AfidampFAB, il nuovo Consiglio Direttivo

Il 14 febbraio si è svolta a Milano, all’Hotel Westin Palace, l’Assemblea di AfidampFAB,  per l’elezione del Consiglio Direttivo in carica per il prossimo biennio 2018 – 2019 e quindi anche l’elezione del nuovo presidente.

I lavori sono iniziati con i saluti di Gianfranco Bonotto, Presidente facente funzione, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione, ”e ha sottolineato l’importanza del confronto presente all’interno di Afidamp,  luogo in cui tutte le idee devono essere ascoltate, raffrontate e dove è fondamentale che ci sia un dialogo aperto alla ricerca delle migliori opportunità fino ad approdare a scelte condivise.

Delicato sarà il mandato che il nuovo Direttivo avrà l’incarico di espletare, a seguito dell’Assemblea Straordinaria del dicembre 2017, durante la quale è stata approvata la proposta di partnership con ISSA e deciso che sarebbe stato il nuovo Consiglio a condurre le trattative per la definizione del progetto e la tutela degli interessi dell’Associazione.

Il Segretario, Stefania Verrienti, ha illustrato le attività portate avanti da AfidampFAB nel biennio 2016/2017, ringraziando le aziende associate (oltre il 40%), per la attiva e fattiva partecipazione ai progetti condivisi, cui hanno dedicato disponibilità, tempo e competenza, interpretando perfettamente il senso profondo dell’associazionismo.”

Grazie alla loro partecipazione è stato possibile tessere relazioni istituzionali e interassociative, stabilire contatti e collaborazioni con settori in cui il cleaning riveste un ruolo di preminente importanza, avviare progetti di ricerca e innovazione con prestigiose Università, attuare corsi di formazione ad ampio raggio, diventare un reale e riconosciuto punto di riferimento per la definizione di norme relative a igiene e tutela della salute e dell’ambiente.

La parola poi ai candidati che hanno presentato il proprio programma di intenti, concordando tutti sulla necessità di rendere Afidamp sempre più attenta e protagonista rispetto alle trasformazioni che il mercato mondiale sta affrontando.

I candidati

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Michele Redi                                              Francesco Pasquini

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Riccardo Trionfera                                   Luca Cocconi

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Michele Guida                                         Matteo Marino

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Michele Pagani                                       Giuseppe Del Duca

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Vito Palmisano                                        Riccardo Raimondi

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Giuseppe Riello                                        Giampaolo Ruffo

”  Gianfranco Bonotto

Si è proceduto quindi alle votazioni che hanno eletto un Consiglio Direttivo così composto:

Francesco Pasquini e Riccardo Trionfera (Carta), Giuseppe del Duca, Vito Palmisano, Giuseppe Riello e Giampaolo Ruffo (Macchine), Michele Guida (Chimici), Michele Redi (Attrezzature) e Gianfranco Bonotto (Componenti).

Immediatamente riunitosi, il Consiglio, all’unanimità, ha nominato Giuseppe Riello Presidente e Gianfranco Bonotto Vicepresidente.

”Giuseppe Riello, dal 2014 è Amministratore Delegato di Ghibli & Wirbel Spa, e ha fatto parte del Direttivo uscente. Negli ultimi 12 anni è stato Vicepresidente di Confindustria e attualmente è Presidente della Camera di Commercio di Verona.

Convinto sostenitore della vita associativa – il suo credo si riassume nella formula “Se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare lontano, vai assieme agli altri” – Giuseppe Riello ha ringraziato per la fiducia accordatagli e si è dichiarato convinto di riuscire, con l’aiuto dei colleghi, a traghettare Afidamp verso nuovi orizzonti di sviluppo.

A proposito di AfidampFAB

AfidampFAB è l’Associazione dei Fabbricanti Italiani di Macchine, Prodotti e Attrezzi per la Pulizia Professionale e l’Igiene degli ambienti e rappresenta al livello nazionale la filiera delle aziende che producono e importano beni per la pulizia professionale. È l’interlocutore istituzionale di riferimento per la Pubblica Amministrazione, per i soggetti di rappresentanza privati e per il singolo consumatore sui temi della pulizia, intesa come requisito essenziale per il vivere sano e primo indicatore per la qualità della vita dei cittadini.

Ad AfidampFAB aderisce oggi la maggioranza delle aziende del settore, di ogni dimensione e localizzate all’interno di tutto il territorio italiano. Sul mercato globale del cleaning professionale i fabbricanti italiani si collocano, insieme a quelli di Germania e Stati Uniti, tra i primi produttori soprattutto di macchine ed attrezzature.

Il mercato che Afidamp FAB rappresenta si compone di cinque grandi famiglie: macchine, attrezzature, prodotti chimici, carta, fibre e panni.

Le aziende associate ad AfidampFAB rappresentano l’85% del mercato italiano, con un fatturato di oltre 1.600 milioni di Euro. Elevata la percentuale di export soprattutto per macchine e attrezzature (64%, con picchi del 75% per alcune categorie quali le lavasciuga), bilanciata tra Italia ed estero la Carta (57%) mentre i Chimici si rivolgono prevalentemente a un mercato interno con solo un 17% di quota di esportazione.

Hzans: il detergente per la pulizia manuale

HEART ITALIANA presenta Hzans, un detergente alcalino ”a basso tenore di schiuma ideale per la pulizia manuale, in pressione e a riciclo degli impianti, delle superfici, di pavimenti, attrezzature, vasche d’acciaio e quanto altro si voglia detergere nell’industria alimentare.

Può essere utilizzato su qualsiasi tipo di superficie lavabile, in modo da eliminare con facilità lo sporco più tenace.

MiniBull, una linea di aspiratori potenti

Leggera e compatta, la nuova linea MiniBull di DEPURECO soddisfa tutti i requisiti di pulizia, anche quando è necessario un filtro assoluto.

MiniBull è un’unità monofase Wet & Dry, potente e affidabile, adatta per applicazioni non continue.

È dotata di motori By-pass, spie filtro intasamento e spie tensione, interruttori ON/OFF indipendenti e scuotitore manuale verticale.

È tra i più compatti della sua categoria.

RCM Byte II: la lavasciuga per ambienti medio-grandi

Da RCM La lavapavimenti professionale BYTE II è adatta per svolgere rapidamente pulizia di manutenzione di aree medio grandi. Due le versioni: monospazzola con pista di pulizia da 530 mm e a due spazzole con pista da 600 mm, entrambe con serbatoio soluzione da 45 litri.”

Questa lavasciuga è la macchina ideale per ridurre i costi della pulizia, grazie all’alta produttività e alla semplicità di utilizzo: basta la semplice pressione di un solo comando per iniziare a lavare il pavimento.

BYTE II è amica di chi la utilizza e dell’ambiente. In modalità Go Green riduce i consumi di energia, acqua, detergente e il basso livello di rumorosità permette di lavorare anche in ambienti dove è richiesta la massima discrezione.

Il sistema Aqua Saver permette di utilizzare la minima quantità d’acqua necessaria per garantire un eccellente risultato, incrementando l’autonomia e riducendo l’impatto ambientale.

