionamento, ai materiali e alle tecnologie per il mondo food e non food, e i cambiamenti per l’adeguamento alle nuove<strong> normative PPWR</strong> &#8211; Packaging Waste Regulations &#8211; che l’Unione Europea intende applicare.</p>
<p><strong>La plastica ha una seconda vita. Come va il riciclo?</strong></p>
<p>A questo proposito le Associazioni &#8211; <strong>Assorimap,  Assoambiente</strong> e <strong>Utilitalia &#8211; </strong>si muovono perché venga riconosciuto formalmente il contributo del riciclo meccanico, premiata l’azione virtuosa delle aziende impegnate nel recupero di materia, mantenendo la competitività delle materie plastiche riciclate e introducendo un fattore di stabilità e certezza nelle congiunture di maggior volatilità del mercato. Secondo i dati di un recente<strong> Studio del Joint Research Centre (JRC)</strong> della Commissione europea il riciclo meccanico delle plastiche può evitare fino a <strong>7,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO<sub>2</sub></strong> all&#8217;anno in Italia.</p>
<p>Per ogni tonnellata di polimero riciclato, infatti, la <strong>riduzione delle emissioni</strong> è compresa <strong>tra 1,1 e 3,6 tonnellate rispetto all&#8217;incenerimento</strong>, allo smaltimento in discarica e alla produzione di polimeri vergini. E questo da solo permetterebbe al nostro paese di raggiungere l’obiettivo di abbattimento delle emissioni fissato dal <strong>Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC)</strong> per il settore della gestione dei rifiuti entro il 2040. Per questo le Associazioni chiedono un forte sostegno istituzionale consentirebbe di sviluppare ulteriormente un settore di interesse pubblico che, grazie alla raccolta differenziata, rappresenta l’anello finale della filiera del riciclo, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare, la <strong>Direttiva SUP</strong> e il nuovo <strong>Regolamento Imballagg</strong>i.</p>
<p><strong>Le buone iniziative volontarie</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23902 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/volontari-Plastic-Free-Screenshot-2024-11-04-alle-15.46.10.png" alt="" width="977" height="731" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/volontari-Plastic-Free-Screenshot-2024-11-04-alle-15.46.10.png 603w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/volontari-Plastic-Free-Screenshot-2024-11-04-alle-15.46.10-300x224.png 300w" sizes="auto, (max-width: 977px) 100vw, 977px" /></p>
<p>Oltre <strong>133mila chilogrammi di plastica e rifiuti</strong> sono stati rimossi da coste, argini e luoghi naturali grazie a 11.268 volontari impegnati in 223 pulizie ambientali su tutto il territorio italiano. Nello scorso settembre, un intero fine settimana è stato dedicato alla tutela di mari, fiumi e corsi d’acqua. Questi i risultati di ‘<strong>Sea &amp; Rivers</strong>’, evento nazionale organizzato da <strong>Plastic Free Onlus</strong>, l’organizzazione di volontariato attiva dal 2019 nel contrastare l’inquinamento legato all’abuso di plastica. E ci sembra giusto ricordarlo. L’impegno di tutti alleggerisce il problema. Info su <strong><a href="https://clicks.aweber.com/y/ct/?l=CpsZI&amp;m=i2zhJIC.oGUtZYT&amp;b=yEs3Al08T.OHceUr2fTGkw">www.plasticfreeonlus.it</a></strong></p>
<p><strong>Plastica d&#8217;artista</strong></p>
<p>A ECOMONDO, Il 5 e 6 novembre l&#8217;artista Massimo Marchiori, in arte Stari Ribar, <strong>realizzerà un&#8217;opera dal titolo &#8220;Balastica&#8221;</strong> che verrà costruita nello stand di <strong>Coopservice</strong>, utilizzando i rifiuti raccolti in mare e sulle spiagge.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23903 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023.jpeg" alt="" width="1029" height="686" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023.jpeg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023-300x200.jpeg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023-1024x682.jpeg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023-768x512.jpeg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Ecomondo-2023-800x533.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 1029px) 100vw, 1029px" /></p>
<p>L&#8217;opera, realizzata con il coinvolgimento dei visitatori, vuole <strong>rappresentare una balena realizzata con plastica raccolta in mare</strong>, come tutte le opere dell&#8217;artista, che mediante la sua arte educa il pubblico al rispetto dell&#8217;ambientale, spingendolo verso il riciclo e una corretta raccolta dei rifiuti. Dopo Ecomondo, l&#8217;opera sarà esposta al Festival dell&#8217;Acqua di Torino e successivamente sarà collocata nel nuovo Hub Innovazione che Coopservice sta completando presso la sede centrale di Reggio Emilia.</p>
