Stress da lunedì? Il Giappone propone…

Il governo giapponese propone un rimedio contro la ‘sindrome da lunedì‘, la sensazione d’ansia che prende chi lavora a cominciare dalla domenica sera: Shining Monday è il nome dell’iniziativa – come riferisce il Telegraph –  che permette ai lavoratori di prendersi la mattinata libera.”

Un rientro soft, insomma. Con lo scopo, dichiarato dal Ministero del lavoro, di migliorare la difficile combinazione vita-lavoro. Ma il Giappone non si ferma qui. Questa è solo una delle iniziative che incoraggiano le aziende a diminuire gli straordinari, lasciare uscire prima i dipendenti, per contrastare il Karoshi, letteralmente ‘morte per il troppo lavoro‘ che in questo paese è un problema sociale.

La realtà giapponese non è la nostra

Secondo uno studio del 2016, condotto su 10.000 persone, circa il 20% dei lavoratori giapponesi fa almeno 80 ore di straordinari al mese:  solo 2015, si sono però contati 93 tra suicidi e tentati suicidi ricollegati ufficialmente a questa situazione.

E questo ha anche un peso economico:  sono stati registrati più di 1.515 casi di lavoratori o famiglie che hanno cercato rimborsi per malattie causate dal Karoshi. I primi casi di Karoshi colpiva per lo più la componente maschile, ma ora anche le donne sono colpite da questo stress eccessivo. Dopo il suicidionel dicembre 2016 della giovane Takahashi per questo,  nel 2017  il governo ha proposto il Piano Premium Friday: l’ultimo venerdì del mese le aziende lascino uscire prima i dipendenti perché passino più tempo in famiglia.

Lo scopo di ridurre lo stress da lavoro era anche di avere un incremento di consumi nel paese, grazie al maggior tempo libero, e di ridurre il problema cronico della bassa natalità: è frequente che i dipendenti più giovani arrivino prsto ed escano tardi, spesso a notte inoltrata. E molti vedono la moglie solo nei fine settimana.”

Il piano che vuole tentare di ristabilire un equilibrio tra vita e lavoro ha incontrato la resistenza della aziende, anche perché l’ultima settimana del mese è importante per le aziende giapponesi: molte di loro, infatti cercano di raggiungere gli obiettivi di vendita netro la fine del mese: il mese più breve significa persone più caricate di lavoro.

E l’iniziativa sembra quindi non avere il successo sperato: uno studio commissionato dal Ministero dell’economia ha dimostrato che nonostante quasi l’89% di chi poteva usufruire di questo benefit ne fosse al corrente, ne aveva di fatto usato solo l’11,2%.

Il governo rimane però convinto della buona indea dell’iniziativa Shining Monday e durante l’ultima settimana di luglio di quest’anno ha permesso al 30% dei propri dipendenti di avere la mattina del 27 luglio libera. La risposta incoraggiante ha dato una spinta al governo giapponese per pianificare misure simili per tutto il mondo corporate, anche se l’ultima parola rimane alle aziende.

Karoshi e storia

Il concetto di ‘morte per il troppo lavoro’ si può riportare alle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale. Nei primi anni Cinquanta il primo ministro Shigeru Yoshida aveva stabilito come priorità la ricostruzione dell’economia del Paese: alle aziende più importanti è stato chiesto di offrire sicurezza di un posto di lavoro per tutta la vita, chiedendo ai lavoratori di riparale con la loro lealtà. e ha funzionato.

Tuttavia, dopo un decennio, i lavoratori hanno cominciato ad accusare disturbi cardiovascolari importanti dovuti all’aumento dello stress e alla diminuzione del sonno. A questo si sono aggiunti i casi di suicidio.

E ora non sembra che la situazione sia migliorata di molto. Per avere un confronto non parliamo dell’Italia ma guardiamo agli USA: negli Stati Uniti il 16,4% delle persone lavora una media di 49 ore o più  a settimana.

 

Fonti: Risorse Umane & Non Umane; Businessinsider.com

Indagine AfidampFAB: il mercato del cleaning professionale

 Nel 2017 cresce del 5% il mercato del cleaning professionale. Trend positivo sia in Italia, sia sui mercati stranieri.

L’annuale indagine AfidampFAB sul fatturato dell’industria del cleaning professionale mostra un settore sano, con incrementi significativi in diversi ambiti. Con un fatturato complessivo di 1.732.270.093 €, il settore del cleaning professionale mostra la fotografia di un comparto sano, in crescita sia in Italia, sia all’estero. Un trend positivo, confermato dall’annuale indagine di AfidampFAB, l’Associazione Fabbricanti Italiani Macchine, Prodotti e Attrezzi per la Pulizia Professionale e l’Igiene degli ambienti, che rappresenta a livello nazionale la filiera delle aziende che fabbricano prodotti per la pulizia professionale.”

Si conferma quindi il benessere del settore nel periodo 2017, già rilevato dalle precedenti indagini, in particolare grazie alla forte crescita di fatturato dei produttori di macchinari, che registrano un +6% e alla crescita dell’11% delle aziende produttrici di Altri Prodotti, che include dispenser per sapone e diffusori deodoranti, asciugamani elettrici/aria calda, batterie e caricabatteria, spazzole e dischi trascinatori, prodotti non classificabili.

Positivi anche i dati relativi agli altri settori di mercato: +15% per accessori e ricambi macchine, +4% per fibra e panni, +4% per la carta, +2% per le attrezzature. In leggera flessione solo il comparto delle aziende chimiche che fa segnare un -0,4%.

I dati dell’indagine confermano pertanto l’andamento positivo che aveva visto l’intero settore in ripresa e una crescita, nel 2015-2016 del 7%. In particolare il mercato italiano fa registrare nel 2017 una crescita del 6% rispetto all’anno precedente e un fatturato globale di 824.316.477 €, mentre i dati relativi all’esportazione mostrano un incremento del 5% con un fatturato totale di 907.953.616 €. Nel complesso un mondo di imprese, attive in tutti i settori del cleaning, che producono fatturato e generano lavoro.

DATI GLOBALI

Composizione percentuale del fatturato totale:

  • le macchine, in termini di fatturato, rappresentano il 32% del totale produzione, con 550.069.546 €
  • i prodotti chimici il 20% con 208.119.305 €
  • le attrezzature il 4%,con 70.795.880 €
  • la carta, destinata all’uso professionale, il 33% con 573.479.302 €
  • fibre e panni il 2% con 30.218.082 €
  • accessori e ricambi macchine il 6%, con 98.320.260 €
  • altri prodotti l’11% con 201.267.718 €

Esportazione e mercati esteri

 Significativi i dati relativi all’esportazione. Nel 2017 la movimentazione verso mercati stranieri pesa per il 52% sul fatturato globale, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Il fatturato globale da esportazione è di 907.953.616 €.

In particolare il comparto che fa segnare il numero più alto nelle esportazioni è quello delle macchine, che incide sul fatturato per il 40% con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Segue la carta con il 33%, e altri prodotti con l’11% (dispenser per sapone e diffusori deodoranti, asciugamani elettrici ad aria calda, batterie e caricabatterie, spazzole e dischi), gli accessori e ricambi macchine con il 6% e le attrezzature con il 5%. I prodotti chimici, storicamente destinati al mercato interno, rappresentano anche nel 2017 il 4% del totale export.

Il comparto macchine si riconferma anche nel 2017 quello con maggiore presenza internazionale, facendo registrare un fatturato realizzato per il 65% sui mercati esteri. I mercati di riferimento si confermano, in particolare, l’Europa, l’Asia ed il Medio Oriente.

Mercato interno

Con una crescita del 6% rispetto al 2016 e un fatturato totale pari a 824.326.477 € anche il mercato interno si mostra florido. In questo caso il comparto che guida la classifica è quello della carta, che rappresenta il 34% del totale del fatturato, seguita dalle macchine con il 23%. Al terzo posto troviamo i prodotti chimici con il 20%, altri prodotti con il 12%, accessori e ricambi per le macchine con il 5% e infine attrezzature e fibre e panni con il 3%.

I settori sotto la lente

Il mondo del cleaning professionale è formato da diverse categorie di produttori, rappresentati da AfidampFAB e oggetto dell’indagine annuale. Un mondo che gode di ottima salute, come dimostrano i dati, e con numeri rilevanti in ogni comparto. Il dettaglio di ogni settore permette di avere un quadro preciso della situazione nel 2017.

Comparto Macchine

Il comparto delle macchine rappresenta il 32% dell’universo del cleaning professionale. Ha realizzato, nel 2017, 550.069.546 € di fatturato (+6% rispetto al 2016). Il totale di pezzi prodotti nell’anno è pari a 909.923, con una preponderanza di aspirapolvere/liquidi (oltre 500.000 pezzi prodotti), anche se in leggero calo sul mercato interno, seguite da idropulitrici e lavasciuga. In crescita anche la produzione di spazzatrici, tranne quelle stradali che fanno registrare un leggero calo, mentre è stabile quella di macchine per moquette e generatori di vapore. I settori di maggiore impiego dei macchinari per la pulizia industriale restano le imprese di pulizia e servizi, che operano nell’ho.re.ca., nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella sanità, nei servizi in generale ma anche nei più vari settori industriali.

