Giornata mondiale dell’igiene delle mani

TORK con il gruppo Essity partecipa alla campagna di sensibilizzazione per un efficace lavaggio delle mani.

In occasione della 9a edizione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani del 15 ottobre Tork, brand del gruppo Essity che si occupa di prodotti e soluzioni igieniche per il settore professionale, sposa questo tema e ricorda così il suo impegno a garantire che tutti – nelle scuole, sui luoghi di lavoro e all’esterno – mantengano una buona igiene delle mani.

Un gesto semplice di igiene pubblica

Lanciata nel 2008 dalla Global Handwashing Partnership, una partnership tra aziende private, istituzioni sanitarie e ONG, la Giornata mondiale dell’igiene delle mani nasce per promuovere l’idea che lavarsi le mani con il sapone è un’eccellente misura ‘Fai da te’ contro i rischi di infezioni e malattie.

Semplice, rapido e poco costoso, questo gesto è troppo poco utilizzato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, si stima che il 20% delle infezioni respiratorie, compresi i più comuni raffreddori, potrebbero essere evitate lavandosi le mani.

In occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani, Essity, il principale gruppo internazionale di prodotti per l’igiene, richiama alcune importanti informazioni emerse dallo studio Hygiene Matters, oltre al protocollo per un lavaggio efficace.

 

Tork: un impegno per migliorare gli standard igienici e la qualità della vita

Le soluzioni igieniche Tork rispondono alle esigenze dei professionisti, dai ristoranti alle strutture sanitarie, agli uffici, alle scuole e alle industrie. Dispenser, asciugamani, carta igienica, sapone, tovaglioli, bobine o panni in tessuto non tessuto permettono a tutti di mantenere la massima igiene delle mani, limitando le infezioni e garantendo comfort.

Oltre a fornire soluzioni efficaci per l’igiene, Tork intende sensibilizzare i responsabili decisionali, gli esperti e il grande pubblico sul legame essenziale tra igiene, salute e benessere, l’importanza di migliorare i livelli di igiene in tutto il mondo.

 

La qualità di Centralcarta

Centralcarta propone una vasta gamma di prodotti per il settore Away-From-Home e Consumer con propri marchi.” I packaging Classeur del settore Away-from-Home hanno una grafica chiara e professionale, con tutte le informazioni necessarie per l’identificazione e l’utilizzo del prodotto. Tutti i  prodotti rispettano le certificazioni più importanti come Ecolabel, Alimentarità, CE, FSC e PEFC Classeur. La tecnologia Centralcarta permette di produrre articoli professionali con il perfetto connubio fra qualità, ”funzionalità e immagine. I sistemi multipli di goffratura permettono di ottenere bobine industriali con una salda tenuta dei veli, assorbenza, resistenza e volume.

Aladin, il distributore geniale

Arco Chimica, tra le diverse novità presentate a Pulire 2017, ha segnalato Aladin Pack, distributore automatico di detergente concentrato in capsule monodose, in cui l’erogazione avviene attraverso un badge RFID in dotazione all’operatore, e Aladin GT5, distributore automatico di detergente concentrato in tanica.” Entrambe  le  macchine consentono il calcolo preventivo del consumo dei detergenti per singolo operatore, erogando il prezioso prodotto concentrato in forma controllata (monodose o dosaggio impostato), controllandone il consumo tramite l’ausilio di una piattaforma web o di un cellulare via sms. Aladin Pack e Aladin GT5 riducono notevolmente l’impatto ambientale, calcolando l’effettivo beneficio ecologico attraverso uno specifico software.

Trai tanti plus del sistema Aladin: il controllo preventivo dei consumi, la corretta programmazione degli acquisti in base agli stessi, la diminuzione dei quantitativi di detergenti consegnati in cantiere, la riduzione e il controllo del rischio sismico, l’effettiva riduzione dei contenitori da smaltire.

A proposito di Aladin, le osservazioni di Luca Cocconi: “Questo sistema abbraccia il mondo del superconcentrato, che ha bisogno di essere misurato, controllato e usato in modo adeguato. Aladin però va oltre,  perché rappresenta,  per la prima volta nel settore, uno strumento di controllo e gestione all’interno del cantiere. ”Infatti, oltre alla diluizione del prodotto detergente, è in grado di registrare l’ingresso e l’uscita del dipendente, gestire le schede tecniche e quelle della sicurezza e  coordinare i piani di lavoro, mettendo in condizione l’impresa di controllare  24 ore su 24 l’esecuzione del lavoro. Aladin, per ARCO, rappresenta la chiusura di un cerchio iniziato sette anni fa, il punto d’arrivo di un lavoro portato avanti arricchendolo – giorno dopo giorno – di esperienza e  innovazione”.

Fastidioso… come una mosca

Una passeggiata didattica per conoscere meglio il noioso dittero: l’appuntamento di formazione promosso da Federchimica – Assocasa e dedicato al mondo degli insetti, questo luglio è stato dedicato alla scoperta della mosca. ”Località, il Centro Ippico Lombardo di Milano, una struttura che ospita oltre un centinaio di cavalli. Una cornice ideale per parlare di uno fra gli insetti più comuni e infestanti, che affligge non solo le abitazioni e i luoghi pubblici, ma in misura maggiore allevamenti di bestiame e maneggi. Guidati dall’entomologo Simone Martini, i partecipanti hanno conosciuto più da vicino questo dittero, nome che identifica tutti gli insetti dotati di due sole ali, scoprendone le diverse specie esistenti e osservando dal vivo alcuni esemplari di larva, pupa e mosca, le tre fasi di evoluzione dell’insetto. Sono state svelate curiosità che hanno permesso di capire meglio il comportamento di questo insetto, come il fatto che la mosca sia un animale a sangue freddo e, quindi, più attiva d’estate, ”che sia attirata dalle sostanze zuccherine e dal giallo (due elementi utilizzati per costruire le esche), o ancora che il ronzio che produce quando vola è dovuto al vibrare dei bilancieri, due strutture che in origine erano ali, quasi invisibili all’occhio umano, che la aiutano a equilibrare il volo e ad atterrare. L’incontro è stato anche l’occasione per imparare a difendersi dalla mosca, che ha una capacità riproduttiva elevatissima, senza creare danni all’ecosistema o alla salute dell’essere umano. La mosca, infatti, svolge un ruolo fondamentale nei processi di decomposizione del materiale organico ma, proprio perché si posa sulle deiezioni, può essere vettore di batteri come salmonellosi, enterobatteri o protozoi, pur rimanendo non particolarmente pericolosa per l’uomo.