La razionalità costruttiva, che caratterizza tutte le macchine , facilita e limita gli interventi di manutenzione contenendo i costi orari di lavoro.

Grazie all’alta efficienza energetica, BYTE II può lavorare fino a 4 ore senza dover ricaricare le batterie.

Lavasciuga E36 ed E46 Chrome

Ora anche le ‘piccole’ della famiglia EUREKA sono in acciaio inossidabile. Il 2018 di Eureka, che si preannuncia ricco di novità, si apre con il lancio delle lavasciuga pavimenti E36 ed E46 in versione Chrome, a completamento della linea di macchine disponibili in acciaio inossidabile (Inox).

Queste macchine offrono la soluzione contro la corrosione,  e sono particolarmente indicate, quindi,  per l’utilizzo nelle aziende della produzione alimentare (filiera ittica, produzione formaggi, lavorazione carni…), dell’industria galvanica e per le pulizie a bordo vasca in piscine, centri termali e spa.

Cioè in tutti luoghi in cui l’esposizione a sale, grassi, salamoie – o altre sostanze corrosive – è particolarmente elevata.

Grazie a telaio, minuteria e parti metalliche esposte realizzate in acciaio inossidabile, le macchine Chrome hanno una vita potenzialmente ‘infinita’, ”e resistono anche negli ambienti più ostici, in cui una lavasciuga  tradizionale arriva a essere sostituita anche ogni sei mesi. E il vantaggio economico è evidente già nel breve-medio periodo.

PRODOTTI
I carrelli Kubi, per ogni cantiere

Compattezza, robustezza, modularità, manovrabilità, durabilità, ergonomia ed estetica sono gli aspetti che FALPI ha curato nei minimi dettagli per realizzare i nuovi carrelli Kubi, per rispondere alle esigenze di ogni cantiere.

KUBI 2 Pro Big-Foot è il top di gamma: grazie a un armadio capiente e chiuso a chiave, è l’ideale da inserire in contesti ove il carrello deve trasportare e stoccare in sicurezza i materiali utilizzati per il servizio di pulizia.

Come tutti i carrelli Falpi, la particolare ed esclusiva struttura dei Kubi è studiata per sopportare grandi carichi senza intaccare né le funzionalità né l’estetica del carrello, anche dopo diversi anni di utilizzo. Inoltre, le ruote big-foot permettono un’agevole manovrabilità del carrello anche su pavimentazioni irregolari.

Ogni aspetto tecnico è stato curato scrupolosamente per offrire la migliore qualità ed usabilità a servizio degli utilizzatori, le cui esigenze sono per una priorità l’azienda. 

Mewatex, panno eco-friendly

C’è panno e panno: ci sono panni più o meno assorbenti o più o meno rapidi nel rimuovere lo sporco da macchinari, attrezzature o veicoli. Nel panno Mewatexche oltre a essere molto resistente e superassorbente elimina velocemente grasso e sporcizia, batte però anche  un cuore ecologico, che contribuisce alla tutela dell’ambiente.”

Il panno Mewatex è infatti riutilizzabile. Rispetto ai  panni in carta o agli stracci in tessuto, che dopo essere stati utilizzati una volta, vengono eliminati tra i rifiuti,  i panni MEWA possono essere lavati e riutilizzati  fino a 50 volte. Se non esistesse il sistema di panni MEWA e venissero usati solo prodotti monouso, si produrrebbe una notevole quantità in più di rifiuti.

La sostenibilità ambientale e il principio del riutilizzo caratterizzano i panni Mewatex fin dalla fase di produzione: vengono infatti realizzati per il 50% da filati riciclati e durante la loro tessitura vengono recuperate perfino le lanugini di cotone cadute a terra, per farne materiale isolante, da utilizzare per esempio nell’industria automobilistica.

Anche nella fase di lavaggio vengono adottate tecnologie particolarmente evolute per ridurre al minimo il consumo di risorse, di energia, di acqua e di detergenti.

Noleggiare un panno? 

Un’altra peculiarità del panno Mewatex è  che viene fornito a noleggio. Esattamente come accade per l’abbigliamento da lavoro, i panni Mewatex sono disponibili in FullService: MEWA li fornisce, li ritira sporchi, li lava, li restituisce puliti e se necessario li sostituisce.

L’azienda non si limita a fornire il prodotto, ma viene incontro alle esigenze del cliente. Infatti,  il sistema di gestione dei panni lo solleva dall’onere della gestione, dello stoccaggio, del lavaggio, del trasporto in sicurezza e del rispetto delle normative ambientali sullo smaltimento dei rifiuti.

 

A MEWA il compito di occuparsi di tutti i passaggi, mentre al cliente rimane la garanzia di avere sempre a portata di mano un panno pulito.

Per avere una prova tangibile delle potenzialità del servizio, MEWA offre la possibilità di testarlo per almeno due mesi.

 

Con Fila solutions, una ristrutturazione ‘ad hoc’

”La ristrutturazione e l’ampliamento di Villa Manta, una villa degli anni 70, affacciata su una delle spiagge più suggestive della costa sarda, rappresenta una sfida progettuale curata dallo Studio GAAP. Un intervento che concretizza la partnership tra FILA Solutions e LAPITEC: gli oltre 1000 mq di pietra sinterizzata a tutta massa LAPITEC sono stati trattati dagli esperti applicatori di FILA Service.

Per i rivestimenti interni del pavimento e di alcuni bagni della villa è stato scelto un Bianco Crema in finitura Satin, mentre per le pavimentazioni esterne la finitura Vesuvio, più strutturata, che riduce la scivolosità della superficie.

FILA Service ha curato la pulizia dopo posa delle superfici per rimuovere differenti tipologie di sporco, rispettando le esigenze architettoniche e tecniche richieste dal materiale e mantenendo inalterata la resistenza alla scivolosità, aspetto molto importante soprattutto per gli ambienti esterni e bordo piscina.

Sulle pavimentazioni esterne del camminamento e di tutta l’area davanti alla villa, realizzate in Bianco Crema con finitura Vesuvio, le macchie di ruggine di deposito sono state pulite con Deterdek puro, lasciato agire per 10 minuti e poi risciacquato.

Lo sporco presente, dovuto ai lavori di manutenzione (come vernici, pitture, ecc.), polvere, terra e impurità derivanti da agenti” atmosferici sono stati rimossi con FILAPS87 diluito (in proporzione 1:1), lasciato agire per 10 minuti e poi risciacquato; i residui di posa e stuccatura sono stati lavati con Deterdek, diluito in proporzione 1:5, con risciacquo finale.

Sui rivestimenti a bordo piscina, per eliminare lo sporco di origine micro batterica e vegetale, è stato utilizzato il detergente anti-alghe per esterni Filaalgae Net puro, con successivo risciacquo.

Negli ambienti interni in LAPITEC Bianco Crema con finitura Satin, macchie di diversa natura sono state pulite con il detergente decerante sgrassante FilaPS87; anche i segni di matita grafite presenti sono stati rimossi con Filaphzero, utilizzato puro direttamente sulle macchie, lasciandolo agire per 10 minuti e poi risciacquando.