<p><strong>La certificazione Plastica Seconda Vita</strong></p>
<p>È stata di <strong>IPPR, </strong>Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo,  di creare per primo, in Italia e in Europa, un’etichetta ecologica per materiali e prodotti in plastica riciclata: la certificazione PSV Plastica Seconda Vita. Il suo scopo è quello di certificare i materiali e i manufatti ottenuti dalla valorizzazione dei rifiuti plastici e al contempo introdurre due concetti molto importanti: la qualità e la rintracciabilità dei materiali riciclati.</p>
<p>Il marchio Plastica Seconda Vita ha l’importante missione di promuovere e comunicare il contenuto di riciclato per mettere in risalto il grande potenziale delle materie plastiche nella realizzazione dell’economia circolare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23914 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-05-alle-01.15.04.png" alt="" width="476" height="217" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-05-alle-01.15.04.png 476w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-05-alle-01.15.04-300x137.png 300w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" /></p>
<p>La <strong>Certificazione </strong>,Plastica Seconda Vita punta sulle garanzie offerte dagli standard tecnici di settore UNI UNIPLAST 10667 e EN 15343 e dalle verifiche di parte terza operate da enti di certificazione accreditati, applica il concetto di “rintracciabilità” dei materiali riciclati e ne calcola il contenuto secondo quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 14021. Inoltre, rende più visibili e più identificabili i beni in materie plastiche da riciclo che vengono destinati alle Pubbliche Amministrazioni e/o alle società a prevalente capitale pubblico, nonché alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e ai privati cittadini. Per questo motivo IPPR pubblica e mantiene costantemente aggiornato il Repertorio dei materiali e manufatti a marchio <strong>“,PlasticaSeconda Vita</strong>”.</p>
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		<title>Le foreste che migrano</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 23:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
		<category><![CDATA[acetosella]]></category>
		<category><![CDATA[Foreste]]></category>
		<category><![CDATA[Foreste migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[</p>
<p><em>Vittoria Orsenigo</em></p>
<p style="text-align: center;">I cambiamenti climatici fanno spostare anche le piante. Letteralmente. Il riscaldamento globale sta sconvolgendo gli equilibri naturali in modo inaspettato. Se è noto che molte specie animali si stanno spostando verso zone più fresche, un nuovo studio rivela un fenomeno altrettanto sorprendente: le piante europee stanno letteralmente &#8220;migrando&#8221; verso ovest.</p>
<p>Uno studio intitolato “<em>Unexpected westward range shifts in European forest plants link to nitrogen deposition</em>”, pubblicato su Science da un team ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23887 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280.jpg" alt="" width="1280" height="886" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280-300x208.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280-1024x709.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280-768x532.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/forest-3409907_1280-800x554.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><em>Vittoria Orsenigo</em></p>
<p style="text-align: center;">I <strong>cambiamenti climatici</strong> fanno spostare anche le piante. Letteralmente. Il riscaldamento globale sta sconvolgendo gli equilibri naturali in modo inaspettato. Se è noto che molte specie animali si stanno spostando verso zone più fresche, un nuovo studio rivela un fenomeno altrettanto sorprendente: le piante europee stanno letteralmente &#8220;migrando&#8221; verso ovest.</p>
<p>Uno studio intitolato “<em><u>Unexpected westward range shifts in European forest plants link to nitrogen deposition</u></em>”, pubblicato su <a href="https://www.science.org/"><strong>Science </strong></a>da un team internazionale di 31 scienziati guidati da Pieter Sanzuk  del Forest &amp; Nature Lab dell’Universiteit Gent, ha rivelato che <strong>l&#8217;inquinamento da azoto</strong> e, in misura minore, <strong>il cambiamento climatico</strong> sono i principali fattori alla base dei sorprendenti <strong>spostamenti verso ovest</strong> nella distribuzione delle piante.</p>
