SCA si trasforma in due società: SCA ed Essity

 

 

SCA, azienda leader mondiale che opera nel settore dell’igiene e del forestale, si dividerà in due società quotate in borsa. La società che continuerà a chiamarsi SCA sarà focalizzata su un business forestale efficiente e ben mirato negli investimenti ed includerà, oltre alle operazioni dell’industria forestale, anche i terreni attualmente di proprietà del Gruppo SCA. Il business del reparto igiene di SCA, che include le aree del Personal Care e del Tissue, così come quella appartenente alla società BSN medical recentementeacquisita, si trasformerà nella società leader mondiale nel settore dell’igiene e della salute operante sotto il nome di Essity.

Il voto a favore della proposta di divisione societaria del consiglio di Amministrazione di SCA è stato espresso dagli azionisti durante l’assemblea annuale generale di oggi (4/5/2017). L’operazione di divisione sarà condotta in tempi utili e si completerà con la quotazione in borsa che avverrà non oltre la seconda metà del 2017. Magnus Groth, Presidente e CEO attuale di SCA e futuro Presidente e CEO di Essity, ha commentato “Sono felice che gli azionisti supportino la proposta del Consiglio di Amministrazione di dividere la società in due realtà quotate in borsa. Questo permetterà di ottenere, oltre all’aumento del valore per gli azionisti grazie ad un maggiore focus, valore per il cliente e sviluppo di opportunità, anche una maggiore efficienza nel raggiungimento delle strategie di ciascuna azienda. Guardiamo con fiducia ad un brillante futuro per le nostre due nuove società quotate in borsa”.

SCA, fondata nel 1929, operava nel settore forestale in Svezia. Durante gli anni, la società si è espansa geograficamente e in altri settori commerciali come quello della produzione di prodotti cartacei, del Personal Care, Consumer Tissue e Away-from-Home tissue. Le sinergie tra le operazioni dei diversi business sono diminuite nel tempo. Nel 2016 il business legato al settore dell’igiene rappresentava l’86% delle vendite nette del Gruppo, mentre il restante 14% era rappresentato dai prodotti derivanti dal settore forestale

Dopo la divisione, Essity sarà l’azienda leader nel settore dell’igiene e della salute sviluppando, producendo e commercializzando prodotti nell’ambito del Personal Care e del Tissue. Essity nasce dalle parole “essentials” e “necessities” e si lega perfettamente all’offerta commerciale della nuova azienda operante nel settore igiene e salute, prodotti di uso quotidiano. La visione di Essity è “Ci dedichiamo al miglioramento del benessere attraverso l’offerta di soluzioni innovative per l’igiene e la salute”.”

 

Focus Sanità

Sanità e igiene, temi indissolubilmente uniti, poiché pulire rappresenta un vero e proprio atto sanitario e come tale in grado di scongiurare malattie. Per questo, per l’edizione 2017 di PULIRE è stato deciso di dare grande spazio al tema dell’igiene nell’ambito sanitario e ospedaliero, con due convegni che hanno avuto luogo il primo giorno di fiera, il 23 maggio.

Il primo, dedicato al tema del rischio infettivo nelle strutture ospedaliere e il secondo, incentrato sulla progettazione degli edifici sanitari, concepita come elemento cruciale, da cui dipende anche la qualità igienica. Entrambi gli eventi sono stati moderati dal giornalista Maurizio Pedrini, che ha accompagnato il numeroso pubblico presente in sala in un viaggio all’interno delle principali criticità igieniche (e delle soluzioni) che ruotano attorno al tema pulizia all’interno del mondo ospedaliero.

 Al convegno “Prevenzione e controllo del rischio infettivo: come tutelare la salute dei pazienti e del personale sanitario attraverso l’igiene delle superfici e dei condotti di aerazione”, sono intervenuti come relatori: Beatrice Casini, del Direttivo SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie) e Docente Università di Pisa; Domenico De Leo, Responsabile struttura funzionale Medicina Legale Clinica/Dip. Medicina e sanità pubblica e Docente Università di Verona; Sandra Zuzzi, Presidente FARE (Federazione Economi e Provveditori della Sanità); Raffaele Zinno, Segretario nazionale SISMLA (Sindacato Italiano Specialisti Medicina Legale e delle Assicurazioni) e Raffaele Caruso, Segretario Generale AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici). L’evento, promosso da Afidamp e Federsanità, è stato introdotto dalla lettura dei saluti del Direttore Generale dell’associazione  delle aziende sanitarie e ospedaliere,  Enzo Chilelli.

Le infezioni ospedaliere costituiscono una grande sfida per tutto il sistema della salute pubblica. Le difficoltà, per quanto riguarda la prevenzione e la gestione, sono numerose, perché, come è stato sottolineato nel corso del convegno, rappresentano un insieme piuttosto eterogeneo di condizioni cliniche, con un notevole impatto sui costi sanitari.Il rischio infettivo rappresenta sicuramente una grande minaccia, che però si può scongiurare e gestire attraverso molteplici strumenti, tra cui la scrupolosa cura dell’igiene. ”Il tema è scottante, poiché le infezioni correlate all’assistenza sanitaria rappresentano un fenomeno in costante aumento, anche perché condizionate da una crescita dei fattori di rischio dipendenti dall’evoluzione socio-economica ed ambientale degli ultimi decenni. L’incontro ha analizzato il fenomeno, anche alla luce anche delle novità legislative che fanno ricadere sul medico pesanti responsabilità sul piano civile e penale.  Dopo l’entrata in vigore della legge 8 marzo 2017, n. 24 recante “Disposizioni in materia di sicurezza  delle  cure  e  della  persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale  degli esercenti le professioni sanitarie“, la figura del medico è diventata infatti quella del massimo garante della sicurezza all’interno delle strutture sanitarie.

I medici diventano perciò figure di riferimento anche nella tutela dell’igiene al fine di  scongiurare il rischio infettivo, in  un panorama, quello delle strutture ospedaliere,  sempre più complesso e in continuo mutamento. Come è emerso dall’evento, è sicuramente  necessaria una forte sensibilizzazione di tutto il personale che opera nelle strutture, perché a volte sono semplici gesti di attenzione a fare la differenza, come il frequente lavaggio delle mani ed il corretto utilizzo dei guanti, ma sono necessari anche interventi di tipo formativo nei confronti di chi si occupa della sanificazione  e del  cambio della biancheria.

Sono diversi i veicoli di infezione. I principali sono le mani, la strumentazione, la somministrazione di sostanze e farmaci, l’ambiente (arredi, mobili, pavimenti e i condotti di aerazione), che necessitano di una verifica sistematica sul funzionamento e un’accurata manutenzione, come ha sottolineato Raffaele Caruso di AIISA.Per controllare il rischio infettivo, è necessario quindi che gli ospedali  agiscano su più fronti: attuando ” di prevenzione attraverso azioni sulle strutture, sui sistemi di aerazione e sui flussi di acqua, sulle condizioni igieniche del personale e dell’ambiente; individuando  personale dedicato alla sorveglianza, che rispetti  un preciso protocollo; formando il personale dedicato al trattamento dei pazienti, soprattutto nelle aree critiche di terapia intensiva e chirurgica, raccogliendo ed analizzando dati utili.

Le strutture, con le loro caratteristiche tecniche e morfologiche, diventano quindi un nodo centrale quando si parla di pulizia e prevenzione. Ma cosa c’entra l’architettura con l’igiene? Più di quanto pensino la maggior parte delle persone. Infatti sono molte le difficoltà strutturali che possono ostacolare il raggiungimento di livelli elevati di pulito e che, di conseguenza,  possono comportare problemi di salute. Le strutture sanitarie, in particolare,  con il pericolo di infezioni sempre in agguato, devono garantire standard igienici elevatissimi se vogliono tutelare il benessere dei pazienti. In un edificio ospedaliero, in fondo, nessuna zona è a basso rischio. Per questo, la progettazione diventa un elemento primario di prevenzione delle infezioni.

Queste le motivazioni che hanno portato Afidamp a organizzare in collaborazione con la rivista Progettare per la Sanità  e il Cneto, Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera, l’evento dal titolo: “Igiene in Sanità, quando la progettazione fa la differenza. Strumenti e sostenibilità economica per la massima igiene dei luoghi di cura”, che si è rivelato un’opportunità preziosa per approfondire un argomento ancora poco conosciuto e trattato. Infatti, progettare bene vuol dire mettere l’operatore nelle condizioni di lavorare bene, risparmiando tempo e denaro. Il convegno, dopo i saluti dei rappresentanti della  rivista e di Afidamp, rispettivamente Margherita Carabillò e Stefania Verrienti, ha visto la partecipazione di  Maurizio  Mauri, Presidente di Cneto; Stefano Capolongo, Direttore del Master in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei sistemi ospedalieri e socio-sanitari del Politecnico di Milano e dei rappresentanti dell’IRST  di Meldola (FC), esempio di struttura virtuosa sotto il profilo della progettazione.