Comparto Prodotti chimici

Per sua natura particolarmente orientato al mercato nazionale, il comparto dei prodotti chimici, con un fatturato complessivo di 208.119.305 € nel 2017, ha fatto registrare un leggero calo del -0,4% rispetto all’anno precedente. In particolare cala la produzione di prodotti per pavimenti e ambienti, che resta comunque in testa alla classifica, mentre cresce quella di prodotti per la sanificazione e lavamani. Complessivamente sono state prodotte 92.826 tonnellate di prodotti, con un calo di poco più di 3.900 tonnellate rispetto all’anno precedente.

Comparto Attrezzature

Nel 2017, il comparto delle attrezzature (che comprende carrelli e telai, tessili per pavimenti, accessori vari, garze monouso) ha generato un fatturato di 70.795.880 €, facendo registrare una crescita del 2% sul 2016 e mostrando che il settore ha saputo riprendersi rispetto ad anni più difficili. Sul fronte dei ricavi, domina come sempre il settore carrelli e telai, con un fatturato di oltre 22.000.000 di €.

Comparto Carta

Un settore vivace e composito, che racchiude diverse tipologie di prodotto: bobine e panni in carta e tessuto non tessuto, asciugamani in carta/tessuto, distributori di articoli in carta (asciugamani, carta igienica, sacchetti), carta igienica, altri articoli igienici in carta (coprisedili, sacchetti). Il comparto è uno dei più significativi e rappresenta il 33% del fatturato 2017 con un totale complessivo di 573.479.302 €, una forte presenza sui mercati esteri con una quota di esportazione del 33%. Il settore più rilevante si conferma quello degli asciugamani, con 211.008.314 € di fatturato complessivo, seppure in leggero calo rispetto al 2016. In crescita invece, il settore delle carte igieniche (+16%) e dei tovagliolini (+31%).

Comparto Fibre e panni

Questo settore include aziende che producono panni per pavimenti, panni multiuso e dischi per la pulizia. Il fatturato nel 2017 mostra un incremento del 4% rispetto all’anno precedente e registra un fatturato globale di 30.218.082 €. In particolare si mostra particolarmente florido il mercato degli abrasivi, con una crescita del 6% sul 2016.

Comparto Altri prodotti

Un settore particolarmente composito, che include molte tipologie di prodotto: dispenser per sapone e diffusori deodoranti, asciugamani elettrici/aria calda, batterie e caricabatteria, spazzole e dischi trascinatori, prodotti non classificabili. Il fatturato registrato nel 2017 è stato pari a 201.267.718 €, dimostrandosi tra quelli più vivaci del settore, con una crescita complessiva dell’11%. La principale crescita del fatturato è dovuta ai prodotti non classificabili (+18%), dovuta particolarmente al mercato interno, a batterie e carica batterie (+7%) e asciugamani elettrici/aria calda (+7%).

Comparto Accessori e ricambi macchine

Exploit del settore, che cresce del 15% rispetto al 2016, facendo registrare un fatturato di 98.320.260 €. In particolare il fatturato sul mercato nazionale cresce del 23%, mentre quello sui mercati esteri del 10% .

 

 

Presentato il nuovo manuale Afidamp

Nel corso di Interclean Amsterdam è stato presentato il nuovo Manuale edito da Afidamp: “Macchine semoventi per pulizia professionale con conducente a bordo“, che tratta le informazioni necessarie per il migliore e corretto impiego di questi importanti strumenti di lavoro.

Nel manuale vengono analizzate le caratteristiche delle macchine uomo a bordo (lavasciugapavimenti e spazzatrici), il loro funzionamento e la manutenzione, con particolari riferimenti alla normativa vigente e alla sicurezza degli operatori.

Sono infatti presenti tutte le informazioni teoriche (rif. Modulo 1 e ” del Corso di formazione professionale per operatori di macchine per pulizia professionale semoventi con conducenti) per l’abilitazione all’utilizzo di macchine uomo a bordo per la pulizia industriale e professionale, in attuazione dell’articolo 73 del Decreto Legislativo 81 del 2008.”

Giuseppe Del Duca, coordinatore del Gruppo Macchine, il 17 maggio, allo stand Afidamp, ha illustrato il manuale, che vuole rappresentare la  parte teorica di un un corso sulle macchine con operatore a bordo.

La motivazioni che hanno portato alla stesura di questa pubblicazione riguardano da una parte la sicurezza e la formazione dell’operatore, che si trova a utilizzare macchine di grandi dimensioni e potenzialmente pericolose e dall’altra vuole fornire un interessante strumento commerciale al dealer, che a sua volta può proporlo all’utente finale.

Sicurezza sul lavoro: tema centrale

La sicurezza sul lavoro fa riferimento al Decreto Legislativo n. 81/2008, che integra e modernizza la Legge 626/1994, che fu la legge che rese più moderna la sicurezza sul lavoro in Italia e venne introdotta sia per abrogare le leggi precedenti, sia per recepire tutte le normative europee per ciò che riguarda la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Nel 2007 è stata approvata la legge delega n. 123 che conferisce al Governo il mandato di riformare il L. 626/94 entro il maggio del 2008: ne deriva il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (il cosiddetto Testo Unico), con i seguenti aggiornamenti. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro  rende ora disponibile – edizione maggio 2018 – la nuova versione del Decreto – con tutte le disposizioni integrative e correttive.

A 10 anni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro  rende disponibile la nuova versione del Decreto – edizione maggio 2018 – in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Macchine per il cleaning: nessuna normativa

Per le macchine a uso professionale nel mondo della pulizia non esiste però una normativa specifica di riferimento: per questo motivo Afidamp propone una certificazione che – strutturandosi sulla base della certificazione per i carrelli elevatori – vuole andare oltre la normativa, legandosi agli aspetti più specifici delle macchine del settore.

Si tratta di un lavoro portato avanti negli anni – sottolinea Del Duca – che ha richiesto un grande impegno” e Francesco Bertini, Presidente di AfidampCOM (l’associazione che rappresenta l’anima commerciale del mondo Afidamp) mette in evidenza l’assoluta importanza della necessità di presentarlo e di utilizzarlo insieme agli enti istituzionali per farlo diventare uno strumento di riferimento per il settore. ””Deve rappresentare un passo importante ed essere recepito sul versante legislativo (e di conseguenza anche commerciale), come per esempio è stato per i CAM, i Criteri Minimi Ambientali, in cui Afidamp ha dato il contributo della sua esperienza specifica del settore per la stesura del documento ufficiale”.

Ma perché questo avvenga è necessaria una ‘validazione’ ufficiale. L’importanza data da una certificazione in materia – come tiene a precisare Giuseppe del Duca – è volta anche a tutelare il datore di lavoro, rivestendo una grande importanza anche per gli altri componenti della filiera, mentre Bertini conferma che Afidamp ha iniziato un percorso importante per i dealer e quindi, indirettamente, anche i produttori.

Di sicurezza sul lavoro e dell’importanza della formazione si parla tanto, soprattutto in questi ultimi tempi che hanno visto aumentare il numero degli incidenti mortali, ma la strada da percorrere perché i ‘comportamenti virtuosi’ siano la regola e non l’eccezione è ancora lunga. E ogni mezzo per portare maggiore conoscenza e consapevolezza degli strumenti di lavoro è importante: anche noi attendiamo quindi la stesura definitiva del Manuale per entrare maggiormente nel dettaglio delle singole voci e dare un contributo all’informazione su un argomento così attuale.

 

CM

 

 

 

 

 

Ciao, Giancarlo

Giancarlo Fratus, Direttore Commerciale e Amministratore Delegato di Nettuno, come mi piace pensare, è “andato avanti”.

Lo ricordiamo con tanta simpatia e lasciamo la parola ad Afidamp, che vuole ricordarlo così:

“Siamo abituati a ordinare i nostri ricordi nella mente per compartimenti chiusi: gli episodi felici, gli incontri importanti, gli amori, i successi personali. È una convenzione che abbiamo consolidato nel nostro archivio di pensieri e immagini per richiamare velocemente e collocare nel giusto contesto un accadimento, una persona, un risultato.

Nei momenti importanti di questi anni, nei tanti viaggi legati alle fiere alla conquista di nuovi mercati e alla costruzione di nuove relazioni professionali e personali, nelle discussioni appassionanti sul senso e sul futuro di progetti ambiziosi, nelle lunghe attese negli aeroporti e nelle hall degli alberghi ritrovo sempre, come un filo rosso che ne sottolinea continuità e senso di appartenenza in questi vent’anni, la presenza di Giancarlo.

Giancarlo Fratus ci ha lasciato questa notte, con la discrezione e la leggerezza che gli appartenevano. Non era in fiera ad Amsterdam la scorsa settimana ma ciascuno di noi che lo conosceva bene aveva immaginato che fosse impegnato in una nuova avventura professionale, una nuova sfida, una delle sue. Aveva costruito nella sua impresa “NETTUNO” una squadra di lavoro affidabile e indipendente che poteva governare con efficacia ed autorevolezza la partecipazione agli eventi del mercato anche in sua assenza.