<p>Contrariamente di ciò che si crede comunemente, cioè che l&#8217;aumento delle temperature stia spingendo molte specie verso aree più fredde e settentrionali, questo studio dimostra che <strong>gli spostamenti verso ovest sono 2,6 volte più probabili degli spostamenti verso nord</strong>. I ricercatori hanno osservato che <strong>molte specie vegetali forestali</strong> europee si stanno spostando verso ovest a causa degli alti livelli di deposizione di azoto, sfidando la credenza comune che il cambiamento climatico sia la causa principale dello spostamento delle specie verso nord. Questa scoperta rimodella la nostra comprensione di come i fattori ambientali, e in particolare l&#8217;inquinamento da azoto, influenzino la biodiversità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23889 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-04-alle-00.44.32.png" alt="" width="809" height="607" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-04-alle-00.44.32.png 809w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-04-alle-00.44.32-300x225.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-04-alle-00.44.32-768x576.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-04-alle-00.44.32-800x600.png 800w" sizes="auto, (max-width: 809px) 100vw, 809px" /></p>
<p style="text-align: center;">Acetosella &#8211; <em> Oxalis acertosella</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I principali risultati dello studio sono che le piante forestali europee modificano la loro distribuzione a una velocità media di 3,56 chilometri all&#8217;anno. Il 39% delle specie  s i sposta verso ovest. Gli spostamenti verso nord sono osservati solo per il 15% delle specie.</p>
<p>Per alcune piante il cambiamento è rapido: l&#8217;acetosella si sposta verso ovest a una velocità di circa 3 miglia all&#8217;anno. E spesso le piante amanti dell&#8217;azoto stanno soppiantando la vegetazione autoctona.</p>
<p style="text-align: left;">Gli alti livelli di deposizione di azoto dall&#8217;inquinamento atmosferico consentono una rapida diffusione di specie vegetali tolleranti all&#8217;azoto principalmente dall&#8217;Europa orientale. L&#8217;insediamento di queste specie altamente competitive in aree con a<strong>lti livelli di deposizione di azoto</strong> spesso avviene a scapito delle specie vegetali più specializzate. I risultati evidenziano che i futuri modelli di biodiversità sono guidati da interazioni complesse tra molteplici cambiamenti ambientali, e non dovuti ai soli effetti esclusivi del cambiamento climatico. Comprendere queste interazioni complesse è fondamentale per i gestori del territorio e i decisori politici per proteggere la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi.</p>
<p>Mi è venuto in mente  <i><b>Il giorno dei trifidi</b></i> (<i>The Day of the Triffids</i>),<i> </i>romanzo di fantascienza di John Wyndham pubblicato nel 1951 <i>(</i>ne è stato anche tratto un film nel 1963, uscito in Italia come &#8216;<em>L&#8217;invasione dei mostri verdi</em>&#8216;). Pubblicato nella serie Urania (mi sembra ma sono passarti molti, molti anni) lo ricordo ancora come un affascinante e pauroso distorcimento della realtà. Gli alberi e le piante stanno ferme. Ma, a quanto pare, anche nella realtà non lo fanno.</p>
<p>Però finché tengono giù le loro radici&#8230;</p>
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		<title>Città sostenibili: una sfida per il futuro dell&#8217;umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 22:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda 2030 ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Ecosistema urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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<p><em>Vittoria Orsenigo</em></p>
<p>L’Agenda 2030 dell’ONU è il punto di riferimento dell’impegno per la sostenibilità che accomuna i paesi delle Nazioni Unite. L’obiettivo numero 17 si riferisce a città e comunità ecosostenibili. L&#8217;Agenda 2030 ci ha posto di fronte a una sfida ambiziosa: rendere le nostre città luoghi vivibili, inclusivi e sostenibili. Entro il 2050, infatti, si ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23879 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-scaled.jpg" alt="" width="1178" height="748" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-scaled.jpg 2560w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-300x191.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-1024x650.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-768x488.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-1536x975.jpg 1536w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-2048x1301.jpg 2048w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-800x508.jpg 800w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/pexels-galerieb-1209978-1280x813.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1178px) 100vw, 1178px" /></p>