IRST di Meldola, una struttura di cura ideata per combattere il cancro che ha a cuore l’igiene”: questo il titolo dello spazio dedicato alla case history, che ha visto la partecipazione di Mattia Altini, Direttore sanitario IRST, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori; Elena Prati, Medico di Direzione Sanitaria IRST IRCCS; Davide Gallegati, Responsabile Ufficio Programmazione e Controllo di Gestione IRST; Andrea Ragazzini, Progettista Architettonico – Direttore Operativo Opere Edili; Massimiliano Mazzotti, Responsabile di Formula Servizi Soc. Coop. Passo dopo passo, i relatori hanno illustrato il percorso che ha portato al rifacimento della struttura, pensata anche per facilitare le procedure di igienizzazione. Infatti la ristrutturazione è avvenuta con criteri all’avanguardia, considerando la necessità di una massima pulizia. Sono molti i fattori che concorrono alla sicurezza e all’efficienza di una struttura oncologica sotto il profilo igienico: progettazione edilizia; formazione degli operatori e capacità di interfacciarsi; adeguatezza strumentazioni; sostenibilità economica ed ambientale.

Si è trattato di un evento particolarmente importante per  Afidamp, che sta supportando il master del Politecnico di Milano diretto dal Professor Stefano Capolongo. La mattina del 23 giugno Afidamp terrà a Milano, infatti,  una lezione sui temi dell’igiene, per sensibilizzare i progettisti sull’importanza della sanificazione e dare loro degli elementi di riflessione su quali conseguenze possa avere una scorretta progettazione e l’utilizzo di materiali non idonei.

AfidampCom: indagine sul mercato della distribuzione

A PULIRE Verona è stata presentata l’ultima indagine AfidampCom (Associazione fornitori di soluzioni tecnologiche per la pulizia professionale) dedicata al mondo della distribuzione nel professional cleaning, che si presenta in una veste rinnovata grazie al contributo di Cerved Marketing Solutions, società del gruppo Cerved specializzata in raccolta e analisi dati settoriali. L’indagine, che tratta l’anno 2016, ha come obiettivo principale quello di dare continuità all’attività di ascolto dei player di settore già promossa e portata avanti da anni da AfidampCom, per monitorare le dinamiche settoriali e mappare eventuali macro trend in atto. Per l’analisi del 2016 sono state intervistate telefonicamente 257 aziende.”

Sul fronte del fatturato, circa i 2/3 delle aziende hanno riscontrato un aumento nell’ultimo anno, mediamente del 10%. 1 azienda su 10 segnala invece una diminuzione, mediamente del 13%.

Sul futuro prossimo prevale l’ottimismo: quasi due aziende su tre prevedono una crescita del proprio fatturato, a fronte di un 8% che si aspetta una contrazione. A essere maggiormente fiduciose sul 2017 sono le aziende più grandi e strutturate. In generale, la crescita del settore viene associata alla crescita tecnologica: prodotti nuovi e nuove tecnologie sono infatti visti come due leve fondamentali per lo sviluppo del comparto.

Classi di fatturato:

  • Le aziende con fatturato fino a 1 milione rappresentano il 52% e coprono il 15,8% del fatturato complessivo generato dai player del mercato.
  • Le aziende che fatturano più di 2,5 milioni rappresentano il 24,2% e coprono il 62,3% del fatturato complessivo generato dai player del mercato.
  • Le aziende con fatturato tra 1 e 1,5 milioni rappresentano il 12,7% e coprono il 9,5% del fatturato complessivo generato dai player del mercato.
  • Le aziende con fatturato tra 1,5 e 2,5 milioni rappresentano il 10,4% e coprono il 12,4% del fatturato complessivo generato dai player del mercato.

Una quota importante di fatturato deriva dalla vendita dei prodotti chimici, con un’incidenza del 34,9%, seguiti da prodotti di consumo (carta, panni) 21%; macchinari 15,9%; attrezzature 12,5%; servizi 7,1%.

L’ho.re.ca. e le imprese di pulizia sono le tipologie di clienti che maggiormente impattano sul fatturato, rispettivamente con il 25,4% e con il 21,3%, seguiti da: industria con 16,8%; ospedali, cliniche e case di cura con 8,3% ed enti pubblici, con 8,3%.

Sul fronte dei servizi offerti, prevalgono l’assistenza post vendita, effettuata dall’85,5% degli intervistati e l’assistenza pre-vendita, offerta dall’ 81,8% delle aziende. A seguire manutenzione (69,3%); formazione (55,1%); noleggio (52,1%).

In generale, i servizi di assistenza sono comunemente presenti nell’offerta e 7 aziende su 10 offrono anche servizi di manutenzione.

Il settore si conferma rappresentato da micro e piccole imprese. Infatti, quasi la metà delle aziende conta meno di 5 dipendenti e solo il 10% ha più di 20 addetti. Si tratta, nel 60% dei casi, di aziende  a conduzione familiare; caratteristica che si riscontra in misura maggiore tra le realtà più piccole e tra quelle del Nord Ovest.

Buone notizie sul fronte della clientela: mediamente i nuovi clienti, acquisiti annualmente, pesano per il 10% sul totale. Un’azienda su quattro supera la quota del 10%. I 2/3 del parco clienti globale resta comunque costituiti  da clienti fidelizzati che effettuano acquisti continuativi.

L’unico elemento poco incoraggiante dell’indagine riguarda la formazione, effettuata nel 2016 da circa il 60% delle aziende. Si tratta di un dato in sensibile calo rispetto al 2015 in cui si era impegnato con iniziative formative il 74% delle imprese. È un dato dovuto probabilmente ad alcune criticità organizzative e non ad una poca attenzione sul tema. Ciò si deduce dal fatto che l’organizzazione di corsi di formazione risulti al primo posto tra le richieste che i distributori rivolgono ad AfidampCom. Novità anche sul fronte delle nuove tecnologie; comincia infatti a prendere piede la vendita attraverso internet con canali di e-commerce dedicati, per il 14% degli intervistati. La vendita attraverso agenti e quella diretta sono ancora i canali maggiormente utilizzati, rispettivamente dal 60% e dal 41,5%.
Inoltre, anche se il sito internet aziendale continua a essere  il principale mezzo di promozione, restano fortemente impattanti il contatto diretto attraverso figure commerciali, il passaparola e i social network. Il rapporto diretto con il cliente resta comunque il maggior punto di forza del settore, seguito dall’elevata specializzazione e dalla varietà dell’offerta.

Sul fronte delle criticità, le aziende segnalano ancora una volta il prevalere dell’annoso problema dei ritardi dei pagamenti.

Il settore della distribuzione nel professional cleaning si dimostra ancora una volta dinamico e capace di intercettare le esigenze dei clienti, anche grazie al supporto delle nuove tecnologie – commenta Francesco Bertini, presidente di AfidampCom – Innovazione è la parola d’ordine per il futuro; un futuro che il settore vede positivamente, anche grazie ad un 2016 che ha dato buoni risultati”.

Abbiamo scelto Cerved Marketing Solutions per dare una marcia in più alla nostra indagine – continua Bertini – abbiamo così aumentato il numero delle aziende coinvolte e recepito nuovi elementi utili per analizzare il settore e favorire la crescita. In particolare, abbiamo riscontrato una richiesta d’aiuto delle aziende sul fronte della formazione e ci impegneremo nei prossimi mesi per offrire servizi concreti in questa direzione”.

 

 

 

Premio Afidamp “Imprese nella storia”

Nel corso di PULIRE 2.2 sono state attribuiti riconoscimenti a cinque aziende associate dall’anno di fondazione. La capacità di fare squadra è qualcosa di prezioso che quindi va valorizzato. È questa la scelta che ha fatto Afidamp assegnando – durante la prima giornata della manifestazione – qualifica onorifica di associato senior alle aziende che, negli anni, hanno accompagnato l’associazione sin dalla sua fondazione. Sono state premiate, per i fabbricanti, le aziende: Comac, Dulevo, Filmop, Vdm e per i distributori la Raines, rispettivamente da Bruno Ferrarese, presidente AfidampFAB e da Francesco Bertini, Presidente AfidampCom

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Si è trattato di una cerimonia molto partecipata, introdotta da un video che ha ripercorso la nascita dell’associazione con immagini e documenti di quegli anni. Tanti sorrisi in sala, orgoglio, un po’ nostalgia e qualche cenno di commozione nel pensare a quanta strada è stata fatta e ad alcuni protagonisti di quegli anni che purtroppo non ci sono più.

La motivazione che ha portato a istituire questo premio – riferisce Bruno Ferrarese, Presidente AfidampFAB – è stata la volontà di riconoscere il valore della continuità e di esprimere gratitudine nei confronti di quelle aziende che hanno creduto nell’avventura di Afidamp e che hanno avuto la capacità di saper guardare lontano. ”Senza queste aziende, che sono anche aziende fondatrici, la nostra associazione non esisterebbe. Afidamp è cresciuta insieme a loro e ha creato valore diventando il punto di riferimento per il nostro settore, contribuendo sua crescita e alla sua conoscenza da parte di realtà che ne ignoravano l’esistenza”.

Questo tuffo nel passato è stato istruttivo ed emozionantemomenti come questi fanno emergere il lato più umano del fare impresa – commenta Stefania Verrienti – L’imprenditoria è fatta da persone, con i loro progetti, sogni ed il bagaglio di ricordi ed esperienze che si portano dietro. Persone che in questo caso hanno contribuito al successo del settore nel nostro paese e che, da alcuni decenni, portano benessere e posti di lavoro sul loro territorio”.

 

 

Si parla di Ecosostenibilità a PULIRE 2.2

 

”Ambiente ed ecosostenibilità sono stati al centro di questa edizione di PULIRE 2017, che ha dedicato ampi spazi di approfondimento all’Ecolabel europeo, in occasione dei suoi 25 anni. Nato nel 1992 e attualmente disciplinato dal Regolamento (CE) n. 66/2010, l’Ecolabel UEè il marchio ecologico più diffuso in Europa.