L’amore per la sua famiglia, per le sue figlie e l’ambizione di internazionalizzare il mercato per la sua azienda erano stati i punti fermi della sua vita, almeno di quella che io conosco. Un impegno quest’ultimo che negli anni più recenti aveva prodotto una significativa trasformazione della sua attività e della sua impresa.

Giancarlo era una persona solare e positiva, un amico sorridente e sempre disponibile ad accogliere nuove sfide. Èstato per molti anni in Afidamp un interlocutore attivo ed efficace in anni nei quali progetti alternativi o trasversali sembrava dovessero mettere al tappeto molte certezze acquisite.

Ci mancherà il suo ottimismo e la sua voglia di provarci sempre, anche quando il tempo è ormai finito.

Grazie Giancarlo per essere stato anche con noi e per esserci stato amico, un abbraccio carissimo alla tua famiglia”.

E anche tutti noi di Cleaning Community ci uniamo nel ricordo e nell’affetto.

I funerali si svolgeranno venerdì 25 maggio alle ore 14.30, presso la Chiesa di San Pietro Apostolo Tagliuno in Castelli Calepio (Bergamo).

CM

INTERCLEAN Amsterdam: una conferma

L’edizione 2018 di INTERCLEAN Amsterdam è stata la più internazionale di sempre, fitta di giorni impegnativi, con un numero record di visitatori, ancora da più paesi. Con una combinazione di vecchi e nuovi segmenti espositivi e formativi, Interclean è stata in grado di offrire una panoramica completa delle più recenti tecnologie e tendenze nel mercato della pulizia professionale. L’Arena dei Robot, l’InnovationLAB e il nuovo Healthcare Cleaning Forum e LAB sono stati particolarmente apprezzati.

”I visitatori hanno potuto godere di innumerevoli attività negli stand degli espositori, con folcloristiche esibizioni, un campo da basket e dimostrazioni di realtà virtuale,

Paul Wonnacott, Amministratore Delegato e Presidente di Vectair Systems and Exhibition Committee, ha dichiarato: “L’edizione 2018 di Interclean Amsterdam è andata molto bene, i nuovi elementi che abbiamo introdotto sono stati ben accolti e c’è poco da migliorare. La qualità dei visitatori è stata eccezionale, siamo immensamente soddisfatti della mostra in generale e non vediamo l’ora che arrivi il 2020 “.

””Le nostre statistiche dicono qualcosa, ma sono le testimonianze che mi hanno veramente parlato“, ha dichiarato Rob den Hertog, direttore Interclean Global Events presso RAI Amsterdam. “Un gran numero di persone si è preso il tempo per dirmi quanto apprezzassero l’atmosfera, che trovo altrettanto importante quanto, se non più, dei numeri. Interclean è stato il posto giusto per il nostro settore quest’anno, e sono molto contento dei risultati! “.

Ancora più internazionale 
Erano presenti stand di 892 aziende, di 47 paesi. E sono stati 33.710 i visitatori professionali provenienti da 143 paesi: il 77% dei visitatori proveniva dall’estero, con alcuni interessanti nuovi arrivi dalla Giamaica, Seychelles, Swaziland, Mongolia e Bolivia.

Amsterdam Innovation Award
Le innovazioni sono sempre state il motivo principale per cui i visitatori possono visitare la fiera – e l’Amsterdam Innovation Award, e l’InnovationLAB, mettono sotto i riflettori le ultime innovazioni di pulizia professionale.”

KIRA B50 di Kärcher è stata proclamato vincitore del Amsterdam Innovation Award 2018. Tra i vincitori di altre categorie figurano: Powr-Mop Lite di Scot Young Research, Vermop System One di Vermop e Tork PaperCircle di Essity Hygiene & Health. Il premio Visitor’s Choice è stato vinto da Tork Paper Circle di Essity Hygiene & Health.

Il Premio Innovazione di Amsterdam ha effettuato una donazione di 12.000 euro ad African Medical & Research Foundation Flying Doctors (AMREF) e al suo progetto a Kilindi, in Tanzania, che vuole fornire  acqua accessibile e servizi igienici per la comunità.”

Healthcare Cleaning Forum
Tra gli eventi della manifestazione, si è tenuto mercoledì 16 maggio il primo International Healthcare Cleaning Forum,  che ha riunito 300 professionisti del settore sanitario provenienti da 46 paesi per esplorare e discutere sulle più grandi sfide e soluzioni nella pulizia sanitaria oggi. Il Forum ha illustrando le ultime innovazioni nel campo della pulizia sanitaria, attraverso dimostrazioni e seminari di esperti.

PRODOTTI
Tutti i segreti del nuovo battitappeto Lindhaus Dynamic Eco Force

Come ottenere il massimo risultato da un battitappeto professionale e preservarlo in modo che possa assicurare prestazioni top nel lungo periodo? Michele Massaro, presidente Lindhaus, nel video qui postato presenta tutte le principali caratteristiche e gli accessori in dotazione con i modelli del battitappeto multifunzione a due motori Dynamic Eco Force. Nel filmato viene suggerito, fra l’altro, il modo più corretto per presentare la macchina, mettendone in evidenza la notevole capacità di aspirazione meccanica.

Di seguito, invece, una panoramica completa delle specifiche tecniche:

Punti di forza

  • il più leggero al mondo (850 g all’impugnatura);
  • ultra robusto con supporti rullo in metallo con cuscinetti;
  • baricentro basso, tirando il tubo non si ribalta;
  • accessori integrati a bordo;
  • sacco filtro di ricambio a bordo;
  • sistema di lavaggio a secco integrato;
  • coperchi rullo intercambiabili per tappeti e pavimenti;
  • impugnatura telescopica per massimo confort;
  • consumo energetico Dynamic 300 Classe “B“, Dynamic 380-450 Classe “A“.

Il rullo bilanciato dinamicamente e supporti in metallo con cuscinetti a sfere si sostituisce in un attimo e senza utensili. La macchina lavora su quattro ruote per scorrere docilmente, mentre lateralmente ci sono due cilindretti per facilitare lo scorrimento a filo muro. Il controllo elettronico del sovraccarico fornisce le informazioni utili per la corretta regolazione dell’altezza.

Dynamic è inoltre dotata di un sistema di distribuzione dei pesi brevettato che consente di avere soltanto 850 g di peso all’impugnatura. Gli accessori: tubo estensibile con impugnatura, tubo telescopico, lancia, bocchetta con setola ed il sacco filtro di ricambio sono posizionati a bordo nel retro del corpo verticale.

DCS, infine, è il sistema di lavaggio a secco integrato e brevettato Lindhaus. L’azione meccanica del rullo a 5000 giri/min con i detergenti proprietari consentono una perfetta igienizzazione in profondità, ravvivando i colori di qualsiasi tipo di tappeto, compresi lana e seta.

Lombarda H acquisisce Amedics Professional

Lombarda H S.r.l. rende noto che si è perfezionata l’acquisizione di Amedics Professional S.r.l., già in affitto d’azienda dall’aprile 2017.”

Si conclude positivamente un’operazione complessa durata 16 mesi, che segna l’inizio di una nuova realtà imprenditoriale, che ha come core business la disinfezione.Il brand LH AMEDICS, nato lo scorso anno, continuerà così il percorso tracciato nel 1996 dai soci fondatori di Amedics.

LH AMEDICS si avvarrà di una gestione commerciale separata dalla gestione ordinaria di Lombarda H, a maggior tutela della spettabile clientela e della rete vendita. Verrà inoltre mantenuta la sede di Ferrara.

LH AMEDICS oggi è in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta nel campo della prevenzione delle infezioni nei settori del cleaning, horeca, comunità in genere, dentale, estetico, podologico e veterinario, disponendo di una gamma completa di antisettici e disinfettanti, prodotti nel sito produttivo di Abbiategrasso (MI).

LH AMEDICS, oltre al ventaglio tradizionale dei principi attivi utilizzati nei propri formulati, classificati come Presidi Medico Chirurgici e Medical Devices, intende sottolineare che rappresenta il secondo produttore di soluzioni a base di cloro per uso medicale (clorossidante elettrolitico).

Una realtà che pone l’azienda ai vertici di settore, posizionandosi come primario interlocutore degli operatori professionali, sia in Italia sia in Europa.

Pulire e sanificare gli ambienti

La Generazione On Site di Orbio, il cui disciplinare tecnico sul processo/servizio di pulizia e sanificazione ambientale è stato validato da IQC/ANMDO, permette di creare in loco, conservare e distribuire una soluzione per la pulizia pronta all’uso e multiuso completamente ‘detergent free’, che garantisce ottimi risultati in termini di abbassare la carica batterica nei reparti a basso e medio rischio, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale dovuto all’acquisto, trasporto e stoccaggio dei detergenti.