Per la manutenzione ordinaria si consiglia l’uso del detergente neutro senza residuo Filacleaner diluito.

I prodotti utilizzati

FILAALGAE NET – è un detergente antialghe per esterni. Elimina alghe, muffe, licheni da pareti e pavimenti esterni; rimuove lo sporco e gli annerimenti dovuti a polvere, smog, macchie da ristagno di foglie; sanifica le superfici e pulisce a fondo. La sua azione è rapida, la sua efficacia è dimostrata dopo soli 15 minuti dall’applicazione, ha una viscosità ideale per l’applicazione a parete e si presenta in un doppio formato, secondo la necessità di pulire piccole o grandi superfici.”

È pronto all’uso (quindo non si deve diluire), prima di applicarlo è necessario bagnare la superficie con acqua, quindi applicare il prodotto con l’apposito spray o distribuirlo con pennello, spugna o pompa airless. Lasciare quindi agire per 10-15 minuti e successivamente intervenire con spazzolone, monospazzola con disco verde o idropulitrice. Quindi sciacquare con abbondante acqua e pulire accuratamente gli attrezzi subito dopo l’uso.

DETERDEK è un detergente disincrostante acido, che rimuove le incrostazioni del dopo posa e lo sporco da cantiere; elimina le efflorescenze saline dal cotto e il calcare da pavimenti, rivestimenti (docce), sanitari e pulisce a fondo i pavimenti esterni. Il prodotto disincrosta e pulisce contemporaneamente perché ricco di tensioattivi, ed è efficace anche contro le macchie di ruggine. Si tratta di un acido tamponato, non sviluppa fumi nocivi per l’operatore e per l’ambiente (sostituisce l’acido muriatico), non altera l’aspetto e la colorazione dei materiali, pulisce ma non aggredisce: rispetta le fughe, non rovina profili ed elementi in alluminio e acciaio (cappe, condotti…). ”È multiuso: si può usare per trattare cotto, gres porcellanato, ceramica, e le pietre resistenti agli acidi. È multifunzione, pulisce e disincrosta: secondo la diluizione (da 1:5 a 1:10 secondo lo sporco da rimuovere, 1:3 per la rimozione di fughe addittivate) . È efficace anche per la rimozione del residuo di fughe addittivate. 

 

Per il lavaggio dopo posa: bagnare preventivamente con acqua la superficie, utilizzare quindi Deterdek diluito in proporzione 1:5 o 1:10 (1 litro di prodotto in 5 o 10 litri d’acqua), quindi stendere la soluzione pochi metri quadrati per volta, attendere 2-3 minuti e quindi intervenire energicamente con lo spazzolone o monospazzola. Raccogliere il residuo con uno straccio o aspiraliquidi e risciacquare con abbondante acqua. Qualora rimanessero residui di sporco tenace, ripetere il lavaggio con soluzioni più concentrate. Per la manutenzione straordinaria di superfici esterne con segni evidenti di invecchiamento (smog, polveri…): diluire 1 litro di prodotto in 10 litri di acqua. Seguire quindi le medesime modalità di applicazione sopra descritte.

FILAPS87 è un detergente, decerante, sgrassante, che – diluito – pulisce e sgrassa pavimenti molto sporchi in gres porcellanato, ”ceramica, pietra naturale, cotto e cemento, mentre se usato puro, smacchia il gres porcellanato dalle macchie impossibili. È eccellente per il lavaggio di base su pietre non resistenti agli acidi, ed è ideale per il lavaggio di base del cemento, è decerante per cere all’acqua, metallizzate e rilucidabili ed elimina il residuo di pretrattamento di gres porcellanato levigato lucido. Un solo prodotto, per tre funzioni: pulire, smacchiare, decerare. Si usa diluito, a diverse diluizioni (1:10-1:20) in acqua, con concentrazioni diverse secondo l’impiego. Dopo averlo applicato sulla superficie, lasciare agire 4-5 minuti intervenendo poi con monospazzola o spazzolone. Raccogliere quindi con aspiraliquidi o straccio e risciacquare bene. Per una pulizia più energica diluire 1:5. Per smacchiare il gres porcellanato, il prodotto va versato puro sulla macchia e su tutta la piastrella. Lasciare agire fino a completa essiccazione, lavare e risciacquare. Per decerare: diluire 1:5, stendere e lasciare agire 10 minuti. Intervenire con spazzolone o monospazzola. Raccogliere con aspiraliquidi straccio e risciacquare bene.

 

FILACLEANER è un detergente concentrato neutro, che pulisce delicatamente tutti i pavimenti e i rivestimenti, rispetta le superfici trattate e delicate. È indispensabile per il lavaggio dopo posa dei pavimenti in pietra naturale con finitura lucida e sensibili ai detergenti forti. A elevate diluizioni (1:200) non serve risciacquo perché non lascia residuo, ed è ideale per la manutenzione di tutte le superfici cerate, efficace per laminati, ha una profumazione gradevole. Si può utilizzare con macchina lavasciuga a diluizioni elevate (da 1:200). La diluizione va da 1:30 a 1:200, secondo la necessità. ”Per la manutenzione ordinaria di tutti i tipi di superfici, diluire Filacleaner 1:200 (25 ml in 5 litri d’acqua) e così non occorre risciacquo, mentre per gli sporchi più tenaci eseguire il lavaggio con soluzioni più concentrate.

Per il lavaggio dopo posa di superfici delicate (marmo, travertino, granito, agglomerati lucidi) diluire Filacleaner 1:30 e stenderlo sul pavimento con spazzolone o monospazzola con disco morbido, quindi raccogliere il residuo con stracci o aspiraliquidi. Alla fine, risciacquare. Per macchine lavasciuga: diluire il prodotto 1:200 e quindi versare la soluzione nel serbatoio. Per la manutenzione straordinaria di superfici molto sporche diluire Filacleaner da 1:30 a 1:50 secondo l’intensità dello sporco. Lavare con straccio e spazzolone, raccogliere lo sporco e risciacquare.

FILAPHZERO è un disincrostante acido forte, in grado di rimuovere lo sporco e i residui di cantiere, che elimina eventuali efflorescenze saline. Deterge e disincrosta, ed è indispensabile per il cotto quando non sono sufficienti i normali disincrostanti acidi di tipo tamponato, non sviluppa fumi nocivi per l’operatore e l’ambiente (sostituisce l’acido muriatico). Rispetto agli acidi puri, che in pochi secondi terminano la loro azione, ha un’azione disincrostante prolungata, è viscoso quindi si presta all’utilizzo su pareti verticali. Disincrosta e pulisce contemporaneamente perché ricco di tensioattivi. Va usato con diluizione da 1:5 a 1:10 secondo lo sporco da rimuovere.