Sono stati tre i momenti incentrati sulla certificazione, nella giornata del 24 maggio.

Il primo, dedicato proprio ai 25 anni del marchio, si è tenuto all’interno del convegno: “Circular Economy: Il futuro della produzione, del consumo e dell’intero ciclo di vita. Una sfida per le imprese e la collettività”. Si è trattato di un approfondimento curato da  Riccardo Rifici, Presidente Comitato Ecolabel Ecoaudit – ISPRA  e da Gianluca Cesarei del Servizio per le certificazioni ambientali di ISPRA. ”

Ma Ecolabel è anche sinonimo di eccellenza, innovazione  e comunicazione di qualità. Per la seconda volta, è stato deciso di premiare le aziende certificate  che in Italia si sono particolarmente distinte in questi ambiti.  Gli Ecolabel Awards sono stati assegnati presso lo stand Afidamp, davanti a un pubblico numeroso e partecipe. L’iniziativa è nata con lo scopo di celebrare  il successo ottenuto da aziende italiane che hanno certificato i propri prodotti e i propri servizi, a cui viene riconosciuto anche  il merito di contribuire a diffondere una cultura della sostenibilità ambientale e della ecocompatibilità.

 

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Numerose le imprese del settore del cleaning che hanno ricevuto il riconoscimento, quasi tutte associate ad Afidamp. Per la sezione “Prodotto innovativo”  sono stati premiati: Lucart Spa a pari merito con Sutter Industries Spa per le grandi imprese e Falpi Srl per le piccole e medie imprese. Nella sezione “Migliori iniziative di promozione e comunicazione” dei prodotti sono state premiate Interchem Italia Srl a pari merito con I.C.E. FOR Spa per le piccole e medie imprese e infine Magris Spa per le grandi imprese.

A concludere gli spazi dedicati al marchio europeo è stato il workshop: “Nuovo Ecolabel detergenti e Cam ospedalieri: quale scenario per il settore della pulizia professionale”, moderato da  Paolo Fabbri di Punto 3, società che ha organizzato l’evento con Afidamp.

Relatori: Riccardo Rifici, Presidente Comitato Ecolabel Ecoaudit – ISPRA; Raffaella Alessi di  ISPRA; Laura Salvatore della Centrale d’acquisto Regione Veneto e Marco Niro, dell’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento.

”Nel corso dell’incontro è emersa l’importanza attribuita al marchio sul fronte degli Appalti verdi della Pubblica Amministrazione, poiché i criteri green obbligano all’utilizzo di prodotti certificati. Ma la normativa è in evoluzione, sono in arrivo dalla Commissione UE, infatti,  diversi aggiornamenti  per i criteri ecologici del marchio Ecolabel per vari prodotti per la detergenza (lavastoviglie, bucato, lavaggio a mano piatti) sia domestici che professionali, che sono in scadenza a fine 2017. I nuovi criteri andranno ad eliminare quelli oggi in vigore e riguarderanno, tra le altre cose, dosaggi, denominazioni e protocolli di valutazione.

Sul fronte dei criteri Ambientali Minimi  è emerso invece come la formazione resti il nodo centrale e non solo per quanto riguarda gli operatori che materialmente effettuano le operazioni di pulizia. Mancano infatti, in generale, professionalità adeguatamente qualificate per effettuare valutazioni, ma nello stesso tempo è assente  anche un quadro coerente da gestire. La maggior parte delle stazioni appaltanti non è infatti ancora adeguatamente preparata, mentre tutte dovrebbero avere la capacità di controllare con precisione l’esecuzione dell’appalto. I Cam nascono proprio per questo: vogliono venire in aiuto alle PA e rappresentare uno strumento di verifica, ma bisognerebbe pensare anche a controlli a campione adeguati.

Comieco: le regole del Buon Turista Green

Si avvicina il tempo delle vacanze, è il momento per rilassarsi, divertirsi, andare in giro, fare i turisti. Ma si può andare in ferie senza lasciare a casa le buone idee e le buone abitudini.

Il 2017 è l’anno internazionale del Turismo Sostenibile (definito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite) e, poiché la sostenibilità – come l’intelligenza – non va mai in vacanza, Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosa, suggerisce le buone regole del turista green.

Si può fare la raccolta differenziata anche lontani da casa: si potrebbero raccogliere 140.000 tonnellate di carta e cartone se ogni italiano differenziasse dal resto dei rifiuti 3 riviste, 3 quotidiani, 2 scatole di gelati e 4 cartoni di succo di frutta e 2 pack di yogurt.

Pensiamoci un po’…

Il quotidiano e la rivista da leggere in viaggio, il cruciverba e il sudoku da fare sotto l’ombrellone, la mappa e la guida turistica che consultiamo per organizzare i nostri itinerari, i sacchetti

”di carta per la frutta fresca e il pane, ma anche i pack delle creme solari, degli yogurt o del gelato. Sono numerosi i momenti della giornata in cui abbiamo a che fare con carta e cartone, anche in vacanza. Oggetti e imballaggi che vanno conferiti correttamente nei contenitori per la raccolta differenziata per evitare di inquinare o rovinare località che amiamo per le nostre vacanze proprio perché belle, pulite, incontaminate.

In quanti siamo!

In estate nelle località turistiche la popolazione cresce fino a 8 volte rispetto a quella residente mettendo a dura prova le amministrazioni locali. È importante quindi che ciascuno di noi anche in vacanza presti attenzione a mantenere pulito l’ambiente circostante. E basta davvero poco per ottenere grandi risultati: se ogni italiano differenziasse dal resto dei rifiuti anche solo 3 riviste, 3 quotidiani, 2 scatole di gelati, 4 cartoni di succo di frutta e 2 pack di yogurt, riusciremmo a raccogliere circa 140.000 tonnellate di carta e cartone, l’equivalente di un’intera discarica! Rifiuti “preziosi” che, oltre a non inquinare l’ambiente, potrebbero tornare a nuova vita grazie al riciclo. Ecco perché Comieco invita a essere responsabili nei confronti dell’ambiente anche in vacanza, presentando alcune semplici regole sulla raccolta differenziata e promuovendo uno stile di viaggio più rispettoso e sostenibile.

Non perdiamo le buone abitudini

Informati sulle modalità di raccolta del tuo luogo di villeggiatura. Le regole principali comunque non cambiano: carta e cartone da riciclare vanno depositati all’interno dei contenitori appositi e non lasciati fuori.

Appiattisci le scatole per ridurre gli imballi in piccoli pezzi.

Scontrini e fazzoletti usati non vanno gettati nella raccolta della carta (i primi di carta termica reagiscono al calore e generano problemi nelle fasi di riciclo, i secondi sono anti-spappolo e quindi difficili da riciclare).

Fai attenzione alle confezioni eccessivamente sporche di cibo (come il cartone per la pizza) o di sostanze chimiche (come vernici o solventi) e alla carta oleata che vanno gettati nell’indifferenziata.

Punti metallici, nastri adesivi e altri materiali non cellulosici vanno sempre tolti dalla raccolta di carta e cartone.

Soprattutto ricordati di non buttare nel contenitore della carta anche le eventuali buste di plastica che hai usato per trasportarla!”

Scelte green per un turismo a impatto ridotto

Tratta l’ambiente che ti ospita come se fosse casa tua: anzitutto mantienilo pulito. Quando organizzi un pic nic, trascorri una giornata in spiaggia o fai un’escursione in montagna, porta con te un sacchetto in più nel quale riporre tutti i rifiuti (cartacce, fazzolettini usati o i semplici mozziconi di sigaretta) e gettali in modo differenziato una volta tornato in casa/albergo.

Scegli destinazioni e alloggi a basso impatto: spiagge “bandiera blu”; i comuni “bandiera arancione”; riserve naturali; itinerari cicloturistici o percorsi a piedi. E per l’alloggio affidati a strutture con certificazioni eco-friendly e integrati al contesto naturale. A giovarne sarà il territorio, ma anche la tua esperienza diretta col territorio e i suoi abitanti.

Cammina, pedala e goditi il paesaggio. Per ridurre le emissioni di CO2 scegli il treno; arrivato a destinazione, approfitta della vacanza per abbandonare auto e mezzi pubblici, scegli una bicicletta, una passeggiata o una gita in canoa.

Scopri la cultura di un luogo a cominciare dalla sua tavola. Assapora e acquista prodotti a km 0, ancor meglio se biologici. Così contribuisci allo sviluppo economico locale, vivi a pieno le tradizioni del posto e non inquini. Quando vai al ristorante ma non finisci il cibo nel piatto, chiedi una doggy-bag per portare a casa gli avanzi. Così riduci gli sprechi alimentari e puoi contare su un piatto già pronto per l’indomani.

Evita lo spreco di risorse. Chiudi il rubinetto del lavandino quando ti lavi i denti, quando ti insaponi o metti lo shampoo sotto la doccia per risparmiare l’utilizzo di acqua. Essere in vacanza non è un buon motivo per lasciare luci o condizionatore sempre accesi: spegnili quando non essenziali.

PRODOTTI
RCM a PULIRE 2.2, novità e auguri

Una partecipazione e un successo per l’azienda modenese, che quest’anno ha celebrato anche i 50 anni di attività. ”

RCM – insieme alle consociate ASSMO e MACROCLEAN –  a PULIRE Verona, oltre alla vasta gamma di motoscope a lavapavimenti, ha presentato  due piccole lavapavimenti uomo a terra.