La prevenzione

La prima misura da mettere in atto in tutti gli ambienti, domestici e non, è la prevenzione da effettuarsi attraverso la pulizia e l’aerazione degli ambienti che rallentano la fermentazione degli alimenti, il corretto smaltimento dei rifiuti, la tempestiva raccolta porta a porta e l’installazione di zanzariere o esche che aiutano a monitorare l’infestazione. ”Le successive misure si avvalgono della chimica, che negli anni ha creato prodotti sempre più evoluti e sicuri, autorizzati dal Ministero della Salute, che permettono di colpire la mosca nei suoi diversi stadi di crescita. Si va dai classici spray agli elettroemanatori adatti ad abitazioni e luoghi pubblici, sino a prodotti concentrati che vanno diluiti in acqua, pensati per allevamenti e maneggi. Buona regola per tutti è comunque leggere sempre le etichette riportate sui prodotti e aerare gli ambienti dopo l’utilizzo.

RISPONDE L’ESPERTO

Che cosa sono le mosche?

Le mosche sono dei ditteri; con le zanzare hanno la caratteristica comune di avere un solo paio d’ali. Con l’evoluzione il secondo paio d’ali presente in origine si è trasformato in due strutture, dette bilancieri, che servono all’insetto per equilibrare il volo. Si tratta di ali accessorie molto piccole, quasi invisibili a occhio nudo, che vibrano e servono per stabilizzare il volo dell’insetto e aiutarne l’atterraggio. Il tipico ronzio che sentiamo quando le mosche volano è causato proprio da questo secondo paio d’ali.

Quante specie esistono? E quante ce ne sono in Italia?

Esistono centinaia di specie di mosche, ma in Italia ne sono state rilevate alcune. Da uno studio triennale (2009-2011) effettuato nel padovano, nel quale l’area di osservazione è stata suddivisa in griglie di 1,5 x 1,5 Km o 1,5 x 3 Km di lato al cui interno sono stati posizionati dei pannelli cromotropici (color giallo), è emerso che le specie di mosca maggiormente presenti appartengono alle famiglie Muscidae, Fannidae, Calliphoridae, Sarcophagidae e Scatophagidae. Le mosche catturate sono state anche testate per la ricerca di agenti patogeni trasportati meccanicamente come Listeria e Salmonella, ma non ne è stata riscontrata alcuna presenza. Oltre alla mosca domestica troviamo:

Mosca carnaria (Sarcophaga carnaria) – ”La mosca carnaria, conosciuta volgarmente come mosca grigia della carne, presenta larve necrofaghe che si sviluppano su substrati organici animali in decomposizione. La mosca carnaria, a differenza della mosca domestica che produce uova, è larvipara, cioè espelle direttamente le larve, completamente formate, sul cadavere. Questo è il motivo per cui se si lascia una bistecca all’aria aperta è possibile trovarvi sopra delle larve di mosca che iniziano subito a nutrirsi della carne. Alla nascita misurano qualche millimetro e raggiungono 1,8 cm da adulti (mentre la mosca domestica misura al massimo 1 cm).

Piccola mosca domestica (Fannia canicularis) – ”La mosca che noi vediamo girare in tondo vicino ai lampadari e disegnare traiettorie sul soffitto non è la mosca domestica, ma la piccola mosca domestica, la cosiddetta Fannia canicularis, un fannide che assomiglia alla mosca e ha come habitat soprattutto gli immondezzai: è molto più piccola e la sua caratteristica è quella di disegnare instancabilmente traiettorie triangolari.

Moscerino della frutta o del vino (Drosophila melanogaster) – I moscerini sono sempre ditteri e quindi parenti delle mosche domestiche, ”ma si sviluppano soprattutto su substrati in fermentazione (frutta marcescente, resti della vinificazione eccetera) e in decomposizione. Gli adulti hanno dei recettori potentissimi, capaci di recepire per decine e decine di metri gli odori per deporre le uova. Per questo l’umido va buttato via ogni giorno. I moscerini, piccolissimi e velocissimi, si riproducono in fretta.

 

Mosca delle mansarde (Pollenia rudis) – Le mosche appartenenti al genere Pollenia, conosciute anche come mosche delle mansarde, sono degli insetti infestanti domestici. ”Sono leggermente più grandi e scure delle comuni mosche domestiche e si muovono più lentamente. In autunno entrano nelle abitazioni in gran numero, soprattutto nelle parti più alte delle abitazioni (sottotetti). Gli adulti di mosca sono in grado di penetrare attraverso delle piccole aperture, nelle intercapedini del muro, dei controsoffitti e degli interstizi alla ricerca di un sito di svernamento. Gli adulti depongono le uova nel terreno e le larve si nutrono di lombrichi.

Sirfidi (Syrphidae) – Sono mosche che hanno un aspetto simile alle vespe e hanno un ruolo importante come impollinatrici. I sirfidi rappresentano un esempio di mimetismo batesiano, dal nome del naturalista inglese Henry Walter Bates adottato da certe tipologie di mosche per difendersi da predatori. ”Questo tipo di mimetismo si verifica quando una specie animale, innocua e inerme di fronte ai predatori,

sfrutta la sua somiglianza con una specie nociva o non appetibile che vive nello stesso territorio, arrivando a imitarne colorazione e comportamenti. I sirfidi, con il loro torace a bande gialle e nere, vengono facilmente confusi con api e vespe. Si nutrono di nettare e sostanza zuccherine e impollinano i fiori. Le larve di alcune specie sono molto particolari, assomigliano a girini: vivono in acqua e si trovano soprattutto nei pozzetti stradali, nelle acque in cui c’è molta carica organica e nelle stalle con concimaia all’esterno.

Esistono insetti simili alla mosca che non sono mosche?

Sì! Il tafano che ha un apparato boccale incisore succhiante: le mandibole tagliano per creare una ferita ”da cui fuoriesce il sangue con cui si nutre. La Panorpa comunis che non appartiene all’ordine dei Ditteri bensì dei Mecopteri ed è conosciuta come “mosca scorpione”, in quanto nel maschio è presente una “coda” che assomiglia quella di uno scorpione, che non è un pungiglione, ma l’organo genitale dell’insetto.

Grazie alle politiche di riciclo dei rifiuti ci sono meno mosche?

La mosca è prevalentemente presente in aree periurbane ai confini con le aree rurali dove avvengono spesso smaltimenti di materiale organico talvolta non realizzati in modo adeguato, causando una proliferazione di mosche che entrano nelle abitazioni. La raccolta porta a porta – e la conseguente eliminazione di cassonetti – in molte città ha portato una diminuzione del problema della mosca proprio perché è venuta meno la presenza di cassonetti che non venivano gestiti in modo corretto, non venivano puliti ed erano maleodoranti. Tutto ciò fungeva da ricettacolo per le mosche, ma anche per altri insetti come ad esempio vespe e calabroni.

In che modo la mosca ci è utile?