Per i residui di posa sui pavimenti: su materiali assorbenti come cotto e pietre, prima del lavaggio si consiglia di bagnare abbondantemente la superficie con acqua. A seconda dell’entità delle incrostazioni da rimuovere, diluire 1 litro di prodotto in 5 o 10 litri d’acqua, distribuire sulla superficie la soluzione così ottenuta, lasciandola agire per 4-5 minuti per favorire la dissoluzione dello sporco. ”Quindi intervenire con uno spazzolone o una monospazzola munita di opportuno disco (es. marrone per il cotto), raccogliendo il residuo con uno straccio o un aspiraliquidi. Risciacquare abbondantemente con acqua.

Per le pareti e superfici verticali: prima del lavaggio si consiglia di bagnare abbondantemente la superficie con acqua. Applicare il prodotto puro con pennello. Lasciare agire 4-5 minuti, strofinare con spazzolone o altro strumento e sciacquare abbondantemente, se possibile con idropulitrice.

 

Pchs: l’igiene che riduce le infezioni

COPMA presenta PCHS, un sistema capace di conseguire tre obiettivi strategici nel campo dell’igiene e della salubrità degli ambienti ospedalieri: bassi e stabili livelli di carica patogena; abbattimento delle antibiotico resistenze; riduzione delle ICA.Non meno rilevanti altri due risultati: la riduzione dell’impatto ambientale e la riduzione dell’impatto economico e dei costi.”

La Commissione Europea e il Governo Italiano, con l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni, hanno recentemente adottato i relativi Piani d’azione per combattere la resistenza antimicrobica, causa dell’esponenziale aumento di eventi infettivi; un fenomeno che nella UE causa 25.000 decessi l’anno e costi sanitari supplementari pari a 1,5 mld di Euro.

Copma, con la collaborazione di prestigiose Università e Ospedali ha avviato un virtuoso processo di innovazione incidendo, con il Sistema PCHS, significativamente su uno dei tasselli di rischio nella trasmissione di ICA: l’ambiente ospedaliero.

L’obiettivo di contribuire alla riduzione del rischio infettivo è la svolta che Copma ha determinato cambiando i paradigmi della sanificazione ambientale: non basta più parlare di pulizie, il prodotto del servizio si chiama “igiene”, necessaria per contrastare la proliferazione dei germi patogeni e conseguentemente ridurre le infezioni.

RCM Byte II: la lavasciuga per ambienti medio-grandi

Da RCM La lavapavimenti professionale BYTE II è adatta per svolgere rapidamente pulizia di manutenzione di aree medio grandi. Due le versioni: monospazzola con pista di pulizia da 530 mm e a due spazzole con pista da 600 mm, entrambe con serbatoio soluzione da 45 litri.”

Questa lavasciuga è la macchina ideale per ridurre i costi della pulizia, grazie all’alta produttività e alla semplicità di utilizzo: basta la semplice pressione di un solo comando per iniziare a lavare il pavimento.

BYTE II è amica di chi la utilizza e dell’ambiente. In modalità Go Green riduce i consumi di energia, acqua, detergente e il basso livello di rumorosità permette di lavorare anche in ambienti dove è richiesta la massima discrezione.

Il sistema Aqua Saver permette di utilizzare la minima quantità d’acqua necessaria per garantire un eccellente risultato, incrementando l’autonomia e riducendo l’impatto ambientale.

La razionalità costruttiva, che caratterizza tutte le macchine , facilita e limita gli interventi di manutenzione contenendo i costi orari di lavoro.

Grazie all’alta efficienza energetica, BYTE II può lavorare fino a 4 ore senza dover ricaricare le batterie.

Mafra: Sistema di lavaggio PLS

MAFRA nell’ottica dell’ampliamento della propria linea Ho.Re.Ca., ha recentemente introdotto il sistema di lavaggio PLS Professional Laundry Solutions, dedicato alla lavanderia professionale.

Il sistema è costituito da soli cinque prodotti: PLS1 detergente con tensioattivo, PLS2 detergente alcalino, PLS3 detergente enzimatico, PLS4 candeggiante e sbiancante (senza cloro), PLS5 ammorbidente, adatti a risolvere tutte le tipologie di sporco presenti nel settore e su tutti i tipi i tessuto, da utilizzare con appositi sistemi di dosaggio. Con il sistema PLS Mafra è riuscita a portare lo scarto del lavaggio attorno al 3% reale.

I vantaggi nell’utilizzo di questa linea di super concentrati:

– consumi ridotti, data l’alta concentrazione.

– basso impatto ambientale, dato dai formulati altamente innovativi, Mafra in questo senso da tantissimi   anni da molto importanza all’ecologia , visto tutte le sue certificazioni ISO 9001, ISO 14001, ISO 18001 del TÜV tedesco, guardando agli standard richiesti a livello mondiale.

– riduzione degli imballi, quindi meno costo di trasporti, meno consumi di carburante.

 

Scout: il gancio universale

Immaginiamo un gancio che permetta di appoggiare in tutta sicurezza gli attrezzi in ogni momento durante le quotidiane operazioni di pulizia.

TTS ha realizzato il gancio che segue il manico ovunque, rendendosi utile non solo sul carrello ma anche su maniglie, sedie e porta asciugamani: ogni supporto può diventare un utilissimo portamanico, evitando rumorose cadute o il rischio d’inciampo.

A differenza di altri sistemi portamanico, SCOUT permette l’aggancio con una sola mano, lasciando l’operatore libero di continuare con le operazioni di pulizia senza inutili interruzioni.

Scout è unico nel suo genere in quanto è progettato per essere applicato a manici di qualsiasi diametro. La sua innovazione risiede nell’estrema elasticità che permette di posizionarlo facilmente e in pochi attimi.

Dopo averlo applicato, rimane ben fissato all’attrezzo senza mai interferire con le attività in corso e sempre pronto per essere utilizzato.

Papernet Full Tech, la carta igienica che riduce i consumi

All’insegna della sostenibilità: Full Tech è l’innovativa carta igienica che consente la riduzione del consumo di carta e di CO2, presentata da PAPERNET . Ciò che contraddistingue il prodotto è l’assenza del cartoncino dell’anima:  in questo modo si risparmiano” ben 147 kg di anidride carbonica per ogni tonnellata di carta.

Full Tech è costituita al 100% da pura cellulosa certificata Ecolabel, ogni rotolo è lungo più di 100 metri. Il suo sistema di dispensazione  consente l’inserimento di due rotoli – quindi 200 metri – con un notevole risparmio di tempo e risorse come imballaggi e trasporti.

Full Tech è arrivato in finale per il PPI Awards 2017, concorso indetto da RISI – Pulp and Paper Industry Intelligence, il principale fornitore di informazioni per l’industria mondiale della cellulosa e della carta.

 

Per saperne di più, guarda il video

 

Workshop12aprile
FISE UNICIRCULAR: primo workshop

Se il recepimento delle nuove direttive europee, in fase di definitiva approvazione, passerà attraverso un’analisi delle esigenze nazionali in tema di gestione dei rifiuti potrà assicurare il coordinamento e l’armonizzazione degli interventi necessari al pieno  sviluppo delle potenzialità dell’Economia Circolare. Sarà necessaria la costituzione di una ‘cabina di regia’ nazionale con il coinvolgimento degli operatori interessati.”