BITE I con larghezza di pulizia di 460 mm e serbatoio da 30 litri, è nata per svolgere rapidamente lavori di manutenzione di aree medio piccole: è facile da manovrare per lavorare senza fatica in spazi angusti, semplice da usare senza bisogno di  particolare addestramento. È robusta, fatta per durare a lungo, e costante nelle prestazioni, e in qualunque manovra non lascia mai tracce di bagnato, .

BITE II replica agilità, manovrabilità e perfezione di asciugatura della più piccola BITE I, ma con larghezza di pulizia fino a 610 mm e un serbatoio da 45 litri. Le lavasciuga sono disponibili nelle versioni a due spazzole (larghezza pulizia 610 mm) oppure a una spazzola (larghezza di pulizia 530 mm) con e senza trazione elettronica. L’aggancio automatico delle spazzole e il comando unico di avviamento aspirazione e spazzole aumentano la facilità di utilizzo della macchina. La versione a trazione con Go Green e Aqua Saver garantisce una funzionalità ottimale ed ecologica.

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Paperdì e l’Ecolabel UE

Dal 1989 Paper Divipac produce, presso lo stabilimento di Caserta, carta ‘tissue’ di alta qualità con la quale confeziona articoli monouso per impieghi igienici e alimentari. L’azienda, grazie a rigorosi accordi con i propri fornitori, privilegia materie prime con alti standard qualitativi per la produzione di rotoli industriali, rotoli asciugatutto, lenzuolini medici, carta igienica jumbo, asciugamani a foglio.

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Tra le bobine microincollateBobina a 3 veli, Bobina Special 800, Bobina Super 800, Pratika 800, Bobina Goffry ultra, Bobina Amico sono solo alcuni tra i prodotti di Paperdì che vantano il simbolo della margherita, il marchio di sostenibilità ambientale, oggi ancora più significativo poiché quest’anno ricorre il 25 anniversario di Ecolabel.”

Possono apporre il marchio Ecolabel UE i prodotti che hanno ottenuto il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi con elevati standard prestazionali ma anche caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

Ricordiamo che si tratta di un’etichetta ecologica volontaria basata su un sistema di criteri selettivi, definito su base scientifica, che tiene conto degli impatti ambientali dei prodotti o servizi lungo l’intero ciclo di vita ed è sottoposta a certificazione da parte di un ente indipendente (organismo competente).

 

Con Hygienist Flash System, disinfezione rapida dei pavimenti

Bayer Environmental Science presenta il primo sistema integrato pronto uso per la disinfezione e la pulizia dei pavimenti.

Hygienist Flash System è composto da Hygienist Multiuso Ambientale, detergente disinfettante pronto all’uso e da Hygienist Flash, applicatore per pavimenti provvisto di comodo innesco sul manico e serbatoio ricaricabile. ”

Il disinfettante è un PMC (Presidio Medico Chirurgico) pronto all’uso, dalla formulazione stabile e duratura, che non ha necessità di risciacquo e asciuga subito. È un prodotto ideale per la pulizia delle piccole e medie superfici.

L’applicatore per pavimenti ha il manico in acciaio inox, un comodo innesco sul manico, il sistema nebulizzante a rilascio controllato, il serbatoio ricaricabile da 550 ml. La testa è compatibile con tutti i tipi di frangia sul mercato: a velcro, a tasca, ad aggancio. Viene fornito con frangia a velcro in microfibra.

Dual Clean semplifica la pulizia

Hygan ha sviluppato Dual Clean, un sistema innovativo per diluire il prodotto- perfettamente e senza sprechi –  con l’acqua del rubinetto. Il prodotto superconcentrato è sigillato nel flacone e non viene in contatto con l’acqua prima di essere diluito: così si evita ogni genere di contaminazione.

”Proprio per questo, Dual Clean è indicato per la pulizia professionale in ambienti sensibili, come ospedali, case di riposo e così via. Se l’igiene è garantita dalla sigillatura, per quanto riguarda la sicurezza il sistema non entra in funzione se il flacone d’acqua non è inserito o se è vuoto, evitando un utilizzo errato del prodotto.  Inoltre, l’impugnatura ergonomica facilita il lavoro di pulizia; il flacone si inserisce senza avvitare, in maniera semplice, intuitiva e veloce.

Prodotto e acqua entrano in contatto, mescolandosi, solamente a livello della testa del trigger. La calibrazione automatica regola con esattezza la diluizione del prodotto ed evita così un utilizzo errato. Il sistema brevettato presenta la massima facilità e praticità di utilizzo. Una volta estratto, il fl­acone del prodotto è progettato in modo da essere sigillato e non fa fuoriuscire il liquido anche in assenza del tappo. Senza il ­flacone d’acqua o con ­flacone d’acqua vuoto, il trigger non spruzza ed evita quindi l’utilizzo di prodotto non voluto.

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Dual Clean Sanitary – Pulitore per Sanitari

Detergente concentrato ideale per pulire le superfici in bagno e in particolare i sanitari, le vasche da bagno e il box doccia. Rimuove il calcare efficacemente senza lasciare residui e lascia le superfici brillanti. La sua particolare formula con effetto anti-goccia evita il depositarsi di fastidiose goccioline di calcare.

Start Kit Sanitary: 1 trigger + 5 ­flaconi di prodotto per sanitari + 1 ­flacone da riempire con acqua da rubinetto

Dual Clean Office – Pulitore per Superfi­ci e Vetri

Detergente concentrato per pulire diverse superfici, quali vetro, ceramica, plastica, vernice, metallo, laminato e formica, come anche gli strumenti da ufficio, quali pc, tastiera, schermi etc. Non necessita di risciacquo ed è efficace alla prima passata.

Start Kit Office: 1 trigger + 5 ­flaconi di prodotto per superfici e vetri + 1 fl­acone da riempire con acqua da rubinetto.

 

Grande afflusso nei bagni? Problema risolto con l’innovazione Tork

In luoghi a elevato traffico come aeroporti o stadi, le grandi folle possono causare notevoli difficoltà, ovvero bagni sporchi o con elevati tempi di attesa. Tork, brand leader globale nell’igiene professionale, ha quindi sviluppato Tork PeakServe®: un nuovo e rivoluzionario sistema per l’asciugatura delle mani, su misura per le aree ad alto traffico.Si caratterizza per un’innovativa tipologia di asciugamano e unisce capacità senza precedenti con un metodo di erogazione unico sul mercato: rapido e continuo, senza interruzioni, permette agli operatori di servire il 250% di ospiti in più tra una ricarica e l’altra. Le grandi folle esercitano un’elevata pressione sulle aree bagno e sulle loro attrezzature. Prodotti consumabili come sapone e carta si esauriscono velocemente” Gli addetti alle pulizie hanno difficoltà nel tenere il passo con le esigenze di pulizia, o persino a effettuare l’accesso ai bagni durante i picchi di affluenza. Una nuova ricerca mostra anche che bagni sporchi e sovraffollati sono il problema più grande per gli ospiti dei luoghi ad alto traffico, come stadi o palazzetti dello sport, più del rischio di violenza o di rimanere per lungo tempo in coda all’ingresso. Gli ospiti semplicemente non vogliono sprecare troppo tempo e restare bloccati in bagno, a maggior ragione se in condizioni igieniche non ottimali. Inoltre, più del 70% ha avuto un’esperienza negativa nei bagni, mentre un quarto li ha totalmente evitati.

L’esperienza degli ospiti è un valore prezioso, e i bagni hanno un impatto diretto su di essa. Ad esempio, 1 ospite su 3, evitando di andare in bagno, limita anche la quantità di ciò che mangia e beve: un comportamento del genere può avere un effetto devastante per il business della struttura, dato che cibo e bevande sono spesso una parte importante del fatturato complessivo” afferma Riccardo May, Senior Product Manager Away from Home Italia

Tork PeakServe combina una serie di caratteristiche uniche che rendono le aree bagno ad alto traffico più preparate a gestire grandi folle. L’elemento chiave è una nuova e brevettata tipologia di asciugamano in carta.

Dispensazione nuova e migliorata. Ogni risma di asciugamani è infatti un’unità continua di carta: ciò permette di creare un flusso continuo, in grado di servire velocemente ampi gruppi di persone, senza interruzioni o dispenser vuoti e malfunzionanti. Il flusso è continuo perché le risme sono collegate tra loro, grazie ad una tecnologia unica e brevettata. Inoltre Tork PeakServe eroga un foglio alla volta, partendo dalla parte superiore della risma, non da quella inferiore, garantendo un servizio rapido che necessita una forza molto bassa

”.• La più alta capacità sul mercato. I nuovi asciugamani vengono compressi direttamente sulla linea produttiva, quasi il doppio rispetto a una risma standard di asciugamani piegati: ciò permette a Tork PeakServe di ottenere la più alta capacità sul mercato, più di ogni altro sistema per asciugatura mani, evitando che i dispenser si esauriscano improvvisamente. Un singolo dispenser può servire oltre 1.000 ospiti tra una ricarica e l’altra: 600 ospiti in più rispetto agli attuali dispenser presenti sul mercato.