La mosca ha un ruolo importante nei processi di decomposizione del materiale organico come ad esempio le carcasse degli animali che non vengono raccolte e smaltite (cani, gatti, ratti, colombi). Il problema insorge quando la loro presenza è abbondante. Vivendo su materiale organico in decomposizione le mosche possono essere vettore meccanico di batteri come la salmonellosi, gli enterobatteri, i protozoi e le uova di vermi responsabili di parassitosi nell’uomo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Non sono comunque il vettore di malattie più importanti e impattanti fra gli insetti; zanzare e zecche, ad esempio, sono più pericolose.

Da cosa sono attirate le mosche?

Le mosche sono attratte dalle sostanze zuccherine. Un modo per monitorare la presenza di mosche è quello di utilizzare dei pannelli cromotropici colorati di giallo, tinta che attira la mosca, con un fondo di colla e cosparsi da una sostanza zuccherina come il miele.

Come si nutre la mosca?

La mosca ha un apparato boccale lambente succhiante, una proboscide. Se la sostanza è liquida viene risucchiata direttamente; se è solida la mosca rigurgita saliva e sostanze litiche che hanno il compito di sciogliere lo zucchero che verrà poi riassimilato succhiandolo attraverso la proboscide. Potremmo definirla una digestione esterna.”

Come assapora i cibi?

Quando vediamo una mosca che si sfrega le zampette stiamo assistendo al suo assaggio del cibo: sugli arti ci sono dei sensilli (strutture recettive) che vengono strofinati sull’apparato boccale per capire se la sostanza è appetibile oppure no. Chi produce prodotti da esca, lavora molto su come attirare la mosca. Gli insetti comunicano attraverso messaggi chimici e la mosca comunica attraverso il ferormone Z9 tricosene che viene utilizzato nella formulazione di molte esche in commercio. La combinazione fra questo ferormone e gli additivi alimentari ha un ruolo molto importante per l’appetibilità delle esche.

Qual è l’aspetto delle larve di mosca?

Sono apode, cioè prive di zampe, sono bianche e vivono all’interno di materiale organico con umidità 60-70% o terreno umido (70-80% di umidità). Quando sono giovani vivono in profondità perché la temperatura è più elevata, per poi risalire in superficie man mano che avviene la trasformazione da larva a pupa a mosca. Questi insetti, che subiscono una metamorfosi completa, sono detti olometaboli, ovvero attraversano tre diversi stadi: pupa-larva-adulto. ”La mosca allo stadio di larva vive in profondità all’interno del materiale organico dove la temperatura raggiunge anche i 35 gradi, per spostarsi allo stadio di pupa (in questo stadio appare come un bozzoletto marrone di 7-8 mm) più in superficie, dove la temperatura si aggira mediamente intorno ai 15-20 gradi. Man mano che si avvicina alla superficie la mosca incontra meno difficoltà a uscire una volta che si è aperto il bozzolo. Dopo 2 giorni dall’uscita dal bozzolo la mosca può già accoppiarsi: la femmina una volta sola, il maschio più volte. Con un solo accoppiamento è in grado di deporre uova per tutta la durata della sua vita, più volte, centinaia di volte, fino a 1000 uova; ha quindi una capacità riproduttiva molto elevata.

Esistono mosche che depongono larve sotto la pelle?

Nei paesi tropicali ci sono delle mosche che creano delle miasi (sono le parassitosi provocate da larve di ditteri in tessuti viventi dei mammiferi): le larve creano delle gallerie sottocute. La mosca depone le uova all’interno delle ferite o in determinati punti dell’organismo e le larve crescono sottopelle di uomini e animali. Le larve, dunque, si nutrono di tessuti vivi e possono arrivare all’intestino. In Italia fortunatamente non esistono specie dannose per l’uomo.

La mosca può essere pericolosa per l’uomo?

La mosca vive in ambienti molto sporchi, pertanto l’unico pericolo è la contaminazione delle superfici, ma è sufficiente prevenirla evitando che le mosche entrino all’interno degli spazi domestici o dei locali pubblici, dove c’è manipolazione di alimenti. Basta adottare misure come barriere d’aria in ristoranti o dislocazione di esche o trappole all’esterno che permettono di intercettare le mosche prima che entrino.

Sono pericolose per i bambini?

No, non sono pericolose. Si tratta di un insetto fastidioso, ma non ha grande importanza dal punto di vista sanitario.

Perché alcune mosche pungono?

Le mosche possono anche pungere: le femmine hanno un apparato boccale pungente-succhiante. Le femmine per riprodursi e deporre le uova hanno bisogno di sangue ed effettuano pasti di sangue. Normalmente sono le femmine che pungono, ma nella specie di mosca cavallina pungono anche i maschi per portare a maturazione gli spermatozoi ed effettuare l’accoppiamento. ”Esiste una mosca, la Stomoxis calcitrans, ossia la mosca cavallina, che punge la parti basali degli animali che infatti sono soliti scalciare se punti. Anch’esse hanno come habitat ideale le deiezioni con un range di umidità che spazia dal 60 all’80 %. Un modo per prevenire la loro comparsa è quello di ridurre l’umidità del materiale organico delle stalle perché le larve senz’acqua vanno incontro a disidratazione. Nemmeno ambienti troppo umidi sono adatti (liquami), perché se l’umidità supera l’80% non si riproducono.

Come fanno le mosche a essere così veloci quando si tenta di prenderle? Hanno una super vista?

Le mosche hanno il corpo ricoperto di peli ricchi di recettori che le fanno percepire le modificazioni ambientali. Hanno due occhi molto sviluppati e una vista a 360 gradi, quindi, riescono ad avvertire anche il movimento dell’aria. Come difendersi in casa? Il condizionatore è un buon alleato perché aiuta a tenerle lontane. Le mosche sono animali a sangue freddo e non amano le temperature basse: d’estate sono molto vispe, quando le temperature si abbassano i riflessi sono meno attivi. Anche la zanzariera è un ottimo strumento di difesa.

Che prodotti usare per prevenire e per gestire la convivenza?

La mosca è portatrice di vettori e parassiti pericolosi per la salute. Nel corso degli anni la chimica si è evoluta: non esistono più i DDT degli anni Cinquanta, ma tanti sistemi più sicuri in quanto tutto quello che si trova oggi in commercio è registrato e autorizzato dal Ministero della Salute. Il settore è fortemente normato; vengono effettuati studi e analisi che vengono valutati dal Ministero per verificarne la conformità sul mercato. I prodotti che si trovano nei supermercati e nei negozi specializzati possono essere usati tranquillamente nel rispetto delle istruzioni contenute in etichetta. È importante leggere l’etichetta per sapere come usare prodotto in modo sicuro. In Italia l’iter per ottenere un presidio medico-chirurgico può durare anche un anno, un anno e mezzo; ora che stiamo entrando in una fase europea possono volerci anche cinque anni. L’industria è impegnata in uno sforzo continuo per creare prodotti sempre più sicuri per l’uomo e l’ambiente.