Grazie al processo elettrolitico della Generazione Orbio, distribuito in Italia da ISC di Torino, si trasforma l’acqua del rubinetto in una soluzione per la pulizia efficace, sostenibile, incolore e inodore; Orbio Surface Cleaner si può utilizzare nel nebulizzatore per pulire le superfici lisce, così come per lavare i pavimenti.

Il sistema Orbio On-Site Generation (OSG) è facile da installare e rende immediatamente disponibile la soluzione pulente MultiSurface Cleaner. Ne basta uno solo per produrre soluzione pulente per diverse location, che a loro volta possono essere attrezzate con stazioni satelliti o taniche supplementari.

E si risparmia tempo e fatica, perché non è necessario risciacquare.

 

 

 

Disinfettante per le strutture sanitarie

Deornet Clor, il Presidio Medico Chirurgico n. 19805 dell’azienda di Forlì ÈCOSÌ è un disinfettante detergente con potere sgrassante cloroattivo che risolve le problematiche di disinfezione nelle strutture sanitarie. ”

L’azione disinfettante del sodio ipoclorito elimina batteri (gram+ e gram-) come Pseudomonas aeruginosa e Staphyiloccocus aureus, micobatteri (Mycobacterium terrae) e funghi (Aspergillus niger e Candida albicans).

La sua attività sporicida lo rende efficace contro il Clostridium difficile e quella virucida contro il Poliovirus, Adenovirus ma anche l’epatite A-B-C e HIV.

Deornet Clor risponde inoltre al protocollo di decontaminazione ambientale ministeriale per il virus Ebola.

Il prodotto è conforme ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) ed è uno dei 17 prodotti ÈCOSÌ certificati EPD.

 

Piantana e dispenser elettronico

Il prodotto proposto da QTS Italy di Caponago (MB) è la PTA/000, una piantana telescopica abbinata al dispenser elettronico 5008B della gamma EDIS e al sanitizzante mani QTSAN.

Questa soluzione unisce al potere igienizzante del sanitizzante l’alto livello di igiene garantito dal dispenser touchless e la possibilità di fare formazione verso l’utente finale, grazie all’ampio spazio personalizzabile presente sulla piantana su cui è possibile inserire immagini e testi ad hoc.

 

 

Bakterio, disinfettante ambientale

Prodotto della Italchimica di Padova, Bakterio disinfetta tutti gli ambienti, toglie ogni traccia di sporco, elimina i cattivi odori, non intacca i metalli, non macchia le superfici e profuma gradevolmente i locali.

Presidio Medico Chirurgico Registrazione n°15446, il prodotto va usato con un panno o una spugna bagnati nella soluzione: in questo modo si possono disinfettare, pulire e deodorare ambienti e oggetti in molte strutture: dagli alberghi alle mense, alle industrie, alle scuole, alle case di riposo, eccetera.

Per disinfettare e deodorare energicamente bagni, lavelli, pareti, pavimenti, piastrelle, contenitori di raccolta rifiuti, tazze WC ed altre superfici, potenziali fonti di germi, è opportuno diluire Bakterio in acqua in rapporto al 20% lasciandolo agire per 15 minuti.

Per l’ordinaria disinfezione e pulizia di bagni, lavelli, pareti, pavimenti, piastrelle, porte, stipiti, e altre superfici lavabili diluire Bakterio in acqua dall’1 al 3% lasciando agire per 5 minuti.

 

Un prodotto antibatterico e fungicida

Taysteril Hospital della Icefor di Magenta, Presidio Medico Chirurgico Reg. Min. 15946,  è un disinfettante detergente a elevato effetto per superfici dure a base di Bardac22.

Svolge la sua attività contro batteri, funghi e muffe. Viene impiegato negli ospedali per la disinfezione e la detergenza di pavimenti, piastrelli, muri, attrezzature, ambienti a rischio di infezioni (sale operatorie, nursery ecc.) e per trattamenti di disinfezione di rifiuti ospedalieri e laboratori biologici.

La formula non contiene Edta e fosforo.

È disponibile in flaconi giusta dose da 1 litro per 10 pezzi, in tanica da 5 litri per 4 pezzi e in sacca da 1,5 litri per 2 pezzi.

 

Green Oasis, all’insegna della sostenibilità

Il 6 giugno Unes ha presentato a Milano Green Oasis, la nuova linea  private label dedicata alla cura della casa.”

Green Oasis Casa è la nuova linea di prodotti ecosostenibili e consigliati da Legambiente firmati Unes, formulati partendo da materie prime vegetali, tra cui gli scarti della barbabietola da zucchero.

Realizzata con tensioattivi completamente e velocemente biodegradabili, ha ridotti contenuti di VOC (sostanze organiche volatili), quei componenti nocivi che, evaporando, inquinano l’ambiente domestico. Con questi prodotti innovativi, sarà possibile quindi ottenere un pulito impeccabile per la propria casa e il proprio bucato, facendo del bene a se stessi e all’ambiente.

Inoltre, tutti i flaconi dei prodotti Green Oasis Casa sono ottenuti da plastica riciclata senza, quindi, produrne di nuova. Le fragranze utilizzate sono delicate e contengono ridottissime quantità di allergeni, per un profumo di pulito autentico e mai invasivo. Infine, tutta la gamma è completamente priva di coloranti.”

La linea Green Oasis Casa si compone di prodotti per la cura di:

  • Stoviglie: detergente piatti concentrato, detergente lavastoviglie in tabs e brillantante lavastoviglie con ingredienti naturali.
  • Elettrodomestici: detergente frigoriferi, detergente piastre a induzione, cura lavastoviglie. Con attivi igienizzanti e detergenti di origine naturale.
  • Superfici: detergente pavimenti e piastrelle, detergente parquet e laminati, detergente vetri e multiuso, detergente sgrassatore universale. Con solventi vegetali ricavati dalla glicerina.
  • Bagno: detergente cura doccia, detergente scioglicalcare, detergente disincrostante wc gel. Con acidi derivanti dalla fermentazione naturale del glucosio.
  • Bucato: detersivo lavatrice, detersivo lana e delicati, detersivo capi sicuri, ammorbidente concentrato. Con ingredienti naturali, senza sbiancanti ottici e con fragranze delicate per un bucato naturalmente fresco.

Green Oasis Casa fa parte dell’innovativo e ambizioso progetto private label di Unes: Green Oasis, la nuova marca privata premium firmata Unes pensata per prendersi cura responsabilmente e naturalmente non solo della propria casa ma, in futuro, anche della persona (corpo e capelli) e dei più piccoli. Il nuovo brand condivide i valori di trasparenza, autenticità, naturalità, innovazione, distintività, sostenibilità, completezza, onestà, conoscenza e gratificazione de il Viaggiator Goloso con l’obiettivo di riproporre la qualità e l’eccellenza del brand premium food di Unes, nel segmento merceologico del non food.

A Milano, in Corso Garibaldi, in una location suggestiva all’insegna del green, in cui i prodotti si integravano nell’ambiente  ”con una cura e una suggestione che – parlando di prodotti per la pulizia – è un po’, diciamo, inusuale si è svolta il 6 giugno la presentazione della nuova linea, che vede in primo piano Icefor, azienda da sempre attenta all’impatto ambientale e sensibile al tema della sostenibilità.

Numerosi e interessanti gli interventi, moderati da Luca Pellegrini, docente all’Università IULM di Milano, che hanno illustrato la ‘storia’ della nascita di questo nuovo brand. A partire da quello Mario Gasbarrino, ”AD e Presidente Unes Supermercati che ha delineato la filosofia di Unes e della politica di mercato. Che si fonda su una strategia d’impresa che tiene conto dell’impatto globale che il consumatore ha sull’ambiente e sulla consapevolezza che è un tema che riguarda ormai tutti. Oltre alla necessità che il consumatore sia informato sulle dimensioni e l’impatto che ha sulla salute l’inquinamento indoor. La sostenibilità non è solo una necessità, ma una scelta competitiva.

”Romolo De Camillis, Retail Director Nielsen Italia, ha mostrato come sono cambiate le esigenze degli italiani, che ai prodotto non chiedono solo le prestazioni ma anche che ”soddisfino altre nuove esigenze, di sostenibilità e sicurezza. Paolo Paronzini, coordinatore Acquisti Area No-Food Unes Supermercati, ha illustrato le scelte e i progetti di Unes a riguardo.

La parola al produttore

Sergio Antoniuzzi, Presidente di Icefor, con la consueta convinzione e passione, ha spiegato come è nata la sua “vocazione ecologica” da anni decisamente non sospetti, e come questa si sia sviluppata nel tempo e oggi abbia trovato una nuova sfida nel progetto messo a punto con Unes.

Al suo fianco, Maria Grazia Vecchi, responsabile R & D ”e Silvia Lonzi, Responsabile Qualità Ambiente e Sicurezza dell’azienda di Magenta, hanno illustrato i particolari tecnici legati alle caratteristiche chimiche dei prodotti e ”l’impegnativo percorso verso certificazioni sempre più qualificanti e complete per garantire una produzione realmente consapevole dell’importanza della necessità di riduzione dell’impatto ambientale.