Ricarica più flessibile. Tork PeakServe può essere ricaricato due volte più rapidamente rispetto ai sistemi tradizionali, e in ogni momento: grazie a questa duttilità, gli addetti alle pulizie possono avere più tempo per concentrarsi sulle attività realmente importanti in ambienti a così alta affluenza, senza il timore di trovarsi con dispenser vuoti e fuori uso. In altre parole, Tork PeakServe dona loro una flessibilità tale da potersi dedicare a ciò che realmente conta, nel momento opportuno. “Fino ad oggi, per l’asciugatura delle mani, gli operatori hanno scelto tra asciugamani a rotolo ad alta capacità e asciugamani piegati, ricaricabili in modo più flessibile. Abbiamo preso il meglio di entrambi e abbiamo creato un ibrido rivoluzionario. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti ‘solo di asciugatura delle mani’, ma è in realtà l’innovazione più significativa nel nostro settore degli ultimi 20 anni: e i visitatori sentiranno la differenza” prosegue Riccardo May

All’interno di aree ad alto traffico con un ampio numero di visitatori, la vera sfida per gli operatori è mantenere un buon flusso di traffico ed evitare code nei bagni. Grazie all’erogazione rapida di Tork PeakServe, i visitatori possono prendere un asciugamano in 3 secondi, rispetto ai 10 secondi dei sistemi a getto d’aria. “ spettatori, e manca un minuto all’intervallo di metà tempo. I bagni saranno presto affollati. Un sistema a getto d’aria richiede almeno 10 secondi per asciugare le mani, ma Tork PeakServe può servire gli ospiti in soli 3 secondi: nella gestione di ampi gruppi di persone, un tempo di servizio così ridotto fa la differenza”, afferma Riccardo May.Immaginate di essere ad una partita di calcio con 50.000.

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 Informazioni su Tork PeakServe

• La più alta capacità sul mercato: fino a 2.132 asciugamani in un singolo dispenser.

• Può servire oltre 1.000 ospiti tra una ricarica e l’altra: 600 ospiti in più rispetto ai dispenser attualmente sul mercato

• Eroga asciugamani in 3 secondi: i sistemi a getto d’aria impiegano almeno 10 secondi

• Dispensazione singola ad erogazione continua, senza interruzioni

• Il dispenser può essere ricaricato in qualsiasi momento, due volte più rapidamente rispetto ai sistemi tradizionali

• Grazie alle risme compresse, a parità di volume, è possibile stoccare il doppio della quantità di asciugamani

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Principali risultati della ricerca sui bagni ad alto traffico

71% dei visitatori ha avuto un’esperienza negativa nei bagni ad altro traffico; il 28% sostiene di avere

spesso (se non sempre) un’esperienza negativa.

42% sostiene che un’esperienza negativa in bagno ha un effetto negativo sull’esperienza complessiva durante l’evento.

• Quasi 4 ospiti su 10 ne parlano con amici o parenti (ed il 4% lo comunica anche sui social media).

Bagni sporchi e con elevati tempi di attesa sono il problema più comune per i visitatori di strutture ad alto traffico. I motivi principali sono la cattiva igiene e la scarsa pulizia (37%), ma anche il tempo è una delle maggiori preoccupazioni: infatti essere costretti a fare lunghe code, perdendo gran parte dell’evento, è una delle ragioni più importanti.

Un terzo (32%) degli ospiti che evita di andare in bagno limita anche il consumo di cibo e bevande.

Informazioni sulla ricerca

Lo studio è stato commissionato da SCA e condotto da IPSOS tramite un sondaggio online che ha coinvolto

3.000 intervistati, i quali hanno visitato una struttura ad alto traffico (sopra le 100 persone) negli ultimi 9 mesi.

Il sondaggio è stato condotto nel 2016 in USA, Regno Unito, Germania, Francia, Polonia e Svezia.

 

 

Tork Easy Cube: sistema integrato per l’igiene intelligente

Tork Easy Cube fornisce informazioni in tempo reale per sapere dove, quando e cosa ci sia bisogno di pulire, ricaricare o manutenere. Gli addetti alle pulizie possono così garantire una disponibilità continua di carta e sapone, oltre ad un livello di igiene constante, ottimizzando le operazioni di pulizia e senza un controllo continuo e permanente.

* I sensori integrati ai dispenser e i contatori misurano il livello di ricarica e il numero di visitatori in tempo reale.

* Le informazioni sono così disponibili immediatamente su un’applicazione cloud e consentono agli addetti alle pulizie di sapere quando e dove intervenire.

* Strumenti analitici semplici e intuitivi permettono al responsabile delle pulizie di controllare, pianificare e seguire le operazioni di pulizia, investendo meno tempo e risorse.

LAVORARE MEGLIO E IN EFFICIENZA

Tork EasyCube consente agli addetti alle pulizie ”di determinare dove devono recarsi, sapendo esattamente cosa caricare sul proprio carrello.

Riducono così i viaggi a vuoto, che hanno il solo scopo di controllare il livello di ricarica dei dispenser. Ogni sosta diventa quindi utile e con un fine e il loro lavoro diventa meno stressante e più gratificante.

Il tempo risparmiato consente ulteriori controlli nelle aree bagno più critiche, per una qualità complessiva ancora più elevata.

77% di controlli in meno sullo stato di ricarica dei dispenser permettono di risparmiare tempo prezioso.

 

PIÙ COMFORT PIÙ SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI

 Il sistema intelligente segnala dispenser vuoti e aree bagno in disordine: viene così mantenuta una qualità costante per garantire il massimo comfort agli utenti.

62% di servizi in più nelle zone critiche.

 

 

 

 

 

UNA NUOVA LOGICA DI PULIZIA PER RISPARMIARE 

I dati raccolti vengono utilizzati per controllare le prestazioni e la qualità della pulizia, identificando degli indicatori chiave per valutare le performance. La manutenzione delle aree bagno può così essere razionalizzata e pianificata in base alla loro effettiva affluenza e utilizzo. Questa riorganizzazione consente una maggiore redditività, ad esempio, grazie a una riduzione di consumo delle ricariche.

 

 

 

TORK   è al PADIGLIONE 2 Stand E2

              

                                        

Eco Silver Paper vince al The Cleaning Show

 

The Cleaning Show 2017, che si è svolto a Marzo a Londra presso il parco fieristico ExCeL, ha contato la partecipazione di più di 5.500 visitatori del settore della pulizia e dell’igiene professionale.”

Nel corso della manifestazione è stato conferito il Premio Innovazione a Eco Silver Paper, che, arrivato tra i finalisti per il premio per il prodotto più innovativo ha superato un attento esame sostenuto con i tre giudici incaricati dal comitato fieristico. Si tratta della prima carta tissue con contenuto antibatterico che riduce la carica batterica naturalmente presente nella carta. Il progetto è stato sviluppato in tre anni di collaborazione con alcune prestigiose università italiane e Cartindustria Veneta, azienda con una forte esperienza nella produzione di articoli in carta per il mercato professionale e domestico.

Carind, innovazione e stile

CARIND è un’industria cartaria specializzata nella produzione di articoli di carta tissue e non, per uso igienico industriale e per uso domestico. L’azienda con Headquarter ad Arpino, in provincia di Frosinone, pone da sempre attenzione al dinamico cambiamento dei mercati e ogni volta è  pronta ad affrontare nuove e stimolanti sfide, sia in termini di logistica sia di nuove tipologie di prodotto e materie prime. Sfide che Carind affronta con serenità e grande preparazione, grazie anche alla consapevolezza della qualità produttiva sulla quale punta da sempre. ”L’innovazione è fondamentale: solo nel 2016 l’azienda ha presentato ben quattro nuovi brevetti riguardo i sistemi di dispensazione della carta, tra cui quello relativo il nuovo dispenser CUBO BAR NAPKINS per tovaglioli bar. Il dispenser è disponibile nei colori cromo, bianco, marrone, nero e rosso e – oltre a vantare un moderno e accattivante design Made in Italy – è dotato dell’ormai già noto “one by one system”, che permette il risparmio del prodotto assicurando una maggiore igiene.

CUBO BAR NAPKINS è facilmente personalizzabile, il logo del cliente può essere serigrafato su ogni lato del prodotto, e inoltre – come accessorio – è dotato di un esclusivo portamenu. Il nuovo e colorato dispenser si abbina con Bar Napkins, il tovagliolo intercalato 2 veli (11×21), anch’esso disponibile in 7 varianti di colore nero, giallo, arancione, avorio, rosa, verde e rosso è adatto per dare un tocco di stile alla sale dei bar, caffè, ristoranti ed hotel. I Bar Napkins sono prodotti in pura cellulosa con un’elevata capacità assorbente, morbidi e resistenti, sono unici ed inimitabili.

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Carind propone il binomio Cubo Bar Napkins e Bar Napkins nell’esclusivo “Starter KIT”, una moderna ed elegante confezione composta da un dispenser e 10 pacchetti di tovaglioli nei diversi colori disponibili.”

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Comieco: le regole del Buon Turista Green

Si avvicina il tempo delle vacanze, è il momento per rilassarsi, divertirsi, andare in giro, fare i turisti. Ma si può andare in ferie senza lasciare a casa le buone idee e le buone abitudini.

Il 2017 è l’anno internazionale del Turismo Sostenibile (definito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite) e, poiché la sostenibilità – come l’intelligenza – non va mai in vacanza, Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosa, suggerisce le buone regole del turista green.