<p><em>Vittoria Orsenigo</em></p>
<p>L’<a href="https://unric.org/it/agenda-2030/"><strong>Agenda 2030 dell’ONU</strong></a> è il punto di riferimento dell’impegno per la sostenibilità che accomuna i paesi delle Nazioni Unite. L’obiettivo numero 17 si riferisce a città e comunità ecosostenibili. L&#8217;Agenda 2030 ci ha posto di fronte a una sfida ambiziosa: rendere le nostre città luoghi vivibili, inclusivi e sostenibili. <strong>Entro il 2050</strong>, infatti, si stima che il 70% della popolazione mondiale che raggiungerà i <strong>9,8 miliardi di persone</strong> (secondo stime ONU) <strong>vivrà in aree urbane</strong>.</p>
<p>Una concentrazione di persone così elevata pone sfide enormi in termini di consumo di risorse, inquinamento e gestione dei rifiuti. Le <strong>città europee</strong> sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nel raggiungimento del traguardo <em>net zero</em> (neutralità climatica) entro il 2050, obiettivo del <strong>Green Deal europeo</strong>. A oggi però la maggior parte dei loro abitanti sono esposti a <strong>livelli di inquinamento</strong> atmosferico “pericolosi”, segnala l’<a href="https://www.eea.europa.eu/it">Agenzia europea per l’Ambient</a>e.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23878 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile-completa-1024x663-1.jpg" alt="" width="1024" height="663" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile-completa-1024x663-1.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile-completa-1024x663-1-300x194.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile-completa-1024x663-1-768x497.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile-completa-1024x663-1-800x518.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Le città devono esse modelli efficienti: L’<strong>Europa</strong> ha avviato per questo una missione specifica: realizzare 100 città climaticamente neutre e intelligenti entro il 2030.Si tratta di una delle sei missioni per offrire soluzioni concrete ad alcune delle nostre più grandi sfide. Hanno obiettivi ambiziosi e forniranno risultati tangibili entro il 2030. Alcune delle città chiamate a diventare esempi e riferimenti internazionali sono italiane.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Cosa significa costruire città sostenibili?</strong></span></p>
<p>In sintesi, costruire città sostenibili significa:</p>
<p><strong>&#8211; Garantire a tutti un alloggio adeguato:</strong> case sicure, convenienti e accessibili.</p>
<p><strong>&#8211; Migliorare la mobilità:</strong> incentivare l&#8217;uso di mezzi pubblici, piste ciclabili e pedonalizzazioni.</p>
<p><strong>&#8211; Ridurre l&#8217;inquinamento:</strong> migliorare la qualità dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>&#8211; Gestire i rifiuti:</strong> promuovere la raccolta differenziata e il riciclo.</p>
<p><strong>&#8211; Aumentare il verde urbano:</strong> creare spazi verdi accessibili a tutti.</p>
<p><strong>&#8211; Adattare le città ai cambiamenti climatici:</strong> mettere in atto misure per mitigare gli effetti di eventi estremi come ondate di calore e alluvioni.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Una città è un piccolo mondo</strong></span></p>
<p>Le città sono fatte di persone e il tema sociale non è secondario, quindi l’<strong>obiettivo è ambientale, ma anche economico e sociale</strong>. Una città sostenibile è una città più vivibile, più sana e più attrattiva per i cittadini e per le imprese. Ed è necessario l&#8217;impegno di tutti, perché ognuno di noi può contribuire a rendere la propria città più sostenibile, adottando comportamenti più rispettosi dell&#8217;ambiente, come Utilizzare i mezzi pubblici o la bicicletta; Ridurre la produzione di rifiuti; Scegliere prodotti a basso impatto ambientale; Partecipare alle iniziative locali.Tutto considerato, la grande sfida è fare diventare le città come i paesi di un tempo, in cui l’elemento umano-e le esigenze umane &#8211; sono la misura di una civiltà ‘di ritorno’. Con l&#8217;evoluzione e le sfide di oggi (e domani). Forse è un po’ azzardato, ma non significa un ritorno nostalgico nella concezione di ‘città a misura d’uomo’, ma una nuova consapevolezza della responsabilità che abbiamo, perché i nostri figli e i nostri nipoti possano vivere meglio, in modo pieno e consapevole delle proprie responsabilità (che consentono di vivere una vita migliore). L&#8217;impegno è grande, ma è anche un&#8217;opportunità per costruire un futuro migliore per noi e per le generazioni future.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Le città italiane sotto esame: l’esempio di Parma</strong></span></p>