Come difendersi dalle mosche in un maneggio o in un allevamento?

Si possono chiamare delle imprese specializzate che effettuano una lotta integrata alla mosca. Non si va a caccia della singola mosca, si interviene solamente quando il problema raggiunge una certa soglia di tolleranza. ”Il monitoraggio è importante per capire quando la popolazione della mosca diventa un problema e la prevenzione è sempre il primo passo. Non bisogna lasciare deiezioni all’aperto e fare tutto il necessario affinché la mosca non depositi le uova. Esistono dei prodotti che sparsi nei letamai, ad esempio, impediscono alla larva di diventare farfalla: sono i cosiddetti ‘regolatori di crescita’ e intervengono in un momento preciso dello stadio larvale, impedendo alla pupa di trasformarsi in adulto. Se non si è riusciti a bloccare la riproduzione a quello stadio, allora si può intervenire con prodotti adulticidi. Per i maneggi esistono concentrati da diluire in acqua e spruzzare sui muri, sugli ambienti e sui terreni su cui la mosca si posa.

E a livello domestico?

Spegnere le luci delle stanze; le mosche sono attratte dalla luce e scappano dal buio. Anche il condizionatore e la zanzariera sono ottimi strumento di difesa. Per quanto riguarda i prodotti chimici esistono i classici spray oppure gli elettroemanatori che spruzzano automaticamente: vanno usati solo in caso di necessità e soprattutto è importante aerare la stanza prima di soggiornarvi. L’iter raccomandato consiste nel chiudere la stanza, spruzzare per 3 o 4 secondi, uscire dalla stanza e infine aerare: non c’è bisogno di creare nuvole di insetticida, gli insetticidi vanno usati senza eccedere. La mosca è un insetto tra i più resistenti e c’è il rischio che con il tempo gli insetticidi perdano la loro efficacia: se pensiamo che in 1 anno nascono 15-20 generazioni (3 cicli al mese), è normale che vengano selezionati i ceppi più resistenti. Purtroppo manca la cultura della prevenzione, che è importantissima anche per gli allevamenti. In area urbana il problema è diminuito molto, ma dipende anche dall’ambiente, se è asciutto la mosca non si riproduce.

Esistono trappole meccaniche?

Per quanto riguarda le trappole meccaniche, meglio preferire le lampade con fondo in colla e non quelle che friggono, perché una parte dell’animale può finire ovunque e contaminare luoghi come ospedali o ristoranti. Il pannello collante, inoltre, aiuta anche a monitorare e a capire che insetti ci sono. Esistono poi sistemi utilizzati nel settore professionale (magazzini dove si manipolano derrate alimentari) come i diffusori di piretro che hanno anche una funzione repellente.

In un giardino si utilizzano prodotti diversi da quelli in casa?

I prodotti per la casa sono efficaci anche in giardino, anche se lo scenario è diverso. Occorre intervenire in modo più pesante, si sconfina in ambito professionale. ”Ad esempio nelle abitazioni rurali, proprio come negli allevamenti, si utilizzano prodotti concentrati che vanno diluiti e spruzzati sui muri all’esterno. I prodotti in commercio sono tutti autorizzati dal Ministero della Salute, purtroppo non esistono prodotti completamente atossici, ma la ricerca rispetto a vent’anni fa ha fatto passi da gigante (es. allevamenti) e sono stati eliminati dal commercio i prodotti ad elevato grado di tossicità. I dosaggi e le formulazioni sono diverse, fra i più utilizzati troviamo i piretroidi, molecole sintetiche simili al piretro, un prodotto naturale ricavato dalla margherita. Si lavora per ridurre al minimo l’impatto o per far sì che sia mirato a determinati fasi, ad esempio colpendo solo le larve e le pupe.

Avvertenze sui prodotti?

Dietro ai prodotti chimici ci sono dei pittogrammi. Il consiglio è sempre quello di leggere l’etichetta per usare il prodotto in maniera efficace e sicura.

 

 

 

 

Echa, supporto all’approvazione di 4 sostanze attive

Il Comitato Prodotti Biocidi (CPB) di Echa, durante il meeting di giugno, ha finalizzato 11 pareri che supportano l’approvazione di 4 sostanze attive da essere utilizzate in disinfettanti, preservanti e come insetticidi. Altri tre pareri verranno invece adottati successivamente mediante procedura scritta.

Le combinazioni di sostanza attiva/tipo di prodotto (PT) prossime all’approvazione sono:

MBIT/PT 6
Il MBIT è una sostanza attiva nuova valutata per i PT 6 – Preservanti per i prodotti durante lo stoccaggio. Il CPB ha già adottato, in precedenza, il parere relativo all’uso del MBIT nei PT 13 – Preservanti per i fluidi utilizzati nella lavorazione o il taglio.

I prodotti biocidi appartenenti al PT 6 che contengono MBIT sono utilizzati a livello industriale al fine di contrastare l’azione nociva di una vasta gamma di microorganismi (batteri e funghi) che possono svilupparsi all’interno dei contenitori di stoccaggio. L’uso di tali prodotti è molto frequente nel settore delle vernici e della detergenza, due settori in cui le quantità di prodotto stoccate sono piuttosto elevate.

L’autorità competente di valutazione è la Polonia.

Imiprothrin/PT 18
L’Imiprothrin è una sostanza attiva esistente valutata per l’uso nei PT 18 – Insetticidi, acaricidi e prodotti destinati al controllo degli altri artropodi. Tutti i prodotti contenenti Imiprothrin sono pronti all’uso (aerosol) e per questo progettati in modo tale da consentirne l’uso in ambienti chiusi e da parte di operatori non professionali.

Tali prodotti sono infatti utilizzati direttamente su superfici domestiche o nelle cucine dei ristoranti in corrispondenza di crepe, rotture o fessure in cui potrebbe aver luogo l’infestazione o addirittura rappresentare il rifugio di molti insetti, in particolare di quelli striscianti.

L’autorità competente di valutazione è il Regno Unito.

• Prodotti di reazione della para-formaldeide e 2-idrossi-propilammina (rapporto 3:2)/PT 2, 6, 11, 12 e 13

I prodotti di reazione tra la p-formaldeide e la 2-idrossiprpilammina (3:2) – RP 3:2 costituiscono una sostanza attiva esistente che originariamente è stata notificata come 3,3’-metilene-bis(5-metil-ossazolina) o MBO.