Si può fare la raccolta differenziata anche lontani da casa: si potrebbero raccogliere 140.000 tonnellate di carta e cartone se ogni italiano differenziasse dal resto dei rifiuti 3 riviste, 3 quotidiani, 2 scatole di gelati e 4 cartoni di succo di frutta e 2 pack di yogurt.

Pensiamoci un po’…

Il quotidiano e la rivista da leggere in viaggio, il cruciverba e il sudoku da fare sotto l’ombrellone, la mappa e la guida turistica che consultiamo per organizzare i nostri itinerari, i sacchetti

”di carta per la frutta fresca e il pane, ma anche i pack delle creme solari, degli yogurt o del gelato. Sono numerosi i momenti della giornata in cui abbiamo a che fare con carta e cartone, anche in vacanza. Oggetti e imballaggi che vanno conferiti correttamente nei contenitori per la raccolta differenziata per evitare di inquinare o rovinare località che amiamo per le nostre vacanze proprio perché belle, pulite, incontaminate.

In quanti siamo!

In estate nelle località turistiche la popolazione cresce fino a 8 volte rispetto a quella residente mettendo a dura prova le amministrazioni locali. È importante quindi che ciascuno di noi anche in vacanza presti attenzione a mantenere pulito l’ambiente circostante. E basta davvero poco per ottenere grandi risultati: se ogni italiano differenziasse dal resto dei rifiuti anche solo 3 riviste, 3 quotidiani, 2 scatole di gelati, 4 cartoni di succo di frutta e 2 pack di yogurt, riusciremmo a raccogliere circa 140.000 tonnellate di carta e cartone, l’equivalente di un’intera discarica! Rifiuti “preziosi” che, oltre a non inquinare l’ambiente, potrebbero tornare a nuova vita grazie al riciclo. Ecco perché Comieco invita a essere responsabili nei confronti dell’ambiente anche in vacanza, presentando alcune semplici regole sulla raccolta differenziata e promuovendo uno stile di viaggio più rispettoso e sostenibile.

Non perdiamo le buone abitudini

Informati sulle modalità di raccolta del tuo luogo di villeggiatura. Le regole principali comunque non cambiano: carta e cartone da riciclare vanno depositati all’interno dei contenitori appositi e non lasciati fuori.

Appiattisci le scatole per ridurre gli imballi in piccoli pezzi.

Scontrini e fazzoletti usati non vanno gettati nella raccolta della carta (i primi di carta termica reagiscono al calore e generano problemi nelle fasi di riciclo, i secondi sono anti-spappolo e quindi difficili da riciclare).

Fai attenzione alle confezioni eccessivamente sporche di cibo (come il cartone per la pizza) o di sostanze chimiche (come vernici o solventi) e alla carta oleata che vanno gettati nell’indifferenziata.

Punti metallici, nastri adesivi e altri materiali non cellulosici vanno sempre tolti dalla raccolta di carta e cartone.

Soprattutto ricordati di non buttare nel contenitore della carta anche le eventuali buste di plastica che hai usato per trasportarla!”

Scelte green per un turismo a impatto ridotto

Tratta l’ambiente che ti ospita come se fosse casa tua: anzitutto mantienilo pulito. Quando organizzi un pic nic, trascorri una giornata in spiaggia o fai un’escursione in montagna, porta con te un sacchetto in più nel quale riporre tutti i rifiuti (cartacce, fazzolettini usati o i semplici mozziconi di sigaretta) e gettali in modo differenziato una volta tornato in casa/albergo.

Scegli destinazioni e alloggi a basso impatto: spiagge “bandiera blu”; i comuni “bandiera arancione”; riserve naturali; itinerari cicloturistici o percorsi a piedi. E per l’alloggio affidati a strutture con certificazioni eco-friendly e integrati al contesto naturale. A giovarne sarà il territorio, ma anche la tua esperienza diretta col territorio e i suoi abitanti.

Cammina, pedala e goditi il paesaggio. Per ridurre le emissioni di CO2 scegli il treno; arrivato a destinazione, approfitta della vacanza per abbandonare auto e mezzi pubblici, scegli una bicicletta, una passeggiata o una gita in canoa.

Scopri la cultura di un luogo a cominciare dalla sua tavola. Assapora e acquista prodotti a km 0, ancor meglio se biologici. Così contribuisci allo sviluppo economico locale, vivi a pieno le tradizioni del posto e non inquini. Quando vai al ristorante ma non finisci il cibo nel piatto, chiedi una doggy-bag per portare a casa gli avanzi. Così riduci gli sprechi alimentari e puoi contare su un piatto già pronto per l’indomani.

Evita lo spreco di risorse. Chiudi il rubinetto del lavandino quando ti lavi i denti, quando ti insaponi o metti lo shampoo sotto la doccia per risparmiare l’utilizzo di acqua. Essere in vacanza non è un buon motivo per lasciare luci o condizionatore sempre accesi: spegnili quando non essenziali.

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Codice Appalti, Decreto correttivo: i cambiamenti per il GPP

Il 5 maggio è stato pubblicato il Decreto Legislativo 19 aprile 2017 n. 56 dal titolo “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.

A proposito del Green Public Procurement (GPP), il Decreto, che entrerà in vigore il 20/05/2017 interviene sui seguenti articoli del Codice Appalti:

  • Art. 34. (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) modificato dall’Art. 23 del Decreto correttivo
  • Art. 50. (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) modificato dall’Art. 33 del Decreto correttivo
  • Art. 82. (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) modificato dall’Art. 51 del Decreto correttivo
  • Art. 86. (Mezzi di prova) modificato dall’Art. 55 del Decreto correttivo
  • Art. 93. (Garanzie per la partecipazione alla procedura) modificato dall’Art. 59 del Decreto correttivo
  • Art. 95. (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) modificato dall’Art. 60 del Decreto correttivo
  • Art. 213 (Autorità Nazionale Anticorruzione) modificato dall’Art. 125 del Decreto correttivo

Le novità più importanti riguardano l’Art. 34 (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale), nel quale è introdotto l’obbligo di applicazione totale dei Criteri Ambientali minimi. Non è più valida quindi la formula secondo cui i CAM si devono applicare su di una percentuale del valore a base d’asta, si stabilisce infatti che “L’obbligo di cui ai commi 1 e 2 si applica per gli affidamenti di qualunque importo, relativamente alle categorie di forniture e di affidamenti di servizi e lavori oggetto dei criteri ambientali minimi adottati nell’ambito del citato Piano d’azione”.

L’intervento sull’Art. 50. (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) sancisce l’obbligo e non più la facoltà di inserire le Clausole sociali del bando di gara per gli affidamenti dei contratti   di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura   intellettuale,   con   particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad  alta  intensità  di manodopera (come ad es. servizi di pulizia, ristorazione).

Le modifiche all’Art. 82. (Rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova) definiscono più precisamente le caratteristiche dell’organismo di valutazione della conformità, mentre la modifiche all’’Art. 86. (Mezzi di prova) sono una puntualizzazione circa il certificato di esecuzione dei lavori che dovrà essere redatto secondo lo schema predisposto dall’ANAC.

Non meno importanti novità sono legate all’art. 93 (Garanzie per la partecipazione alla procedura) relativamente alla riduzione della fideiussione provvisoria e definitiva per la partecipazione alle gare d’appalto.  Il calcolo di tali riduzioni, derivanti dal possesso di certificazioni di processo e di prodotto, si basa sul principio che, in caso di cumulo delle riduzioni, la riduzione successiva deve essere calcolata sull’importo che risulta dalla riduzione precedente.

Nell’art. 95 (Criteri di aggiudicazione dell’appalto) viene stabilito, in caso di valutazione delle offerte, in base al miglior rapporto qualità/prezzo, un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento sul totale dei punteggio.  Inoltre, con le modifiche introdotte anche all’Art. 213 (Autorità Nazionale Anticorruzione), si concentra sull’ ANAC tutto il flusso informativo relativo agli appalti pubblici. ANAC gestisce, avvalendosi   dell’Osservatorio dei contratti pubblici, la Banca Dati Nazionale  dei  Contratti  Pubblici e si occupa e il monitoraggio del grado di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi.

Il testo del Decreto correttivo è scaricabile in Gazzetta Ufficiale

Fonte: Acquisti Verdi – Paolo Fabbri 

 

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Tork Easy Cube: sistema integrato per l’igiene intelligente

Tork Easy Cube fornisce informazioni in tempo reale per sapere dove, quando e cosa ci sia bisogno di pulire, ricaricare o manutenere. Gli addetti alle pulizie possono così garantire una disponibilità continua di carta e sapone, oltre ad un livello di igiene constante, ottimizzando le operazioni di pulizia e senza un controllo continuo e permanente.

* I sensori integrati ai dispenser e i contatori misurano il livello di ricarica e il numero di visitatori in tempo reale.

* Le informazioni sono così disponibili immediatamente su un’applicazione cloud e consentono agli addetti alle pulizie di sapere quando e dove intervenire.

* Strumenti analitici semplici e intuitivi permettono al responsabile delle pulizie di controllare, pianificare e seguire le operazioni di pulizia, investendo meno tempo e risorse.

LAVORARE MEGLIO E IN EFFICIENZA

Tork EasyCube consente agli addetti alle pulizie ”di determinare dove devono recarsi, sapendo esattamente cosa caricare sul proprio carrello.

Riducono così i viaggi a vuoto, che hanno il solo scopo di controllare il livello di ricarica dei dispenser. Ogni sosta diventa quindi utile e con un fine e il loro lavoro diventa meno stressante e più gratificante.