<p>Anche le nostre città sono chiamate a fare la loro parte. L&#8217;indice di sostenibilità urbana ci offre un quadro chiaro della situazione: molte città italiane presentano ancora criticità significative in termini di qualità dell&#8217;aria, mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23882 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280.jpg" alt="" width="1193" height="703" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280.jpg 1280w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280-300x177.jpg 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280-1024x603.jpg 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280-768x452.jpg 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/italy-5226982_1280-800x471.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1193px) 100vw, 1193px" /></p>
<p><strong>Parma</strong> si è distinta a livello nazionale e internazionale per il suo impegno verso la sostenibilità.  La città emiliana è stata selezionata tra le 100 città europee che si sono impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Parma ha presentato, seconda città italiana in assoluto, il proprio <strong>Contratto Climatico di Città</strong>. Sono entrati così nell’elenco delle proposte urbane diverse misure che spaziano dall’<strong>avvio di comunità energetiche</strong> al potenziamento delle i<strong>nstallazioni di impianti fotovoltaici.</strong> A quest’ultimo riguardo si è attuata l’analisi con droni delle superfici del territorio cittadino per la potenziale installazione di impianti fotovoltaici, a terra e sulle coperture (individuando anche tetti in amianto, civili e industriali da bonificare) per lo sviluppo anche di agrivoltaico. Tra le azioni utili che intende concretizzare Parma c’è anche la volontà di monitorare lo stato dei consumi di tutti gli edifici pubblici e di ridurre le emissioni tramite forestazione, elettrificazione, coinvolgendo in questo percorso decine di partner industriali e istituzionali. Energia, verde urbano e illuminazione: anche questi sono punti focali, che vanno considerati e approfonditi per una ‘città sostenibile’.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>&#8216;Ecosistema Urbano&#8217;: un termometro della Sostenibilità</strong></span></p>
<p>Un ecosistema urbano può essere definito come<strong> l&#8217;ambiente in cui l&#8217;uomo interagisce con le varie componenti s</strong>ia di tipo biotico che abiotico.  Quello urbano può essere considerato un ecosistema transitorio, cioè non basta l&#8217;attività antropica dell&#8217;uomo per raggiungere una situazione di stabilità. Come ecosistema urbano si intendono le città.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>&#8216;Ecosistema Urbano&#8217; di Legambiente</strong></span></p>
<p><strong>Ecosistema Urbano </strong>è un rapporto di <a href="https://www.legambiente.it/">Legambiente</a>, realizzato con la collaborazione scientifica di <a href="https://www.ambienteitalia.it/">Ambiente Italia</a> e l’editoriale de<a href="https://www.ilsole24ore.com/"> Il Sole 24 Ore</a>. Questo studio pioneristico a livello mondiale si propone di organizzare i dati ambientali delle città per fornire un criterio di valutazione della sostenibilità e un benchmarking delle prestazioni ambientali. L&#8217;obiettivo principale di Ecosistema Urbano è misurare la &#8216;febbre&#8217; ambientale delle città capoluogo e valutare l&#8217;efficacia delle misure adottate dalle amministrazioni pubbliche. In altre parole, il rapporto funge da termometro della sostenibilità urbana.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>La raccolta dei dati</strong></span></p>
<p>Ogni anno, il rapporto raccoglie <strong>informazioni su 125 parametri ambientali </strong>attraverso questionari, interviste dirette ai 105 comuni capoluogo di provincia e altre fonti statistiche. Questo processo genera un corpus totale di oltre 125mila dati, che vengono sintetizzati in indicatori di qualità ambientale suddivisi in tre macro-classi: indicatori di pressione, indicatori di stato e indicatori di risposta. Come in altre indagini che costruiscono un ranking, Ecosistema Urbano utilizza un indice basato su una scala delle prestazioni per i vari indicatori, sommando successivamente i risultati. Dall&#8217;analisi integrata di queste diverse performance si ricava la classifica finale delle città. Ecosistema Urbano non è solo uno strumento di valutazione, ma anche una guida per le amministrazioni pubbliche e i cittadini, per comprendere meglio le sfide ambientali e lavorare insieme verso città più sostenibili. Il rapporto di Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, ha rivelato le performance ambientali delle città italiane. <strong>Reggio Emilia</strong> si è classificata come la migliore città tra i 106 capoluoghi, superando Trento e Parma, rispettivamente al secondo e terzo posto.</p>