Salvatore Lo Cicero, Direttore della Struttura Complessa Pneumologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, ha fatto un quadro – percepito dalla platea come giustamente inquietante – di ciò che accade quando l’apparato respiratorio viene a contatto con sostanze allerg”izzanti. L’inquinamento indoor è sottovalutato e considerando che le persone passano il 90% del loro tempo in ambienti confinati il tema deve essere attentamente preso in considerazione e devono essere messe a punto “buone pratiche” di comportamento e consumo.” E Andrea Poggio, Responsabile mobilità sostenibile e stili di vita di Legambiente, ha informato sul percorso che ha portato al sostegno di Legambiente a questa linea di prodotti.

 

 

 

 

 

 

 

Ospedali e zanzare

Il “microcosmo” rappresentato da una struttura sanitaria non può trascurare anche l’aspetto della difesa da questi fastidiosi artropodi. Per garantire, in ogni aspetto, la salute.

Per entrare in argomento con un minimo di cognizione di causa, ho cercato di capire cos’è un ospedale. Non dal punto di vista di un medico, ma con gli occhi di una “naturalista curiosa“. Così ho scoperto che in Italia vi sono più 1.000 ospedali e che ogni presidio possiede, mediamente, più “abitanti” di qualche migliaio di comuni italiani. Infatti, l’ordine di grandezza di un ospedale sfiora, fra degenti e personale, le 1.500 unità senza contare i parenti, i visitatori e chi all’ospedale si reca per un prelievo o per una visita specialistica; e i comuni sotto i 2.000 abitanti sono davvero tanti. Non ci si deve meravigliare che in una struttura ospedaliera convergano molti problemi ambientali fra cui le zanzare, che però sono a tutti gli effetti insetti con una valenza sanitaria sempre più importante. Ciò detto mi rendo conto che i numeri esposti possono trarre in inganno perché in un anno le presenze in un ospedale medio sfiorano e forse superano le 200.000 unità (senza contare le decine di migliaia di cittadini del mondo che si affidano alle cure del pronto soccorso). In effetti, anche nelle degenze vi sono ricoverati provenienti dalle più disparate nazioni, ma al pronto soccorso l’eterogeneità assume la valenza dell’urgenza, nonostante i codici bianchi rappresentino una percentuale non trascurabile. Una riprova oggettiva è la carica batterica “totale” sospesa nell’aria misurata nelle varie ore della giornata, che si impenna negli orari di visita. Certo, gli esperti di microbiologia clinica avrebbero parecchio da obiettare nella valutazione dei dati numerici della carica batterica “totale” che pur tuttavia è un dato da non sottovalutare.

Mi soffermo un attimo su cosa si intende per carica batterica totale aero-diffusa perché è possibile fare un parallelismo con le nostre siringhe volanti. In termini semplici intendo il numero di colonie microbiche che si formano su un terreno di cultura adeguato alle necessità alimentari sia dei batteri sia delle muffe in cui è fatto passare un volume noto di aria (metodo attivo) oppure lasciando le nostre piastre Petri contenenti della gelatina sterile ricca di nutrienti esposta all’aria confidando che, per gravità, vi cadano batteri e spore (metodo passivo). In entrambi i casi le piastre saranno poste in un termostato a una temperatura predefinita e dopo 48-72 ore si conteranno le colonie sviluppatesi. Quanto esposto è un metodo assai poco preciso perché i risultati variano al variare della temperatura di incubazione, al tipo di terreno colturale e alla sua acidità o basicità. Pur tuttavia rende abbastanza bene l’idea che l’aria può essere considerata un aerosol microbico.

”Niente paura: la stragrande maggioranza dei microbi ci sono amici, ma quando sono troppi anche certi “amici” possono essere dannosi. È qui che possiamo fare la nostra analogia con le zanzare perché più sono e più aumenta la probabilità statistica che le loro punture diventino problematiche. Soprattutto se i “donatori di sangue” sono eterogenei e debilitati (mi richiamo all’ambiente ospedaliero). Detto questo parliamo di un rapporto pericolo-rischio statisticamente non allarmante, ma come ho anticipato meglio non trascurarlo.

Con questa premessa voglio sottolineare che a volte si approccia un problema senza tenere nel debito conto la sua dimensione, per cui psicologicamente lo si sottostima. In effetti di fronte alle situazioni che una struttura ospedaliera quotidianamente deve affrontare la disinfestazione diventa “il due di briscola” ma è pur sempre utile, per non dire indispensabile.

Le zanzare in campo

Nel caso in questione il tutto è partito da due notizie che inizialmente non sembravano avere nulla a che fare con lo specifico argomento, che era ottemperare all’obbligo di effettuare una lotta larvicida in tutto il presidio ospedaliero.

La prima notizia nasceva dalla domanda: “Ma non è che la zanzara giapponese è arrivata anche da noi?”, e la seconda invece riguardava il progetto Lexem.

”Due parole sulla zanzara giapponese (Aedes japonicus), specie riscontrata se ben ricordo nel 2015 dal Dott. Bernhard Seidel durante un suo stage in Carnia. La determinazione è stata confermata a livello biomolecolare (tanto per ribadire che l’identificazione delle zanzare non è cosa semplice) dal laboratorio di parassitologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. La conferma di focolai di infestazione è stata riscontrata nel comune di Pontebbia (UD) dai tecnici di Entostudio. Sempre per restare in tema di biodiversità “zanzarifera” riporto che nel triveneto si è insediata già da alcuni anni la zanzara coreana (Aedes koreicus). Queste invasioni di zanzare aliene sono decisamente preoccupanti e speriamo che non si diffondano con la perniciosità della “tigre“.

Per il progetto Lexem, invece, si esce dall’entomologia per entrare nel grande progetto delle specie aliene invasive fra cui le zanzare di cui sopra. Questa meritoria iniziativa si inserisce “casa per casa, per non dire porta a porta, fornendo ai cittadini consigli, indicazioni e un larvicida per effettuare un trattamento privato contro le zanzare”.

Da questi due macrosistemi (cioè ricerca entomologica e integrazione pubblico-privato) dovrebbe nascere un protocollo operativo da applicare nell’ospedale oggetto di studio.

I presupposti entomologici sono la comprovata presenza della zanzara comune e della tigre, con la sospetta presenza dell’Aedes caspius in quanto segnalata nel circostante territorio cittadino. Nelle conclusioni riporterò alcune considerazioni su possibili collaborazioni migliorative.

”Le procedure di monitoraggio e controllo si basano sull’utilizzo di quattro ovi-trappole di un modello particolare che impedisce lo sfarfallamento degli adulti nel caso si ritardi la raccolta delle forme giovanili (uova-larve-pupe). Più l’utilizzo di una trappola elettro-luminosa ad aspirazione (in commercio ne esistono di più adatte, ma questa era la disponibilità delle forze in campo).

Per i trattamenti larvicidi si è optato per un formulato “biologico” a base di Bacillus thuringiensis var. israeliensis distribuito con una pompa a spalla in tutti i tombini, caditoie, bocche di lupo (in tutto 34 punti). Nell’applicazione si è deciso di irrorare anche le aree con sospetti ristagni d’acqua a giudizio dell’operatore (sicuramente quattro sottovasi, tutte le grondaie accessibili e una vasca in disuso dove un tempo vi erano dei pesci rossi). Le irrorazioni iniziavano alle 6 (orario con il minimo di presenze di personale) e in alcune occasioni, per ragioni organizzative, si è operato dopo le 20. Venivano anche esaminate tutte le finestre verificandone la tenuta o ripristinandola (se possibile) o segnalando la cosa alla direzione sanitaria che si faceva carico di attivare i servizi tecnici.

Controlli e risultati

”Le catture con le ovi-trappole sono rimaste costanti nel tempo senza picchi significativi, il che potrebbe significare che i trattamenti abbiano ottenuto un discreto risultato. A onore del vero va detto che qualche lamentela c’è stata, ma è altrettanto vero che il lavoro è stato eseguito capillarmente. Le catture della trappola elettro luminosa sono state abbondanti per quanto riguarda lepidotteri nottuidi, moscerini, mosche e qualche moscone, ma le zanzare catturate si potevano contare sulla punta delle dita (tutte del genere Culex).

Conclusioni (provvisorie)

”Il lavoro riguarda il 2017 e si ripeterà anche per la stagione in corso (senza l’utilizzo della trappola elettro-luminosa). Si è deciso di utilizzare anche un formulato che oltre al Bacillus thuringiensis var. israeliensis contenga anche il Bacillus sphaericus, in particolare per i sottovasi e la vasca che potrebbe essere ripristinata. Inoltre, per il prossimo anno (2019) si pensa a una convenzione, tutta da studiare, per una valutazione entomologica delle larve catturate.

Resta vero che le migliorie del servizio nascono dall’essere partiti dal fatto che l’ospedale è una realtà complessa e che la lotta ai parassiti (zanzare in prima fila) deve essere affrontata con l’attenzione che merita e deve coesistere integrandosi con la missione della struttura che è la salute. Per cui mi permetto di dire che potrebbero essere inseriti a pieno titolo nel progetto Lexem o addirittura vararne uno in parallelo.