I prodotti ad azione biocida contenenti RP 3:2 appartengono alle seguenti tipologie di prodotto:
PT 2 – per la disinfezione delle superfici interne di recipienti e tubi in metallo presenti nei sistemi di lavorazione;
PT 6 – per la conservazione di combustibili soggetti a decadimento batterico;
PT 11 – per preservare dalla contaminazione sistemi di raffreddamento liquido chiusi;
PT 12 – per prevenire e controllare la crescita di limo sui materiali, sulle attrezzature e sulle strutture di installazioni di impianti petroliferi situati in zone di mare aperto;
PT 13 – per preservare i fluidi utilizzati nella lavorazione del metallo essendo facilmente soggetti a decadimento batterico.

L’autorità competente di valutazione è l’Austria.

• Prodotti di reazione della para-formaldeide e 2-idrossi-propilammina (rapporto 1:1)/ PT 2, 6, 11 e 13
I prodotti di reazione tra la p-formaldeide e la 2-idrossiprpilammina (1:1) – RP 1:1 costituiscono una sostanza attiva esistente che originariamente è stata notificata come α,α’,α’’-trimetil-1,3,5-triazina-1,3,5(2H,4H,6H)-trietanolo o HPT.

I prodotti biocidi contenenti RP 1:1 appartengono alle stesse tipologie di prodotti descritte sopra per l’RP 3:2 e l’Austria è quindi la pertinente autorità di valutazione.

I pareri finalizzati dal CPB che supportano quindi l’approvazione di queste 4 sostanze attive saranno successivamente considerati dalla Commissione europea e dagli stati membri al momento di prendere la loro decisione finale circa l’approvazione di suddette sostanze attive.

I pareri sulla combinazioni Rame/PT 2, 5 e 11 saranno adottati in un secondo momento e mediante procedura scritta.

Mentre l’adozione del parere della combinazione Colecalciferolo/PT 14 è stata rinviata in quanto il CPB ha concluso che tale sostanza attiva è un candidato per la sostituzione. Ne consegue che è necessario avviare una fase di consultazione pubblica prima che il parere venga riesaminato e che possa probabilmente essere adottato durante il meeting di dicembre.

I concentrati di Hagleitner

La filosofia HAGLEITNER è quella di realizzare prodotti concentrati eccellenti riducendo al minimo il costoso trasporto dell’acqua nel rispetto dell’ambiente: Integral 2GO realizza questa filosofia.

Sicuro: un sistema chiuso protegge dal contatto con le sostanze chimiche.

Potente: una cartuccia concentrata da 2,6 litri eroga fino 1.300 litri di soluzione pronta all’uso.

Semplice: comandi touch screen e display intuitivi.

Preciso: precisione di dosaggio garantita grazie all’innovativa pompa dosatrice magnetica indipendentemente da pressione dell’acqua, viscosità e temperatura.

Pratico: i prodotti concentrati riducono gli ingombri di stoccaggio e i volumi di trasporto.

PRODOTTI
Il telaio magnetico

Essecinque è un’azienda giovane e flessibile, che nasce nel 2005 grazie a un’idea semplice dei fondatori: trasferire al settore delle attrezzature per la Pulizia professionale l’esperienza maturata in quarant’anni di attività nel settore del Tessile e dell’Abbigliamento. Essecinque offre tutti gli articoli per la pulizia in cotone e nelle altre fibre tessili e un catalogo costantemente aggiornato, grazie a important”i rapporti di partnership con i produttori delle attrezzature correlate del settore.

Un esempio? Il Telaio magnetico in plastica cm 40. Si tratta di un telaio adatto all’utilizzo con mop con tasche ad alette. Il telaio è adatto per mop con tasche e alette. Il sistema pieghevole con magnete assicura un rapido e facile blocco/sblocco dell’attrezzo senza dover fare alcuna pressione.

 

 

 

 

 

Aladin, il distributore geniale

Arco Chimica, tra le diverse novità presentate a Pulire 2017, ha segnalato Aladin Pack, distributore automatico di detergente concentrato in capsule monodose, in cui l’erogazione avviene attraverso un badge RFID in dotazione all’operatore, e Aladin GT5, distributore automatico di detergente concentrato in tanica.” Entrambe  le  macchine consentono il calcolo preventivo del consumo dei detergenti per singolo operatore, erogando il prezioso prodotto concentrato in forma controllata (monodose o dosaggio impostato), controllandone il consumo tramite l’ausilio di una piattaforma web o di un cellulare via sms. Aladin Pack e Aladin GT5 riducono notevolmente l’impatto ambientale, calcolando l’effettivo beneficio ecologico attraverso uno specifico software.

Trai tanti plus del sistema Aladin: il controllo preventivo dei consumi, la corretta programmazione degli acquisti in base agli stessi, la diminuzione dei quantitativi di detergenti consegnati in cantiere, la riduzione e il controllo del rischio sismico, l’effettiva riduzione dei contenitori da smaltire.

A proposito di Aladin, le osservazioni di Luca Cocconi: “Questo sistema abbraccia il mondo del superconcentrato, che ha bisogno di essere misurato, controllato e usato in modo adeguato. Aladin però va oltre,  perché rappresenta,  per la prima volta nel settore, uno strumento di controllo e gestione all’interno del cantiere. ”Infatti, oltre alla diluizione del prodotto detergente, è in grado di registrare l’ingresso e l’uscita del dipendente, gestire le schede tecniche e quelle della sicurezza e  coordinare i piani di lavoro, mettendo in condizione l’impresa di controllare  24 ore su 24 l’esecuzione del lavoro. Aladin, per ARCO, rappresenta la chiusura di un cerchio iniziato sette anni fa, il punto d’arrivo di un lavoro portato avanti arricchendolo – giorno dopo giorno – di esperienza e  innovazione”.

Da Reflexx i guanti testati

 Non solo l’esposizione continua delle mani all’acqua, ma soprattutto il contatto prolungato con composti chimici più o meno aggressivi possono mettere in difficoltà la nostra pelle.

Reflexx, all’avanguardia nell’attività di ricerca e sviluppo per fornire al mercato guanti, monouso e riutilizzabili, che proteggano davvero la pelle degli utilizzatori, ha recentemente testato, a norma EN374-3, presso laboratori accreditati CE, alcuni dei propri guanti più utilizzati dalle Imprese di Servizi ponendoli a contatto con 3 gruppi di elementi chimici tra i più diffusi nei detergenti di alta qualità per pulizia professionale. Obiettivo dei test la valutazione della resistenza dei guanti alla permeazione di diversi elementi chimici.”

 

I Composti chimici testati 

  • Solventi presenti nei prodotti sgrassanti, lavavetri, per spolvero e pavimenti
  • Acidi presenti nei prodotti disincrostanti per rimuovere la parte inorganica, calcare su tutti
  • Alcali presenti nei prodotti lavastoviglie e negli sgrassanti, per rimuovere la parte organica, grassi molli e carbonizzati
Le pompe a pressione di Epoca

Epoca è un’azienda specializzata nella produzione di articoli – in plastica – professionali come pompe a pressione e nebulizzatori. Dal 1968 offre dei prodotti made in Italy per i settori della pulizia professionale e domestica, per l’industria chimica e alimentare, per l’agricoltura e per la casa.”