È quanto emerso in occasione del workshop “Le Direttive su rifiuti ed Economia Circolare in arrivo”, promosso il 12 aprile a Roma da FISE UNICIRCULARUnione delle Imprese dell’Economia Circolare. L’evento ha costituito il primo di un ciclo di eventi a cadenza mensile per approfondire le tematiche relative alla Circular Economy e raccogliere le esigenze reali delle imprese.

Oltre al Presidente di FISE UNICURCULAR Andrea Fluttero, sono intervenuti Stefano Leoni – Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Delia Di Monaco Direzione Rifiuti MATTM e Cinzia Tonci Ministero dello Sviluppo Economico – DGPICPMI che hanno esaminato le principali novità contenute nelle proposte di Direttive su rifiuti ed Economia circolare, i vincoli e le opportunità per le imprese, lasciando poi spazio al confronto con i numerosi operatori presenti.

Il dibattito svolto a valle degli interventi ha evidenziato come, per definire e articolare a livello nazionale e locale le misure indispensabili allo sviluppo dell’economia circolare, sia opportuno coordinare l’azione delle diverse amministrazioni competenti tenendo conto delle possibili sinergie tra gli strumenti da mettere in campo (Responsabilità estesa del produttore, End of Waste, Green Public Procurement, incentivi economici e fiscali, meccanismi per sostenere la prevenzione, il riciclaggio e” il riutilizzo, ecc.).

Obiettivo di questo ciclo di incontri”, ha evidenziato il Presidente Fluttero, “è entrare nel merito, con un approccio pratico e concreto, della normativa che presto sarà recepita nel nostro Paese, che offrirà alle aziende di recupero e riciclo dei rifiuti e a diversi altri settori (logistica di ritorno, preparazione per il riuso, remanufacturing, vendita dell’usato, solo per fare qualche esempio) nuove opportunità di sviluppo. A tal fine abbiamo avviato l’approfondimento di questioni tecniche e giuridiche, raccogliendo le esigenze degli operatori in vista del recepimento da parte del Parlamento delle direttive su rifiuti ed economia circolare. Le considerazioni emerse nel dibattito costituiranno una base utile per elaborare proposte da sottoporre al Parlamento e al prossimo Governo”.

Già fissati i temi su cui si focalizzeranno i prossimi appuntamenti: “Strumenti e politiche per favorire la Circular Economy”, “Il mercato delle MPS”, “Ecodesign per la riciclabilità”, “Comunicazione ambientale e reputazione sociale”.

 

 

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Frecciarossa 1000, i treni ‘verdi’

I treni Frecciarossa 1000 sono i primi treni ad alta velocità al mondo ad avere ottenuto la EPD, Environmental Product Declaration (la Dichiarazione Ambientale di prodotto).”

La EPD, definita dalla norma ISO 14.025, indica le le prestazioni ambientali nell’intero ciclo di vita (Life Cycle Assessement o LCA), seguendo quindi gli standard della serie ISO 14040. Dall’EPD emerge che i Frecciarossa 1000 emettono solo 28 grammi di CO2 a passeggero per chilometro.

Nell’ambito delle strategie di Green Public Procurement delle società del gruppo FS italiane gruppo FS italiane è stato raggiunto un risultato che ha posto l’Italia come apripista mondiale per gli acquisti verdi del materiale rotabile

Un importante risultato che si spiega grazie alla sua ridotta resistenza aerodinamica, all’ottimo rapporto massa/potenza e al conseguente risparmio energetico. Il treno inoltre vanta prestazioni di eccellenza anche in termini di riduzione dell’impatto acustico e delle vibrazioni, e si caratterizza inoltre per la scelta di materiali riciclabili e riutilizzabili che lo compongono quasi al 100%.

Fonte: Acquisti verdi

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Rodenticidi: cosa succederà adesso?

Cosa cambia da marzo? Tre grandi categorie per chi usa i prodotti; nuove regole sui confezionamenti; nuovi pittogrammi e frasi di pericolo.

A partire dal 1 marzo 2018 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del Regolamento CLP), che include la classificazione armonizzata di alcune sostanze, tra le quali tutti i principi attivi anticoagulanti presenti nelle formulazioni dei rodenticidi attualmente in commercio (es. Brodifacoum, Bromadiolone, Difenacoum).

La nuova classificazione dei principi attivi – e di conseguenza anche dei prodotti – comporterà alcune limitazioni per quanto concerne l’uso dei rodenticidi da parte delle diverse categorie di utilizzatori.

 

Categorie di utilizzatori

La Commissione Europea ha stabilito tre categorie di utilizzatori, con il preciso scopo di ridurre il rischio umano e ambientale. Ogni categoria è caratterizzata da specifiche peculiarità:

• General Public: non-professionale, occasionale. Chi appartiene a questa categoria fa uso sporadico dei prodotti anticoagulanti in ambito privato, reperisce le informazioni circa il corretto uso dei prodotti da opuscoli e dall’etichetta, non ha ricevuto una specifica formazione.

 Professional: professionale. In questa categoria sono collocati coloro i quali utilizzano i prodotti anticoagulanti nella loro attività professionale (ad es. agricoltori; negozianti; operatori in ambito zootecnico; addetti alla preparazione, imballaggio, stoccaggio, distribuzione e vendita di alimenti). Chi rientra in questa categoria utilizza i prodotti rodenticidi con regolarità all’interno della sua attività lavorativa, ha acquisito maggiori conoscenze e competenze rispetto al ‘General Public’. In alcuni casi l’operatore ‘Professional’ ha ricevuto una formazione specifica, perché le legislazioni di settore lo richiederebbero.

• Trained Professional: professionista formato. In questo caso gli operatori utilizzano i rodenticidi per le loro attività giornaliere e hanno specifiche competenze acquisite grazie a corsi di formazione e addestramento o processi di certificazione (ad es. lo standard europeo EN 16636). Attraverso questo percorso di formazione, unendo conoscenza e pratica, hanno raggiunto la consapevolezza necessaria per valutare il rischio associato all’utilizzo dei rodenticidi, adottare le misure di mitigazione suggerite e attivare le pratiche di lntegrated Pest Management (IPM) prima di arrivare all’uso di un rodenticida per il controllo delle infestazioni.

Che prodotti potranno utilizzare le tre categorie?

La linea di confine è rappresentata dalla concentrazione di 30 ppm, equivalente allo 0,003% di sostanza attiva. Gli utilizzatori ‘General Public’ potranno acquistare e utilizzare solo i prodotti contenenti una concentrazione inferiore (<) a 30 ppm – 0,003% che troveranno in confezioni fino a 150 grammi se si tratta di esca in grano/ pellet/pasta fresca; in confezioni fino a 300 grammi se si tratta di blocco paraffinato. Gli utilizzatori ‘Professional’ e ‘Trained Professional’ hanno anche a disposizione prodotti con concentrazione pari o superiore (≥) a 30 ppm – 0,003%, forniti in confezioni da almeno 1,5 kg, indipendentemente dal tipo di formulazione.