<p><strong>Nella top ten dominano le città del Nord Italia</strong>, con l&#8217;Emilia Romagna che emerge come la regione con più capoluoghi green. <strong>Bologna </strong>è l&#8217;unica grande città nelle prime dieci posizioni. Le metropoli come Milano, Napoli e Roma sono in affanno, mentre il Meridione conta otto capoluoghi tra le ultime dieci posizioni. Tuttavia, Cosenza si distingue al 13° posto. Legambiente ha sottolineato che, sebbene sia in atto una rivoluzione ecologica nelle città, il progresso è troppo lento. L&#8217;associazione ha lanciato un appello per un green deal made in Italy, che includa una strategia nazionale urbana per affrontare temi come la crisi climatica, l&#8217;inquinamento, la mobilità e la rigenerazione urbana.</p>
<p>Le mappe interattive di Legambiente e de Il Sole 24 Ore  analizzano i 106 capoluoghi e i 20 indicatori distribuiti in sei aree tematiche: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia (Legambiente  <a href="https://ecosistemi.legambiente.it/">ecosistemi.legambiente.it </a> e Il <a href="https://lab24.ilsole24ore.com/ecosistema-urbano">Sole 24 ore).</a></p>
<p><strong><em>Per saperne di più:</em></strong></p>
<p><a href="http://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/goal-11-citta-sostenibili-obiettivi-2030/#Comunita_energetiche_la_mappatura_di_RSE">www.infobuildenergia.it/approfondimenti/goal-11-citta-sostenibili-obiettivi-2030/#Comunita_energetiche_la_mappatura_di_RSE</a></p>
<p><a href="http://www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></p>
<p><a href="https://www.eea.europa.eu/en/topics/in-depth/air-pollution">https://www.eea.europa.eu/en/topics/in-depth/air-pollution</a></p>
<p><a href="https://ecosistemi.legambiente.it/">ecosistemi.legambiente.it </a></p>
<p><a href="https://lab24.ilsole24ore.com/ecosistema-urbano">Il Sole 24 ore</a></p>
<p><a href="https://ecosistemi.legambiente.it/">ecosistemi.legambiente.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Interchem Italia: la Linea eQo Green</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/interchem-italia-la-linea-eqo-green/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=interchem-italia-la-linea-eqo-green</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 13:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti chimici]]></category>
		<category><![CDATA[eQuo]]></category>
		<category><![CDATA[Interchem Italia]]></category>
		<category><![CDATA[linea eQuo]]></category>
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					<description><![CDATA[</p>
<p>Interchem Italia da più di trent’anni si impegna nella ricerca di soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale. Dopo Verde Eco, eQo Green è la seconda linea interamente certificata Ecolabel.</p>
<p>Nella linea eQo lo scorso anno si sono aggiunti cinque nuovi prodotti per la pulizia di tutti gli ambienti certificati Ecolabel e quest&#8217;anno altri due saponi.</p>
</p>
<p>eQo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23863 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45.png" alt="" width="967" height="414" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45.png 1163w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45-300x128.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45-1024x438.png 1024w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45-768x329.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-11.55.45-800x343.png 800w" sizes="auto, (max-width: 967px) 100vw, 967px" /></p>
<p><strong>Interchem Italia</strong> da più di trent’anni si impegna nella ricerca di soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale. Dopo Verde Eco, <b>eQo Green è la seconda linea interamente certificata Ecolabel</b>.</p>
<p>Nella linea eQo lo scorso anno si sono aggiunti<strong> cinque nuovi prodotti </strong>per la pulizia di tutti gli ambienti certificati Ecolabel e quest&#8217;anno altri <strong>due saponi.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23866 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.41.48.png" alt="" width="470" height="335" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.41.48.png 691w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.41.48-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p>eQo Green si caratterizza per essere efficace, eco-friendly e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Grazie alla ricerca dedicata in fase di sviluppo della linea, sono state effettuate scelte sostenibili che <strong>non riguardano solo le formulazioni</strong> – fondamentali per l’ottenimento della certificazione Ecolabel – <strong>ma anche gli imballaggi</strong> adottati: tutti i flaconi e le taniche sono realizzati con almeno il <strong>30% di plastica riciclata</strong> e gli imballaggi in cartone provengono da <strong>foreste certificate FSC</strong> oppure sono realizzati con carta riciclata.</p>