Le pompe a pressione Archetype sono le migliori pompe a pressione di Epoca. Vengono principalmente impiegate nei settori della pulizia professionale, dell’ automotive e nell’edilizia. La linea Archetype è costituita da pompe a pressione di varie capacità (1,5; – 5 – 10 litri) disponibili con guarnizioni in VITON e in EPDM.

Grisù Murale, il nuovo gettacarte

Da oltre trent’anni, Medial International propone soluzioni coordinate per la pulizia degli ambienti e l’igiene della persona. Un’offerta versatile ed estesa, che spazia dai sistemi per la gestione dei rifiuti alle attrezzature per la pulizia dei locali, dagli accessori per l’igiene ai complementi per spazi interni ed esterni.” Oltre mille prodotti ideati per soddisfare al meglio le attese di vari profili d’utenza: dalla sanità alla scuola, dall’industria agli spazi pubblici, dalle strutture ricettive alla ristorazione collettiva.

Grisù Murale, il nuovo gettacarte autoestinguente ideato dall’azienda lodigiana, dispone di un pratico supporto a parete che ne rende l’installazione più flessibile e offre maggiore la sicurezza contro gli atti vandalici.

I concentrati di Hagleitner

La filosofia HAGLEITNER è quella di realizzare prodotti concentrati eccellenti riducendo al minimo il costoso trasporto dell’acqua nel rispetto dell’ambiente: Integral 2GO realizza questa filosofia.

Sicuro: un sistema chiuso protegge dal contatto con le sostanze chimiche.

Potente: una cartuccia concentrata da 2,6 litri eroga fino 1.300 litri di soluzione pronta all’uso.

Semplice: comandi touch screen e display intuitivi.

Preciso: precisione di dosaggio garantita grazie all’innovativa pompa dosatrice magnetica indipendentemente da pressione dell’acqua, viscosità e temperatura.

Pratico: i prodotti concentrati riducono gli ingombri di stoccaggio e i volumi di trasporto.

RCM: piccole grandi novità

BYTE I e BYTE II sono le nuove piccole lavapavimenti uomo a terra di RCM.

BYTE I è la lavapavimenti con larghezza di pulizia di 460 mm, per svolgere rapidamente lavori di manutenzione di aree medio piccole; disponibile nelle versioni standard, a cavo o a trazione.”

BYTE II replica agilità, manovrabilità e perfezione di asciugatura della più piccola BYTE I ma con larghezza di pulizia fino a 610 mm. Disponibili nelle versioni a due spazzole (larghezza pulizia 610 mm) oppure ad una spazzola (larghezza di pulizia 530 mm) con e senza trazione elettronica.

L’aggancio automatico delle spazzole e il comando unico di avviamento aspirazione e spazzole aumentano la facilità di utilizzo della macchina. La versione a trazione con GO GREEN e AQUA SAVER garantisce una funzionalità ottimale ed ecologica.

 

Bio Degrass, degrassatore biologico

Bio Degrass è un prodotto di BBA BIOTECH pensato per mantenere liberi da intasamenti e incrostazioni ogni tipo di tubazioni, sifoni, pozzetti e neutralizzare istantaneamente i cattivi odori. Ha bisogno di pochissimo spazio, è un prodotto versatile, ”pronto all’uso e di facile utilizzo, non è pericoloso per l’uomo e l’ambiente, risolve la problematica della depurazione delle acque di scarico delle cucine ed elimina i depositi organici.

Si tratta di una miscela in forma liquida di spore batteriche del genere Bacillus, enzimi cellulari ed estratti naturali che neutralizzano i cattivi odori. Il prodotto viene dosato direttamente a valle del sifone del lavello o vasca lavapiatti, con un sistema automatico temporizzato, pratico e sicuro: Dosabiodegrass.

Bio Degrass è completamente naturale e innocuo per l’uomo, gli animali e l’ambiente, perché è ottenuto dalla lavorazione di BATP L1700S, brevetto internazionale per l’applicazione di microrganismi sulla carta tissue, prodotto accuratamente certificato e presente sul mercato dal 2005.

Foto dirigenza Partner Hotel
PARTNER HOTEL: presentata ad Atene la nuova azienda italo-greca

Dall’alleanza tra Iniziative Venete e la società greca Alter Ego è nata Partner Hotel, una nuova azienda rivolta al comparto alberghiero ellenico.

Nella  cornice dell’Hotel Hilton di Atene,  a settembre, è stata presentata l’azienda italo-greca PARTNER HOTEL (PH.SA), che opererà nel comparto alberghiero ellenico proponendo, per la prima volta, una vasta gamma di servizi in outsourcing. Il progetto imprenditoriale è nato grazie alla partnership maturata da Iniziative Venete guidata da Roberto De Zorzi – apprezzata interprete in Italia del Multiservizi e FM – con la società Alter Ego, da tempo al vertice nel settore del Facility Management in Grecia, che può contare su oltre 800 dipendenti.”

Nella foto, da destra: Roberto De Zorzi, presidente di Partner Hotel, George Konstantinidis, presidente di Alter Ego, Anthi Iliopoulou, Aldo Confalonieri e Vasili Tsiflikiotis.

I soggetti costituenti hanno dato vita a questa nuova realtà aziendale impegnandosi ciascuno con una partecipazione societaria al 50%. PARTNER HOTEL  si avvarrà del  know how maturato in questi anni dal gruppo veneziano sia in Italia sia in Europa, all’insegna della dinamicità, della qualità e dell’originalità dell’offerta. L’evento, che ha visto la partecipazione di accreditati rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale greco, si è svolto in un clima di grande fiducia e amicizia, enfatizzando non solo la profondità del legame instaurato fra i due partner e l’ambizione degli impegni programmatici comunemente assunti, ma anche le tante affinità tra italiani e greci, efficacemente sintetizzate dal detto “una faccia, una razza” che da sempre sancisce la vicinanza di principi, intenti e cultura tra i due popoli. Iniziative Venete è stata successivamente  ricevuta, presso la sede dell’Ambasciata italiana nella capitale, dall’ambasciatore Luigi Marras, al quale Roberto De Zorzi ha esposto il programma che Partner Hotel intende sviluppare nella penisola ellenica.

Marras ha dimostrato vivo interesse per la nuova impresa aziendale e disponibilità a sostenerla, facendo sentire all’imprenditore veneziano e ai suoi collaboratori la confortante vicinanza e il sostegno dello Stato in questa impegnativa sfida. In serata si è tenuta l’elegante cena,  alla presenza di circa duecento invitati, tra i quali molti manager alberghieri greci e numerosi colleghi giunti dall’Italia. Ai prestigiosi ospiti di Partner Hotel che hanno voluto festeggiare la nascita della nuova società è stato servito un ricco menu, alternando portate di cucina italiana e greca. Molto apprezzato, tra gli altri, l’autorevole intervento del presidente della Camera di Commercio greco-italiana Ioannis Tsamichas, che ha preso la parola indirizzando un caloroso benvenuto ai presenti.