Il tempo risparmiato consente ulteriori controlli nelle aree bagno più critiche, per una qualità complessiva ancora più elevata.

77% di controlli in meno sullo stato di ricarica dei dispenser permettono di risparmiare tempo prezioso.

 

PIÙ COMFORT PIÙ SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI

 Il sistema intelligente segnala dispenser vuoti e aree bagno in disordine: viene così mantenuta una qualità costante per garantire il massimo comfort agli utenti.

62% di servizi in più nelle zone critiche.

 

 

 

 

 

UNA NUOVA LOGICA DI PULIZIA PER RISPARMIARE 

I dati raccolti vengono utilizzati per controllare le prestazioni e la qualità della pulizia, identificando degli indicatori chiave per valutare le performance. La manutenzione delle aree bagno può così essere razionalizzata e pianificata in base alla loro effettiva affluenza e utilizzo. Questa riorganizzazione consente una maggiore redditività, ad esempio, grazie a una riduzione di consumo delle ricariche.

 

 

 

TORK   è al PADIGLIONE 2 Stand E2

              

                                        

economia circolare
Approvate le proposte sul pacchetto “Economia Circolare”

Il 14 marzo l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato la proposta di modifica al progetto di aggiornamento – presentato nel dicembre 2015 dalla Commissione – di sei direttive europee. Si tratta delle direttive quadro sui rifiuti; sui rifiuti di imballaggi; sui RAEE; sui veicoli fuori uso; sulle batterie; e sulle discariche. Nei prossimi mesi è attesa la posizione al riguardo da parte del Consiglio europeo.

Una volta definita la posizione del Consiglio, si andrà ad un confronto tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio per condividere il testo finale delle modifiche da apportare alle direttive. L’attuale Presidenza maltese del Consiglio ha annunciato intenzione di raggiungere l’accordo con il Parlamento europeo entro il 1 luglio prossimo.

L’assemblea del Parlamento ha di fatto accolto la proposta passata in Commissione ambiente del Parlamento e sostenuta dalla relatrice on. Simona Bonafè.

L’Assemblea chiede di alzare gli obiettivi di riciclaggio da raggiungere entro il 2030:

  • per quanto riguarda i rifiuti urbani al 70%, di cui almeno il 5% preparati per il riutilizzo (posizione della Commissione europea: 65%);
  • per quelli di imballaggio all’80%, oltre ad un almeno il 10% di imballaggi riutilizzati (posizione della Commissione europea :75%);
  • per la quantità massima conferibile in discarica 5% (posizione della Commissione europea: 10%);

e di disporre obiettivi di prevenzione della produzione di scarti alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 rispetto alla quantità generata nel 2014, nonché l’obiettivo dell’Unione europea di ridurre i rifiuti marini del 30 % entro il 2025 e del 50 % entro il 2030 rispetto ai valori del 2014.

Per tale ultimo obiettivo viene previsto che, entro il 31 dicembre 2017, la Commissione adotti una metodologia, che includa anche i requisiti minimi di qualità, per la misurazione uniforme dei livelli di rifiuti marini di origine terrestre. Una metodologia per il calcolo della prevenzione dovrà essere definita dalla Commissione entro il 31 dicembre 2018.

Viene, inoltre, sollecitata l’introduzione dell’obbligatorietà della raccolta differenziata dei rifiuti di indumenti, nonché per i rifiuti da costruzione e demolizione l’adozione di misure intese a garantire la cernita di almeno per i seguenti elementi: legno, frazioni minerali (cemento, mattoni, piastrelle e ceramica), metalli, plastica, intonaco, vetro e gesso. Infine viene richiesto che le frazioni oggi oggetto di raccolta differenziata siano oggetto di cernita anche per i rifiuti speciali.

Altri aspetti salienti del documento votato consistono nella richiesta di rafforzare la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), di fare un maggior ricorso a strumenti economici come la tassazione dell’incenerimento e l’introduzione della cauzione, nonché di agire in maniera più decisa per la riduzione delle sostanze pericolose presenti nei prodotti e nei rifiuti.

Sono rilevanti anche le richieste di conservare l’attuale definizione di preparazione per il riutilizzo e così rigettare la proposta della Commissione di estenderla anche ai non rifiuti. A tal fine si propone l’introduzione di un nuovo codice di attività di recupero dei rifiuti (R1-prparazione per il riutilizzo).

Infine è di notevole interesse l’introduzione di allegato IV-bis che riporta un elenco indicativo degli strumenti per promuovere il passaggio verso un’economia circolare. Questo elenco è diviso in 2 categorie.

La prima che indica gli Strumenti economici:
  • aumento progressivo delle tasse e/o dei diritti sul collocamento in discarica per tutte le categorie di rifiuti (urbani, inerti, altri);
  • introduzione o aumento delle tasse e/o dei diritti sull’incenerimento;
  • introduzione di sistemi di tariffe puntuali (“pay-as-you-throw”);
  • misure intese a migliorare l’efficienza, in termini di costi, dei regimi di responsabilità del produttore, vigenti e futuri;
  • estensione del campo di applicazione della responsabilità finanziaria e/o operativa del produttore a nuovi flussi di rifiuti;
  • incentivi economici che stimolino le autorità locali a promuovere la prevenzione, nonché a sviluppare e potenziare i sistemi di raccolta differenziata;
  • misure a sostegno dell’espansione del settore del riutilizzo;
  • misure volte a sopprimere le sovvenzioni in contrasto con la gerarchia dei rifiuti.
La seconda riporta le altre misure:
  • appalti pubblici sostenibili volti a promuovere la produzione e il consumo sostenibili;
  • misure tecniche e fiscali intese a sostenere lo sviluppo dei mercati dei prodotti riutilizzati e dei materiali riciclati (anche compostati), così come a migliorare la qualità dei materiali riciclati;
  • adozione delle migliori tecniche disponibili per il trattamento dei rifiuti volte a eliminare le sostanze estremamente preoccupanti, ove tecnicamente ed economicamente fattibile;
  • misure volte a sensibilizzare maggiormente i cittadini su una corretta gestione dei rifiuti e sulla riduzione dell’inquinamento da rifiuti, ivi comprese apposite campagne per ridurre i rifiuti alla fonte e promuovere un elevato grado di partecipazione ai sistemi di raccolta differenziata;
  • misure volte a garantire un adeguato coordinamento, anche per via digitale, tra tutte le autorità pubbliche competenti che intervengono nella gestione dei rifiuti e ad assicurare la partecipazione di altre parti interessate rilevanti;
  • utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture di gestione dei rifiuti necessarie per conseguire gli obiettivi pertinenti.
I testi approvati sono disponibili sul sito del Parlamento Europeo al seguente link:

www.europarl.europa.eu | Strasburgo – 14 Marzo 2017

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Carind, innovazione e stile

CARIND è un’industria cartaria specializzata nella produzione di articoli di carta tissue e non, per uso igienico industriale e per uso domestico. L’azienda con Headquarter ad Arpino, in provincia di Frosinone, pone da sempre attenzione al dinamico cambiamento dei mercati e ogni volta è  pronta ad affrontare nuove e stimolanti sfide, sia in termini di logistica sia di nuove tipologie di prodotto e materie prime. Sfide che Carind affronta con serenità e grande preparazione, grazie anche alla consapevolezza della qualità produttiva sulla quale punta da sempre. ”L’innovazione è fondamentale: solo nel 2016 l’azienda ha presentato ben quattro nuovi brevetti riguardo i sistemi di dispensazione della carta, tra cui quello relativo il nuovo dispenser CUBO BAR NAPKINS per tovaglioli bar. Il dispenser è disponibile nei colori cromo, bianco, marrone, nero e rosso e – oltre a vantare un moderno e accattivante design Made in Italy – è dotato dell’ormai già noto “one by one system”, che permette il risparmio del prodotto assicurando una maggiore igiene.

CUBO BAR NAPKINS è facilmente personalizzabile, il logo del cliente può essere serigrafato su ogni lato del prodotto, e inoltre – come accessorio – è dotato di un esclusivo portamenu. Il nuovo e colorato dispenser si abbina con Bar Napkins, il tovagliolo intercalato 2 veli (11×21), anch’esso disponibile in 7 varianti di colore nero, giallo, arancione, avorio, rosa, verde e rosso è adatto per dare un tocco di stile alla sale dei bar, caffè, ristoranti ed hotel. I Bar Napkins sono prodotti in pura cellulosa con un’elevata capacità assorbente, morbidi e resistenti, sono unici ed inimitabili.

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Carind propone il binomio Cubo Bar Napkins e Bar Napkins nell’esclusivo “Starter KIT”, una moderna ed elegante confezione composta da un dispenser e 10 pacchetti di tovaglioli nei diversi colori disponibili.”

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Imprese di servizi e trattamento del verde

Per le imprese che si occupano di fornire servizi ad ampio raggio, il trattamento del verde e le tematiche inerenti rappresentano un capitolo da non trascurare. Le erbe infestanti, ad esempio, costituiscono un danno alle colture ma anche a parchi e giardini, al verde pubblico. A questo proposito, un prodotto ‘storico’ come il glifosato in questi ultimi anni è nel mirino, da quando, nel 2015, l’International Agency for Research on Cancer   lo ha ritenuto (insieme ai fitofarmaci che lo contengono) “probabile cancerogena per l’uomo”. Ma l’argomento è lontano dall’essere concluso, e anche la normativa non aiuta a fare chiarezza.