Classificazione CLP

Quali pittogrammi e frasi di pericolo (Frasi-H) sono associati ai prodotti? Dal 1 marzo 2018, tutti i rodenticidi hanno una nuova classificazione a seconda della concentrazione di sostanza attiva anticoagulante contenuta:

 ≥ 30 ppm (es. 0,005%) – tossici per la riproduzione: H360D – Può nuocere al feto con in etichetta il pittogramma GHS08 e le seguenti ulteriori indicazioni di pericolo: Prodotti a base di BromadioloneH372 – Provoca danni agli organi (sangue) in caso di esposizione prolungata o ripetuta; Prodotti a base di Brodifacoum o DifenacoumH373 – Può provocare danni agli organi (sangue) in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

• < 30 ppm (es. 0,0025%) – in etichetta il pittogramma GHS08 e la frase di pericolo H373 – Può provocare danni agli organi (sangue) in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

In accordo con l’Art. 19 del Regolamento (UE) 528/2012, concernente l’immissione sul mercato e l’uso dei biocidi, i prodotti classificati H360D sono destinati alla sola categoria di utilizzatori “Professional” e “Trained Professional”.

Dopo chi e cosa, bisogna definire quando

Il Regolamento (UE) 2016/1179 prevede che a partire dall’1 marzo 2018, tutti i prodotti rodenticidi immessi sul mercato siano adeguatamente etichettati secondo la nuova classificazione. Non è previsto alcun periodo di smaltimento successivamente all’1 marzo 2018, sono consentiti 6 mesi per il solo uso delle scorte dei prodotti già acquistati. ”Per riconoscere le confezioni ci si può basare sulla presenza/assenza del pittogramma GHS08: solo quelle a norma hanno il pittogramma. In questo momento è in fase di conclusione il rinnovo dei rodenticidi anticoagulanti, che porterà a un adeguamento delle etichette, non solo per quanto riguarda la classificazione. L’impegno di INDIA è mirato a ridurre i disagi che potrebbero insorgere attraverso una informazione chiara, precisa e tempestiva per quanto riguarda i cambiamenti normativi e mantenendo costante l’attenzione alle tempistiche di consegna dei prodotti.

Servizio Tecnico INDIA

 

 

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Clean Room, la gestione funzionale

”Il 14 e 15 marzo 2018 a Milano si è svolta la settima edizione del convegno ‘La gestione funzionale della Clean Room – dalla progettazione alla manutenzione, dalla validazione all’efficienza energetica‘, organizzata da IKN – Pharma Hub.

Più di 130 sono stati i partecipanti, che hanno avuto la possibilità – per la prima volta a Clean Room – di entrare tutti virtualmente nella Clean Room di Elis, classificata ISO5.

Grazie alla tecnologia messa a disposizione da ETT, è stato possibile assistere virtualmente ai processi di trattamento dell’abbigliamento professionale degli operatori che lavorano in aree ad atmosfera controllata:

  • L’abbigliamento professionale viene inserito all’interno di lavacentrifughe a cavalier di parete per l’operazione di lavaggio il cui ultimo risciacquo viene effettuato con acqua osmotizzata”
  • L’abito viene asciugato utilizzando essiccazione ad aria microfiltrata e controllato mediante il tamburo di Helmke. Tale controllo prevede la rilevazione della conta particellare sugli abiti processati
  • L’abito segue poi il suo processo di imbustamento eseguito con un controllo visivo del capo e applicazione dei dati variabili sulla busta in cui viene riposto
  • A seguito di rigorosi controlli, i lotti vengono poi rilasciati dall’assicurazione qualità a seguito di verifica documentale
  • L’abito sarà quindi pronto per essere trasportato dal cliente con i documenti attestanti la conformità dei lotti inviati

5 Laboratori interattivi

Attraverso un tour guidato i partecipanti hanno assistito a demo tecniche, misurazioni live e verifiche procedurali, scoprendo le soluzioni più innovative in tema di: Isolatori e RABS; Monitoraggio particellare; Vestizione; Manutenzione predittiva.

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4 Momenti dedicati al Networking

Sessione interattiva: Quali sono le tre sfide del settore farmaceutico?

I partecipanti, suddivisi in gruppi,” si sono confrontati per individuare le tre principali sfide di settore

SPECIALE TAKE AWAY

DATA INTEGRITY
Significa semplicemente gestire il DATO (ALCOA è diventato ALCOA+). La tendenza è quella di non mantenere il dato. È importante mantenere il dato scritto in tempo reale e siglato in tempo reale. “Se scrivi su un post-it hai un raw data, se butti via il post-it è data integrity” Andrea Pranti QA Engineering Manager Engineering & MSAT departement GlaxoSmithKline

RISPARMIO ENERGETICO E MANTENIMENTO DELLA QUALITA’ DEL PRODOTTO

Il più grande contaminante della Clean room resta l’essere umano. Ad esempio meno uomo in classe B significa più risparmio. Anche i macchinari vecchi funzionano: occorre il fine tuning. Il passato va adeguato.

RISK MANAGEMENT

La maggior parte delle aziende non ha il Risk Management e/o il Risk Assesment, ma è importante sottolineare che è un processo alla base di ogni attività. Deve essere la base di ogni produzione per garantire la qualità. Il Risk Management è nel DNA: nella produzione la business continuity porta poi al Risk Management. Manca però un’indicazione sui limiti: qual è il livello di contaminante sui prodotti?

LEACHABLES & EXTRACTABLES
Anche i materiali di processo vengono qualificati. Gli step fondamentali sono: consultare il fornitore; eseguire il Risk Assesment; se i dati non sono sufficienti eseguire studi ad hoc. Il nuovo approccio è il Simultaneous study e il Simultaneous Solve. Manca però un’indicazione sui limiti: qual è il livello di contaminante sui prodotti?

STERILITY ASSURANCE
Viene usata nei processi biologici dove ci vuole sterility (non ci devono essere i contaminanti). L’asetticità, invece, significa che non ci devono essere micro organismi nè morti nè vivi.

IN CHE MODO LE AUTORITA’ FAVORISCONO INNOVAZIONE TECNOLOGICA?

“Se tutti avessero aspettato di copiare, la ruota sarebbe quadrata” Andrea Pranti QA Engineering Manager Engineering & MSAT departement GlaxoSmithKline. Innovare significa fare le cose vecchie in un modo nuvo, nel settore farmaceutico vuol dire anche far entrare un materiale in classe B. In ogni caso, il cambiamento deve partire dagli operatori, non dalle autorità.

La revisione dell’Annex 1: quale impatto nell’evoluzione tecnologica in azienda? Quali sfide devono essere accettate e quali i requisiti da implementare?