De Zorzi, presentando la promettente iniziativa, ha sottolineato come essa segni – di fatto – il debutto dell’outsourcing alberghiero in Grecia, con un progetto capace di mettere insieme sinergie,   professionalità e persone provenienti da culture e luoghi diversi, unite però da un comune interesse economico e da solidi valori umani. “Intendo onorare sul piano personale questo impegno, solo apparentemente normale perché sorto in tempi di globalizzazione”, ha affermato il leader di Iniziative Venete, “ma che – a ben guardare – evidenzia aspetti tali da renderlo del tutto particolare. Il mio socio Alter Ego”, ha aggiunto, “proviene dalla magica Grecia, in cui è fiorita la cultura, attraverso l’arte, la letteratura e la filosofia. Grazie all’apporto di questa terra, capace di donare all’umanità figure come Socrate e Ulisse, che abbiamo conosciuto fin dai banchi di scuola, ci siamo preparati a diventare cittadini del mondo. Mi appresto a vivere questa stimolante esperienza da veneziano”, ha continuato, “orgoglioso della storia della mia amata città, pensando a Marco Polo che raggiunse la Cina in tempi lontani e, più recentemente, a Caterina Cornaro, divenuta regina di Cipro”.”

La riflessione di De Zorzi si è quindi soffermata sull’analisi del mercato e sulla mission della nuova azienda: “Oggi – ha detto – gran parte dei servizi vengono appaltati a terzi; a nessuno verrebbe in mente di acquistare dei mezzi per trasportare le merci, in quanto ci sono trasportatori specializzati. Analogamente, nessuno penserebbe di assumere delle persone per pulire i propri uffici, un ospedale o una banca, proprio perché esistono imprese di pulizia altamente qualificate per operare solo nel professional cleaning. Neppure, nessuna grande azienda bisognosa di un parco automezzi acquisterebbe direttamente autovetture per i propri dipendenti, poiché operano sul mercato società che affittano e noleggiano a lungo termine le autovetture. Tutti questi servizi a supporto delle imprese – ha spiegato – non sono altro che outsourcing praticato in diversi modi, con soluzioni non esclusivamente economiche, che rappresentano soprattutto un sicuro investimento in qualità e professionalità.

Aziende come PARTNER HOTEL sorgono esclusivamente per soddisfare il mercato alberghiero offrendo un’esperienza mirata e specifica, garantendo il conseguimento di altissimi standard qualitativi e il pieno rispetto degli obiettivi prefissati”.

”De Zorzi, al riguardo, ha posto l’accento su alcuni ‘plus’, di fondamentale peso per la nuova impresa, che già caratterizzeranno il portfolio del suo staff manageriale. In primis: la continua esperienza maturata con le più importanti catene alberghiere internazionali; la visione della partnership con il cliente, intesa quale stretto contatto per condividere insieme le gioie dei risultati ma anche le difficoltà, restando sempre uniti, alla ricerca un unico obiettivo comune, ovvero la soddisfazione dell’ospite.

Quanti lavoreranno nella nuova azienda verranno supportati da un robusto percorso di formazione, che farà leva su un’apposita Academy. ”Il traguardo finale sarà la creazione di un team preparato e all’altezza di ogni struttura.

De Zorzi, in chiusura, ha voluto brevemente ricordare l’identikit di Iniziative Venete: “Un Gruppo, tra i primi in Italia nell’ambito dell’outsourcing alberghiero, che opera per gran parte dei più significativi hotel compresi nella fascia tra i quattro e i cinque stelle presenti nel nostro territorio, garantendone i servizi su più di 1milione e 800mila camere, potendo contare anche su una significativa esperienza nel luxury”.

Un notevole ‘bagaglio tecnico’, dunque, messo interamente a disposizione dell’azienda sorta in Grecia, per contribuire alla crescita qualitativa degli hotel di quel Paese, permettendo agli albergatori di dedicarsi pienamente ad attività primarie quali: la ricerca della clientela, il controllo dei propri operatori e il raggiungimento del know how prefissato. De Zorzi, infine, ha sottolineato quanto sia essenziale, per ogni albergatore, la web reputation, citando il motto “pulizia e cortesia”, usato da Conrad Hilton proprio per evidenziare tutta l’importanza strategica che il grande imprenditore alberghiero assegnava, giustamente, a entrambi i fattori.”

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I 25 anni di “Puliamo il Mondo”

La grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente compie un quarto di secolo: l’edizione 2017 si svolgerà il 22, il 23 e il 24 settembre. Ogni anno volontari di tutta Italia coordinati da Legambiente si danno appuntamento l’ultimo fine settimana di settembre per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, negli spazi “di nessuno” delle periferie. Giovani, anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo.”

Puliamo il mondo 2017 è realizzato con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, di UPI (Unione Province Italiane), Federparchi, Borghi Autentici d’Italia e UNEP (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite).

È l’edizione italiana di Clean up the world, il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale che, nato a Sydney nel 1989, coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. ”Dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia e dal 1995 si avvale della preziosa collaborazione della Rai. Il Tgr dedica alle giornate di Puliamo il Mondo una diretta la domenica mattina e strisce quotidiane dal lunedì al sabato precedenti, mentre la Direzione Promozione e Immagine produce, realizza e trasmette uno spot promozionale della campagna, che viene anche presentata all’interno di alcuni dei programmi di maggiore ascolto delle reti sia televisive che radiofoniche. Puliamo il mondo è soprattutto un gesto semplice da fare insieme per rinsaldare il rapporto tra ambiente e cittadini, comunità ed enti pubblici.

Queste 25 candeline le dedichiamo ora all’economia circolare – dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente – Per sottolineare l’urgenza di intraprendere la strada di una politica europea finalmente in grado di trasformare l’emergenza rifiuti in una grande opportunità economica e occupazionale. E perché esistono in Italia, tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni, tante esperienze che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica.

Storie che dimostrano come il nostro Paese abbia tutte le carte in regola per fare da capofila nell’Europa dell’economia circolare, se vorremo rivedere la nostra legislazione in merito, ancora inadeguata e contraddittoria”.

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“Puliamo il Buio”: dal 22 al 24 settembre gli interventi nelle grotte

Dal 22 al 24 settembre la Società speleologica italiana organizza  l’edizione 2017 delle giornate che intendono segnalare e bonificare grotte e cavità artificiali utilizzati come discariche abusive.” 