Il primo atto per la prevenzione della Legionellosi

La legionella si diffonde in ogni ambito. Case private, ospedali, alberghi, camping, la lotta al batterio killer incomincia dalla prevenzione.

All’incontro ANAM (AIISA NADCA Annual Meeting) del 2018 tra le diverse relazioni presentate di particolare rilievo è stata quella di Oscar Di Marino, direttore medico P.O. Bassini ASST Nord Milano, che illustrava l’importanza del capitolato tecnico quale primo atto per la prevenzione della legionellosi e per la successiva programmazione di interventi efficaci.

Come noto il capitolato tecnico è la documentazione di gara che, utilizzando le indicazioni segnalate dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) si articola e riassume diverse fasi:
1) Bando di gara – Atto con il quale la PA manifesta l’intenzione di aggiudicare un appalto. Rappresenta pertanto l’abbrivio della procedura concorsuale, strumento di attuazione della determina a contrarre.
2) Disciplinare di gara – Documento che si allega al bando di gara, di cui è parte integrante e sostanziale: contiene le norme in merito alla modalità di partecipazione dei concorrenti.
3) Capitolato tecnico – Documento tecnico, in genere allegato a un contratto di appalto, che vi fa riferimento per definire le specifiche tecniche delle opere che andranno a eseguirsi per effetto del contratto stesso, di cui è solitamente parte integrante.
4) DUVRI – Documento unico di valutazione dei rischi in cui sono indicate le misure adottate per eliminare-ridurre al minimo i rischi da interferenze fra le attività affidate ad appaltatori e lavoratori autonomi.
5) Contratto – Accordo di due o più parti per costituire, regolare ed estinguere un rapporto giuridico patrimoniale.

Gli strumenti per la prevenzione

Premesso che la prevenzione si articola in Primaria–Capitolato tecnico, Secondaria e Terziaria e che, come dice Oscar Di Martino,Verba volant, scripta manent”, è importante quando ci si accinge a dotarsi di un piano di prevenzione della legionellosi stabilire precise linee guida che descrivano: Valutazione dei rischi; Monitoraggio del sistema; Gestione e comunicazione e  che prevedano soprattutto un Piano di miglioramento; Sorveglianza, Validazione e Verifica.

Un buon capitolato tecnico

Ovviamente un disciplinare tecnico deve coinvolgere il gestore, metterlo di fronte alle proprie responsabilità e definire il livello di qualità del servizio richiesto.

”Definire chiaramente il tipo di servizio richiesto significa: definire le attività di sorveglianza; definire i protocolli di manutenzione delle apparecchiature installate e i protocolli da applicare in caso di urgenza; richiedere frequenti controlli sull’operato mediante relazioni e incontri programmati e un piano di miglioramento continuo

Occorre poi che venga puntualizzato che: ai corsi di formazione a carico del gestore deve essere permesso al personale dell’ospedale di partecipare attivamente ai protocolli di prevenzione; che l’informazione arrivi in tempo reale: accesso al telecontrollo e monitoraggio dei parametri significativi dei sistemi di prevenzione; pronta disponibilità: richiedere tempi stretti di intervento in caso di problemi.

Gli strumenti

Trattandosi di un’attività che investe sostanzialmente strumentazioni e situazioni in continua evoluzione, il gestore del servizio deve: Conoscere la struttura sia a livello di impianti idroaeraulici sia all’uso effettivo degli spazi; Avere valutato il rischio Legionellosi e averlo descritto nella valutazione dei rischi (ad esempio, Water Safety Plan); Conoscere e aggiornarsi sulle tecnologie presenti sul mercato; Definire le attività di sorveglianza e gli indici di qualità di manutenzione preventiva e correttiva; Aderire alle Linee Guida Nazionali e Regionali.

Chi non rispetta i patti paga!

”Parlando sempre di un buon capitolato tecnico, per un paragrafo dedicato all’Esecuzione di interventi di bonifica ordinari e straordinari (servizio opzionale), il nostro relatore segnala nella stesura: “L’appaltatore dovrà in ogni momento attuare gli interventi di trattamento e sanificazione ordinaria e straordinaria previsti nel protocollo di intervento da rischio legionella. Gli interventi opzionali saranno compensati tramite le somme a disposizione nell’extracanone, mediante contabilizzazione a misura, applicando i prezzi unitari, al netto del ribasso d’asta, riportati nell’allegato 1. All’interno del protocollo di intervento da rischio legionella sono previsti anche l’installazione di filtri assoluti, a seguito di valori di legionella superiori a 10.000 ufc/1, fino a quando gli effetti delle misure straordinarie previste non modificano tali valori, riportandoli al di sotto della soglia critica. Il costo della installazione di tali filtri assoluti è totalmente a carico dell’Appaltatore. Infatti, poiché la normale e corretta manutenzione degli impianti assicura la presenza di valori di legionella al di sotto dei valori critici, il loro superamento è indice di un servizio carente e discontinuo. Pertanto, tale onere deve essere considerato una penale aggiuntiva a quelle elencate all’art. 1232 del Capitolato”.

Misure di prevenzione

”Non bisogna dimenticare che anche prima, durante e dopo l’assegnazione di un appalto il committente ha dei precisi obblighi e doveri di cui si deve far carico. Nella fattispecie il nostro autore prende in considerazione i compiti della Direzione Tecnica, i compiti della manutenzione e i Compiti del personale sanitario.

1. Compiti della Direzione Sanitaria
– Predisporre il Water Safety Plan (Piano di prevenzione della Legionellosi)
– Verificare che tutti i soggetti coinvolti nel Piano di Prevenzione eseguano i propri compiti
– Comunicare con la Direzione Tecnica: Per lavori in corso su reti e impianti; Per guasti; Per mancanza di personale tecnico
– Con il Gestore dell’impianto per la Prevenzione della Legionellosi: Per invio estratti operativi e schede di intervento compilate; Per richiesta di informazioni e chiarimenti; Per riunioni di coordinamento e pianificazione.

2. Compiti della Direzione Tecnica
– Assicurarsi che la manutenzione abbia a disposizione i mezzi, gli strumenti e il personale per eseguire gli interventi
– Verificare che la manutenzione esegua gli interventi previsto dal Registro e le azioni previste dagli Estratti Operativi
– Comunicare con la Direzione Tecnica: Per lavori in corso su reti e impianti; Per guasti; Per mancanza di personale tecnico
– Con il Gestore dell’impianto per la Prevenzione della Legionellosi: Per invio estratti operativi e schede di intervento compilate; Per richiesta di informazioni e chiarimenti; Per riunioni di coordinamento e pianificazione.

3. Compiti della Manutenzione
– Eseguire tutti gli interventi programmati nel Registro delle Manutenzioni e della Sorveglianza
– Eseguire tutte le azioni previste dagli Estratti Operativi
– Eseguire le operazioni di flussaggio periodico dei punti critici (es. fondo boiler)
– Verificare criticamente lo stato degli impianti e della rete
– Comunicare alla Direzione Tecnica eventuali problemi che dovessero verificarsi o le necessità a cui far fronte (es: comprare i soffioni, filtrini, cambiare disincrostante…)

4. Compiti del Personale Sanitario
– Informarsi sulle camere non occupate da più una settimana con o senza pazienti in arrivo
– Eseguire spurghi da tutti i terminali delle camere non occupate da più di una settimana dando la precedenza a quelle con pazienti in arrivo
– Comunicare alla manutenzione tutti i problemi idraulici che si dovessero verificare nelle camere (rompigetto incrostati, basso flusso dai rubinetti, acqua che non arriva calda… )

Conclusioni

Dopo aver affrontato in modo abbastanza approfondito cosa deve contenere un capitolato tecnico per la prevenzione della legionella, riportiamo un breve elenco di Codici e Norme che devono essere tenuti presenti e che riguardano:
– Responsabilità Penale;
– Responsabilità Civile;
– Responsabilità Amministrative:
– Codici Etici;
– Codici Deontologici.

Non va inoltre ignorato che Contratti e Capitolati tecnici debbono tener presente e far riferimento a:
– Protocolli Diagnostici Terapeutici;
– Protocolli Tecnici W.S.P.;
– Leggi e Regolamenti
– Linee Guida;
– Certificazioni.

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La legionella

La legionella è un batterio Gram negativo aerobio genere Legionellla. Ne sono state individuate 61 specie di 70 sierogruppi e il più frequente è la Legionella Pneumophila Sierogruppo 1.

Presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali ha carattere ubiquitario e si manifesta in epidemie, serie di casi indipendenti in aree ad alta endemia, in casi sporadici.

Può assumere forma polmonare (mortalità 10-15%), forma febbrile extrapolmonare, forma subclinica.

L’incidenza della legionellosi, secondo dati ECDC riferiti al 2015, è:
– in Europa 1,4/1000;
– in Italia 2,7/100.000.