<p><span class="TextRun SCXW80292097 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">T</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">utti</span> <strong><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">i prodotti </span><span class="NormalTextRun SpellingErrorV2Themed SCXW80292097 BCX0">eQo</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0"> Green sono incolore</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0"> e inodore</span></strong><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">, scelta fatta per minimizzare l</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">’impatto sull’</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">ambiente e</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0"> sulle</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0"> persone, oltre che per rispettare</span> <span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">quanto </span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">riportat</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">o</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0"> nel DM 29 Gennaio 2021, </span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">che indica <strong>tra i “Criteri Premianti”</strong> </span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">per la valutazione dei <strong>Criteri Ambientali Minimi (CAM)</strong> l’assenza di f</span><span class="NormalTextRun SCXW80292097 BCX0">ragranze.</span></span><span class="EOP SCXW80292097 BCX0" data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>eQo Green si caratterizza per essere <b>efficace</b>, <b>eco-friendly</b> e con un <b>ottimo rapporto qualità/prezzo</b>. Per completare la linea e garantire l’ottenimento di punteggi più alti nei bandi pubblici per la partecipazione alle gare di appalto, sono stati aggiunti due prodotti per l’igiene personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23867 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.43.27.png" alt="" width="783" height="468" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.43.27.png 900w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.43.27-300x179.png 300w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.43.27-768x459.png 768w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.43.27-800x478.png 800w" sizes="auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px" /></p>
<h2 aria-level="2"></h2>
<p><a href="https://www.interchemitalia.it/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="100" class="size-full wp-image-23868 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-13.56.02.png" class="light"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.interchemitalia.it/">www.interchemitalia.it</a></p>
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		<title>AFIDAMP: Workshop su Normative e Schema Made Green in Italy</title>
		<link>https://www.cleaningcommunity.net/afidamp-workshop-su-normative-e-schema-made-green-in-italy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=afidamp-workshop-su-normative-e-schema-made-green-in-italy</link>
		
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		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 09:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI2]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CleaningMAG Green 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Afidamp]]></category>
		<category><![CDATA[Schema Made Green in Italy]]></category>
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<p>&#160;</p>
<p class="reader-article-header__title" dir="ltr" style="text-align: center;">Workshop online: i Recenti Sviluppi Normativi Europei Ambientali e il Ruolo Dello Schema Made Green In Italy</p>
<p>Organizzato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e AFIDAMP, si svolgerà il 27 novembre questo workshop online, aperto a tutti e gratuito.</p>
<p>Le nuove normative europee in materia ambientale impongono ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-23843 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-10.05.27.png" alt="" width="485" height="255" srcset="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-10.05.27.png 628w, https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/Screenshot-2024-11-03-alle-10.05.27-300x158.png 300w" sizes="auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="reader-article-header__title" dir="ltr" style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800000;" data-scaffold-immersive-reader-title="">Workshop online: i Recenti Sviluppi Normativi Europei Ambientali e il Ruolo Dello Schema Made Green In Italy</span></strong></p>