Segnalare dettagliatamente i casi di ipogei naturali e artificiali utilizzati come discariche abusive e le conseguenti situazioni di rischio, procedere almeno in parte alla loro bonifica e proporre possibili soluzioni: è questo l’obiettivo di “Puliamo il Buio”, iniziativa della Società speleologica italiana, la cui edizione 2017 è in programma a settembre in diverse grotte e cavità artificiali dal Nord al Sud d’Italia.”

La manifestazione, legata al progetto Puliamo il mondo” di Legambiente, ha consentito di raccogliere – dalla prima edizione che si è svolta nel 2005 all’ultima dell’anno scorso – 156.168 kg di materiali, avviati a discarica autorizzata. Sono state impiegate in totale 2.915.183 ore/uomo di lavoro.”

Le giornate di Puliamo il Buio saranno anche occasione per aggiornare il Censimento delle cavità a rischio ambientale, ossia gli ambienti sotterranei dove è stata rilevata la presenza di materiali o condizioni in grado di alterare e inquinare le acque provenienti da sottosuolo. “Le acque sotterranee sono fonti preziose di approvvigionamento colturale e civile; il loro inquinamento può mettere a rischio anche le delicate forme di vita di eccezionale specializzazione presenti nei vuoti sotterranei esplorati e documentati dagli speleologi”, afferma Vincenzo Martimucci, Presidente della Società speleologica italiana .

Il Censimento, avviato nel 2005, in continuo aggiornamento, vuole essere un importante strumento di lavoro per chi opera per la protezione dell’ambiente carsico e delle risorse idriche. “Questa opera di tutela avviene attraverso la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti, la valorizzazione degli habitat naturali e il fermo contrasto delle discariche abusive. Per tutto questo, sono indispensabili i dati della ricerca speleologica e una sempre maggiore attenzione da parte degli enti governativi che si occupano di politiche ambientali”, conclude Martimucci.

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Gli Stati Generali della Green Economy: a ECOMONDO, il 7 e l’8 novembre

Gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo economico,”ospitati ogni anno da ECOMONDO, che si svolgerà a Rimini Fiera dal 7 al 10 Novembre, giungono quest’anno alla loro sesta edizione. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di implementare una piattaforma per lo sviluppo di una green economy in Italia attraverso l’analisi dei potenziali positivi, degli ostacoli, nonché delle politiche e delle misure necessarie per migliorare la qualità ecologica dei settori strategici.

 

Martedì 7 Novembre

Sessione Plenaria di apertura

10.30 – 13.30

Sala Neri

“La 3a relazione sullo stato della Green Economy e le proposte degli Stati Generali per la nuova legislatura”

Sessioni tematiche parallele pomeridiane 

15.00 – 18.00

Dal Manifesto della green economy alla rete delle Green Cities in Italia

Il futuro dell’Accordo di Parigi e le politiche energetiche e climatiche

Attuazione del Pacchetto Direttive europee su rifiuti e circular economy

La mobilità futura: less, electric, green and shared

La Green economy e le politiche industriali in Italia

Mercoledì 8 Novembre

Sessione Plenaria conclusiva

9.30 – 13.00

“Europa, Cina e USA: il futuro della Green Economy nei nuov equilibri mondiali”

 

Per info: www.statigenerali.org

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Inail: i dati dei primi sette mesi 2017

Nel sito dell’Inail, nella sezione Open Data,sono disponibili i dati analitici delle denunce d’infortunio e malattia professionale presentate entro il mese di luglio. Tra gennaio e luglio denunciati all’Inail 380mila infortuni sul lavoro, 591 dei quali con esito mortale.

Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (luglio 2016 vs luglio 2017) e “di periodo” (gennaio-luglio 2016 vs gennaio-luglio 2017). I

DENUNCE DI INFORTUNIO
Nei primi sette mesi di quest’anno le denunce d’infortunio pervenute all’Inail sono state 380.236, 4.750 in più rispetto allo stesso periodo del 2016 (+1,3%), per effetto di un aumento infortunistico dell’1,2% registrato per i lavoratori (2.832 casi in più) e dell’1,4% per le lavoratrici (oltre 1.900 in più). All’incremento hanno contribuito soltanto la gestione Industria e servizi (+2,1%) e la gestione Conto Stato dipendenti (+3,6%), mentre Agricoltura e Conto Stato studenti delle scuole pubbliche statali hanno fatto segnare un calo rispettivamente del 5,0% e del’1,9%.

Le denunce d’infortunio sono aumentate al Nord (oltre 5.800 casi in più) e, in misura più contenuta, al Centro (+245), mentre hanno fatto registrare una diminuzione al Sud (-985) e nelle Isole (-337). Gli aumenti maggiori, in valore assoluto, si sono registrati in Lombardia (+2.821 denunce) ed Emilia Romagna (+1.560), mentre le riduzioni più sensibili sono quelle rilevate in Puglia (-672) e Sicilia (-658).

Il trend crescente delle denunce presentate all’Inail nel periodo gennaio-luglio è in linea con quello già rilevato nel primo semestre 2017 rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. Nel solo mese di luglio, in particolare, sono state rilevate 46.390 denunce, 1.608 in più rispetto a luglio 2016 (+3,6%). Il numero dei giorni lavorativi è stato identico sia per i mesi di luglio 2016-2017 (21) sia per l’intero periodo gennaio-luglio (146).

CASI DI MORTE 
Le denunce d’infortunio mortale sono state 591, 29 in più rispetto ai 562 decessi dell’analogo periodo del 2016 (+5,2%). L’incremento è legato principalmente alla componente maschile, i cui casi mortali sono saliti da 506 a 531 (+4,9%), mentre quella femminile ha fatto registrare un aumento di quattro casi, da 56 a 60 decessi (+7,1%).
La gestione dell’Industria e servizi, è la sola che ha avuto un incremento,  da 450 a 497 casi (+10,4%), mentre Agricoltura e Conto Stato presentano entrambe una diminuzione, rispettivamente da 80 a 76 casi (-5%) e da 32 a 18 (-43,8%). Aumento di 33 casi delle denunce d’infortuni con esito mortale nel Nord-Ovest (Lombardia +15 decessi, Liguria, +10, Piemonte +8), calo invece al Centro, meno 12 decessi (Marche -6 casi, Toscana -4, Lazio -1, Umbria -1), e al Nord-Est (tre denunce in meno), dove spiccano in particolare i dati del Veneto (-10 casi) e del Friuli Venezia Giulia (+9). Nel Sud (-2 casi mortali per l’intera area geografica), l’incremento dell’Abruzzo (+15 casi) praticamente pareggia la diminuzione delle denunce registrata nelle altre regioni, mentre nelle Isole (+13 denunce), la Sicilia si evidenzia per i suoi 15 casi in più.

Fonte: Inail, AmbienteLavoro 

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