L’Ospedale Bassini

  • Hinterland nord di Milano
  • Bacino di utenza di 300.000 persone
  • 360 posti letto
  • Bonifica annuale dei serbatoi dell’acqua potabile e dell’acqua calda sanitaria
  • Disinfezione in continuo dell’acqua calda sanitaria con biossido di cloro dal 2002
  • Dal 2011 monoclorammina
  • 3 torri evaporative trattate a shock periodico con un biocida a base di bromo (DBNPA)
Condanna per false recensioni su Tripadvisor

Il Tribunale penale di Lecce ha condannato un uomo a 9 mesi e al pagamento di circa 8000 euro per spese e danni. Il condannato è il proprietario dell’agenzia ‘PromoSalento’ che vendeva pacchetti di recensioni false a titolari di ristoranti e hotel.”

È una delle prime cause di questo tipo in Italia, a cui ha contribuito lo stesso TripAdvisor, che si è costituito parte civile nel processo. Nel corso delle indagini seguite dalla Polizia postale del Friuli, erano state identificati e bloccati oltre 1.000 tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor da parte di PromoSalento relative a centinaia di strutture. Il team ha inviato loro una segnalazione e le ha penalizzate.

Il portale del gufo avrebbe collaborato con la giustizia condividendo le prove delle recensioni fake raccolte da un proprio team di indagine interna. Brad Young, vicepresidente di TripAdvisor, ha commentato con soddisfazione la vicenda: “Crediamo che si tratti di una sentenza storica per Internet. Scrivere recensioni false ha sempre rappresentato una violazione della legge ma questa è la prima volta che, come risultato, il truffatore è stato mandato in prigione.

Investiamo molto nella prevenzione delle frodi e siamo efficaci nell’individuarle. Ma non possiamo fare tutto da soli ed è per questo che desideriamo collaborare con le autorità competenti e le forze dell’ordine per supportare i loro procedimenti penali“.

”Dal 2015 Tripadvisor ha bloccato le attività di più di 60 aziende di recensioni a pagamento nel mondo, ma Young considera che non è possibile fare tutto da soli e per questo desidera collaborare con le autorità competenti e le forze dell’ordine per supportare i loro procedimenti penali.

Il passaparola è sempre uno dei più efficaci mezzo di promozione, e con internet le recensioni hanno assunto un’importanza ancora maggiore, per la facilità di diffusione e la tendenza ad accreditare una grande fiducia a tutto ciò che passa sul web. ”

Le recensioni online rivestono un ruolo fondamentale nel turismo e nelle decisioni di acquisto dei consumatori ma è importante che tutti seguano le regole” ha commentato Pascal Lamy, Chairman, World Committee on Tourism Ethics, della Unwto.

Le recensioni false violano chiaramente le linee guida del World Committee on Tourism Ethics, che abbiamo pubblicato l’anno scorso per indirizzare a un uso responsabile dei punteggi e delle recensioni sulle piattaforme digitali.

Le raccomandazioni sono state sviluppate in collaborazione con TripAdvisor, Minube e Yelp e sappiamo che la cooperazione con l’industria ha un ruolo importante nell’individuazione di frodi sulle recensioni”.

Fonte: Italia Oggi

West Nile virus: i casi aumentano

In questi giorni sono stati segnalati diversi casi di persone colpite da questo virus, che viene trasmesso per lo più dalle zanzare del genere Culex (la pipiens è la più comune), ma anche dagli uccelli selvatici.

Il numero sta diventando significativo e la Regione Veneto ha fatto partire (il 4 e il 5 settembre) un piano straordinario di disinfestazione finanziato  con 500mila euro per combattere la diffusione del virus West Nile. 

La direzione regionale prevenzione il 4 settembre ha diffuso un bollettino in cui si legge che i casi di West Nile confermati in provincia di Verona sono 31 e in Veneto sono 159. Di questi, 110 presentano una sintomatologia leggera e 49 sono in forma neuroinvasiva. I decessi registrati sono 10, tutti in persone con gravi patologie pregresse.

Il piano prevede interventi di disinfestazione straordinaria delle zanzare adulte, privilegiando le aree di maggiore aggregazione. A queste si aggiungono poi le disinfestazioni dalle larve.”

Anche nel Ferrarese si parla di questo: in questa zona ci sono stati 15 casi di contagio in circa tre mesi. Il delta del Po si è dimostrato un ambiente particolarmente favorevole, insieme al clima subtropicale e la presenza anticipata di zanzare vettore.  Il dato è confermato anche dal sistema regionale di sorveglianza dell’Emilia-Romagna, che segnala come la metà dei casi europei vengano registrati in questa regione, dove il  virus ha provocato 6 decessi. Oltre alle zanzare vettori del virus sono anche gli uccelli selvatici, alcuni molto diffusi come corvi e gazze, e proprio nel Ferrarese un albero su tre è colonizzato da queste specie.

A proposito delle febbre West Nile

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Incubazione e sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.”

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Diagnosi

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa.

Prevenzione

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:

  • usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
  • usando delle zanzariere alle finestre
  • svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
  • cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
  • tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

Terapia e trattamento

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

Fonti: Epicentro; Veronasera.it; Treviso today; Larena.it

 

Leggi anche:

Virus e zanzare

A proposito dei virus: cenni storici e tassonomici

Un manuale per gestire il problema zanzare

Virus Nipah, una zoonosi emergente

L’infezione da virus Nipah (NiV) è una zoonosi  – malattia trasmessa all’uomo dagli animali – emergente che causa gravi malattie sia negli animali sia nell’uomo. L’ospite naturale del virus è un pipistrello della famiglia dei Pteropodidae, genere Pteropus.

Le zone geografiche

Il virus Nipah è stato riconosciuto per la prima volta nel 1999 durante un’epidemia tra allevatori di suini in Malesia. Dal 1999 non sono stati segnalati nuovi focolai in Malesia. È stato anche riconosciuto in Bangladesh nel 2001 e da allora in quel paese si sono verificati quasi ogni anno epidemie. La malattia è stata identificata periodicamente anche nell’India orientale.

Altre regioni potrebbero essere a rischio di infezione, poiché sono state trovate prove del virus nel serbatoio naturale conosciuta del NiV (pipistrelli Pteropus) e in molte altre specie di pipistrelli in numerosi paesi, tra cui Cambogia, Ghana, Indonesia, Madagascar, Filippine, e Thailandia.”

Dal 1 giugno 16 persone sono morte per un focolaio del virus Nipah in Kerala, in India. L’epidemia è iniziata il 19 maggio, quando a causa di questo virus ci sono stati tre morti in una famiglia nel distretto di Kozhikode; in seguito è deceduto anche un operatore sanitario che aveva fornito un trattamento alla stessa famiglia.

Tre dei quattro decessi sono stati confermati come virus Nipah. Finora – come è stato pubblicato in un articolo su The Lancet – sono stati testati 203 campioni  e 18 sono risultati positivi al virus Nipah (compresi i 16 che sono morti). Tutti i pazienti che morirono provenivano da Kozhikode e Malappuram nel Kerala.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si occupa del fatto e sostiene i paesi colpiti e a rischio con una guida tecnica su come gestire i focolai del virus Nipah e su come prevenirne l’insorgenza.”

Il rischio di trasmissione a livello internazionale attraverso la frutta o i prodotti a base di frutta (come il succo di palma da dattero crudo) contaminato con urina o saliva dai pipistrelli infetti può essere prevenuto lavando accuratamente e sbucciandoli prima del consumo. I frutti con segni di morsi di pipistrello devono essere scartati.

Di cosa si tratta, in breve:

  • L’infezione da virus Nipah nell’uomo clinicamente si presenta in varie forme, dall’infezione asintomatica (subclinica) alle infezioni respiratorie acute e all’encefalite fatale.
  • Il tasso di mortalità del caso è stimato tra il 40% e il 75%. Questo tasso può variare in base al focolaio a seconda delle capacità locali di sorveglianza epidemiologica e della gestione clinica.
  • Il virus Nipah può essere trasmesso agli esseri umani dagli animali (come pipistrelli o maiali) o cibi contaminati e può anche essere trasmesso direttamente da uomo a uomo.
  • I pipistrelli della famiglia dei Pteropodidi sono l’ospite naturale del virus Nipah.
  • Non sono disponibili trattamenti o vaccini per persone o animali. Il trattamento primario per l’uomo è la terapia di supporto.
  • La revisione annuale 2018 dell’elenco delle malattie prioritarie per la ricerca e lo sviluppo dell’OMS indica che vi è un’urgente necessità di accelerare la ricerca e lo sviluppo a propisito di questo virus.

Come avviene la trasmissione

Nel primo focolaio riconosciuto in Malesia – che ha colpito anche Singapore – la maggior parte delle infezioni umane derivava dal contatto diretto con maiali malati o con i loro tessuti contaminati. Si pensa che la trasmissione sia avvenuta tramite il contatto con le secrezioni dei maiali o con il tessuto di un animale malato.”

Nelle epidemie successive in Bangladesh e in India, la più probabile fonte di infezione era il consumo di frutta o prodotti a base di frutta (come il succo di palma da dattero crudo) contaminato con urina o saliva dai pipistrelli infetti.

Attualmente non esistono studi sulla persistenza virale nei fluidi corporei o nell’ambiente, compreso nei frutti. La trasmissione da uomo a uomo del virus Nipah è stata anche segnalata tra le famiglia e le persone che si prendevano cura di pazienti infetti.