Key Point

Relevance given to QRM and QA (2. Principle, page 3)

Utilities: water and biofilm

Production and specific technologies: filtration of medicinal products which cannot be sterilized in their final container

Viable and non-viable environmental & process monitoring

Annex 1: 2008 vs 2017 draft

Attività di PDA e prossime fasi della revisione

Viable Expert team made up of 16 sterile product manufacturing experts from 14 companies, representing Europe, Japan, the U.S., and PDA

Considered comments and input from PDA membership in formulating expert team opinions, as well as existing published PDA positions

Team debated positions and formulated comments and proposed recommendations for EMA

Submitted approximately 90 specific comments and a dozen general comments to PDA science and regulatory advisory boards

Once approved by ABs, Board, and senior staff, comments will be published and sent to EMA

Comments included positive feedback on several beneficial changes to the Annex and where needed, recommendations for clarification

PDA stressed need for risk based decision making and flexibility, clarity of intent, adoption of modern scientific terminology, and consistency in approach

PDA proposed scientific and technical modifications to help enhance and clarify the Annex

INNOVAZIONE TECNOLOGICA: La collaborazione tra le aziende farmaceutiche e i partner

La verifica strutturale della Clean Room tradizionale è fondamentale

La varietà degli stabilimenti produttivi implica una maggiore flessibilità

Il ruolo della convalida spesso è compromesso dalle tempistiche di produzione

Maggiore tecnologia dovrebbe corrispondere a un minore impatto dell’uomo

Il Training on the job è la formazione più adeguata per aumentare la produttività

La maggiore criticità per l’ambiente della Clean Room rimane l’uomo: quale sarà il ruolo dell’operatore nel futuro dell’asepsi?

Processo di vestizione in Clean Room: come deve essere una tuta da Clean Room per garantire le massime performance durante il procedimento di vestizione riducendo così il rischio di inquinamento?

Un sistema di vestizione semplice, che garantisca l’asetticità

Mentre ci si veste non deve esserci il minimo contatto con le parti esterne della tuta

Deve essere un abito comodo, con una buona vestibilità che faccia respirare durante la vestizione garantendo però la massima sicurezza

Deve essere piegata e imbustata in modo che sia facile da prendere e indossare

Le gambe della tuta sono quelle a più rischio di contaminazione, quindi non devono pendere mentre si indossa la tuta

Il cappuccio della tuta deve integrarsi perfettamente con il viso per potersi integrare successivamente con gli occhiali

L’introduzione di materiale non sterile in Clean Room, dalla teoria alla pratica 

Quali materiali vengono introdotti in Clean Room per il processo asettico?

Componenti primari (es. tappi, flaconi, fiale, ghiere, sacche, etc.);

Materiali vari di processo

Attrezzature di produzione

Utensili meccanici

Strumenti e consumabili per il monitoraggio

Materiali ed attrezzature di pulizia e sanitizzazione

Quali possibili modalità di introduzione dei materiali in Clean Room?

– Autoclave passante

– Tunnel/Forni depirogenanti

– Spogliatoi personale Pass box

Il personale con una pur minima indisposizione (rinite, raffreddore, tosse, ecc.) deve essere momentaneamente esonerato dall’ingresso in Camera Sterile. Nei vari locali degli spogliatoi può accedere un Operatore per volta, a un intervallo minimo di 5 minuti da quello entrato in precedenza, al fine di non introdurre nella zona pre-sterile un numero di germi eccessivo in un tempo ristretto e in modo, quindi, da dare il tempo al sistema di ricircolo dell’aria di “lavare” l’ambiente. Le porte di accesso ai vari locali della Camera Sterile devono essere aperte quanto basta per passare e devono comunque essere movimentate lentamente, in modo da non disturbare la laminarità dei flussi presenti in questa zona. L’accesso alla Camera Sterile è anche regolato da una serie di meccanismi di interblocco delle porte, gestito da un sistema di riconoscimento dei badge personali abilitati. È necessario eseguire successivi passaggi di pulizia e/o sanitizzazione del materiale movimentato ad ogni passaggio di classe, passando dall’area più sporca a quella più pulita.

La pulizia

Grossolana: rimozione di imballaggi di carta, cartone e plastica.

Fine: mediante pannetto a basso rilascio particellare in dotazione imbevuto di detergente o alcool isopropilico al 70%.

La sanitizzazione

Il materiale introdotto nei pass box di classe D o sotto le cappe di classe D++ può essere decontaminato con il sanitizzante in uso al reparto. Il materiale introdotto nei pass box di classe B e/o posizionato sotto le cappe di classe A dei locali sterili deve essere sanitizzato con soluzione di Perossido al 6% o in alternativa soluzione sporicida o soluzione alcool isopropilico al 70% dedicate.

Pharma VS Sanità: come valutare il consumo energetico degli impianti? I ricambi orari, le dimensioni della sala, i livelli di filtrazione sono maggiori nell’ambito ospedaliero. Con consumi energetici elevati e costanti, occorre in primis occuparsi di produrre i vettori energetici in modo efficiente. Non è sufficiente avere impianti efficienti, occorre anche implementare logiche di regolazione adeguate (ad esempio i regimi di portata fuori occupazione). Una volta implementate queste logiche è necessario un monitoraggio continuo delle centrali termo-frigorifere e degli impianti di co/trigenerazione. Nel farmaceutico non vi è una regola univoca per il dimensionamento dei ricambi ora in base alla voluta classe ISO. Il recupero termico avviene tramite massimizzazione ricircolo aria proveniente da Clean Room.Le estrazioni efficienti sono localizzate e adeguatamente dimensionate: hanno un doppio vantaggio, ovvero un miglior conta particellare e minor aria esterna.
E’ fondamentale definire setpoint di temperatura, umidità e deltaP non troppo stringenti e infine, regolare l’HVAC in modo che si autoregoli in base alle modifiche occorse al sistema (temporanee o definitive)

Take away

I due settori vanno verso una convergenza (causata da un aumento dei requisiti tecnologici e applicazione sempre più ampia delle GMP)

Il consumo energetico maggiore avviene “intorno” alle Clean Room/S.O. per cui occorre valutare lo stabilimento nel suo insieme

Il monitoraggio è essenziale in tutti i passaggi: dimensionamento progettuale, regolazione degli impianti, controllo del mantinento dell’efficienza

 Verso quale direzione andare? Efficiency through Design and System Management

Target: riduzione Consumi Energetici (nuova ISO/DIS 14644-16) e mantenimento della classe/grado e dei livelli di pressione ambientali

Approccio: design impianti specifico per modulazione della portata di aria e dP nei vari ambienti classificati attraverso le nuove tecnologie IoTs, il monitoraggio dei contaminanti aeroportati Indoor e Outdoor, il monitoraggio delle prestazioni componenti impianto HVAC e filtrazione e di conseguenza l’ottimizzazione del ciclo vita Filtri e Componenti HVAC.

WORKSHOP presso la Clean Room del Politecnico di Milano Tecnologie HVAC per Clean Room

Rilascio di particolato dalle persone in relazione con l’abbigliamento tecnico indossato e con l’attività svolta – Misure in BodyBox del tasso di rilascio particellare

Diffusione dei contaminanti particellari in Cleanroom – Misure in WhiteBox con fumogeni e valutazione del Recovery Time

Modalità di utilizzo e prestazioni di filtri HEPA – Misura della portata d’aria di una FFU ed esecuzione del Filter Integrity Test

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SAVE THE DATE

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Doggy Bag: accordo tra Comieco e Fipe a RistorExpo

Nell’ambito della presenza di Fipe alla 21a edizione della Fiera RistorExpo 2018, in corso fino al 7 marzo presso il Centro fieristico LarioFiere di Erba, si è tenuta ieri la tavola rotonda “La cucina italiana con Marchesi, dopo Marchesi…”, dedicata allo Chef padre della ristorazione italiana moderna scomparso lo scorso dicembre. Al termine dell’incontro la Federazione ha ribadito l’impegno contro lo spreco alimentare firmando un accordo con Comieco per la distribuzione delle doggy bag del progetto ‘Se avanzo magiatemi’ a livello nazionale e ha poi presentato il concorso “Doggy bag all’italiana” rivolto ai suoi soci.