Una storia infinita

Marzo 2015 – IARC (International Agency for Research on Cancer): un comitato di esperti di 11 paesi ha analizzato la documentazione su 5 insetticidi ed erbicidi organofosforici per valutarne la cancerogenicità e ha classificato il glifosato e i fitofarmaci che lo contengono come “probabile cancerogena per l’uomo”, inserendola nella categoria 2A. In questa categoria sono comprese le sostanze con cancerogenicità limitata per l’uomo, ma sufficiente nei test clinici su animali (nella stessa categoria sono compresi, per esempio, sia il DDT, gli steroidi anabolizzanti, le emissioni per la combustione di legna da ardere… ). La IARC ha esaminato studi sui lavoratori agricoli esposti al glifosato in USA, Canada e Svezia, che mostrano un “aumentato rischio di linfoma non-Hodgkin” mentre altri studi hanno dimostrato danni al Dna e ai cromosomi nei mammiferi.

Novembre 2015 – EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha stabilito che “è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo” e ne ha proposto “nuovi livelli di sicurezza che renderanno più severo il controllo dei residui di glifosato negli alimenti“. Una valutazione che è quindi in contrasto con quella della IARC. Ma fino a un certo punto, perché sollevano il problema dei residui ….

Maggio 2016 – Una riunione di esperti dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e della FAO sui residui di pesticidi (JMPR) è giunta alla conclusione che “è improbabile che il glifosato comporti un rischio cancerogeno per gli uomini come conseguenza dell’esposizione attraverso la dieta“.

Alla fine di giugno 2016, la Commissione Europea ha deciso di prorogare di altri 18 mesi l’autorizzazione all’uso del glifosato, anche se nello stesso tempo ha chiesto agli stati membri di limitarne l’uso nei luoghi pubblici. La decisione è arrivata dopo mesi di riunioni inconcludenti, in cui i 28 paesi dell’Unione europea non sono riusciti a prendere una decisione chiara.

N.B.: la rinuncia al glifosato non è più solo un problema economico per la multinazionale che lo ha lanciato (Monsanto, ora acquisita da Bayer) ma un problema per chi, rinunciando a tale prodotto, vedrebbe i costi della lotta alle malerbe crescere notevolmente e un possibile decremento delle rese produttive delle coltivazioni più estese.

In Italia, il 7 ottobre 2016 è entrato in vigore il Decreto del Ministero della salute del 6 settembre, che revoca l’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti fitosanitari che contengono glifosato con il coformulante Ammina di sego (n. CAS 61791- 26-2) dal 22 novembre 2016 e del loro impiego a partire dal 22 febbraio 2017.

Cos’è il glifosato

Il glifosato (o glifosate) è un composto organofosforico, un fosfonato. È analogo alla glicina, amminoacido naturale e come tutti gli amminoacidi esiste in differenti stati ionici che dipendono dal pH. Il glifosato è solubile in acqua a 12 grammi per litro, a temperatura ambiente. Il suo nome è una contrazione dei composti utilizzati in questa sintesi (glicina e fosfonato). La sua azione si esplica interferendo con la sintesi degli amminoacidi aromatici fenilalanina, tirosina e triptofano, e dalle piante viene assorbito soprattutto dalle foglie, poco dalle radici.

È un erbicida totale, che risulta efficace per distruggere qualsiasi tipo di infestante ed è utilizzato in particolare per quelle che invadono le colture. Sintetizzato per la prima volta nel 1950, è stato commercializzato dalla Monsanto come diserbante per l’agricoltura negli anni 70, quando l’azienda statunitense lo ha brevettato e messo sul mercato come RoundUp. Le principali produttricidi glifosato sono le statunitensi Monsanto, DowAgro e DuPont, l’australiana Nufarm, la svizzera Syngenta e le cinesi Zhejiang Xinan Chemical Industrial Group, Jiangsu Good Harvest-Weien Agrochemical e Nantong Jiangshan Agrochemical & Chemicals.

Il glifosato ha avuto molto successo perché è risultato poco tossico per l’uomo (rispetto agli erbicidi in uso all’epoca della sua introduzione), perché penetra poco nel suolo (solo fino a 20 cm), si degrada facilmente perché viene distrutto dai batteri presenti nel suolo e quindi ha poca probabilità di raggiungere le falde acquifere.

Se prima veniva utilizzato solo prima della semina, con la coltivazione di piante geneticamente modificate resistenti al glifosato, può essere usato anche dopo la semina, perché queste non risentono più del danno creato dal diserbante a differenza delle malerbe (che comunque sono in grado di differenziare ceppi via via più tolleranti al glifosato).

Nel nostro paese è vietata la coltivazione di piante Ogm, ma il glifosato è molto usato sia sulle colture arboree ed erbacee, sia in aree non destinate all’agricoltura. Quanto al suo monitoraggio nelle acque, per ora è effettuato solo in Lombardia, dove risulta presente nel 31,8% dei punti di osservazione delle acque superficiali, e il suo metabolita (Ampa) nel 56,6%. Glifosato e Ampa sono tra le sostanze che determinano in misura maggiore il superamento degli standard di qualità ambientale (Sqa) nelle acque superficiali: l’Ampa in 155 punti (56,% del totale), il glifosato in 85 punti (31% del totale).

Secondo le stime della US Geological Survey, attualmente il glifosato è utilizzato in 750 prodotti per l’agricoltura, e il suo consumo dai 67 milioni di kg del 1995 (l’anno precedente alla coltivazione dei campi Ogm) è arrivato a i 826 milioni di kg del 2014.

Le strade alternative: acido acetico e acido pelargonico

Messo in quarantena il glifosato, per trovare un diserbante efficace utilizzabile nelle aree non agricole, le ricerche si sono orientate in varie direzioni. I sostituti che riscuotono maggiore interesse sono i bioerbicidi derivati dagli acidi organici e i due più utilizzati sono l’acido acetico e l’acido pelargonico.

L’acido acetico

è un acido carbossilico molto presente in natura, prodotto finale della fermentazione dell’etanolo. In Italia, è stato oggetto di numerose sperimentazioni: presso il CeSpeVi (Centro Sperimentale per il Vivaismo di Pistoia), nell’ambito del progetto ViS vivaismo sostenibile, è stata condotta una ricerca utilizzando due diversi dosaggi di acido acetico (0,1 ml/mq e 0,3 ml/mq) nei confronti di 25 specie di infestanti. L’acido acetico agisce per contatto, ha dimostrato un’azione erbicida immediata, ma non ha evitato fenomeni di resilienza (ripresa vegetativa in seguito a un danno). Al dosaggio più elevato, però, solo tre specie, perenni, hanno ripreso a vegetare: Cynodon dactylon, Sonchus oleraceus e Taraxacum officinalis. I ricercatori hanno poi messo in guardia l’elevata perdita di efficacia in caso di diluizioni: i buoni risultati sono correlati alla sua acidità (pH circa 2) che permette il danneggiamento delle membrane cellulari.

L’acido pelargonico

Il Ministero della salute, con DM 26 febbraio 2016, ha autorizzato fino al 31 agosto 2019  l’immissione in commercio e l’impiego  di un diserbante a base di Acido pelargonico (nome commerciale Beloukha), una sostanza di origine naturale,  distribuito in Italia grazie a un accordo tra i Consorzi Agrari d’Italia che sono la rete di rivendita e Novamont,  distributore ufficiale. Si tratta di un diserbante totale ad assorbimento fogliare non selettivo, che agisce solo per contatto, con un effetto visibile entro 2-3 ore dall’applicazione, distruggendo le cuticola fogliare e la parete cellulare delle piante ed è autorizzato sulla vite e sulla patata. Novamont e CAI stanno valutando di richiedere per il prossimo anno di estendere l’autorizzazione anche su altre colture.

Il prodotto è indicato come soluzione integrativa di altri interventi – come quelli meccanici – nei programmi di gestione degli infestanti basati su un ridotto impiego dei tradizionali erbicidi.

L’acido pelargonico agisce distruggendo la cuticola esterna, rendendo così permeabili le cellule, e quindi portando a una rapida disidratazione dei tessuti e al loro disseccamento. Non ha azione sistemica e, quindi, non distrugge le radici.

L’acido pelargonico è presente in natura e viene ottenuto da un olio vegetale che non contiene coadiuvanti di sintesi. Si tratta di un acido grasso, monocarbossilico alifatico saturo a 9 atomi di carbonio; ufficialmente il suo nome è ‘acido nonanoico’ ma è chiamato ‘pelargonico’ per essere stato isolato per la prima volta dalle foglie del Pelargonium roseum, un tipo di geranio.

La sua azione erbicida si esplica a contatto con le foglie delle piante infestanti, l’acido è attivo nei confronti di un ampio spettro di infestanti annuali e poliennali, mono e dicotiledoni, alghe e muschi ed è particolarmente attivo nei confronti di piante giovani. Non ha azione residuale, non inquina il suolo ed è quindi adatto a essere utilizzato in aree che sono frequentate dalle persone e dagli animali domestici.

Il problema? Fondamentalmente un maggior costo dei servizi di diserbo delle sedi stradali, cimiteri, massicciate ferroviarie … maggior costo difficilmente sostenibile dalle Amministrazioni Pubbliche.

 

Fonti:

Ambiente territorio – Coldiretti

Internazionale

Pan-uk

Wikipedia en

 

 

 

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