Durante gli ultimi focolai in Bangladesh e in India, il virus Nipah si è diffuso direttamente da uomo a uomo attraverso stretti contatti con le secrezioni e le escrezioni delle persone infette. A Siliguri, in India, nel 2001, è stata segnalata la trasmissione del virus  anche in un contesto di assistenza sanitaria, dove il 75% dei casi si è verificato tra il personale ospedaliero  e i visitatori. Dal 2001 al 2008, circa la metà dei casi segnalati in Bangladesh erano imputabili alla trasmissione da uomo a uomo con l’assistenza ai pazienti infetti.

Segni e sintomi

Le infezioni umane vanno dall’infezione asintomatica all’infezione respiratoria acuta (lieve, grave) e all’encefalite fatale. Le persone infette sviluppano inizialmente sintomi come febbre, mal di testa, mialgia (dolore muscolare), vomito e mal di gola. Questo può essere seguito da vertigini, sonnolenza, coscienza alterata e segni neurologici che indicano l’encefalite acuta. Alcune persone possono anche presentare una polmonite atipica e gravi problemi respiratori, tra cui sofferenza respiratoria acuta. Nei casi gravi si verificano encefalite e convulsioni, che evolvono in coma entro 24 a 48 ore.

Si ritiene che il periodo di incubazione (il tempo dall’infezione alla comparsa dei sintomi) sia compreso tra 4 e 14 giorni. Tuttavia, è stato segnalato un periodo di incubazione fino a 45 giorni.”

La maggior parte delle persone che sopravvivono all’encefalite acuta si riprende completamente, ma nei sopravvissuti sono state riportate dei disturbi neurologici a lungo termine. Circa il 20% dei pazienti ha conseguenze neurologiche residue come disturbi convulsivi e alterazioni della personalità. In un piccolo numero di casi i soggetti guariti soffrono in seguito a una ricaduta o per una encefalite a insorgenza ritardata.

Si stima che il tasso di mortalità del caso sia tra il 40% e il 75%: tasso che può variare in base al focolaio, a seconda delle capacità locali per la sorveglianza epidemiologica e della gestione clinica.

Diagnosi

I segni e i sintomi iniziali dell’infezione da virus Nipah non sono specifici e la spesso non si sospetta la malattia. Ciò può ostacolare una diagnosi esatta e creare difficoltà per rilevare i focolai, e quindi attuare misure efficaci e rapide di lotta contro le infezioni.

Inoltre, la qualità, la quantità, il tipo, i tempi di raccolta dei campioni clinici, la data di prelievo e il tempo necessario per trasferire i campioni in laboratorio possono influire sull’accuratezza dei risultati di laboratorio.

L’infezione da virus Nipah può essere diagnosticata con anamnesi clinica durante la fase acuta e la fase di convalescenza della malattia.

Il trattamento

Attualmente non esistono farmaci o vaccini specifici per l’infezione da virus Nipah, sebbene l’OMS abbia identificato Nipah come una malattia prioritaria per il Progetto di ricerca e sviluppo. Si raccomanda una terapia di supporto intensiva per il trattamento di gravi complicanze respiratorie e neurologiche.

Ospite naturale: il pipistrello della frutta

I pipistrelli della famiglia Pteropodidae – in particolare le specie appartenenti allo Pteropusgenus – sono gli ospiti naturali del virus Nipah, che spparentemente sembrano non soffrirne.

Si presume che la distribuzione geografica degli Henipavirus si sovrapponga a quella della categoria Pteropus, ipotesi rafforzata per l’evidenza di infezione da Henipavirus in pipistrelli Pteropus provenienti da Australia, Bangladesh, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Madagascar, Malesia, Papua Nuova Guinea, Thailandia e Timor Leste.

I pipistrelli africani del genere Eidolon, famiglia Pteropodidae, sono stati trovati positivi per gli anticorpi contro i virus Nipah e Hendra, indicando che questi virus potrebbero essere presenti nella distribuzione geografica dei pipistrelli Pteropodidae in Africa.

Il Virus Nipah negli animali domestici

Epidemie del virus Nipah nei suini e in altri animali domestici come cavalli, capre, pecore, gatti e cani sono stati segnalate per la prima volta durante l’iniziale epidemia della Malesia nel 1999. Il virus è altamente contagioso nei maiali. I suini infettati sono contagiosi durante il periodo di incubazione, che dura da 4 a 14 giorni.

Un maiale infetto può non manifestare alcun sintomo, ma alcuni sviluppano una malattia febbrile acuta, una respirazione affannosa e sintomi neurologici come tremori, spasmi e spasmi muscolari. Generalmente, la mortalità è bassa tranne che nei giovani. Questi sintomi non sono drammaticamente diversi dalle altre malattie respiratorie e neurologiche dei suini. Si deve sospettare che si tratti di virus Nipah se i suini presentano anche una insolita tosse abbaiante  o se si osservano casi di encefalite nell’uomo.

La prevenzione

Controllo del virus Nipah nei maiali 

Attualmente, non ci sono vaccini disponibili contro il virus Nipah. Sulla base dell’esperienza acquisita durante lo scoppio di Nipah che ha coinvolto allevamenti di suini nel 1999, la pulizia e la disinfezione sistematiche e accurate degli allevamenti di suini con detergenti appropriati possono essere efficaci nel prevenire le infezioni.

Se si sospetta un focolaio, i locali degli animali dovrebbero essere messi immediatamente in quarantena. Per ridurre il rischio di trasmissione alle persone può essere necessario abbattere gli animali infetti – attuando una stretta supervisione della sepoltura o dell’incenerimento delle carcasse. Limitare o vietare il movimento di animali da fattorie infette ad altre aree può ridurre la diffusione della malattia.

Poiché i focolai del virus Nipah coinvolgono maiali e/o pipistrelli della frutta, è essenziale istituire un sistema di sorveglianza della salute animale, per riconoscere i nuovi casi e allertare tempestivo i servizi veterinari e le autorità di salute pubblica.

Ridurre il rischio di infezione per le persone

In assenza di un vaccino, l’unico modo per ridurre o prevenire l’infezione nelle persone è aumentare la consapevolezza dei fattori di rischio e istruire le persone sulle misure che possono adottare per ridurre la loro esposizione al virus Nipah.

I messaggi educativi sulla salute pubblica dovrebbero concentrarsi su:

  • Riduzione del rischio di trasmissione da pipistrello a umano – Gli sforzi per prevenire la trasmissione dovrebbero concentrarsi innanzitutto sulla riduzione dell’accesso ai pipistrelli alla linfa di palma da dattero e ad altri prodotti alimentari freschi. Può essere utile tenere lontani i pipistrelli dai siti di raccolta delle linfe con coperture protettive (come gonne di linfa di bambù). Il succo di palma appena raccolto dovrebbe essere bollito e la frutta dovrebbe essere accuratamente lavata e sbucciata prima del consumo. I frutti con segno di morsi di pipistrello dovrebbero essere scartati.
  • Riduzione del rischio di trasmissione da animale a uomo – Si devono indossare guanti e altri indumenti protettivi mentre si maneggiano animali malati o i loro tessuti e durante le procedure di macellazione e abbattimento. Per quanto possibile, le persone dovrebbero evitare di essere in contatto con i maiali infetti. Nelle aree endemiche, quando si stabiliscono nuovi allevamenti di suini, è necessario prendere in considerazione la presenza di pipistrelli della frutta nella zona e, quando possibile, proteggere i mangimi per i maiali e i capannoni.
  • Riduzione del rischio di trasmissione da uomo a uomo – Dovrebbe essere evitato il contatto fisico non protetto con persone infettate da virus di Nipah. Il lavaggio manuale delle mani dovrebbe essere effettuato regolarmente dopo aver curato o visitato persone malate.

Fonte: OMS, The Lancet

Ecodom: Rapporto di Sostenibilità, i numeri

ECODOM – il più grande Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici (30 imprese) – si è impegnato anche quest’anno (come avviene dal 2008), a pubblicare un Rapporto di Sostenibilità che può essere scaricato dal sito Ecodom Report.

Nel 2017 Ecodom ha fgestito 1.472 punti di prelievo per il Raggruppamento R1 (apparecchiature refrigeranti quali frigoriferi, congelatori, climatizzatori) e 2.489 punti di prelievo per il Raggruppamento R2 (altri grandi bianchi come lavatrici e lavastoviglie), coordinando 42 fornitori qualificati e controllati attraverso audit che valutano ogni aspetto del servizio fornito.”

Un’attività che ha portato alla gestione 150.066 tonnellate di RAEE con una puntualità di ritiro dalle isole ecologiche del 99,86%.

Significative anche le performance ambientali calcolate con un sistema preso a modello da tutta l’Europa: grazie all’operato di Ecodom sono state riciclate 93.142 tonnellate di materie prime seconde, è stata evitata l’emissione in atmosfera 842.184 tonnellate di CO2 e sono stati risparmiati 404.109 GJ di energia.

PULIZIA PROFESSIONALE