Ricordare Gualtiero Marchesi, padre della ristorazione italiana moderna, nell’anno in cui si celebra il cibo italiano, senza dimenticare l’impegno contro lo spreco alimentare. Sono questi i due pilastri della presenza di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi alla 21a edizione di RistorExpo 2018, il salone dedicato ai professionisti della ristorazione che si è aperto ieri presso il Centro fieristico LarioFiere a Erba (CO).

L’apertura della fiera RistorExpo è stata anche l’occasione per ribadire ancora una volta l’impegno di Fipe e Comieco contro lo spreco alimentare, per sensibilizzare ulteriormente sia i ristoratori che gli avventori di bar e ristoranti.” Al termine della tavola rotonda dedicata a Gualtiero Marchesi, infatti, il Consigliere Delegato Fipe Rodolfo Citterio e il Direttore Generale di Comieco Carlo Montalbetti hanno siglato il nuovo accordo per promuovere la buona pratica dell’uso della Doggy bag – Se avanzo mangiatemi nei ristoranti italiani e Fipe ha presentato il concorso Doggy bag all’italiana. Il concorso, rivolto ai soci Fipe, ha l’obiettivo di definire un progetto di divulgazione e valorizzazione della doggy bag anche individuando un’espressione italiana che possa essere più esplicativa della versione inglese e che possa favorire una maggiore e più capillare diffusione dell’abitudine di non sprecare gli avanzi di cibo quando si pranza o cena fuori casa.

“Così come Marchesi ha saputo rivoluzionare la cucina italiana guardando al futuro, la ristorazione del futuro non può non essere ancora più attenta al tema dello spreco alimentare – ha dichiarato Rodolfo Citterio – Questo nuovo accordo tra Fipe e Comieco testimonia ulteriormente la forza della sinergia nata con l’iniziativa delle doggy bag, e anche il concorso “Doggy bag all’italiana”, coinvolgendo in prima persona i nostri associati, punta a rendere questa pratica ancor più parte della nostra cultura consolidando l’abitudine di portare a casa il cibo non consumato”.

“Il progetto Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi è nato nel 2015 in collaborazione con Slow Food e ha riscontrato positive esperienze in oltre 200 ristoranti tra Milano, Varese, Bergamo e Roma. Grazie all’accordo stipulato con Fipe siamo pronti ad allargare il raggio d’azione del progetto portando le pratiche e sostenibili doggy bag in tutto il territorio nazionale – dichiara Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco –. Ci auguriamo che le nostre Doggy Bag, completamente riciclabili perché realizzate in cartone, diventino uno strumento utile e quotidiano che aiuti gli italiani a cambiare mentalità e diffondere un comportamento sostenibile verso la riduzione degli sprechi”.

“FIPE dimostra di essere l’unica vera realtà associativa nel mondo del Fuori Casa vicina ai ristoratori e ai baristi che riesce a comprendere i problemi della categoria e a dar corso a battaglie per la tutela dei suoi associati. La partecipazione a Ristorexpo denota sensibilità nei confronti degli operatori e il desiderio di essere vicini alla categoria anche nei momenti formativi e divulgativi – ha dichiarato Giovanni Ciceri, Presidente di RistoExpo“.

Le doggy bag, porta cibo e porta vino realizzate da Comieco, saranno in mostra in Fiera allo stand di Fipe e al ristorante della Fipe Como “I quattro ristoranti”.

boccia e mattioli
Il presidente di Confindustria all’assemblea di ANIP

Si è tenuta il 22 marzo presso la sala Pininfarina di via dell’Astronomia l’assemblea generale di ANIP-Confindustria, l’associazione che raccoglie le imprese dei servizi di pulizia e facility management presieduta da Lorenzo Mattioli. All’incontro ha preso parte il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, testimoniando così la crescente importanza dell’industria dei servizi in Italia.

Boccia ha ribadito i punti di convergenza tra Confindustria e ANIP, la comunanza di intenti su tematiche come quella delle stazioni appaltanti, recepite nel documento finale dell’Assise 2018 di Verona. “Abbiamo inserito l’idea della qualificazione della domanda pubblica introducendo elementi innovativi, la volontà di trovare il giusto equilibrio di razionalizzazione della spesa, il rispetto delle dinamiche di mercato, la volontà di rimettere mano al Codice degli appalti per rafforzare alcuni paletti essenziali, restituire trasparenza al mercato, costruire una forte aspettativa che viene da Confindustria sul mercato degli appalti e sui quei profili che riguardano il vostro settore”.”

Ha aggiunto Boccia: “Si devono contrastare due atteggiamenti che riguardano il vostro settore: la cultura anti industriale e la vulgata che vuole le imprese di pulizia e dei servizi integrati come operatori economici di serie b“.

Essere qui vuol dire legittimare l’attenzione al mondo dei servizi per costruire un percorso virtuoso che ci lega ad una comune visione europea, una politica economica non di scambi e ad una competitività-Paese che passa anche in maniera determinante attraverso l’industria dei servizi rappresentata da ANIP“.

L’assemblea dei soci, riunita per la chiusura del bilancio annuale, è stata anche l’occasione per ripercorrere il primo anno di mandato alla presidenza di ANIP da parte di Lorenzo Mattioli, che ha esordito ricordando come nel corso del 2017 si sia “realizzato un sensibile ampliamento della nostra base associativa, continuando a lavorare per la costituzione della industria dei servizi per rafforzare il settore nei confronti delle Istituzioni, degli organi politici e degli stakeholder di riferimento. Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, auspicando che il futuro conduca ad un contratto unico per il mondo dei servizi. Abbiamo intrapreso una continua e corretta interlocuzione con le istituzioni e l’ANAC – ha aggiunto – sulle tematiche afferenti alla materia di pubblici appalti e concessioni, affinché, anche attraverso lo strumento operativo delle linee guida, le nostre istanze su alcune criticità del Nuovo Codice dei contratti pubblici, vengano riconosciute come valide e, quindi, accolte“.

Mattioli ha ricordato anche le importanti iniziative messe in campo a favore delle aziende del settore, attraverso l’istituzione di ANIP Servizi, la realizzazione di percorsi formativi ad hoc con l’ANIP school, le tappe del Road show in Italia e l’evento LiFe per far emergere e rafforzare l’immagine delle aziende del settore. Inoltre l’attenzione per l’innovazione nell’ottica dell’impresa 4.0 e una sempre più forte relazione con gli organi di rappresentanza del settore a livello europeo.

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