<p>Organizzato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e AFIDAMP, si svolgerà il 27 novembre questo workshop online, <strong>aperto a tutti e gratuito.</strong></p>
<p>Le nuove normative europee in materia ambientale impongono alle aziende requisiti sempre più stringenti in termini di prestazioni ambientali e trasparenza. Direttive come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), il Regolamento Ecodesign, il Regolamento Imballaggi, la Direttiva Green Claims e le altre normative Circular Economy Package, stanno ridisegnando il quadro normativo a cui le imprese devono adeguarsi per essere competitive e sostenibili.</p>
<p>Lo scopo è dare alle aziende italiane del <em>professional cleaning</em> un quadro aggiornato sulle recenti normative europee sulla sostenibilità e illustrare come lo Schema Made Green in Italy possa rappresentare un vantaggio competitivo, valorizzando prodotti ad alte prestazioni ambientali e promuovendo la sostenibilità lungo tutta la filiera produttiva.</p>
<p style="text-align: left;">In questo scenario, lo <strong>Schema Made Green in Italy</strong>, promosso dal <a href="https://www.mase.gov.it/"><strong>MASE</strong></a>, Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica è uno strumento chiave per misurare e comunicare le prestazioni ambientali dei prodotti &#8220;Made in Italy&#8221;, sostenendo le aziende nell&#8217;opporsi a fenomeni come il greenwashing. In relazione allo Schema, <strong><a href="https://www.afidamp.it/">AFIDAMP</a>, con il supporto di Ergo s.r.l.</strong>, ha sviluppato la <strong>Regola di Categoria di Prodotto per le lavasciugapavimenti.</strong></p>
<p style="text-align: left;">PROGRAMMA</p>
<p id="ember64" class="ember-view reader-text-block__paragraph">14:30 &#8211; Benvenuto</p>
<p id="ember65" class="ember-view reader-text-block__paragraph">14:40 &#8211; <em>Le nuove sfide per le aziende nel quadro della normativa europea, direttive e regolamenti di recente attuazione</em></p>
<p id="ember66" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><a id="ember67" class="ember-view" href="https://www.linkedin.com/in/fabio-iraldo-91b91111/">Fabio Iraldo</a> , Professore Ordinario della Scuola Sant’Anna di Pisa, Supporto Scientifico Schema Made Green in Italy</p>
<p id="ember68" class="ember-view reader-text-block__paragraph">15:30 &#8211; <em>Lo Schema Made Green in Italy</em></p>
<p id="ember69" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><a id="ember70" class="ember-view" href="https://www.linkedin.com/in/fabio-iraldo-91b91111/">Fabio Iraldo</a> , Professore Ordinario della Scuola Sant’Anna di Pisa, Supporto Scientifico Schema Made Green in Italy</p>
<p id="ember71" class="ember-view reader-text-block__paragraph">16:00 &#8211; <em>Il Made Green in Italy nel settore delle macchine lavapavimenti</em></p>
<p id="ember72" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><a id="ember73" class="ember-view" href="https://www.linkedin.com/in/nicola-fabbri-9450326/">Nicola Fabbri</a>, Consulente di ERGO s.r.l.</p>
<p id="ember74" class="ember-view reader-text-block__paragraph">16:50 &#8211; <em>I nuovi obblighi per la comunicazione ambientale e lo Schema MGI</em></p>
<p id="ember75" class="ember-view reader-text-block__paragraph"><a id="ember76" class="ember-view" href="https://www.linkedin.com/in/matteo-malorgio-8aa53671/">Matteo Malorgio</a> , Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – AT Sogesid; <a id="ember77" class="ember-view" href="https://www.linkedin.com/in/francesco-testa-2b6b2735/">Francesco Testa</a> , Professore Ordinario della Scuola Sant’Anna di Pisa, Supporto Scientifico Schema Made Green in Italy</p>
<p>17:40 &#8211; <em>Domande e discussione</em></p>
<p>18:00 &#8211; Conclusione e saluti</p>
<p>Il webinar è <strong>aperto a tutti</strong> e il link verrà inviato il giorno prima e il giorno stesso dell&#8217;evento.</p>
<p>Per registrarsi: <a href="https://www.afidamp.it/dettagli-e-registrazioni/workshop-i-recenti-sviluppi-normativi-europei-ambientali-e-il-ruolo-dello-schema-made-green-in-italy/form">clicca qui</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-23845 aligncenter" src="https://www.cleaningcommunity.net/wp-content/uploads/2024/11/AFIDAMP-SEMPLICE.png" alt="" width="281" height="99" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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